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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 31/10/2009 @ 12:34:50, in F) Questa è l'Italia, cliccato 2007 volte)
I GRANDI GIORNALISTI ITALIANI (si fa’ per dire!)
 
L’ENEL, ha preso una positiva iniziativa culturale che ha dato luogo ad una serie di pregevoli azioni, come incontri di noti personaggi che discutono “il mondo che cambia richiede una riflessione”. L’Enel ha anche creato una pregevole pubblicazione che si chiama “Oxygen” con la “y” scritta alla rovescia.
Qualche giorno fa sono stato invitato ad un evento-incontro (intitolato “Due ore con”) di questi personaggi al Piccolo Teatro Studio a Milano.
L’argomento era molto attraente: “I nuovi scenari italiani ed europei – una lettura dei nuovi equilibri politici e sociali e una disamina delle prospettive”.
Anche i personaggi erano accattivanti: tre giornalisti famosi ed un giovane e bravo moderatore:
-          Ernesto Galli Della Loggia (Prof. Universitario di Storia contemporanea a Milano e editorialista del Corriere della Sera)
-          Antonio Polito (Editorialista e dirigente all’Unità , Repubblica, fondatore e Direttore de “Il Riformista”, Senatore nel 2006, ancora Direttore del Riformista)
-          Oscar Fulvio Giannino (Lauree in Giurisprudenza ed Economia, Editorialista e dirigente in numerosi quotidiani e settimanali, portavoce del Partito Reubblicano Italiano. Ha pubblicato numerosi saggi)
-          Alberto Mingardi, il moderatore (28 anni!), studioso e giornalista libertario che ha collaborato con numerosi quotidiani, il Foglio ed il Riformista, ed altra stampa italiana e americana, fra le quali il Washington Post, Wall Street Journal, International Herald Tribune, Financial Times. Ha scritto numerosi saggi di filosofia politica; ha fondato e dirige l’Istituto Bruno Leoni)
 
Tutta questa premessa mi ha dunque spinto a non perdere l’occasione per ascoltare qualcosa di interessante.
Vorrei anche dire che secondo me i partecipanti numerosi (3-400 a colpo d’occhio) – fra i quali molti giovani – dovevano essere persone che seguono gli avvenimenti politici e sociali o che studiano questi argomenti per lavoro o interesse personale; quindi dovrebbero essere stati già a conoscenza di buona parte della storia che ha portato ai “nuovi equilibri politici e sociali”. Invece per un’ora abbondante i tre giornalisti hanno raccontato la storia politica e sociale italiana dal periodo del dopoguerra fino ad oggi, aggiungendovi anche storie personali ed hanno solo accennato ciò che io mi aspettavo dall’argomento più importante del titolo, “le prospettive”, cioè, a mio parere, quali dovrebbero essere secondo loro e sulla base della loro grande esperienza,  le prospettive per risolvere la crisi in cui ci dibattiamo e alla quale i tre hanno fatto chiaro riferimento alla fine della storia da loro raccontata. In altri termini non posso altro dire che si sono divertiti a parlarsi addosso. Il risultato è stato che ero quasi furibondo per il deludente “incontro”.
Al termine, Alberto Mingardi, ha proposto di sentire qualche voce della platea.
Non ho perso tempo ed ho alzato la mano. La parola mi è stata data immediatamente e, dopo aver detto il mio nome e, senza usare mezzi termini, ho esordito così: “Quando ero studente l’insegnante mi dava un 4 (su 10) per un compito di italiano, spiegando le ragioni del brutto voto ed affermando che sapevo scrivere bene l’italiano, però ero andato fuori tema. Mi sarei infatti aspettato che, salvo qualche accenno da parte di Oscar Giannino, i tre importanti giornalisti avessero parlato soprattutto delle prospettive, per esempio, essendo io un “rifkinniano” (1) avrebbero potuto parlare della ‘green economy’ e della Terza Rivoluzione Industriale, solo per dirne una delle tante altre cose che si possono fare per uscire dalla crisie non ne dico altre per non essere prolisso”.
E  mi sono seduto. Vi è poi stato un secondo ottimo intervento dalla platea da parte di un ingegnere che ha parlato della situazione delle piccole e medie imprese e di come ci si dovrebbe comportare per risolverne i problemi.
Il moderatore ha dato la parola a Galli Della Loggia, che ha risposto fumosamente al secondo intervenuto senza dare una risposta concreta, seguito da Antonio Polito che ha risposto anche lui al secondo intervento. Evidentemente i tre erano offesi.
Allora il moderatore Mingardi ha invitato a rispondere al primo intervento, in altre parole al mio, chiedendo ai giornalisti di dire cosa farebbero se fossero un “dittatore”. Ha preso la parola prima Galli Della Loggia ma non ha detto niente di concreto, poi  Polito che ha girato intorno all’argomento affermando nel contesto che la green economy non è la soluzione….
A questo punto mi sono alzato e ho lasciato il teatro.
Conclusione:
1) noi tutti siamo avidi di conoscere il parere di persone diverse dai soliti politici che ci riempiono di frottole, in altri termini di commentatori ed analisti seri
2) la sottovalutazione della green economy dimostra una mancanza di analisi sull’impatto che l’applicazione della Terza Rivoluzione Industriale avrebbe sul politico e sul sociale a livello mondiale e naturalmente europeo, così come la ha avuta a livello mondiale la Seconda Rivoluzione Industriale dell'informatica
3) mi chiedo se è possibile avere in Italia importanti giornalisti, professori universitari ecc. che si dimostrano così mediocri.
Ancora non sapevo, da grande ingenuo, che siamo arrivati fino a questo punto. Pazienza! Speriamo solo che il moderatore Mingardi di 28 anni prenda presto il loro posto.
 
PS - poco prima della fine della grande chiacchierata dei grandi giornalisti, molte persone se ne sono andate (ad occhio e croce un terzo dei presenti); erano le 19.15-19.30. Forse avevano fame e volevano andarsene subito a casa per la cena? Oppure erano stufi di sentire le solite chiacchiere?
 
 
(1) Jeremy Rifkin – Economista statunitense, fondatore e Presidente della “Foundation on Economic Trend”
 
 
Di Gennaro Aprea (del 30/10/2009 @ 17:15:13, in F) Questa è l'Italia, cliccato 736 volte)
Credo che questa storia, per noi che abitiamo nel Nord-Italia, abbia dell’incredibile ! Me l’ha mandata un mio caro amico palermitano che conosco dal 1987, oggi dirigente in una importante società di navigazione locale. Tengo a sottolineare che si tratta di Palermo e dintorni e continuiamo ad essere nel 2009…..non nel 1800.
Ed in più ho il piacere di inserirla nella Sezione “Questa è l’Italia” dove finora ho dovuto sempre raccontare cose negative.
Sembra proprio uno scoop, come quello dell'uomo che morde il cane Però, a parte gli scherzi, qui al Nord, anche fuori città, sarebbe difficile una storia così perché ormai la fiducia nella gente e la diffidenza di tutti è dilagata. Cerchiamo allora di imparare qualcosa da questo sconosciuto Sud !
 
VIVERE FUORI CITTA’
 
Le vicende della vita mi hanno portato ad abitare da qualche anno in un paesino ad una ventina di chilometri da Palermo, dove però continuo a lavorare.
Sono quindi a tutti gli effetti un “pendolare”, e della peggiore risma   - dirà il mio amico Gennaro  - visto che per questo vai e vieni giornaliero utilizzo l’autovettura, ma purtroppo il pessimo servizio ferroviario mi ha costretto ad escludere il mezzo pubblico.
Il che mi ruba non meno di un’ora e mezza tra andata e ritorno, e spesso, specialmente quando mi imbatto nel solito ingorgo, mi chiedo “Ma chi me l’ha fatto fare? Non sarà stata una gran cazzata quella di andare a vivere fuori porta?”
La risposta  sta nella stupenda vista che mi gusto dalla terrazza di casa, il mare, il golfo che va da Capo Zafferano a Cefalù, e il panorama delle Isole Eolie all’orizzonte: non amo le frasi fatte, ma davvero mozza il fiato. E poi, l’assenza totale di inquinamento che è invece alto in città.
Ma non è l’unico fattore che mi conforta e mi conferma di aver compiuto un’ottima scelta: in paese i rapporti tra le persone sono improntati ad una fiducia e ad una buona predisposizione verso il prossimo che in città si sono totalmente perse, vittime della diffidenza che regna sovrana.
Un episodio per tutti: una domenica mattina, d’inverno, mi capitò l’esigenza imprevista di andare a fare con urgenza la spesa, non ricordo il motivo; il fornitore solito era chiuso e quindi andai in un supermercato di un paese vicino, dove ovviamente non mi conoscevano.
Al momento di pagare, a scontrino già emesso e tutta la roba già inserita nei sacchetti a portar via, vado per prendere il portafogli e …. lo avevo dimenticato a casa!!! Cercando convulsamente tra le tasche, tentavo di trovare la frase meno ridicola per giustificarmi, mica è bello dire davanti a tutti “Non ho soldi, ho dimenticato il portafogli, mi scusi tanto, lascio tutto”.
Anni ed anni di vita precedente mi avevano abituato e rassegnato al ritmo frenetico ed ai rapporti interpersonali della metropoli, dove in simili frangenti, già il cliente successivo come minimo avrebbe sbuffato lamentandosi per il tempo sprecato nell’attesa, e la cassiera mi avrebbe guardato con disprezzo, o quantomeno con un sorrisino di compatimento.
Ma mi sbagliavo. Con gran sorpresa, e ammirata riconoscenza, mi sono sentito invece dire: “Tranquillo, dottore, vada pure, i soldi me li porta la prossima volta che passa, che problema c’è?”. E tengo a precisare che il conto era 152 euro (mi è rimasto ben impresso nella memoria), quindi non precisamente bruscolini…
E’ stata una grande lezione di umanità e un’iniezione di ottimismo, un salto indietro verso un tempo (invero da me vissuto molto poco)  in cui l’educazione, la fiducia reciproca, il senso del dovere che porta a considerare l’inadempienza ai propri impegni quasi come una macchia alla propria reputazione e soprattutto il rispetto per gli altri erano la regola, e non eccezione come oggi.
 
Francesco Agnello
 
 
 
 
 
 
 
Di Gennaro Aprea (del 23/10/2009 @ 11:40:02, in F) Questa è l'Italia, cliccato 744 volte)
I COMPENSI DEI PRESENTATORI FAMOSI
 
 
Stamattina ho ascoltato, come quasi sempre faccio, la trasmissione di RADIO 3 “Prima Pagina” che da molti anni fa’ una rassegna della stampa del giorno presentata da un giornalista o da altri editorialisti più o meno famosi (es. professori universitari).
Dopo circa tre quarti d’ora di presentazione (7.15 - 8.00), vi sono le domande degli ascoltatori alle quali il giornalista risponde dalle 8.05 alle 8.35. Il risultato è che, mentre ci si prepara per la giornata o si guida verso il posto di lavoro, si ascoltano le notizie più importanti della stampa la più varia.
La cosa bella della trasmissione è che la rassegna non è “guidata” dalla direzione di RADIO 3, ma il commentatore la fa’ in maniera assolutamente personale. Ed il bello è che i commentatori cambiano tutte le settimane. Quindi abbiamo persone che scrivono per quotidiani e riviste di destra, di centro, di sinistra, di stampa indipendente (che qualche volta non è molto indipendente) e di tute le varie sfumature di pensiero politico.
Bene, sulla scia della discussione della remunerazione giudicata troppo alta di Bruno Vespa, stamattina ho sentito la lettura di un articolo che parlava dei “minuti” di costo delle varie trasmissioni come “Porta a porta” di Vespa, “Chetempochefa’” di Fabio Fazio, “Ballarò” di Giovanni Floris, “Anno zero” di Michele Santoro, “Parla con me” di Serena Dandini.
Purtroppo non sono riuscito ad ascoltare il nome del giornale sul quale è apparso questo articolo, ma il risultato è che l’articolo è il TIPICO ESEMPIO DI MALA INFORMAZIONE. Infatti si è solo parlato di costo al minuto di ciascuna trasmissione e non di remunerazione dei presentatori/conduttori. Il risultato della comparazione è stato che la trasmissione condotta da Vespa è di gran lunga meno costosa di tutte le altre.
Dove sta l’inghippo della pessima informazione? Per difendere l’alta remunerazione di Vespa non si calcola il peso globale di ciascuna trasmissione annualmente, né la remunerazione del conduttore.
Per spiegarmi meglio, Fazio fa’ due trasmissioni alla settimana che, compresi i lunghi intervalli di pubblicità, dura poco più di un’ora, le persone che riceve ed intervista Fazio sono molto costose perché si tratta di personaggi famosi (es. Condoleeza Rice, premi Nobel, ecc.) e orchestre e cantanti eccellenti che si fanno pagare fior di quattrini per la loro partecipazione. Idem per Parla con me che dura però 50 minuti; Ballarò è una volta alla settimana, idem per Anno Zero.
Porta a Porta invece è trasmessa più volte alla settimana, dura un’ora e tre quarti ed i suoi invitati sono più che altro personaggi politici (che non devono essere remunerati) accompagnati da affascinanti signore o attori ambosessi o altri conduttori TV ecc., i quali sono ben lieti di farsi vedere in televisione e partecipano gratuitamente o quasi.
Allora, come la mettiamo? Chiunque sia il giornale che abbia dato queste informazione, si vergogni di questi comportamenti devianti.
Eppure sono convinto che gli italiani non siano tutti fessi e non si lascino prendere in giro da questo tipo di giornalisti!
 
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