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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 14/12/2007 @ 17:20:25, in I) Sport e Calcio, cliccato 881 volte)
HO FATTO GOL…
 
Abbiamo ancora sentito delle violenze per la partita di calcio Roma-Manchester United e non vale la pena riparlarne perché ormai la violenza è divenuta un fatto normale e non fa’ più notizia. Quindi perché i giornali e la televisione ne parlano ancora?….
Invece vorrei fare un pensiero su come si comportano i calciatori appena hanno fatto un gol e confrontare questi atteggiamenti con quelli dei giocatori di squadre o anche singoli dei veri Sport.
I calciatori hanno delle manifestazioni che alcune volte fanno ridere, altre – il più delle volte – fanno pena.
Ve ne dico alcune : correre come dei pazzi per tutto il campo levandosi la maglia o coprendosi la faccia con quella, saltare le staccionate e buttarsi in ginocchio rivolti verso gli spalti, abbracciarsi e farsi abbracciare come se non si vedessero da 30 anni, farsi “coprire” dai compagni come in un partouze di omosessuali, lanciare il braccio in alto con il pugno chiuso in un gesto di forza, mettersi il pollice in bocca, alzare le braccia e correre come se volassero (come abbiamo fatto tutti quando eravamo bambini), correre verso l’allenatore e saltargli addosso, inginocchiarsi e ringraziare Dio per averlo aiutato a fare gol, fare le capriole in aria, ecc. e sicuramente ho dimenticate molte altre manifestazioni di giubilo sfrenato.
Vediamo invece come si comportano gli atleti in alcuni veri sport: palla a volo e basket e altri sport di squadra, compreso il doppio del tennis: quando fanno un punto o più di uno : “dammi il cinque”, cioè sbattere reciprocamente il palmo della mano; mettersi in circolo e ballare quando vincono una partita.
Corridori di atletica leggera: alzare le braccia in segno di vittoria rivolti verso gli spalti, correre con sulle spalle la bandiera della squadra o della nazione che rappresentano alle olimpiadi; stappare bottiglie magnum di champagne (cosa in effetti un po’ esagerata che riflette l’enorme interesse finanziario legato a questi sport) e bagnare i compagni del trio vittorioso nelle gare di auto o di moto.
Conclusione: ma vi sembrano serie le frenesie dei calciatori? a me per niente.
Vorrei avere un vostro parere, grazie!
 
Di Gennaro Aprea (del 23/11/2007 @ 10:31:20, in I) Sport e Calcio, cliccato 1055 volte)
Il Signor Luca De Marchis da Roma mi ha inviato il seguente messaggio che si riferisce al mio ultimo articolo sul calcio e che metto in rete con la mia risposta perché ritengo utile che i lettori del sito siano a conoscenza di queste realtà.
 
SALVE,VOLEVO FARE UNA PICCOLA ANNOTAZIONE SU UN ARTICOLO
RIGUARDANTE LO SPORT ANTICO SCRITTO DA LEI

 IL TIFO DA STADIO è NATO NEI CIRCHI E NEGLI ANFITEATRI DELL'ANTICA
ROMA,VISTO CHE IN GRECIA LO SPORT ERA VISTO COME UNA PRATICA NOBILE CON UN
ATMOSFERA SACRA ED INNOCENTE ED ERA MESSO IN RISALTO SOPRATTUTTO L'ARMONIA
ARTISTICA DEL GESTO ATLETICO.
IL TIFO COME VALVOLA DI SFOGO è NATO AL CIRCO MASSIMO E AL COLOSSEO DI
ROMA DOVE IL PUBBLICO ASSUMEVA MOLTA IMPORTANZA DAL MOMENTO CHE DECIDEVA IL
DESTINO DEI GLADIATORI, INFLUENZANDO LE SCELTE DELL'IMPERATORE.
> ABBIAMO TESTIMONIANZE DI SCONTRI TRA TIFOSERIE DI BIGHE E GLADIATORI CHE
CI VENGONO RIPORTATE DA POETI LATINI COME TACITO, SVETONIO E PROCOPIO:TIPO
LA RISSA NELL'ANFITEATRO DI POMPEI NEL 59 d.c. DURANTE UN COMBATTIMENTO TRA
GLADIATORI DI POMPEI E NOCERA,LE RISSE TRA LE VARIE FAZIONI DI BIGHE AL
CIRCO MASSIMO E A COSTANTINOPOLI.
LO SPORT è NATO IN GRECIA NELLA SUA PARTE PIù PURA E SANA...MA IL TIFO DA
STADIO COME VALVOLA DI SFOGO PER LE MASSE SIMILE A QUELLO DEGLI ODIERNI
ULTRAS LO ABBIAMO INVENTANO NOI ROMANI 2500 ANNI FA COL MOTTO "PANEM ET
CIRCENSES" CONIATO DA GIOVENALE.
L'ATMOSFERA DELLE ARENE ROMANE ERA COMPLETAMENTE DIVERSA DALL'ATMOSFERA
DEI GIOCHI OLIMPICI GRECI.
NON LO DICO IO; LO DICE LA STORIA...TUTTO QUESTO è CONFERMATO
ULTERIORMENTE ANCHE DA UN DOSSIER SULLA VIOLENZA NEGLI STADI DELL'ANTICA
ROMA FATTO DALLA RIVISTA L'AIRONE DI APRILE 2007.
A ROMA I GIOCHI ALLA GRECA NON ENTRARONO MAI NEL CUORE DEL POPOLO, DAL
MOMENTO CHE LA GENS ROMANA PREFERIVA MOLTO DI PIù I COMBATTIMENTI TRA
GLADIATORI E LE CORSE CON LE BIGHE E QUADRIGHE DOVE POTER SFOGARE GLI
ISTINTI VIOLENTI TIPICI DELLA CULTURA DI QUEL TEMPO,CONFERMANDO QUINDI LA
NASCITA DEGLI ULTRAS CON RELATIVI SCONTRI E TAFFERUGLI NELLE ARENE
DELL'ANTICA ROMA.
ROMA PATRIA DEL TIFO DA STADIO...STORIA NON MENTE!

CORDIALI SALUTI
LUCA DA ROMA
La ringrazio molto per la sua annotazione di cui ero già al corrente, come potrà vedere su uno dei miei articoli sul calcio di qualche tempo fa.
Restano comunque alcune realtà per me inconfutabili:

1) io mi sento molto greco perché considero gli sport qualcosa di puro per
il bene del corpo e dello spirito; d'altra parte le mie origini napoletane
confermano l'appartenenza alla "magna Grecia"; le dirò di più: il mio
cognome probabilmente ha origine a Creta dove era venerata una dea chiamata
Rea, da cui "ab Rea" che si è trasformato in "aprea"
2) il tifo da stadio nato nell'antica Roma si riferiva soprattutto ai
combattimenti fra gladiatori che non ritengo possano essere considerati
sport visto che avevano lo scopo finale di uccidere l'avversario, salvo
grazia del popolo e dell'imperatore. Per le corse delle bighe, passi il
giudizio su considerarle sport; in effetti sono un po' come le corse al
trotto odierne, ma comunque oggi gli spettatori delle corse al trotto,
tifosi di un cavallo e/o di un fantino (si chiama così solo quello del
galoppo?), non si azzuffano né sugli spalti né fuori dell'ippodromo
3) come avrà potuto constatare dai miei precedenti commenti sul calcio, io
considero che esso - almeno in Italia - abbia perso la caratteristica di
Sport dal momento in cui è divenuto una scuola di violenza, in campo, sugli
spalti e fuori; quindi faccio propaganda affinché le persone che amano gli
sport veri e senza violenza convincano se stessi e gli altri a dividere bene
il calcio dagli Sport, sia nel pensiero che nei resoconti dei media. Mi
rendo conto che è molto utopico ma non mollo. Per esempio, il rugby è un vero sport
nonostante l'apparente violenza.

Due annotazioni in più, forse utili.
a) Il giorno in cui è stato ucciso Gabriele Sandri da un poliziotto
impazzito i "tifosi" si sono arrabbiati perché le gare sportive non erano
state sospese, dando luogo ai ben noti episodi di violenza e di
vandalismo/terrorismo. In una partita di pallacanestro invece, mi sembra a
Milano, i tifosi di una squadra hanno ripiegato i manifesti e gli stendardi
e se ne sono andati silenziosamente dallo stadio senza divenire delinquenti
come i tifosi del calcio, ultras e non violenti accondiscendenti che
giustificano la violenza degli ultras.
b) Sono d'accordo su "panem et circenses", pratica comunque usata più che
altro nel periodo imperiale per tenere buono il popolo, e non in quello
repubblicano dove gli spettacoli sportivi e gli sport stessi praticati
avevano ancora probabilmente una aura etica; quindi dovremmo forse dire
inventati a Roma solo 2000 anni fa. Gli storici ed il poeta sono infatti
vissuti tutti ben avanti nel "dopo Cristo". Io ritengo che oggi il panem et
circenses sia ancora applicato, seppur in maniera diversa, dalla "classe
dirigente" di molti paesi nel mondo.

La saluto cordialmente

Gennaro Aprea
 
All’ultimo momento aggiungo un ultima considerazione.
Non mi risulta che le tifoserie dei seguenti sport siano o siano mai state violente, compresi quegli sport che già esistevano nell’antica Roma:
Lotta greco-romana, tutte le gare di atletica leggera, cominciando dalla famosa maratona, sci, canottaggio, rugby, concorsi ippici, nuoto, pallacanestro, palla a volo, ecc.
 
Di Gennaro Aprea (del 12/11/2007 @ 19:24:01, in I) Sport e Calcio, cliccato 664 volte)
CALCIO…..COSA SEI?
 
Ieri è morto un giovane di 28 anni, tifoso della Lazio. Ci inchiniamo di fronte a questa tragedia, alla scomparsa ingiusta di un ragazzo!
 
Sembra ormai certo che la colpa sia dell’Agente della Polstrada che ha sparato per sbaglio o perché ha pensato che l’auto di Gabriele Sandri fosse quella di delinquenti che avevano rapinato la Stazione di Servizio. Speriamo che l’inchiesta faccia luce sul fatto e chiarisca le responsabilità.
Ma da cosa sono nati gli spari (in aria?) della Polizia di Stato? Dal fatto che hanno visto delle persone che si attaccavano dall’altra parte dell’autostrada.
Perché i “tifosi” vengono alle mani? o agli ombrelli in questo caso, tirando fuori anche coltelli? Perché il tifo del calcio non è sportivo, si esprime solo ed unicamente con la violenza, come ho raccontato in alcuni miei precedenti commenti su questo sito.
I tifosi sono di due tipi, i delinquenti, quasi sempre di matrice fascista come erano quelli del dopoguerra della prima guerra mondiale, e quelli non violenti di natura ma deboli, accondiscendenti alle malefatte dei primi, anch’essi quasi sempre di estrema destra.
Molte persone in televisione ieri, politici, artisti della televisione, giornalisti, il Sindaco di Milano e sicuramente altre persone in vista che non ho visto né sentito, hanno espresso più o meno il solito commento: “Non è ammissibile che lo sport debba creare violenza”. Alcuni giudici hanno detto che quelli che hanno attaccato caserme della Polizia e dei Carabinieri, la sede del CONI, gli stadi, possono essere accusati di terrorismo.
 
E io dico che la violenza è perfettamente conseguente al “gioco del calcio” (o dei calci) e ripeto fino alla noia che il calcio (italiano) da tempo non è più sport, ma solo scuola di violenza, in campo, sugli spalti e fuori degli stadi. Violenza fine a se stessa, per sfogare i più bassi istinti delle persone che amano solo mettersi in mostra, facendo branco……forse perché alcuni, quando erano più giovani, volevano diventare calciatori famosi e non sono riusciti a diventare "qualcuno"…
 
Basta! cancelliamo il calcio dall’elenco degli sport veri, anche quelli che infiammano un tifo acceso ma non violento, a parte naturalmente quello degli atleti dopati!
 
Sono disgustato e certo che molti condividono questa mia sensazione e forse (pochi ancora) anche il mio giudizio.
 
 
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