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\\ Home Page : Storico : M) Satira e Umorismo (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 25/01/2008 @ 16:49:05, in M) Satira e Umorismo, cliccato 670 volte)
CONTINUO A SOGNARE
 
La notte scorsa il mio sonno è stato agitato dopo aver ascoltato e visto in televisione ciò che era successo in Senato. Qualcuno ha suggerito che le decisioni del segretario dell’UDEUR erano state suggerite o dettate da qualche cardinale. Sarà vero? Forse no, dato che ormai in Italia chiunque apre bocca, le dà fiato, e si mette a dire qualsiasi cosa, verosimile od inverosimile, tanto è la stessa cosa.
Comunque il risultato di questa nottata è che mi sono messo a sognare le cose più inverosimili che vi voglio raccontare perché quando mi sono svegliato (a parte la puzza di cui vi dirò più avanti) sono scoppiato in una risata pensando alle assurdità che i sogni riescono a creare.
Non ricordo bene dove fossi, forse una sagrestia di una chiesa, ma a tratti in Piazza S. Pietro, a volte nella cappella del Senato. Certo è che, passando davanti a un grande specchio, mi sono visto vestito da prete, anzi da cardinale, con la “scazzetta” rosso vermiglio sulla pelata.
Poi ho visto della gente in fila indiana che mi aspettava in trepida attesa. Ho riconosciuto subito il primo della fila, era il Professor Prodi, seguito da Padoa Schioppa, Visco, D’Alema, Giordano, Diliberto, Mussi, Pecoraro Scanio, Fisichella, Veltroni, Mastella (con tutti i 20 iscritti al suo partito compreso lo sputacchiatore), Dini, Fini, Bossi, Cuffaro ed altri meno evidenti dato la lontananza (sono ipermetrope), salvo qualcuno come Casini Mister Italia che ho riconosciuto per la sua corta capigliatura sale e pepe, più sale che pepe.
Qualcuno mi ha chiesto se avevo visto Berlusconi; ho risposto di no ma ho sentito delle voci che dicevano in coro: “ma non c’è perché non esiste più, è stato sostituito da "Casfini!”.
Ed è stato naturale sedermi dentro un confessionale tutto dorato al quale si è avvicinato subito Il nostro esimio Professore.
Dopo le prime formule di rito (da quanto tempo non ti confessi, ecc.), alla mia domanda di quali peccati si era macchiato e doveva confessare, mi ha detto subito che aveva pensato con tutto il cuore di aver desiderato di uccidere con 20 pugnalate (i mesi del suo governo), dopo una lunga seduta di torture di scuola nazifascista e argentina, alcune persone delle quali non aveva il coraggio di fare i nomi che, nonostante le mie insistenze, non ha pronunciato.
Poi ha continuato leggendo una lunga lista di peccati mortali e veniali di cui ricordo solo alcuni che vi elenco più o meno brevemente:
-         non aver nominato un Ministro in più (con relativi sottosegretari rappresentanti di tutti i partiti della coalizione di centro sinistra) per la comunicazione agli italiani di tutte le cose che man mano il governo faceva in ottemperanza al grave peccato di aver creato un programma di 281 pagine
-         di aver nascosto agli italiani i contenuti dell’ultima finanziaria parlando invece solo del miglioramento dei conti pubblici, della diminuzione del rapporto deficit/PIL, della diminuzione del rapporto percentuale debito/PIL, del successo di aver raggiunto di nuovo un avanzo di gestione, ed altre amenità, di cui gli italiani non sanno che farsene, che non capiscono, e di cui non gliene frega un tubo. Quindi di non aver spiegato affatto:
-         la detrazione ICI, la detrazione sui canoni di locazione per la prima casa, l’aumento della detrazione dei (4 o +) figli a carico, le detrazioni del 38% per le ristrutturazioni edilizie, quella del 55% per il risparmio energetico per 3 anni a partire dal 2008, le detrazioni dell’IRPEF per le spese degli asili nido, per gli abbonamenti del servizio pubblico, l’aumento della detrazione degli interessi passivi sugli acquisti della prima casa, gli aiuti per l’acquisto della prima casa, l’astensione dal lavoro obbligatoria ed i congedi parentali anche per le adozioni e gli affidamenti, l’esenzione dal pagamento del canone RAI per gli anziani con reddito basso, ecc., tutte cose che interessavano invece la maggioranza degli italiani, i quali ancora oggi sembra che ne sappiano poco e niente
-         per non aver detto cosa e come intendeva continuare ad aiutare gli italiani nella diminuzione delle imposte ed in altri provvedimenti che avrebbero migliorato il livello dei loro redditi nel 2008 e successivi.
-         per non aver comunicato con una forte campagna informativa le aziende sul miglioramento dei redditi d’impresa, grazie al trattamento delle perdite, riduzione delle aliquote IRES (imposta sui redditi delle società), riduzione dell’aliquota IRAP….finché l’ho interrotto (interrotto a sua volta da sue interruzioni per dirmi che voleva finire di dire tutti  questi numerosi ulteriori peccati) perché tutti questi provvedimenti positivi per le aziende mi confondevano le idee e non interessavano un povero pensionato come me.
 
Quindi gli ho detto che i suoi peccati erano troppo gravi per una assoluzione, che l’impopolarità del suo governo presso gli italiani e la sfiducia del Senato erano già una grossa punizione, ma che a mio parere io pensavo che da tutto ciò che mi aveva detto traspariva un'altra cosa gravissima, cioè che il suo comportamento non stato di eccessiva modestia e di sopra-sottovalutazione di se stesso.
Pertanto, nel momento in cui usciva da piazza S. Pietro per avviarsi verso il Colle, per penitenza doveva cercare sulla strada una grosso mastello dove avrebbe trovato delle feci di vario genere (stitiche e diarreali umane e di un Dinosauro di 150 milioni di anni fa, più i resti di qualche cannolo mal digerito) che avrebbe dovuto portare a casa e, prendendo tutto con le mani fino alla pulizia completa del mastello, avrebbe dovuto buttarle nella tazza del cesso tirando la catena.
Per l’assoluzione sarebbe dovuto tornare fra qualche giorno dopo il colloquio con Il Presidente Napolitano.
Mogio mogio, il Professore si è avviato subito ma dopo pochi secondi è tornato indietro per dirmi che aveva trovato subito il mastello sul quale c’era scritto ”feci maschili e femminili”, e per chiedermi se era quello il recipiente al quale mi riferivo. Stufo di questo andirivieni che mi faceva ritardare le confessioni degli altri penitenti e dopo aver dato un’occhiata, gli ho detto subito di si e per la puzza mi sono svegliato…me l’ero fatta addosso nel letto?
No, avevo fatto semplicemente un gran “pernacchio” (alla maniera di Eduardo nel fil  “L’oro di Napoli” tratto dal libro di Giuseppe Marotta) all’indirizzo della maggior parte dei politici di oggi, cioè a quelli che pensano solo a se stessi, alla cadrega, e non si curano degli italiani….uno sberleffo in più, tanto ormai va di moda l’antipolitica ed il grillismo!
 
 
Di Gennaro Aprea (del 11/12/2007 @ 17:40:54, in M) Satira e Umorismo, cliccato 648 volte)
HO FATTO UN ALTRO SOGNO
 
Qualche tempo fa ho letto su un articolo scientifico che ciascuno di noi fa’ dai 3 ai 6 sogni per notte ma in media ne ricordiamo solo 2 alla settimana. E’ per questo che, prima di scordarmelo, mi sono messo a scrivere stamattina questo sogno che mi è sembrato la continuazione di quello fatto il 6 ottobre dell’anno scorso e raccontato in questa stessa rubrica “Commenti, satira, varie”, che forse sarebbe utile rileggere per una migliore comprensione di questo.
Lo spunto evidentemente è stato quello dell’intervista che Fabio Fazio ha fatto sabato scorso all’onorevole Tremonti nella sua trasmissione “Chetempochefa”.
 
Mi trovavo in un’aula dell’Università Bocconi (ci sono stato recentemente in un Think Tank organizzato dall’Assochange www.assochange.it). Era una sessione di esami ed il Presidente della Commissione d’esame che si accingeva ad interrogare era (buon anima) Francesco Parrillo (il cuiviso cambiava di tanto in tanto con quello di un altro ben noto Professore); la materia in questione era Politica Economica e Finanziaria. Ad attendere il proprio turno nei banchi, Giulio Tremonti, Lamberto Dini, Willer Bordon, Paola Binetti con un vestito semitrasparente che lasciava intravedere il cilicio, Bertinotti, Franco Giordano, Pecoraro Scanio, Fabio Mussi ed il laureando Emanuele Filiberto di Savoia.
Seduti a fianco del Professor Parrillo, gli assistenti Professor Diliberto, un piccolo ometto pelato che mi è sembrato riconoscere in Luigi Einaudi, un altro invece alto che assomigliava a Guido Carli e, comodamente sdraiata sulla cattedra la più giovane degli assistenti, la Prof Luciana Littizzetto.
Nell’aula vi erano, opportunamente piazzate nei punti strategici 4 telecamere per la trasmissione in diretta. Non conosco il nome del direttore delle luci ma era sicuramente molto bravo.
Giulio Tremonti è stato il primo ad essere chiamato ed ha facilmente risposto alle prime domande del grande Parrillo il quale però ad ogni risposta si fermava a prendere un appunto con aria sorniona. Ad un certo punto il chiarissimo Professore presidente della Commissione d’esame ha fatto un gesto con la mano come per dire all’esaminando di interrompere la sua prolusione e, ringraziandolo, gli ha detto:
“Egregio Professore Tremonti, la promuovo con lode per le sue risposte e assegno lei quale insegnante di ruolo alle prime tre classi della scuola elementare “Santa Rosalia” di Palermo. Si presenti al prossimo anno per l’eventuale esame per l’assegnazione alla scuola elementare superiore o forse anche per la media inferiore…..
Mentre tutti gli assistenti annuivano sorridendo con soddisfazione alla decisione con l’eccezione del Professor Diliberto che si è dichiarato in disaccordo con la sentenza, è intervenuto Guido Carli che ha chiesto di fare un’ultima domanda all’esaminando, con l’immediata approvazione del Parrillo.
Carli:”Mi può dire come risolverebbe da un punto di vista sociale il problema degli aumenti dei tassi di interesse sui mutui a tasso variabile?”
La risposta non si è fatta attendere ed il Tremonti ha prontamente risposto: “Imporrei alle banche di rinunciare a una piccola parte dei loro profitti per dare ai clienti che hanno sottoscritto i mutui a tasso variabile degli interessi passivi più bassi per salvarli dalla povertà”. Un forte applauso è scrosciato in tutta l’aula cui si sono uniti gli operatori alle telecamere, i bidelli capitanati da Giuseppe Albanese, le donne delle pulizie, questi ultimi tutti attratti dal lungo applauso. Appena si sono calmati non è mancato l’ulteriore intervento di Diliberto che è stato fulmineo nell’interloquire: “Quando ero pensionato dell’INPDAI (Istituto di Previdenza dei Dirigenti di Azienda Industriale) ho acceso con questo Istituto un mutuo di 20 anni ad un tasso fisso relativamente basso per quei tempi (1981), cioè al 12% mentre le altre banche non concedevano mutui a tassi non inferiori al 17%. Avevo fatto bene i miei calcoli e avevo deciso che mi sarei potuto permettere di pagare questa cifra senza pericolo di divenire insolvente….Come è possibile che quelli che avevano acceso mutui a tassi variabili qualche anno fa partendo da un interesse basso del 3-4% non si siano fatti bene i conti e non possano oggi far fronte ad aumenti dei tassi al 6-7%?”
Dallo studio televisivo, pardon, dall’aula si è sentito un “muuuh” di disapprovazione talmente forte che mi sono svegliato perché la Littizzetto su quel motivo ha cominciato a ballare accompagnandosi con dei ripetuti “neeeh?” di puro stampo torinese ai quali si sono uniti tutti i presenti in aula…..ma era solo la sveglia che suonava.
Mi sono alzato immediatamente e davanti allo specchio mi sono dato due schiaffi dicendo fra me e me: “ma che cazz’ e’ suònn te miett a fa’ o’ martedì? Tu adda essere nu poco chiù sèrio a primma matina!” (penso che tutti possano capire questa breve frase della mia lingua originale).
 
Di Gennaro Aprea (del 10/12/2007 @ 16:41:16, in M) Satira e Umorismo, cliccato 553 volte)
OGNI TANTO UN SORRISO FA’ BENE !
 
Questa breve storiella mi è arrivata da un carissimo amico che vive a Londra al quale ogni tanto invio dei piccoli “jokes” che a mia volta ricevo da amici o da mio nipote francese..
Dato che in questo periodo le notizie tristi e tragiche si accumulano in maniera parossistica, forse leggere qualcosa che strappi una risata fa’ bene alla salute…e ne abbiamo proprio bisogno!
 
Ecco cosa può succedere quando si sbaglia indirizzo e-mail…
 
Una coppia di parigini decide di partire per un lungo week-end al mare e di andare nello stesso hotel di 20 anni prima durante la luna di miele in Costa Azzurra.
All’ultimo momento, per un contrattempo di lavoro la signora non può prendersi il giovedì di ferie. Allora decidono che il marito prenderà l’aereo e sua moglie lo raggiungerà il giorno dopo.
Il marito arriva e, dopo aver preso possesso della camera, si rende conto che ha a disposizione anche un computer collegato a Internet. Decide quindi di inviare un messaggio alla moglie ma si sbaglia nello scrivere l’indirizzo.
 
Così a Perpignan una vedova che è appena rientrata dal funerale di suo marito morto di infarto riceve il messaggio e-mail.
La vedova consulta la sua posta elettronica per vedere se vi sono dei messaggi della famiglia o di amici. Così legge il messaggio con indirizzo errato che – guarda caso - è il primo della lista, e sviene.
Il figlio entra nella camera e trova sua madre per terra, senza conoscenza, ai piedi del computer.
Sul video si può leggere il seguente messaggio:
 
“Alla mia sposa amatissima, sono ben arrivato. Sarai certamente sorpresa di ricevere mie notizie adesso e in questa maniera. Qui hanno dei computer e tu puoi spedire dei messaggi a tutti quelli che vuoi. Sono appena arrivato ed ho verificato che tutto sia pronto per la tua venuta, domani venerdì. Non vedo l’ora di rivederti. Spero che il tuo viaggio andrà bene come è stato il mio.
 
 
PS – Non è necessario che ti porti molti vestiti, qui fa’ un caldo d’inferno!
 
 
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