Omografi? Contatti
Il Blog di Gennaro Aprea: commenti sulle notizie, pensieri e idee dell'autore.

 

Questa è la pagina che si svilupperà di più divenendo simile ad un blog. E diventerà una serie di pagine e di articoli.

 

Scriverò di tutto su tutto, cose importanti e cose futili e banali, su alcuni punti mi attirerò gli improperi di molte persone che la pensano all’opposto di me; queste molte persone in alcuni casi, per esempio il calcio, sono la maggioranza degli italiani.

 

Le critiche saranno tutte ben gradite ma non vorrei che le discussioni divenissero uno scambio di parolacce, come purtroppo succede spesso in Italia, anche, e soprattutto ahimè, in televisione. Mi ritengo una persona civile quindi non intavolerò alcuno scambio di idee con quel tipo di persone che parlano male ed "ipocritamente in televisione le loro parole sono coperte da fischietti vari". Alcune volte una parolaccia ci può anche stare, ma non deve diventare un intercalare abituale ed essere usata con l’unico intento di offendere.

 

Sono un puritano e conservatore? Non mi considero tale nonostante quanto ho appena detto, anzi…...

 

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Di Gennaro Aprea (del 20/07/2018 @ 16:13:08, in L) Zero-carbonio, cliccato 4 volte)
ANCORA NUOVI CARBURANTI BENZINA O DIESEL?



Antonio Cianciullo è un ottimo giornalista che scrive sempre con conoscenza di causa perché ha una lunga esperienza nel settore dei problemi ambientali.
Giorni fa, precisamente il 13 luglio scorso, ha raccontato che un società svizzera ha messo a punto un impianto innovativo che trasforma la plastica in carburanti per i motori a combustione interna. Tutto ciò senza inquinare perché utilizza la pirolisi, senza ossigeno né combustione.
 
In poche parole con 1 tonnellata di plastica monouso, di difficile smaltimento o riutilizzo per produrre altra plastica, si ottengono 900 litri di carburante simile al kerosene e al diesel.
Tutto bene? all'apparenza si, perché diminuiscono le emissioni di CO2, si utilizza meno energia nel processo e il costo del nuovo carburante è inferiore rispetto a quello ottenuto dalla distillazione del petrolio.
 
Secondo me vi è però un difetto di base. Con gli accordi internazionali, COP21 di dicembre 2015 (e COP22) 186 paesi hanno deciso di diminuire l'atteso forte aumento delle temperature medie terrestri al di sotto di 2°C, e successivamente hanno modificato portando il massimo a non più di 1,5°C entro la fine del secolo.
Lo scopo principale di questo accordo internazionale è quindi di cancellare l'utilizzo di ogni prodotto contenente Carbonio la cui combustione produce inquinanti e gas serra, responsabili dell'aumento delle temperature terrestri.
 
Le grandi imprese multinazionali petrolifere hanno deciso di abbandonare gradualmente i carburanti liquidi tradizionali e di investire nel gas naturale (metano) perché meno inquinante e produttore di minore quantità di gas serra considerandolo combustibile di transizione.
 
Allora, perché fare ricerca per produrre carburanti tradizionali (ancora più inquinanti del gas) per la mobilità con la scusa che la produzione di carburanti con questi impianti costa meno di quelli derivati dal petrolio e che risolve - a mio parere solo in parte - il problema dei rifiuti di plastica?
Non si risolvono i problemi della plastica con soluzioni di questo tipo.
Quello dei sacchetti originati da materie prime vegetali è già stato risolto; è necessaria sempre più ricerca e ulteriori investimenti per risolvere il problema degli imballaggi rigidi. Alcuni produttori di bevande hanno già abbandonato la plastica ed utilizzano contenitori in cartoncino, completamente riciclabile. Ma bisogna ancora trovare ulteriori soluzioni più innovative.
Il mondo può essere salvato dalle energie alternative non inquinanti e molti paesi e grandi città nel mondo hanno deciso di eliminare ogni combustibile contenente Carbonio già entro il 2030.
 
In particolare il futuro della mobilità privata e commerciale è solo elettrico. Le produzioni e le vendite di auto elettriche sta aumentando rapidamente, ma già sta aumentando rapidamente anche il numero delle flotte di autobus solo elettrici in numerosi paesi europei. Ed a breve si arriverà anche alla mobilità commerciale.
Quindi per me, e spero che molti condividano il mio punto di vista, investiamo sempre di più nelle soluzioni che aiutano il pianeta a salvarsi dall'aumento delle temperature.
 
Nell'articolo si precisa che la società svizzera GRT Group detentrice del progetto che abbiamo su descritto sta investendo in Italia; forse perché qui i nostri politici lasciano fare? la GRT investe anche in altri paesi?   
 
In conclusione, pollice verso per le soluzioni provvisorie, " di transizione", quindi inutili come questa.
 
Di Gennaro Aprea (del 17/07/2018 @ 18:27:50, in M) Satira e Umorismo, cliccato 2 volte)
LA GUERRA DEI COLORI


 
E' già un po' di tempo ormai che in politica abbiano notato, aimè, un crescendo di polemiche, insulti, offese, insolenze, guerre e guerricciole, ecc. da parte degli addetti ai lavori.
Fra questi chi ha brillato di più è stata la Lega - non so bene quale delle due - nella persona del duro Kapò Matteo (come vedete anch'io mi sono adeguato all'insulto: comunque copyright Berlusconi).
Ma vi è anche molta concorrenza in giro sia all'interno degli addetti nell'ambito del governo attuale, sia all'interno di alcuni movimenti e di altri partiti e partitini.
 
Da qualche settimana a questa parte però una nuova guerricciola è nata a proposito dei colori che rappresentano le varie fazioni.
 
La prima è l'accoppiata GIALLO-VERDE con la quale giornalisti e addetti hanno voluto evidenziare l'accordo fra il M5S e la Lega. Il verde è naturale perché Bossi & C. l'aveva scelto fin dall'inizio in tutte le maniere possibili. Avevo notato che i vecchi Verdi, ora del tutto spariti, non avevano mai fatto un accenno di protesta, forse perché sono delle persone troppo educate, Comunque....
Non so invece come mai il giallo sia divenuto rappresentativo dei Pentastellati; non mi sembra che Grillo & C. l'avessero mai messo in campo, salvo forse durante qualche sua feroce incazzatura nei suoi discorsi a 200 decibel per il quale diventava giallo dalla rabbia. Comunque anche questo colore sembra ormai acquisito.
Nel frattempo però qualcuno lavorava sotto sotto con la discrezione e la segretezza che caratterizza uno dei corpi più importanti della sicurezza italiane: la Guardia di Finanza. Molto discretamente il loro Servizio Diplomatico, su istanza degli alti responsabili Generali, ha contattato le segreterie dei due partiti, non per problemi fiscali o di mancate restituzioni del maltolto, ma accampando i loro colori, appunto giallo-verde, che denotano le loro divise e mostrine.
 
Il risultato è stato un armistizio sotterraneo e non eclatante: infatti da qualche settimana a questa parte ora l'accoppiata viene chiamata anche GIALLO-BLU...che col tempo rimarranno i soli colori della grande coalizione....fino a prova (o protesta) contraria.
Temo infatti che il nostro Berlusconi dovrà pur dire qualcosa dato che il colore di Forza Italia è l'AZZURRO, colore da lui rubato a suo tempo a tutte le squadre italiane nei vari sport, con un colpo di comunicazione pubblicitaria di altissimo livello.
 
Mi aspetto quindi altre piccole guerre di colori, più o meno cruente e spero che i vecchi democristiani - quanti sono ancora vivi? - non si mettano in testa che nessuno potrà mai aspirare al BIANCO (sporco) dello Scudo Crociato. E che la guerretta faccia numerosi morti di cuore.
 
E che ne dite del ROSSO? A chi dei vari partitini della vecchia sinistra appartiene? Non vorrei che, oltre a tutte le litigate che hanno fatto e continuano a fare fra di loro (con ragione?...che ne dite?) non trovassero quest'altra possibile scusa per accapigliarsi.
Ormai sono troppo vecchi e pieni di buchi dei tarli, dopo che sono stati svenduti e piazzati nel retrobottega di un vecchio antiquario, in attesa di qualche nostalgico che voglia arredare la casa con questi mobili usati che costano meno di quelli dell'IKEA.
 
San Gennaro, Vuie m'avite 'a ajutà ! Facìteme 'a gràzia!
 
 
Di Gennaro Aprea (del 22/05/2018 @ 19:11:48, in M) Satira e Umorismo, cliccato 24 volte)
MENO MALE !


 
In questi ultimi giorni sono stato assillato da un dubbio terribile, cioè che il nostro ineffabile Luigino diventasse Presidente del Consiglio dei Ministri... e poi, dopo la dichiarazione che il "premier" non sarebbe stato né lui, né Matteo il leghista, nemmeno per un'alternanza 6 mesi l'uno e 6 mesi l'altro (o 1 settimana l'uno e 1 settimana l'altro, ecc.) si vociava ancora,  dicevo,  che poi Luigino sarebbe stato forse Ministro degli Affari Esteri.
 
Mi chiedevo: ma come fa un "premier" o un Ministro di tale importanza a parlare con i colleghi premier o ministri degli esteri di altri paesi europei e non, senza poter parlare in un "fluent English"?  Vi giuro, qualche notte mi sono svegliato e, pensando a questi problemi immani, sono rimasto insonne per ore...mannaggia!
 
Il fatto è che il nostro impareggiabile boss dei 5S aveva iniziato a studiare l'inglese (la fonte di questa notizia è più che sicura e seria, n.d.r.) ma il risultato era che la sola parola che era riuscito ad imparare nei vari "slang"  anglo-americani, era solo la traduzione di "formaggio". Ciò a causa - ho saputo - del suo grande amore per i formaggi, a cominciare dalla mozzarella di bufala campana, attraverso i vari formaggi freschi campani della consistenza della provola, per finire con il vero "provolone" piccante....
 
Così, quando gli era capitato di incontrare qualcuno che non sapeva bene l'italiano, pensava al formaggio che gli veniva in mente al momento, più leggero o più forte, così riusciva a far innamorare all'istante l'interlocutore, sussurrando un silenzioso "cheese" più o meno accentuato a seconda del formaggio a cui pensava, più o meno forte, in quel preciso secondo.
Dati gli ottimi risultati questa sua strategia è diventata da tempo un vezzo che ha distribuito a tutte le telecamere che lo hanno ripreso in questi lunghi mesi di presenze nelle varie TV da quando è diventato ufficialmente  il "Kapo" dei Pentastellati. Oltre a questa espressione del viso ha imparato anche a "sfilare" come i migliori indossatori di moda con le braccia penzolanti...
 
Meno male che proprio oggi si è vociferato che sarà nella lista dei ministri in pectore ma non il Ministro degli Esteri...meno male! Finalmente potrò dormire tranquillo.
 
Però, ora che è riuscito a "formare un governo di politici, ripeto, politici"  che più politici non si può (e la competenza dov'è?) dovrà pure decidere di fare qualcosa di serio come a suo tempo fece - con profitto devo dire - l'altro Matteo il toscano. E ciò perché Luigino è diventato un personaggio - molto criticato ma anche preso per il sedere.... da numerosa stampa e TV straniera.
Però, Giggì, statte accuorto, te staie cumpranno 'a nòmmena d'o famoso proverbio latino, "risus abundat in ore stultorum"... 
 
Comunque, forza Giggì ! sei tutti noi... e dietro la schiena incrocio le dita, e faccio pure le corna!
 
Di Gennaro Aprea (del 03/04/2018 @ 11:21:09, in C) Commenti e varie, cliccato 39 volte)
PASTIERA


 
In questi giorni di feste pasquali sui "social" si è parlato molto della pastiera, dolce tipicamente napoletano. Non esiste un dolce chiamato pastiera di altra provenienza, quindi non si dovrebbe - e non si deve - aggiungere, come spesso sentiamo, l'aggettivo "napoletana"...è solo un inutile spreco di parole!
 
Vi sono leggende e tradizioni trasmesse oralmente e su qualche documento antico sull'origine della pastiera: ve ne sono di tutti i tipi ma io preferisco quella che racconta che la pastiera era il dolce tipico della primavera della Magna Grecia, quindi prima ancora della fondazione di Roma di Romolo e Remo. Napoli fu fondata infatti dai greci.
Una delle caratteristiche era, ed è, di profumare l'impasto con l'acqua di fiori d'arancio che nell'attuale sud era molto disponibile all'inizio di primavera. L'altro, tipicità era la frutta candita soprattutto quella di zucca (chamata a Napoli "cucuzzàta"), di buccia di cedro e d'arancia che servivano a dare la dolcezza all'impasto (allora non esisteva ancora lo zucchero) fatto di ricotta di latte vaccino mescolato con quello di capra o pecora, uova, grano cotto nel latte profumato di scorza di limone, il tutto contenuto nell'involucro di pasta frolla fatto di farina e uova dolcificata con un po' di miele
La pastiera è sempre stato il dolce fatto in casa ed ogni famiglia del popolo ha la sua ricetta particolare con qualche segreto trasmesso da nonna a madre e figlia. Solo poche pasticcerie a Napoli fanno pastiere accettabili ed hanno successo perché le donne che sanno cucinare di questi tempi sono poche e hanno meno voglia rispetto alle nostre nonne e bisnonne...in effetti  hanno meno tempo per farlo; ma va bene così.
 
Vorrei precisare che mi posso permettere di parlare di pastiere perché, fra le cose che amo fare, c'è la cucina tradizionale di Napoli imparata fin dalla mia adolescenza da mia madre e da una mia zia sorella di mio padre, cuoca superlativa, conosciuta in tutta la l'ambiente degli alti ufficiali della Marina Militare perché lo zio era negli anni 50, prima colonnello commissario, e infine generale. La pastiera è stato sempre uno dei dolci che mi sono divertito a preparare per Pasqua, cosicché  gli amici che l'avevano assaggiata mi hanno sempre chiesto di gustarla.
Fino a qualche anno fa ne facevo una decina che erano distribuite fra parenti e cari amici, alcune spedite anche in Inghilterra e Francia.
 
Non vorrei che qualcuno (la grande industria) si inventasse un dolce imitando male la vera pastiera e la chiamasse pastiera napoletana ma di origine nord o centro Italia, o siciliana, o sarda, come è successo con la mozzarella. Ricordo benissimo che fino al periodo del dopoguerra, cioè gli anni 50 del secolo scorso, a Roma e a Napoli, se andavi in una salumeria chiedevi la "mozzarella" e ti davano quella che oggi si chiama "mozzarella di bufala campana" per fortuna ormai protetta (DOP). Altrimenti tu chiedevi il "fiordilatte" e il salumiere ti serviva ciò che oggi è servita come "mozzarella" ma è fatta di latte vaccino ben scremato.
Al centro e nord Italia non sapevano nemmeno cosa fosse la mozzarella. Solo negli anni sessanta, quando il reddito degli italiani aumentò e si cominciò ad andare in vacanza al sud, i "nordici" assaggiarono la mozzarella e la chiesero ai loro salumieri che la facevano venire dalla Campania in aereo....poi l'industria si appropriò del nome e fece la brutta copia della mozzarella con il latte vaccino superscremato.
 
A proposito di conservazione di prodotti tipici, quest'anno alcuni supermercati hanno messo in vendita delle pastiere "made in Parma" (Esselunga). La cosa si è risaputa e i "neo-borbonici"(1) si sono rivoltati contro questa invasione: hanno comprato una pastiera falsa cioè made in Parma, l'hanno regalata al Governatore della Campania De Luca, rimproverandolo di non aver fatto niente per tutelare le tradizioni napoletane. Al contempo hanno inviato una pastiera vera fatta in una nota pasticceria napoletana alla Esselunga, sottintendendo che la loro è una schifezza.
 
A Milano quest'anno tutti si sono messi a fare pastiere più o meno false: ne ho comprate due piccole per sentire come erano, una fatta industrialmente (Auchan) l'altra da un pasticciere spacciatosi di tradizione del sud; risultato: due banali "pizze di ricotta". Frutta candita quasi inesistente, l'acqua di fiori di arancio, zero (costa troppo) sapore di grano, zero, ricotta industriale di latte vaccino scrematissimo, cioè "nun sàpe 'e niènte".
 
Allora, neo-borbonici datevi da fare affinché la pastiera non diventi un banale prodotto industriale che si trova tutto l'anno.
Insomma la PASTIERA è qualcosa di molto particolare che deve continuare a vivere ed essere fatta solo artigianalmente. E' talmente buona e delicata che - come si dice a Napoli - "ti ricrea"
 
Infine c'è una vecchia storia che risale la secolo XIX. Maria Teresa d'Austria andò sposa a Ferdinando II di Borbone, buona forchetta ed ottimo ardente amante (ci fece 12 figli). Lei non si trovava bene a Napoli, non era riuscita a piacere alla corte, così era sempre seria ed arcigna.
Il cuoco di corte suggerì al re di farle assaggiare la pastiera, dolce del popolo sconosciuto allo stesso re, che approvò. Risultato: la regina sorrise, divenne allegra e la fece gustare e sorridere tutte le cortigiane che finalmente divennero devote, cosicché il re espresse la famosa frase: 'a reggina ha fernuto 'e stà sempe cu 'e ppaturnie 'nce vuleva a pastiera pe' falla rìrere.


(1) Movimento culturale  apolitico per la valorizzazione e la tutela dei beni storici, artistici, ambientali e della tradizione del Regno delle Due Sicilie

 
Di Gennaro Aprea (del 10/03/2018 @ 17:49:13, in M) Satira e Umorismo, cliccato 61 volte)
COME RISOLVERE I PROBLEMI DI MAGGIORANZA 
PARLAMENTARE

 
Pochi giorni dopo il risultato delle elezioni 2018 il nostro beneamato Presidente della Repubblica Mattarella si è espresso con un'importante e nuovissima definizione politica; nessuno se l'aspettava: "Non darò alcun incarico a chi si presenterà senza una maggioranza certa".
A me ricorda un certo Monsieur de La Palice, ma credo di sbagliarmi perché sono quasi certo che il Presidente non abbia mai avuto un colloquio con questo distinto signore morto da ormai molto tempo.
A parte la battuta scherzosa, cosa poteva dire il Presidente quando gli tirano la giacca quei politici e giornalisti pasticcioni che vogliono creare confusione e promuovere "coalizioni" sempre più assurde?
 
Ma veniamo al punto. Grazie ad un mio anziano amico/parente lontano che ogni tanto si ricorda di me e di questo piccolo blog, ho avuto delle informazioni eccezionali che costituiscono un vero "scoop".  Mi ha illustrato il contenuto di un documento segreto redatto da un noto economista che lavora in varie università italiane, britanniche e francesi, soprattutto nel campo dell'economia politica e sociale. Mi ha chiesto di non divulgare assolutamente il nome e la residenza dell'economista (ma penso che forse anche lui non li conoscesse).
 
Dopo pochi giorni dai risultati delle elezioni, questo economista, appena eletto per la prima volta in Parlamento in una piccola lista semi-indipendente (non so ancora se in Senato o alla Camera), ha scritto questo documento segretissimo con il quale indica esattamente la soluzione ottimale per risolvere il problema attuale della maggioranza parlamentare.
 
La soluzione si basa su un suo recente saggio in cui aveva esaminato le ragioni per cui i numerosi parlamentari, soprattutto italiani, avevano lasciato il partito o il movimento di appartenenza durante la scorsa legislatura. Il risultato era stato poi comparato con quello di altri paesi europei e oltre oceanici....non vi dico i risultati.
Il titolo del saggio è "Il Cambio Di  Casacca". In effetti negli scorsi 5 anni 495 parlamentari italiani hanno esercitato questo "diritto costituzionale". Le ragioni del cambio sono state le più varie: ideologiche, cacciata dal partito, promesse di partiti concorrenti a ricandidarli o di ricandidare un figlio o una figlia, una moglie, ecc., nella successiva legislatura, antipatia verso il capo, i compagni, amici o camerati del partito, una certa quantità di Euro, una donazione segreta di un appartamento in città o per le vacanze, "altro". Il mio amico non mi ha rivelato le percentuali per ciascuna ragione.....
 
La soluzione del problema è destinata al Capo (e cerchio magico ristretto) di uno dei tre più importanti raggruppamenti/coalizioni attuali (inservibili per quelli con meno del 13% di eletti), cioè PD, oppure M5S, oppure Berlusconi & C.
Il destinatario, previo pagamento di un certo numero di € raccolti mediante colletta da versare all'economista, contatterà tutti gli eletti in Parlamento, e richiederà - e otterrà - di passare al suo partito, movimento, coalizione.
Al contempo ogni eletto chiederà una certa quantità di €, sempre mediante colletta fra il suo "entourage" di elettori composto da parenti vicini e lontani, amici più o meno veri (qualcuno di questi emetterà assegni falsi o bancomat con PIN sbagliato), tifosi della sua squadra di calcio, di pallacanestro, sport vari, compreso i rugbisti che menano forte.
 
Qualche giorno dopo il mio amico - bontà sua - mi ha poi confidato un altro segreto Udite, udite: il nostro economista (per fortuna non si conosce il nome e cognome per salvaguardagli la vita) a causa di un rarissimo piccolo difetto in Italia: l' amore per il denaro (da piccolo faceva il chierichetto in chiesa per raccogliere le elemosine e in parte conservarle con lo scopo finale di non gravare il padre diversamente abbiente di dargli la "paghetta" settimanale) non si è rivolto solo ad uno dei capi partito/coalizione ma, in gran segreto, a tutti e tre. L'economista  si è scusato dicendo al mio amico che l'ha fatto per amore della democrazia .
Non vi dico cosa è successo: nei giorni seguenti. Per la fretta di non lasciare l'Italia senza un governo forte di più del 50% dei parlamentari in ambedue le camere, in vista delle vicine audizioni del Presidente, tutti i capi si sono ri-precipitati in tutta Italia, in treno, in moto, aereo, in pullman, ed anche in auto elettrica e biciclette con pedalata assistita, come avevano fatto durante la campagna elettorale.
Immaginate Berlusconi, Salvini, Meloni, Renzi, Di Maio, Di Battista,  Grillo....
 
Non so come sia finita, ma il mo amico ha promesso che il primo a conoscere i risultati sarò certamente io. E per la grande simpatia che ho verso i miei lettori, ne farò parte a tutti su questo piccolo  blog.
 
 
 
 
 
 
 
 
PS - ecco i risultati pochi giorni prima dell'elezione dei Presidenti di Camera e Senato: i capi partito hanno fatto un ottimo lavoro ma alla fine nessuno è riuscito ad aggregare il numero necessario a superare il 50% dei parlamentari nelle due Camere....forse l'economista doveva essere meno democratico...e anche meno avido di denaro.  Chissà!
 

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