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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 12/11/2012 @ 15:51:03, in F) Questa è l'Italia, cliccato 642 volte)
VELOCITA’ MASSMA IN CITTA’: 30 KM/ORA ?
 
Un paio di giorni fa, mi sembra sul telegiornale regionale della Lombardia, ho sentito la proposta - all’apparenza molto seria – di diminuire la velocità massima degli  autoveicoli in città da 50 a 30 km/ora a seguito di numerosi recenti incidenti che hanno provocato l’uccisione di pedoni e ciclisti.
Vorrei proprio conoscere chi ha avuto questa bella idea che è stata ospitata da un importante telegiornale della RAI.
Possibile che nessuno si sia reso conto dell’assurdità di questa proposta veramente insensata?
Guidare un’auto o un furgone o un autocarro a quella velocità significa dover far andare il veicolo in in seconda o terza marcia per un veicolo a 5 marce (o in quarta se l’auto è molto potente ed ha un motore “elastico” o ha 6 marce).
Andare in terza marcia a 30 all’ora significa anche far girare il motore come se si andasse in quinta a 130 o più all’ora, a seconda dei modelli, quindi emettere CO2 (gas serra) e particolati inquinanti quindi nocivi alla salute in quantità tripla o anche più....
I limiti di velocità in città e fuori città (che tutti conosciamo: 50, 70, 90, 110, 130, 150) sono stabiliti dall’Art. 142 del Codice della Strada (posseggo l’edizione agosto 2003) tuttavia l’Art. 141 dice: “E’ obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato e al carico del veicolo, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza per le persone e delle cose....”.
Queste regole non sono mai state prese in seria considerazione nemmeno dalle Forze dell’Ordine dopo lo sviluppo enorme della circolazione automobilistica degli ultimi 50 anni.
Ricordo benissimo che la Polizia Stradale e quella Locale potevano comminare una contravvenzione “per eccesso di velocità” se in particolari circostanze questa era anche al di sotto delle regole fissate.
Dato per certo che l’inquinamento eccessivo in città sia causa di malattie mortali di numerose persone che vi transitano e vi abitano, ben di più di quelle già troppe uccise da pazzi o incoscienti guidatori, non si può fissare un limite così basso.
Sarebbe opportuno invece aumentare di molto i controlli e le ammende, compreso la sospensione della patente per lunghi periodi e periodi di detenzione domiciliare controllata.
E mi piacerebbe rivedere i Vigili Urbani di una volta che, in momenti di traffico intenso, facevano segno ai conducenti di affrettarsi ad aumentare la velocità per liberare gli intasamenti.
In Italia, invece di fare i controlli, in condizioni di traffico difficoltoso, per esempio lavori in corso, si mettono cartelli di limiti di velocità assurdi, per esempio 10 o 20 all’ora, o 40 o 50 o 70 in autostrada se le corsie da tre sono ridotte a due (come sulle autostrade che ne hanno effettivamente due e si può viaggiare a 130/ora), anche nei giorni festivi o in ore di interruzione dei lavori.
Questi assurdi limiti di velocità fanno sì che gli automobilisti non ci fanno più caso. Che provino ad andare in Germania o in Francia o in Gran Bretagna e fregarsene dei limiti di velocità che lassù sono ragionevoli: si è sempre presi e piovono contravvenzioni senza scampo!
Molti controlli, meno morti più conducenti attenti e civili per “educazione forzata” che è buona anche per le casse comunali, non solo per i divieti di sosta.
 
Di Gennaro Aprea (del 08/09/2012 @ 17:46:28, in F) Questa è l'Italia, cliccato 765 volte)
NUBI TOSSICHE


 
Venerdì 7 settembre è apparso sul  “Corriere.it” l’articolo che potete leggere qui di seguito, il cui testo mi ha fatto saltare sulla sedia più di una volta. Mi sono infatti chiesto: è possibile che giornalisti che scrivono per il grande Corriere possano ridursi a questa modesta espressione della loro professionalità? Leggetelo e poi troverete i miei commenti.
A PESCHIERA BORROMEO
Nube tossica si sprigiona da un'industria chimica: 111 operai intossicati
L'incidente alla «Hulls & Capelli». A dare l'allarme i dipendenti della vicina TnT che accusavano malori
PESCHIERA BORROMEONube tossica si sprigiona da un'industria chimica: 111 operai intossicati
L'incidente alla «Hulls & Capelli». A dare l'allarme i dipendenti della vicina TnT che accusavano maloMILANO – Un errore di miscelazione, e dalle cisterne della Hulls & Capelli di via Spinelli a Peschiera Borromeo, giovedì, si è sprigionata una nube irritante. E’ successo attorno alle 19 a Canzo, frazione industriale di Peschiera Borromeo dove una settantina di lavoratori dello hab della Tnt, adiacente alla'azienda chimica, hanno accusato forti bruciori alla gola e irritazione alle vie aeree. L’allarme è stato dato proprio dai dipendenti della Tnt che hanno abbandonato i locali dell’azienda e chiesto l’intervento del 118.
NUBE TOSSICA - In via Spinelli sono così arrivate dodici ambulanze e quattro automediche, oltre ai vigili del fuoco con le unità speciali. Sul posto anche i carabinieri della caserma di Peschiera e di San Donato Milanese, che hanno accertato come attorno alle 16 nello stabilimento della Hulls & Capelli, azienda che fornisce prodotti chimici industriali, sarebbero state mischiate erroneamente due sostanze che, unite, sprigionano vapori fortemente irritanti. La piccola nube si sarebbe diffusa nell’hab della Tnt, che confina con l’azienda chimica, e da qui i malori riferiti dai dipendenti. Vigili del Fuoco, medici del 118 e tecnici dell’Asl hanno effettuato analisi ed accertamenti.
Barbara Sanaldi e Redazione Milano online7 settembre 2012 | 19:35© RIPRODUZIONE RISERVATA
notizie correlate
1)     la società TNT si deve scrivere tutta in maiuscolo, sia nel titolo che nel testo dell’articolo; evidentemente la Signora Sanaldi non conosce questa grande società
2)     “hab” si deve scrivere “hub” che tutti sappiamo cosa sia; se fosse volutamente una contrazione di “habitat” non vedo come questa parola possa essere adatta a descrivere un grande complesso di uffici e magazzini (ben conosciuto da tutti quelli che spediscono o ricevono pacchi e simili)
3)     non capisco il numero del titolo: “111 operai intossicati” mentre invece nel testo si parla di “una settantina” di lavoratori”; allora, quanti sono? operai è la parola sbagliata e lavoratori quella giusta, dato che alla TNT vi sono operai e impiegati
4)     vorrei sapere perché non si parla anche dei dipendenti della Hulls & Capelli: forse sono stati “esentati” dalla nube tossica?
5)     “forti bruciori alla gola e irritazione delle vie aeree”; cosa significa? perché, dando questa notizia, non si dice quali sono le conseguenze dell’errore di miscelazione? conseguenze letali? leggere ma irreversibili? passeggere? insignificanti? Siete d’accordo che questa sia la notizia importante? non ho visto altre precisazioni su questo argomento nei giorni successivi.
Mi aspetto più precisione e professionalità dai giornalisti di qualsiasi giornale, ma evidentemente lo sfascio dell’Italia si dimostra oggi anche nella professione di giornalista.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 01/09/2012 @ 20:06:09, in F) Questa è l'Italia, cliccato 478 volte)
L’AEROPORTO E LO SPREAD
Oggi, fra le lettere al Direttore di Repubblica, ho letto questa inviata dal Signor Borghi che riporto interamente (mi sono permesso di evidenziare il titolo e la conclusione)


 
“L’aeroporto nel caos e lo spread sale
Franco Borghi – Roma
Se un aeroporto è il biglietto da visita di un Paese, allora grazie allo scalo di Fiumicino lo spread dell'Italia è ben più alto di quello dei titoli di Stato. Giovedì 30 agosto, ore 19.45: il volo in arrivo da Dubai è in perfetto orario, ma la speranza di uscire presto si infrange al controllo passaporti. Quattro voli in arrivo in contemporanea, 1200 passeggeri, la maggior parte comunitari, e un solo varco aperto per i controlli. Risultato: per un'occhiata distratta ai documenti da parte dell'unico agente di ps in servizio ci vorranno 45 minuti. Protesta verbale ad un addetto degli Aeroporti di Roma. La risposta: faccia reclamo, tanto dipende dalla polizia. Nel frattempo sul nastro bagagli le valigie provenienti da Dubai si sono mescolate con quelle dei passeggeri in arrivo da altre destinazioni, ed il ritiro si trasforma in una caccia al tesoro con spintoni e gomitate. Alla fine il bagaglio è recuperato, ma non ci sono carrelli per raggiungere l'uscita. Altra richiesta di spiegazioni ad un addetto. La risposta: boh, saranno tutti fuori. È vero, sono tutti fuori, ma nessuno pensa che sarebbero più utili dentro. Ed il personale preposto fuma serenamente. Alla protesta rispondono: e che ce posso fa? Alla fine si trova un taxi, dopo aver respinto le lusinghe dei conducenti abusivi, che pascolano a caccia di stranieri in un piazzale semibuio e sudicio. Benvenuti in Italia. Ma siamo sicuri di essere in Europa?
 
Mi chiedo – e mi piacerebbe chiederlo all’Autore – se la sua ultima affermazione sottintende che fuori Europa le cose stanno come in Italia. Ebbene, se la mia ipotesi è valida (forse vuole riferirsi a Paesi africani, asiatici e del Sud America? oppure solo a quelli dove sono in corso guerre o rivoluzioni ove la situazione presuppone questi disguidi?) devo dire che, avendo viaggiato per cinquanta anni in 75 paesi di 4 continenti, la situazione di Fiumicino è certamente peggiore rispetto a tutti gli altri aeroporti esteri con un traffico passeggeri simile a quello di Fiumicino, ma anche ad aeroporti più piccoli. Ora non viaggio più frequentemente ma ritengo che in quegli aeroporti le cose non possano essere che migliorate col tempo.
Allora, non solo non siamo in Europa o in alcun altro paese estero, siamo PURTROPPO unicamente in Italia (lo dico piangendo dentro di me); quindi lo spread, che comprende anche la disistima nei nostri confronti, ha ben ragione di essere...oppure no?
 
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