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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 29/10/2018 @ 19:00:37, in F) Questa è l'Italia, cliccato 109 volte)
 MATERA e ALTAMURA
 
Ormai tutti sappiamo che l'anno prossimo Matera sarà la capitale europea della Cultura; da poco la pubblicità ha iniziato a dircelo, ottimo!
Con questo spirito, abbiamo deciso, in due coppie, di andarci perché nessuno di noi quattro vi era mai stato, nonostante tutti avevano fatto in passato numerose vacanze in Puglia.
Scrivo questo breve racconto sulle due città affinché possa essere utile a chi è interessato a questa cultura e gli viene voglia di andare in Basilicata.
 
Per evitare il numero elevato di turisti del fine settimana siamo partiti un mercoledì mattina e tornati il venerdì sera; ve lo dico perché è consigliabile imitarci. Infatti, nonostante questa strategia, tutti gli alberghi, B&B e simili, erano pieni in quei giorni infrasettimanali, anche a causa di un film  che stavano girando.
 
Viaggio ben organizzato da buon amico Agente e programma preparato ottimamente da una di noi.  Aereo Milano-Bari e grande taxi lussuoso all'aeroporto che in poco più di un'ora ci ha portato in un albergo 4 stelle (superiore alle aspettative anche per la gentilezza e la collaborazione di chi lo gestisce), fuori dal centro storico (se decidete di andare in auto, sottolineo che è impossibile arrivare in centro).
Tutto il nostro viaggio assolutamente non stancante.
Accordo preliminare con una guida ufficiale, 25 anni circa, molto carina, simpatica, preparatissima (laureata in Archeologia) gentilissima e niente affatto cara. Nessuno di noi ha mai avuto alcun interesse con questa signora in passato, ma sento il dovere di darvi il nome e il recapito: rossella.perrone@hotmail.com, tel. 3488540712. 
 
Rossella ci aveva dato le dritte per il primo giorno cosicché nello stesso pomeriggio abbiamo fatto un primo giro esplorativo prenotando con un "Ape-calessino" - max. 4 persone - più guidatore, che è andato su e giù per la città con spiegazioni da guida abituata al suo lavoro (fortunatissimi con il tempo semiestivo).
Matera è qualcosa di eccezionale i cui "sassi" hanno un'origine di più di 3000 anni. E' una delle più antiche città abitate di quell'epoca nel mondo, le disabitate sono molte ma solo rovine.
Unico punto problematico: a Matera ci sono solo 4 taxi ed è indispensabile prenotare per gli spostamenti.
 
La mattina del giovedì abbiamo incontrato Rossella; non sto a darvi dettagli: abbiamo visto bene tutto a piedi, che non è male dato che l'età media di noi quattro è 80, con una punta di quasi 90.
Nel pomeriggio siamo andati ad Altamura con taxi prenotato in anticipo. E' stata un'altra piacevole sorpresa, compreso un interessante museo archeologico con sezione paleolitica e neolitica; e il borgo antico.
 
La mattina del venerdì ancora a Matera, soli, visitando il Museo Nazionale Medievale e Moderno Lanfranchi che è anche un'ottima pinacoteca dove, fra l'altro, vi è una grande parte dei quadri di Carlo Levi, lo scrittore di "Cristo si è fermato d Eboli", che soggiornò ad Aliano vicino a Matera, condannato al confino dal regime fascista.
Alle 4 del pomeriggio lo stesso taxi per Bari, ecc. per il ritorno.
 
Insomma il viaggio è stato un sorpresa molto piacevole e al di sopra delle aspettative.
 
Se volete ulteriori informazioni siete liberi di chiamarmi ai numeri che appaiono su questo sito.
 
Di Gennaro Aprea (del 25/07/2016 @ 15:55:21, in F) Questa è l'Italia, cliccato 418 volte)
SANITA' IN LOMBARDIA 2 - FINE AVVENTURA OSPEDALIERA (continuazione dell'articolo precedente)
30 giugno. Il paziente, dopo l'invito del dermatologo A a "vederci in settembre/ottobre, va alle prenotazioni e la disponibilità è per marzo 2017. Torna all'ambulatorio e l'infermiera dice che il dermatologo A è andato in vacanza e non ci sono altri dermatologi. Aggiunge che il paziente può provare a chiamare il numero centrale della Sanità Lombarda per ottenere l'appuntamento in altra struttura ospedaliera. Detto, fatto.
Addetto al call centre gentilissimo e collaborativo, dopo il racconto dell'avventura ospedaliera del paziente. Appuntamento ottenuto per la settimana successiva all'Ospedale di Sesto San Giovanni.
Lunedì 11 luglio ore 11.40 - il paziente arriva in anticipo ed è ricevuto alle 11.55. Il dermatologo B (di una certa età) legge il risultato della biopsia ed esclama dopo un gran risata: che esagerati! tanti paroloni per niente di speciale; sarebbe stato meglio operare in una stagione più fresca, comunque non c'è problema". In 5 minuti fa la crioterapia su tutta la regione frontale senza che il paziente avverta il minimo dolore. e si raccomanda di non prendere sole finché le "bruciature" non siano guarite.
Dopo meno di una settimana il paziente nota che tutti i segni sono spariti senza l'uso della  pomata disinfettante prescritta dal dermatologo B - e non acquistata - in caso di necessità.
Così è finita l'avventura ospedaliera di più di 12 mesi per una "cazzatella" che poteva essere risolta in 30-40 giorni. Quanto è costata alle strutture della Sanità lombarda? Fate voi il calcolo. Il ticket per la crioterapia pagato dal paziente è stato di Euro 11,65. No comment ! Tutti gli altri ticket pagati ai vari chirurghi che certamente non coprono i costi delle loro azioni, non dico che siano stati inutili, ma certamente in questo caso si sarebbero potute evitare anche in termini di tempo.
Lasciatemi dire: Viva l'Italia degli incompetenti e degli spreconi. "E io paago!" diceva Totò.
 
Di Gennaro Aprea (del 02/07/2016 @ 19:19:52, in F) Questa è l'Italia, cliccato 406 volte)
LA SANITA' IN LOMBARDIA....COSE DA PAZZI
C'è un comune sentire in tutta Italia che la Sanità lombarda sia la migliore; che molti italiani, specialmente del Sud, vengano in questa Regione per avere un'assistenza migliore.
Io vivo in Lombardia da numerosi decenni, salvo alcune interruzioni di vita e lavoro all'estero che mi hanno permesso di apprezzarne le differenze. Con l'andar del tempo e l'avanzare dell'età ho dovuto utilizzare il SSN con maggiore frequenza, soprattutto per controlli periodici e qualche acciacco anche importante.
20 anni fa, quando si prenotava una visita specialistica, si attendeva non più di 20 giorni, mai più di 1 mese, contro 1 o 2 giorni per le visite private. Gradualmente le attese si sono allungate in maniera inverosimile. Oggi è spesso normale attendere oltre 6 mesi. Ritengo che ciò dipenda dalla politica regionale che ha favorito la sanità privata togliendo i finanziamenti (medici e denaro) a quella pubblica. Talché numerose persone pagano le visite ai prezzi di una visita privata per poter essere curati in tempi ragionevoli. Queste persone sono la grande minoranza perché la maggior parte degli italiani non hanno il denaro necessario e rinuncia con grossi pericoli per la salute. Non basta: con il passare degli anni il costo dei "ticket" è aumentato considerevolmente così che molti pazienti potenziali abbandonano e non diventeranno più pazienti reali. Tutti sanno che "più o meno" i poveri non si possono più curare.
Per non parlare della corruzione diffusa in molte strutture della Regione. E della magnifica idea del Presidente della Regione che, per risolvere la situazione, crea un'agenzia anticorruzione della Regione: il corrotto che viene indagato da se stesso....
Di solito evito di parlare di me, ma questa volta non ho potuto perdere l'occasione di parlare di questa Sanità lombarda perché, nella tristezza di quanto ho descritto finora, ho trovato un'occasione talmente assurda che per evitare di piangerci sopra e rovinarsi il fegato, ho scoperto il lato umoristico e divertente. Sono certo potrete farvi una risata dopo aver letto la "Cronaca di un paziente" totalmente incredibile . Preparatevi a leggere una cronaca lunga quasi un anno, finora.
Devo premettere che il paziente, quando era molto giovane, passava tutta l'estate al mare diventando nero come un "tizzo". Allora non vi erano creme per la protezione dai raggi solari né si stava sotto l'ombrellone: ci si prendeva un paio di belle scottate all'inizio, ci spalmavamo un po' d'olio di noce per alleviare il dolore, si perdeva un po' di pelle e via così. Il risultato è che il paziente di questa cronaca è pieno di nei dappertutto e ha preso l'abitudine di farsi controllare ogni anno da un dermatologo prima dell'estate. All'inizio ci si prenotava con un'attesa di 15-20 giorni; ora l'attesa è di più mesi, come ho appena descritto in precedenza.
Febbraio 2015- il paziente chiama per la prenotazione l'Ospedale Maggiore Policlinico                 come ha sempre fatto in passato. Risposta: non prima di metà settembre (nel 2014 era stata luglio). Decide quindi di provare un altro ospedale: questa volta è il "Niguarda - Ca' granda"; ci va personalmente; la risposta è: 31 luglio. Il paziente accetta e fissa l'appuntamento. Si rende però conto che per raggiungere questo ospedale il tragitto in auto va da 75 a 90 minuti, che poi ha sostituito con una buona parte con mezzi pubblici senza diminuire i tempi.
31 luglio 2015 - Paziente visitato da Medico Dermatologo A. Riassunto della visita: controllo clinico nevi (nei) con epiluminiscenza; descrizione diagnosi incomprensibile al paziente ma il punto importante è la "discheratosi frontale". "si consiglia: Solaraze gel la sera per 3-4 mesi. Crioterapia ambulatoriale da programmare. Meglio prenotare subito; poi controllo fra 1 anno." Ilpaziente prenota e paga la crioterapia ed il controllo annuale agli sportelli: disponibilità: 15 aprile 2016 !
15 aprile 2016 - il paziente fa la terapia con il gel per tutto il tempo; sipresenta all'orario convenuto (ore 10.30) per la crioterapia. Il Dermatologo Aguarda e sentenzia: "troppo tardi, dovevamo fare la crioterapia molto prima"; chiede per iscritto immediata "visita chirurgica pre-operatoria per asportazione sospetto epitelioma della regione frontale". Il paziente si presenta al Chirurgo B (che dà un'occhiata e compila l'impegnativa); poi va alle prenotazioni. Disponibilità: 28 giugno 2016. Il paziente, forte della precedente esperienza, ritorna dal Chirurgo Bper il dubbio sul ritardo, che gli dà ragione e scrive "urgente" sull'impegnativa da lui compilata precedentemente. Il paziente ritorna agli sportelli ed ottiene l'appuntamento per l'operazione al 31 maggio. Da notare. il paziente esce alle 15.40: + di 5 ore senza aver fatto niente.
31 maggio - il paziente si presenta all'orario convenuto (vi sono sempre delle attese fra questo e l'effettiva entrata in ambulatorio). E' ricevuto dal Chirurgo C; che dà un'occhiata alla fronte e dice: "non si può fare oggi in ambulatorio, l'epitelioma è troppo esteso; se la operassi oggi rischierebbe una seconda operazione di chirurgia plastica per la ricostruzione della zona frontale. Adesso le faccio solo un prelievo di tessuto per l'esame istologico-biopsia". Detto, fatto. Il paziente esce con un cerottone che copre mezza fronte (da non bagnare, gli raccomandano). Il risultato dell'esame istologico sarà disponibile il 5 luglio !!
6 giugno 2016 - Il paziente torna per la medicazione; non riesce nemmeno a vedere bene il Chirurgo D; tutto bene, con il vantaggio che è sparito il cerottone sostituito da un cerottino che resiste all'acqua.
13 giugno - Il paziente incontra il Chirurgo B che per caso è lo stesso che aveva ordinato l'operazione di asportazione (poi non effettuata dal Chirurgo C); gli toglie i punti e rimette un altro cerottino che durerà ancora qualche giorno. Chiede al paziente quando sarà disponibile il risultato dell'esame istologico ed aggiunge: "non conosco i miei turni di luglio; provi comunque prima del 5 luglio, spesso capita che sia pronto in anticipo; io sarò qui il 21 giugno e la vedrò"
20 giugno - il paziente telefona all'ospedale per sapere se è pronto il referto: niente da fare, quindi salta l'appuntamento col Chirurgo B. Qualche giorno dopo ritelefona all'ospedale: il referto è pronto. Telefona ancora per conoscere se e quando il Chirurgo Bè disponibile; l'addetta all'ambulatorio: "non è possibile; venga quando vuole e troverà sicuramente un chirurgo che l'assisterà.
30 giugno - ritiro del referto: il paziente si mette le mani nei capelli perché non capisce cosa significhi la lunga diagnosi piena di parole incomprensibili, e teme per il peggio: Va all'ambulatorio ed incontra, sempre per caso, il Chirurgo Cche afferma:  (perplessità del paziente); vada dal dermatologo che deciderà il da farsi, così sarà risolta la situazione"
Il paziente si precipita nell'ambulatorio del dermatologi. dopo un'attesa ragionevole incontra il Dermatologo A che - guarda caso - è quello del 31 luglio 2015: Legge il referto, dà un'occhiata alla fronte e dice: "Bene, facciamo la crioterapia (quella stessa che mi aveva ordinato l'anno scorso); Non si può fare in estate, quindi ci vediamo in settembre-ottobre". Fine provvisoria della cronaca.
Ammesso - e per il momento non concesso - che ora andrà tutto liscio (nuova impegnativa dal medico di base, prenotazione, ecc,) sono passati finora 11 mesi dalla decisione di fare una crioterapia per - alla fine - decidere di fare la crioterapia. Tutto mi sembra decisamente assurdo per una Sanità Regionale.
Da buon vecchio consulente che preparava progetti per i clienti, mi vengono in mente le cosiddette "parole chiave" del risultato provvisorio. Eccole:
PROGETTO, ORGANIZZAZIONE, TEMPI DI REALIZZAZIONE, DECISORI, PROFESIONALITA', COLLABORATORI (infermieri e addetti agli sportelli), AZIONI, COMUNICAZIONE FRA DECISORI, SPRECHI, DILATAZIONE COSTI, ERRORI DI SBAGLI (questa me la sono inventata io)
Come andrà a finire? riuscirà il paziente a ottenere un soluzione di questa "avventura ospedaliera"?...Incrocio le dita.
Non so se avrete avuto la pazienza di leggere tutto, Se si e vi ho strappato una risata, siete stati dei coraggiosi e altamente pazienti, come il paziente della cronaca.
Chissà se qualcuno di voi conosce l'Assessore Lombardo alla Sanità. Potrebbe imparare qualcosa.
 
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