\\ Home Page : Articolo : Stampa
L'INDUSTRIA EDILIZIA VA MALE ?
Di Gennaro Aprea (del 19/06/2017 @ 18:26:16, in A) Aziende, innovazione, produttività, costi, ecc., cliccato 468 volte)
L'INDUSTRIA EDILIZIA VA MALE ?


 
Oggi, sul notiziario economico e finanziario del telegiornale di RAI 3 il giornalista/speaker ha riconfermato che l'economia produttiva sta andando (abbastanza) bene, ma l'unico settore che è in regressione è l'industria edilizia delle nuove costruzioni, che ha perso, su base annua, il 4,6%.
Il tono era tale da voler dimostrare la negatività di quella statistica. Per me invece è una buona notizia perché significa che il consumo del suolo è diminuito.
 
Non vi era alcuna cifra che riguarda le ristrutturazioni che invece sono altrettanto importanti. Ormai gli economisti hanno capito che la sostenibilità di qualsiasi processo produttivo deve tener conto della cosiddetta "impronta ecologica".
 
In questo caso solo le imprese edilizie conservative - e sono ancora la maggioranza - pensano che il futuro delle loro imprese sta nel nuovo, pur avendo per fortuna accettato le costruzioni che necessitano di limitata energia per essere vissute. Ciò anche alla buona concorrenza.
Comunque nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni mancano ancora le i progetti e le realizzazioni delle strutture per il minor consumo di acqua, quelle di recupero dell'acqua piovana ed il recupero e l'uso delle acque di scarico (lavabi, bagni, docce, lavelli, lavatrici e lavastoviglie) per la pulizia dei servizi igienici.
 
Ci sono centinaia di milioni di edifici nel mondo (e decine di milioni in Italia) che possono e devono essere ristrutturati per portarli a consumi "quasi zero". La tecnologia ha fatto passi da gigante, quindi i costi son più che accettabili. E' anche vero che in alcuni casi particolari le realtà e le situazioni non permettono la ristrutturazione a costi competitivi. La soluzione è trovare spazi abbandonati (es. industrie ferme da tempo) disinquinare il terreno ove necessario, costruire il nuovo senza aumentare suolo occupato e volumi, trasferirne gli abitanti (ottimizzare i servizi che spesso mancano). Poi demolire i vecchi edifici e creare verde sulla stessa area, possibilmente aumentandone la superficie..
 
Nel piccolo Comune dove abito da tempo, sono state ristrutturate due cascine abbandonate e un terza è sulla stessa strada, tutte ristrutturate con gli stessi criteri. Ve ne sono ancora molte, non solo in questa zona da riutilizzare, anche per altri scopi sociali, come hanno fatto a Milano città.
 
Ma andando verso il sud non vi sono numerose valide iniziative di questo genere, soprattutto, dico io, per mancanza di impulsi imprenditoriali a progetti simili; soprattutto mancano  appoggi di tutti i generi da parte di chi ci governa a livello centrale, regionale e locale.