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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 03/10/2013 @ 15:10:21, in M) Satira e Umorismo, cliccato 404 volte)
TRADITORE DI SE STESSO…E ALTRE ESIBIZIONI SENATORIALI
 
 
Sono stato incerto se inserire questo articolo nella Sezione “Satira e Umorismo” oppure in “Questa è l’Italia”; poi ho deciso per la prima perché l’umorismo è abbondantemente presente, anche se la parte seria è molto seria.
 
Non mi permetto di mettermi in concorrenza con i migliori editorialisti-commentatori su ciò che è successo in questi ultimi giorni, particolarmente ieri mattina in Senato.
Ho seguito l’evento dall’inizio alla fine e non posso fare a meno di dirvi che la conclusione è stata un eccelso spettacolo teatrale con un primo attore che, fra mimica (di bronzo, o meglio di “tola” alla milanese) e toni di battute ben studiate, ha superato le nostre migliori star teatrali passate (Vittorio Gassman) e presenti (Giorgio Albertazzi) sia in campo drammatico che comico.
Anche il nostro Presidente del Consiglio e numerosi Ministri non sono riusciti a nascondere il loro divertimento con malcelati sorrisi e scuotimenti di testa  di fronte a questo ultimo colpo di coda del Nostro.
Devo dire che il Senatore, alle ultime giornate ufficiali della sua vita di parlamentare, ha superato se stesso. Dopo aver chiamato la sera prima “traditori” i Ministri del suo Partito ed il gruppo che aveva deciso di seguirli, si è accodato a loro “per salvare il Partito” poche ore dopo.
In un certo senso si è autodefinito traditore. Stamattina un commentatore alla radio ha ricordato una frase di Luigi Einaudi, nostro secondo Presidente della Repubblica, che aveva dichiarato che “i traditori sono quelli che hanno perduto”.
 
Ma veniamo al punto del titolo, quello delle esibizioni senatoriali.
Durante il discorso di Enrico Letta la macchina da presa vagava nell’aula e ha ripreso numerosi “onorevoli” (?) senatori che:
-          telefonavano
-          smanettavano sul loro smartphone
-          chiacchieravano fra di loro
-          leggevano
-          lasciavano il loro scranno e si avvicinavano al Senatore Berlusconi parlandogli all’orecchio
-          altri comportamenti non degni della loro carica
Quando poi il Presidente del Senato Grasso ha dato avvio alle dichiarazioni di voto (alcune delle quali non degne di un senatore/senatrice) numerosi senatori si sono allontanati dall’aula oppure – peggio - hanno formato piccoli capannelli di due-tre persone di cui alcuni davano le spalle al tavolo della presidenza chiacchierando con gli altri interlocutori seduti. Altri continuavano a comportarsi come appena su-elencato.
 
Devo esprimere francamente il mio punto di vista, cioè che mi sono sentito offeso e umiliato da questi comportamenti in quelle circostanze. I nostri rappresentanti - tutti superiori ai 40 anni per legge, che dovrebbero essere i più posati e seri, hanno anche loro dato uno spettacolo penoso che, secondo me, è peggiore di quando, in alcune occasioni, i parlamentari italiani si sono accapigliati arrivando alle mani...che significa eccesso di partecipazione, ma almeno è partecipazione!.
 
Secondo me, i parlamentari eletti delle due Camere dovrebbero comportarsi sempre da persone di normale educazione, seguendo attentamente i discorsi di tutti senza intervenire con interruzioni, risatine rumorose o frasette di dissenso. Io credo che tutti i nuovi eletti in futuro dovrebbero fare un corso preventivo di buona educazione e comportamento in aula, fornendoli di un codice di etica scritto. Ed il Presidente dell’aula dovrebbe poter toglier loro la parola interrompendo la funzionalità del microfono in quei casi, oppure invitandoli a lasciare l’aula immediatamente; forse così i nostri rappresentanti eletti risulterebbero più seri agli occhi di noi elettori e anche di quelli di altri Stati.
 
PS – Fra pochi giorni il Senatore condannato dalla legge italiana non sarà, in ogni caso, più parlamentare, dovrà restare agli arresti domiciliari in un’unica abitazione. Non potrà uscire se non dopo richiesta ufficiale che potrebbe anche non essere accordata, a meno che non sia per motivi di salute; in quest’ultimo caso dovrebbe essere guardato a vista da agenti di pubblica sicurezza. Non potrà ricevere alcuno, salvo i familiari. Se non ottempererà a queste disposizioni, soprattutto quella di uscire senza permesso si potrà applicargli il braccialetto elettronico.
 
In alternativa potrebbe essere assegnato ai servizi sociali con le stesse limitazioni e doveri appena detti. Resta il dubbio circa la possibilità di questa alternativa, come ho già scritto il 19 settembre scorso nell’articolo intitolato “Berlusconi, ultima volta?” nel paragrafo 2. Infatti i servizi sociali possono essere accordati ad un condannato, solo se riconosce la propria colpevolezza, cosa che il Senatore non ha mai fatto, anzi si è dichiarato sempre innocente. Lo farà adesso dato che si è pentito delle sue azioni di far cadere il Governo in carica che cerca difficilmente e con risultati mediocri, proprio a causa di una maggioranza anomala e litigiosa, di fare qualcosa per il Paese?
 
 
 
 
Di Gennaro Aprea (del 05/08/2013 @ 18:48:42, in M) Satira e Umorismo, cliccato 484 volte)
CORSI E RICORSI STORICI (di Tomaso Campanella)
ovvero
LA STORIA SIAMO NOI
 
Sono molti mesi che non scrivo un articolo di “Satira e umorismo”, forse più di un anno; non me lo ricordo più e me lo spiego solo perché sono ormai gli stessi mesi che ciò che è accaduto e sta tuttora accadendo in Italia non porta ad essere allegri o a divertirsi. Ci sono eccezioni di ottimi giornalisti satirici che riescono a creare vignette e soprattutto a scrivere cose che, nonostante tutto e meno spesso di prima, ci spingono al sorriso; però io mi sento un povero tapino che non riesce ovviamente a mettersi al loro livello.
 
Questa volta mi è venuto in mente di dire qualcosa facendo ricorso al doppio titolo: l’occasione è il discorso di ieri dell’ex premier davanti a palazzo Grazioli a Milano. Lo stile, la voluta lentezza, le smorfie e gli atteggiamenti del corpo mi hanno ricordato vari discorsi di Benito Mussolini che ho ascoltato e ai quali ho assistito da bambino “balilla moschettiere” (col "moschetto 91" in dimensione bambino) di 10-11 anni plagiato dal fascismo durante i “sabato fascista” quando quelli che ci gestivano ci facevano sentire importanti, soldati in erba pronti ad andare al fronte contro i nemici di allora, inglesi e americani (zitto, il nemico ti ascolta…e ancora oggi lo fanno con mezzi tecnologici avanzatissimi rispetto ad allora).
Avrete certamente notato l’abitudine ormai invalsa da tempo di questo condannato a 4 anni di prigione da 3 gradi di giudizio da parte di tre altrettante corti di giudici comunisti (gli ultimi sembravano proprio vecchietti dei tempi del Fronte di Liberazione); abitudine di salutare con la mano destra con gesto identico a quelli mussoliniano e hitleriano (in tempi recenti varie stazioni televisive hanno trasmesso filmati e racconti, per es. la Storia siamo noi, in cui si vedeva ripetutamente questo tipo di saluto).
Tuttavia, a parte questo dettaglio, è il discorso di ieri davanti a un limitato numero di persone che ha provocato in me la stessa reazione di quello di Mussolini ascoltato – ormai dodicenne dubbioso - in ottobre del 1942 quando Hitler lo aveva rimesso in piedi liberandolo dalla prigione del Gran Sasso. In quel discorso il duce aveva confermato la vittoria a fianco dell’alleato tedesco, con i soldati della nuova Forza Italia... scusate, nuova Repubblica Sociale Italiana.
Quel discorso, visto anche al cinema negli abituali “cinegiornali” prima dell’inizio di ogni film, mi è tornato immediatamente in mente. Una delle cose che più mi ha impressionato è stata l’espressione facciale identica delle due persone che dicevano delle cose talmente assurde che erano volutamente espresse mostrando di non crederci affatto. Perciò mi è venuto tanto da ridere!
Poi sappiamo come è andata a finire, né lui né i suoi sostenitori gerarchi hanno vinto la guerra (nello scambio di lettere nel 1945 con Claretta Petacci lui rispondeva agli incitamenti di lei ad andare avanti, con frasi dubbiose ma realistiche e le chiedeva perché insistere a fare altri discorsi in pubblico). Oggi al suo posto ci sono la Biancofiore e la Santanché ed altri che insistono a considerarlo uno grande statista mentre De Gasperi, Togliatti, Nenni e Moro e pochi altri dei primi tempi della democrazia italiana si rivoltano nella tomba.
Non arriveremo mai più, per fortuna e grazie alla nostra democrazia, a un piazzale Loreto e cose simili, ma mi sembra proprio che il declino del “nostro” sia già arrivato in fondo.
E’ proprio vero che in Italia vi succedono i famosi corsi e ricorsi storici – in questo caso dei periodi d ventennio o giù di lì - del filosofo Campanella.
Con l’occasione desidero ribadire quanto avevo scritto in un articolo nella Sezione “Commenti e varie” intitolato “Terza repubblica?” del 24 dicembre 2012 nella quale affermavo che i capi di governo degli ultimi 40 anni saranno ricordati fra 50-60 anni nella storia come dei normali Presidenti del Consiglio che si sono avvicendati agendo quasi tutti e quasi sempre male con qualche “breve” eccezione, per la nostra Repubblica.
Giuseppe Mazzini, costretto continuamente a nascondersi e temendo di sparire dai pensieri della gente, diceva: "parlate bene di me, parlate male di me, ma parlate di me".
Da qui la mia proposta: d'ora in poi, vogliamo smetterla di parlare tanto e troppo di questo ex premier? Questo è un forte suggerimento anche ai giornalisti.
 
Ed il PD e gli altri non si lascino influenzare troppo dalle uscite di questo poveraccio.
 
Di Gennaro Aprea (del 04/03/2013 @ 17:09:19, in M) Satira e Umorismo, cliccato 517 volte)

MISSIONE COMPIUTA

Il nostro nuovo Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha pronunciato più volte questa frase (oppure le TV ce l’hanno propinata troppe volte?). 

Ebbene, anche questa volta non sono d’accordo con il famoso esponente della Lega Nord. 

Quale missione ha compiuto? Solo quella di aver vinto le elezioni, niente di più per il momento. 

Ancora dovrà lavorare gli anni che gli spettano come Presidente della Regione prima di poter dire e dimostrare di aver compiuto una missione! Non si può dire di aver compiuto una missione se non alla fine del lavoro!  Oppure la missione è solo quella di ottenere il potere (cadrega).....? 


Esaminiamo un po’ qualche spunto della missione che  dovrà completare: 

-       cominciamo dalla famosa “Italia del Nord” che intende creare, cioè quella che lui considera l’unione delle 3 Regioni, Piemonte, Lombardia e Veneto; e che pensa di staccare dal resto d’Italia patteggiando con il governo di Roma e persino con l’Unione Europea. Ma vediamo un po’ come è andata la Lega Nord in Piemonte e Veneto; i risultati delle ultime elezioni politiche mostrano che i nostri hanno perduto metà dei voti in ambedue le Regioni. E dato che le ultime elezioni di queste due Regioni si sono tenute ambedue nel marzo del 2010 vuol dire che fra 2 anni vi saranno le nuove elezioni in Piemonte e Veneto. Riusciranno i nostri eroi a conservare le 2  Regioni? Con questi risultati delle elezioni politiche del 2013 mi permetto di  nutrire dei dubbi....e allora come va la missione dell’Italia del Nord? Caro Maroni: c’è molto da lavorare per arrivare a poter dire missione compiuta! 

-       Guardiamo un po’ i doveri della nuova Giunta lombarda che si costituirà a giorni. Vi saranno, oltre ai Leghisti, numerosi Consiglieri ed Assessori del PDL che lo hanno sostenuto. Riuscirà il nostro eroe a dare una pulita alle buone abitudini di “approfittare” dei (troppi) denari a disposizione come hanno fatto nel periodo formigoniano? e riuscirà a fare analoga pulizia nella sanità e in tutti i tanti altri argomenti di responsabilità della Regione? E che diciamo sui problemi della ‘ndrangheta che ha sbagliato già una volta a negarnel'esistenza  indignandosi di fronte a Fabio Fazio e Roberto Saviano? Caro Maroni, c’è ancora molto da lavorare a lungo per poter dire missione compiuta! 

-       ci sarebbero molte altre cose da dire ma per il momento mi fermo per non infierire. 

Staremo tutti attenti a ciò che riuscirai a fare, e “statteve accuorto” agli “altri”, di qualsiasi genere, come si dice a Napoli. e nun facite troppo o “sbruffone”, sempre come si dice a Napoli, con le missioni compiute che sono ancora tutte da compiere! 

Chi ti scrive, caro Presidente, è un vecchio extra-padaniatario che per fortuna è arrivato alla pensione prima della legge Bossi-Fini, quindi non ha avuto bisogno del permesso di soggiorno per continuare a vivere al Nord, cioè in Italia.

 
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