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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 30/04/2011 @ 18:28:45, in D) Guerre, cliccato 816 volte)
QUESTE “MEZZE” GUERRE
 
Da quando numerosi giovani di paesi musulmani del Nord Africa, Vicino e Medio Oriente hanno iniziato a collegarsi ad Internet e a parlarsi fra di loro, hanno scoperto che in altri paesi del mondo esisteva una parola, democrazia, senza ben capire di cosa si trattasse perché non la conoscevano. Poi, negli ultimissimi anni hanno scoperto che in quei paesi le persone non erano “sudditi” ma “cittadini”, che la religione non era alla base di tutti i rapporti fra governo e governati, che questi potevano parlare grazie alla libertà di stampa e di espressione, senza essere messi in prigione o al limite fatti sparire. Hanno scoperto anche che alcuni connazionali “meno giovani” avevano lasciato il loro paese, auto-esiliandosi in paesi democratici e li hanno ascoltati. Così hanno pensato che anche loro potevano avere la “libertà”, un lavoro e soprattutto un tenore di vita decente e meno miserabile, in contrapposizione con lo sfarzo della vita dei loro padroni.
Allora hanno iniziato a manifestare nelle piazze mentre la polizia, l’esercito e le guardie speciali dei loro re, sceicchi, dittatori, presidenti a vita li sorvegliavano e li manganellavano, fino alla repressione sparando prima in aria e poi ad altezza d’uomo. Ci sono stati i primi martiri, quelli che si sono dati fuoco per la libertà, poi le vittime della repressione spinta al massimo. Abbiamo queste situazioni ancora tutti i giorni sotto i nostri occhi leggendo la stampa, vedendo scene di guerra civile sul nostro schermo, ascoltando la radio ed i commenti, quasi sempre risse fra i politici saputelli (e affini) e strilloni.
In Libia le cose sono andate un po’ diversamente nel senso che le manifestazioni si sono trasformate in guerra civile per cui numerose persone inermi sono state uccise dagli aerei, dall’esercito fedele al dittatore e dalla polizia che hanno bombardato e sparato con i cannoni ed i mortai su e all’interno di intere città e cittadine; per non parlare dei cecchini.
A questo punto, dopo molti tentennamenti e riunioni sono intervenuti alcuni paesi occidentali, poi le Nazioni Unite, prima con le sanzioni, poi con la risoluzione n. 1973.e infine con l’affidamento alla NATO di iniziare le ostilità
Vi sono una serie di ragioni più o meno importanti, ma che hanno un loro valore (anche negativo), e vorrei esaminare tutte quelle che mi vengono in mente, mentre finora  i media ne hanno escluse o minimizzate alcune di gran peso.
Molte le conosciamo a memoria perché le abbiamo sentite ripetere fino alla noia, così alcuni non hanno bisogno di ulteriori  commenti:
1)     non è ammissibile che tanti civili siano uccisi dal loro “leader”, quindi dobbiamo difenderli con la “non fly zone” e poi distruggendo i suoi carri armati, cannoni, aerei, caserme, ecc. con i nostri aerei
2)     la disponibilità di petrolio e di gas naturale che la Libia possiede non possono mancare ai paesi dell’occidente (l’Italia prima di tutti), né possono restare in mano a quel dittatore che li può usare come ricatto
3)     vi è una buona occasione per alcuni paesi che finora ne sono stati esclusi (es. USA e Francia) di mettere le mani su queste risorse energetiche se aiuteranno i “ribelli” a prendere il potere al posto di Gheddafi
4)     se distruggiamo le infrastrutture militari e civili (radar, TV, centrali elettriche, industrie ecc.) avremo buone opportunità di ricostruirle nuove in cambio di risorse energetiche dopo la fine delle ostilità
5)     le forze armate libiche sono potenti (hanno comprato molti armamenti – anche italiani - a destra e manca) ma c’è una nuova occasione di vendere armamenti più moderni e tecnologicamente avanzati dopo che avremo distrutti quelli che hanno adesso
6)     i depositi di nostri armamenti, missili di tutti i tipi, bombe da mortaio, cannoni, munizioni varie, sono strapieni; possiamo quindi svuotarli un po’ e sostituirli con armamenti tecnologici più avanzati; quindi consumiamo quelli obsoleti usandoli direttamente o fornendoli ai “rivoltosi”
7)     appena Gheddafi sarà allontanato o eliminato in qualche maniera, continueremo ad aiutare i suoi dissidenti, istruendoli non sono militarmente come abbiamo appena iniziato a fare con consiglieri ed istruttori “in borghese”, ma aiutandoli a far nascere uno stato “democratico di stile occidentale” ed impiantandoci in Libia come già abbiamo fatto per anni in molti stati del Sud America, dell’Africa, che ora si sono stancati di noi e delle nostre politiche coloniali nei loro confronti.
Tutto ciò naturalmente senza utilizzare i nostri eserciti di terra perché gli altri stati arabi  limitrofi, la Lega Araba e l’Unione Africana non lo permetterebbero perché non ammettono che i paesi occidentali inizino altre guerre del tipo Iraq e Afganistan. Insomma abbiamo inventato le “mezze guerre” perché in effetti non sono proprio delle guerre alle quali finora eravamo abituati, cioè con i soldati che si sparano reciprocamente.
 
A questo punto mi chiedo e vi chiedo: avete mai sentito o letto le ragioni che vi ho elencato a partire dal numero 3 in avanti? Pensate che siano reali? Io ritengo di si.
In particolare, per quanto riguarda gli armamenti, finché vi saranno le industrie che le costruiscono, finché non vi sarà un ordine mondiale che cerchi di limitare ed evitare le guerre (le Nazioni Unite erano state costituite anche per questo, cioè per riciclare le industrie degli armamenti in industrie pacifiche) queste industrie e le loro lobby riusciranno a “convincere” (o meglio comandare) i governanti.
Come mi è capitato di dire altre volte, non è questa l’unica ragione delle guerre, ma essa ha certamente un peso molto importante fra le altre, cioè le economiche, le politiche, le religiose, le tribali, ecc.
Cosa succederà negli altri paesi di questa zona? Mi auguro che non si sviluppino tragedie come quella libica, alla quale seguono invasioni di derelitti che fuggono verso la libertà ed il benessere del paese più vicino, l’Italia che è maledettamente implicata ed è fra quelli meno ricca fra i ricchi.
Perché non abbiamo preso esempio dalla Germania (stato che fa' parte della NATO) che si è defilata fin dall’inizio? Ne avremmo guadagnato in serietà e comportamento conseguente anche nella considerazione dei libici dopo questa mezza guerra. Avremmo anche risparmiato qualche decina (o centinaia?) di milioni di Euro in favore della nostra disastrata economia.
Invece abbiamo (o meglio ha) cominciato a dire no: siamo troppo amici di Gheddafi, forse, può essere, vedremo, si ma senza sparare. Il resto lo sapete.
Come finirà non lo sa nessuno.
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Di Gennaro Aprea (del 27/04/2011 @ 18:34:55, in F) Questa è l'Italia, cliccato 388 volte)
RIFIUTI A NAPOLI
 
 
È per me, napoletano verace, sempre una stretta al cuore ogni volta che sento notizie e vedo immagini dei rifiuti a Napoli. La cosa più triste è che ormai queste cose non fanno più notizia per molti, a parte i commenti di alcuni quotidiani e telegiornali di queste recenti festività di Pasqua che sottolineano la fuga dei turisti, specialmente stranieri.
Ne ho già parlato precedentemente (25/11/2010 nella Sezione Zero Carbonio) ma questa volta mi piace raccontarvi qualcosa che ho vissuto personalmente perché ho fatto una visita alla mia città circa un mese fa per un paio di giorni.
Arrivo di domenica pomeriggio con mio cugino e mi reco al B&B dove avevamo prenotato. Davanti al palazzo trovo cassonetti traboccanti di sacchi e sacchetti di plastica pieni di rifiuti maleodoranti; molti di essi calpestati o scalciati dai pedoni per crearsi un passaggio; si sono rotti ed hanno invaso marciapiedi e strada. 
Lunedì mattina i cassonetti sono vuoti ma in terra vi sono ancora molti rifiuti; la sera anche i marciapiedi e la strada sono stati puliti. Ovviamente mi rallegro.
Lunedì sera un amico romano ci ha raggiunto e prima di cena andiamo a fare due passi al Vomero, quartiere considerato elegante e moderno, raggiungendolo con una funicolare, sempre divertente e comoda.
Ci avviamo a piedi verso il centro e mi accorgo che una strada (via Alessandro Scarlatti) è divenuta pedonale. Tutta pulitissima, non un pezzetto di carta per terra, i necessari bidoni per i rifiuti sono numerosi e non traboccano. Mi compiaccio facendolo notare all’amico romano che per la prima volta visita Napoli. Entriamo per un aperitivo in un bar che si presenta attraente dall’esterno con gazebi sopra i tavolini circondati da piante anche fiorite.
Sorpresa!
La vedete sulle foto. Forse in qualche “città che non c’è” ci sarà pure qualche bar come questo, ma a Milano e dintorni dove vivo, a Roma, Bologna, Firenze dove sono stato di recente non ho mai visto una cosa del genere.
E quando sono ripartito il mercoledì pomeriggio tutta la città era pulita.
Ma è possibile che i nostri “amministratori” (ed anche quelli del governo – si fa’ per dire – centrale) non siano riusciti a risolvere la situazione assurda? Ora ci sono le elezioni. Vedremo cosa sapranno fare i prossimi.
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Di Gennaro Aprea (del 16/04/2011 @ 12:30:43, in C) Commenti e varie, cliccato 452 volte)
PUBBLICITA’ PER LE ELEZIONI DI MAGGIO….E PER GIUGNO?
 
Da un paio di settimane è iniziata la pubblicità battente alla radio e televisione che riguarda le prossime elezioni amministrative.
Spiegano come devono essere presentate le liste agli enti pubblici che le raccolgono con le relative firme per le provinciali e comunali, ed anche le necessarie guide per le persone disabili o impossibilitate a recarsi ai seggi. Tutto regolare penserete, perché parlare di questo argomento? Dunque, tutto bene….
Però però  io ho dei dubbi che la cosa si ripeterà – con l’aggiunta delle necessarie spiegazioni sui contenuti – per le giornate dei referendum di giugno.
Nel passato l’hanno fatto ma questa volta temo che non ci sarà questo “battage” pubblicitario (più che necessario) per spiegare quello sull’acqua (privatizzazione oppure no)  e sull’energia nucleare (centrali atomiche si oppure no) e, per Milano, anche quello dei 5 referendum sul verde.
In effetti ci sono molti “gruppi” e “movimenti” legati a interessi economici che non vogliono i referendum, così temo che di pubblicità ve ne sarà ben poca e non chiara.
Sono troppo pessimista? Forse si, ma spero ardentemente di sbagliarmi. In ogni caso mi auguro che chi vuole i referendum si dia da fare al massimo e soprattutto che la gente questa volta si interessi e prenda iniziative oceaniche! Dopo di che si rechi a votare.
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