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Il Blog di Gennaro Aprea: commenti sulle notizie, pensieri e idee dell'autore.

 

Questa è la pagina che si svilupperà di più divenendo simile ad un blog. E diventerà una serie di pagine e di articoli.

 

Scriverò di tutto su tutto, cose importanti e cose futili e banali, su alcuni punti mi attirerò gli improperi di molte persone che la pensano all’opposto di me; queste molte persone in alcuni casi, per esempio il calcio, sono la maggioranza degli italiani.

 

Le critiche saranno tutte ben gradite ma non vorrei che le discussioni divenissero uno scambio di parolacce, come purtroppo succede spesso in Italia, anche, e soprattutto ahimè, in televisione. Mi ritengo una persona civile quindi non intavolerò alcuno scambio di idee con quel tipo di persone che parlano male ed "ipocritamente in televisione le loro parole sono coperte da fischietti vari". Alcune volte una parolaccia ci può anche stare, ma non deve diventare un intercalare abituale ed essere usata con l’unico intento di offendere.

 

Sono un puritano e conservatore? Non mi considero tale nonostante quanto ho appena detto, anzi…...

 

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Il 2 marzo scorso nell'articolo "Continuare a scrivere e mantenere attivo questo sito" dissi che avrei  trascritto alcuni articoli importanti letti fra le numerose newsletter che ricevo.

Questo è Il primo. Se qualcuno è interessato all'originale dello studio in inglese di ottobre 2020 lo può trovare su internet.

Rinnovabili motore dell’occupazione nel post-Covid: la fotografia di Irena

Redazione QualEnergia.it

I lavori “verdi” sono arrivati a 11,5 milioni nel mondo l’anno scorso, secondo un nuovo rapporto di Irena.

 

 

Le tecnologie delle energie rinnovabili creano posti di lavoro lungo l’intera filiera produttiva e possono stimolare un ampio e sostenibile sviluppo sia economico che sociale.

Lo ha indicato la settima edizione del rapporto Renewable Energy and Jobs della International Renewable Energy Agency (IRENA), secondo cui le energie rinnovabili hanno fornito 11,5 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo nel 2019, in aumento dagli 11 milioni dell’anno precedente.

Sebbene pochi grandi mercati rappresentino ancora la maggior parte di questi posti di lavoro, l’occupazione nelle energie pulite ha iniziato a diffondersi in modo più ampio, soprattutto attraverso la proliferazione degli impianti fotovoltaici (FV), dice il rapporto.

L’anno scorso, il fotovoltaico ha provvisto 3,8 milioni di posti di lavoro, pari al 33% degli occupati a livello mondiale nel settore delle energie rinnovabili, con la Cina che ha ospitato il 38% dei posti di lavoro totali nel settore delle energie rinnovabili, e l’Asia nel suo complesso il 63%.

L’87% dell’occupazione globale nel settore fotovoltaico si è concentrata nei dieci principali paesi per la produzione di componenti, indica il rapporto, scaricabile dal link in fondo a questo articolo.

Il settore eolico l’anno scorso ha fornito 1,2 milioni di posti di lavoro. I progetti onshore continuano a predominare, ma i paesi con impianti offshore sono saliti a 18, rispetto ai 10 di un decennio fa, con catene di fornitura in continua espansione.

L’energia idroelettrica ha la maggiore capacità installata tra tutte le rinnovabili, ma la sua crescita sta rallentando, dice IRENA, come si può vedere nella sua illustrazione riepilogativa.


Il settore idroelettrico impiega direttamente quasi 2 milioni di persone, molte delle quali nella gestione e manutenzione degli impianti, ha precisato il rapporto.

Secondo lo studio, gli impianti ad isola (off-grid) rappresentano un numero crescente di posti di lavoro diretti, soprattutto in Africa, e promuovono l’occupazione nel settore agro-industriale, nella sanità, nelle comunicazioni, nel commercio locale e in altri ambiti produttivi. I posti di lavoro delle rinnovabili in America Latina sono invece concentrati nei biocarburanti e nell’energia idroelettrica.

Le opportunità di lavoro sono una considerazione chiave nella pianificazione di una crescita economica a basse emissioni di carbonio, ha indicato IRENA.

Molti governi hanno dato priorità allo sviluppo delle energie rinnovabili, in primo luogo per ridurre le emissioni e raggiungere gli obiettivi internazionali in materia di clima, ma anche per perseguire più ampi benefici socioeconomici.

Le rinnovabili potrebbero sostenere anche un migliore equilibrio di genere nel settore energetico del futuro, ha indicato il rapporto, con le donne che detengono attualmente solo il 32% dei posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili nel mondo.

IRENA ha sottolineato che per costruire la base di competenze necessaria alla transizione dai combustibili fossili alle rinnovabili, i Paesi avranno bisogno di una maggiore formazione professionale, di programmi di studio più solidi, di una maggiore formazione degli insegnanti e di un uso più esteso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per l’apprendimento a distanza.

La pandemia da Covid-19 ha rilevato la sempre maggiore centralità delle energie rinnovabili per soddisfare le esigenze sociali, economiche e ambientali, dice IRENA, secondo cui la pandemia ha evidenziato l’importanza di robusti quadri politici e regolatori per le energie rinnovabili, in modo da raggiungere gli obiettivi sociali, economici e ambientali che la comunità internazionale si è posta.


 
 
Di Gennaro Aprea (del 19/03/2021 @ 17:47:41, in C) Commenti e varie, cliccato 7 volte)
COMMENTI BREVI 1/21


 
 
MANIA DELLE PAROLE INGLESI
 
L'inglese, che spesso è americano, è entrato - ahimè - a far parte della nostra lingua comune. Io sono uno di quelli, insieme a pochi altri che desidererebbe che la nostra lingua restasse più pura possibile per mille ragioni. Vi assicuro che conosco abbastanza bene l'inglese da molti anni perché durante la lunga vita lavorativa sono vissuto fra gli altri, in USA e Gran Bretagna e ho usato questa lingua viaggiando in decine di paesi nel mondo.
Mi rendo comunque che molte parole inglesi sono brevi, spesso di sole due sillabe, ciò che fa risparmiare tempo, ma , ditemi voi, perché dobbiamo sempre correre? Chi'tte core dietro? si dice a Roma. Eppure i francesi hanno deciso di non imbastardire la loro bella lingua ed evitano l'uso di parole straniere
 
Solo pochi esempi.

Premier: i giornalisti insistono a chiamare così il Presidente del Consiglio dei Ministri ma dimenticano che posizione, diritti, doveri, e spesso compiti, del Premier (inglese e non americano) sono ben diversi dal nostro Primo Ministro.
Io suggerirei di usare PCM, dato che un'altra mania è quella di usare le sigle anche quando non è necessario. In effetti i nostri giornalisti già usano DPCM per i decreti da lui emessi (e criticati più volte) E allora?
 
Lockdown: l'inizio dell'uso di questa parola coincide con quello della pandemia di cui siamo tuttora devastati dal principio del 2020. E' certamente breve, facile da leggere ed anche abbastanza onomatopeica. Le alternative potrebbero essere: confinamento, blocco o isolamento, quest'ultima rende anche l'idea dell'incitamento a comportarci con intelligenza, cosa che purtroppo non è stato ancora completamente capito da tutti, salvo dai sardi, bravissimi, i quali sono colorati di bianco già da quasi 3 settimane. Questa situazione di eccellenza è confermata dal fatto che la bellissima isola Maddalena è colorata di rosso solo perché la maggior parte dei suoi abitanti in tutte le stagioni è costituita da italiani indisciplinati (e scemi) del "continente", la maggioranza del nord (rosso), che si sono comprati ville e villette dove vanno e possono andare secondo regole ministeriali.

Cluster: solo pochi giorni fa un giornalista alla "ricerca" di innovazione si è divertito a fare il colto usando quest'altra parola inglese. Ha scritto "cluster familiare", Ebbene la traduzione italiana è "gruppo" che è di 2 sillabe, dunque breve come la parola inglese. Cui prodest?  (mi diverto anch'io a fare il latinista)      
          
Aggiungerò nuovi commenti appena càpitano.
 
Di Gennaro Aprea (del 18/03/2021 @ 20:36:32, in F) Questa è l'Italia, cliccato 10 volte)
REAZIONI  DI  ALCUNI  AMICI  AGLI  "APPLAUSI AI FUNERALI"

Sono perfettamente convinta che un funerale non sia uno spettacolo ma un dolore privato da condividere con gli intimi concentrandosi in un doloroso silenzio
Marisa

Ci devo riflettere meglio perché ho visto persone reagire in modi completamente diversi ai drammi. Addirittura, ho visto un’amica ridere senza riuscire a smettere quando suo figlio si è rotto un braccio… Ognuno ha un suo modo di scaricare le emozioni, soprattutto se violente. C’è chi piange, ma c’è anche chi si “pietrifica”, tenendosi tutto dentro per chissà quanto tempo senza mai riuscire a elaborare il lutto, magari somatizzandolo in qualche parte del corpo o riducendo la sua capacità di socializzare. Non dico che mi piaccia, ma applaudire potrebbe anche voler dire a chi se ne sta andando: “Hai rappresentato molto per me, ti ho apprezzato e amato, e con questo gesto ti do un saluto che non vuole essere un addio estremo, ma un arrivederci, come quando un attore esce di scena però ti rimane sempre nel cuore”. Potrebbe indicare un ammettere (cosa in cui personalmente credo) che la vita non si esaurisca con l’evento che chiamiamo morte.Forse, in questo mio commento, entra la trepidazione che mi causa la situazione in Myanmar, dove la gente, nonostante la repressione sempre più violenta, continua a manifestare rumorosamente battendo su pentole e campanacci… Il che, e qui faccio un volo pindarico, mi rimanda al virus: noi cerchiamo di reprimerlo in tutti i modi che la nostra povera mente ci suggerisce, ma lui non conosce confini né passaporti e reagisce mutando continuamente… La Vita, per me, è molto più misteriosa di quanto non sappia ammettere la nostra scienza. Così come, tornando agli applausi ai funerali, l’animo umano è assai più misterioso di quanto vogliamo ammettere per cui, almeno al momento, non mi sento di giudicare. Ti ringrazio comunque per la condivisione e ti abbraccio.
Gabriella

Caro Gennaro ciao, condivido al 100%. Se ti ricordi  al funerale di Evelina, prima di leggere la poesia "la morte non esiste " di Paul Claudel avevo chiesto, a chi era in chiesa, per cortesia, di non applaudire al termine della funzione. È  una cosa che non sopporto e mi infastidisce tantissimo.
Maria Luisa

Caro Gennaro, dopo circa 40 anni che ci conosciamo e in cui abbiamo quasi sempre condiviso idee e opinioni, finalmente ho trovato un argomento su cui non siamo d'accordo. Mi riferisco all'abitudine di applaudire al momento dei funerali. La prima volta che mi capito' di assistere a questa scena fu in occasione dei funerali di Antonio De Curtis (l'indimenticabile Toto') nel lontano 1967. Sul momento pensai che questo insolito tributo fosse dovuto all'illustre deceduto in quanto uomo di teatro e di cinema. Poi vidi che la cosa ripeteva spesso anche in occasione della dipartita di altre persone pubbliche che, andandosene, lasciavano comunque un buon ricordo. Più' che un contrito e triste silenzio, penso che un applauso sia un riconoscimento più adeguato e affettuoso per una persona 'per bene' che se ne va. Comunque io ho lasciato precise istruzioni, anche se non sono una persona del tutto 'per bene', di applaudire ai miei funerali e a chi non lo farà verro' di notte a tirare
i piedi. Ciao,
Giorgio.

E la mia risposta:

Caro Giorgio,
siamo in disaccordo solo a metà, almeno così mi sembra. E rispetto i tuoi desiderata
Infatti non ho nulla in contrario ad applaudire al funerale di Totò, così come al tuo (non credo proprio di farcela....). Invece non mi piacciono gli applausi a cani e porci. E' necessario dunque fare una scelta. Anche perché vedo applausi anche ai funerali di mafiosi e simili..
Nelle mie DAT non ho chiesto applausi per me ma solo musica allegra napoletana e jazz.

L'applauso è un "segno spontaneo di lode ed incoraggiamento" che poco si addice ad un funerale.
Il silenzio, invece, è la porta per il raccoglimento nei confronti di chi non c'è più, un epitaffio intimo di parole mute che ascolta solo chi ci lascia!

Ignazio

Di questi tempi parlare di un argomento così...."piccolo" senza voler offendere nessuno, mi sembra una perdita di tempo.- "Lui" il morto non sente (almeno... nessuno è mai venuto indietro a dirci se hanno sentito o meno l'applauso!) ma i suoi parenti o amici o chiunque gli abbia voluto bene, credo  siano lieti di sentire un applauso indirizzato al loro caro visto che con l'applauso si rende omaggio a qualcosa di buono che "Lui"  in vita aveva sicuramente fatto.
Naturalmente anche qui esistono i distinguo! Pensiamo ad esempio ai funerali di qualche Boss in cui l'applauso,almeno per le persone in regola con la legge, non è o sarebbe certo ben accetto.

Lino

Gennaro,
sono andato sul tuo blog è ho letto. Condivido tutto, ma non mi faccio
promotore della catena  che suggerisci...per mancanza credimi di tempo e per
priorità diverse nelle quali sono dentro.
Grazie comunque per la condivisione!

Achille
 
Ciao Gennaro,
anche a me gli applausi ai funerali non piacciono. Trovo il silenzio più consono.
Addirittura mi hanno infastidito al funerale di mio padre da parte di suoi ex studenti allora  trenta- quarantenni.
Penso che rappresentino una perdita di civiltà.
Ciao, un abbraccio

Silvia

Ciao Gennaro, condivido il tuo parere: non sopporto l'applauso se non davanti ad un palcoscenico, .anche durante i funerali di attori, di persone famose. Il silenzio è  un un' applauso meraviglioso ....se penso poi alle trasmissioni televisive con finti applausi ....
Isabella


Come potete notare, non tutti condividono l'assenza di applausi ai funerali.
Questi sono una parte delle risposte ai miei inviti ad esprimere il proprio pensiero.
Alcuni sono stringatissimi e concordano senza discussione. Altri meno.

Fra le varie amiche che conosco da molti anni, ho voluto inserire questo lungo discorso di  Gabriella, un'ottima scrittrice e filosofa, creatrice di importanti avvenimenti culturali.

Poi c'è Giorgio, napoletano come me e più giovane di me di 7 anni, sempre ricco di divertente umorismo. Vive in Inghilterra da più di 30 anni.

In conclusione la maggioranza sembra d'accordo con il Signor Novelli e me.
Se ci saranno altre risposte particolari le aggiungerò; ma credo che nonostante il "campione statistico" sia basso, la maggioranza  preferirebbe silenzio e/o altre manifestazioni affetto nei confronti di chi è mancato al nostro affetto o ammirazione.


 
Di Gennaro Aprea (del 07/03/2021 @ 18:52:02, in F) Questa è l'Italia, cliccato 15 volte)

APPLAUSI AI FUNERALI UN RITO DA EVITARE


Qualche giorno fa è apparso su Repubblica una breve lettera che potete leggere qui di seguito. Ho scritto all'autore che ero d'accordo con lui al 100% e ho suggerito di farne un movimento di persone che la pensano come noi al 100%.

Non sono iscritto a Facebook e vivo benissimo senza, quindi mi affido solo a questo piccolo sito per diffondere l'idea e trovare persone che condividono in pieno il nostro punto di vista.

I lettori potrebbero suggerire ad amici di leggere questa lettera e chiedere loro di diffonderla. Grazie.

Ecco la lettera dell'autore Signor Covelli

Vincenzo Covelli vcovelli@libero.it 

 

L’usanza nel nostro paese di applaudire al termine dei riti funebri risale a pochi decenni fa in occasione dei funerali di Papa Paolo VI nel 1978. Da allora questa rumorosa esternazione dei propri sentimenti di partecipazione si è molto diffusa (unico paese europeo) e anche estesa alle celebrazione dei riti funebri civili laddove sarebbe più corretto esprimere la propria vicinanza al dolore di chi soffre per la perdita di un suo caro con un profondo e religioso silenzio. 

 

La penserò pure all’antica (non a caso sono nella lista degli over 80 per il Covid) per cui credo che il rispetto del silenzio assoluto del lutto faccia parte integrante di nostre antiche e non dimenticate tradizioni e credenze. 

A proposito di applausi fuori luogo visti spesso in TV, che ne pensate se suggeriamo ai vincitori di qualsiasi gara, sportiva e non, di non applaudire se stessi (nun c'azzecca! si dice a Napoli) ma solo ringraziare chi li applaude con le mani giunte davanti al petto ?

Attendo vostri commenti, grazie

 
Di Gennaro Aprea (del 02/03/2021 @ 19:38:30, in C) Commenti e varie, cliccato 13 volte)
CONTINUARE A SCRIVERE E MANTENERE ATTIVO QUESTO SITO ?
 
Come potete notare dalla data dell'articolo precedente, ho smesso di scrivere da poco meno di 3 mesi. Non era mai successo e' sicuramente è stato troppo tempo.
Perciò sento il dovere di spiegare la ragione di questo lungo silenzio.
 
In effetti le ragioni sono più di una. E la prima dipende dal Covid, non perché mi abbia attaccato fisicamente grazie ai logici comportamenti protettivi sempre adottati , ma dallo stato d'animo che ha reso molti, me compreso, in uno stato d'animo di apatia che mi ha fatto perdere la voglia di fare e di vivere come facevamo tutti prima che la pandemia si abbattesse sul mondo intero.
La conseguenza è stata quella di continuare a pensare a cosa scrivere, ma di rimandare a dopo di giorno in giorno....
 
Però questa non è la ragione più importante. Mi sono reso conto che tutto ciò che si scrive, si dice e discute lungamente su tutti i media su questa lunga chiusura forzata, ha un impatto diretto non solo sui problemi che derivano direttamente dalla pandemia, ma anche più o meno direttamente - ma pesantemente - anche sull'attività economica, quindi su chi lavora (le donne più colpite) e sulle famiglie, sul pensiero e il decisionismo politico facendolo sbandare in più occasioni. Per non parlare delle chiusure delle scuole, delle attività culturali e della lampante continua diminuzione della cultura delle persone...e - dulcis in fundo -  l'aumento della povertà che tutti vediamo crescere intorno a noi.
Ma ci rendiamo anche conto che non pochi furbi ne hanno approfittato arricchendosi rubando a destra e a manca. Naturalmente  le nostre mafie (non più regionali ma nazionali) ne hanno approfittato con la loro ormai alta capacità imprenditoriale.
 
Infine non posso fare a meno di dirvi che l'argomento cui ho dedicato molti anni della mia vita di studioso e di modesto divulgatore alle persone che non ne conoscevano l'importanza, cioè i problemi ambientali, è ormai oggetto di multiforme propagazione e delucidazione attuata da scienziati, tecnici e giornalisti molto più preparati di me. Quindi sarà difficile per me scrivere sulla sezione "Zero Carbonio" del sito. Forse la soluzione sarà quello di dare notizie importanti non ancora divulgate, di origine scientifica, riportando gli scritti tal quali.
 
Concludendo, prometto a me stesso, quindi a voi lettori, che cercherò di scrivere possibilmente il massimo di articoletti che possano strapparvi un sorriso in questo periodo in cui siamo inzuppati da piogge di brutte e tristi notizie.
PS - come potete notare aprendolo, il sito è in via di ristrutturazione e manca l'introduzione 
 

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