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INFORMATION & COMMUNICATION TECHNLOGY
Di Gennaro Aprea (del 05/08/2021 @ 19:15:42, in A) Aziende, innovazione, produttivitą, costi, ecc., cliccato 17 volte)

ICT - Information & Communication Technology

Su L'Espresso n. 28 del 4 luglio scorso, ho letto due interessantissimi articoli.

 Il primo di Anna Bonalume dimostra come e quanto i laureati in Intelligenza Artificiale (perché la sigla è AI invece di IA? - uffàa, questa mania dell'inglese) sono richiestissimi dalle aziende.

 Il secondo di Lara Cardella "A lezione di Tik Tok" racconta che i nuovi idoli dei giovani sembrano nati per non farsi capire dagli adulti. E invece - continua - c'è spazio per il dialogo solo se genitori e docenti sono disposti ad imparare. Nell'articolo si mette in evidenza l'ICT che è alla base di ogni azione imprenditoriale. Senza di essa le aziende non possono avere successo: Internet è alla base di ogni attività.

Molti lettori conoscono la mia età, sa che sono un economista e che negli ultimi 28 anni di lavoro, dopo 21 anni di impiegato, dirigente e responsabile  di società italiane ed europee, ho fatto il consulente di organizzazione e direzione dove, fra i tanti problemi aziendali, l'organizzazione e il contenimento dei costi erano alla base del successo dei nostri clienti.

Sarò probabilmente sorpassato, ma vi sono alcune deficienze in aziende moderne di cui sono e sono stato cliente/consumatore, che non mi vanno giù facilmente. Vi darò alcuni esempi e chiederò a chi mi legge, specialmente i giovani esperti di ICT e IA che mi illuminino. Al loro buon cuore.

Primo esempio. Pochi giorni fa ho finito i miei 90 ed ho ricevuto numerose dichiarazioni di stima ed anche regali. Uno di questi è stato un coppia di magnifici "T-shirt". Però avevano un misura eccessiva: nessun problema. Anzi, vi era un lungo scontrino formato cm 8x21 cm "documento gestionale", ovviamente senza prezzo, che conteneva il diritto di cambiare l'articolo entro 1 mese dall'acquisto.  Mi reco al negozio specializzato in abbigliamento moderno, per uomo al primo piano,  e faccio il cambio con la mia misura. Pensavo fosse tutto finito, invece la commessa non mi consegna le nuove t-shirt ma mi accompagna al 3° piano consegnandole ad uno dei 3 cassieri, tutti molto occupati. Attesa 10 minuti in fila. Finalmente tocca a me ma il cassiere inizia una conversazione con un collega; altri 5 minuti di attesa. Finalmente sembra che tutto sia finito; invece no perché, dopo ulteriori conversazioni mi preparano 3 lunghi scontrini cm 8 x 26: uno per il reso, un secondo per il rimborso del denaro della restituzione, a prezzo inferiore perché nel frattempo gli articoli avevano avuto uno sconto sul pezzo originario; poi uno per il pagamento relativo al nuovo prezzo con il diritto a ritirare in caso di cambio(??!!). Inutilmente mi restituiscono anche il vecchio scontrino per il cambio.

Carico di scontrini e dei nuovi T-shirt finalmente esco dal negozio. Tempo totale dall'entrata: 40 minuti.

 Mi chiedo: se questa operazione sia stata eseguita perché ormai tutto è "automatizzato" grazie ad Internet perché le aziende si devono automatizzare utilizzando le sue tecniche avanzatissime. Mi chiedo anche quanto sia costato il tutto in termini di tempo di almeno 4 persone. In effetti ho l'impressione che sarebbe necessario aggiungere a ICT anche un altro C di costi e un O di semplificazione organizzativa.

 Secondo esempio.  Alcuni anni fa, quando apparve sul mercato Linkedin, mi iscrissi per  avere la possibilità con l'occasione di incontrare e scambiare idee e conoscenze personali a livello internazionale con persone che si occupano di problemi ambientali, cosa che io faccio fin dal 1971. Ciò comportava naturalmente  un mio Curriculum Vitae e quello di queste persone nonché la formazione di un gruppo. Più tardi Linkedin è stato assorbito da Facebook.  La conseguenza è stata che lo scopo originale è sparito e le abbondanti ed inutili comunicazioni che ricevo mi offrono:  

 

a) se voglio entrare nel gruppo di una certa persona della quale il CV non ha niente a che fare con i problemi ambientali

b) la richiesta di un'altra persona di entrare nel mio gruppo

c) incredibile: offerte di lavoro, anche ad alto livello, a me che sono pensionato da decine d'anni ed  ho passato i miei 90.

 Da notare che alcune volte, per quanto riguarda i punti a) e b), ho chiamato le persone e nessuno, ripeto nessuno, di loro avevano fatto alcuna richiesta di contatto con me.

 Cosa si è messo a fare Internet? inventare cose fasulle che non stanno né in cielo né  in terra per perdere e far perdere tempo a poveri utilizzatori della Rete riempiendo loro la posta inutilmente?

Viva l'aumento dei Costi !

 Terzo esempio. Sono abbonato da molti anni sia al settimanale L'Espresso che al quotidiano La Repubblica. Da tempo ricevo ogni 14 settimane un lungo foglio  a colori intitolato "OPPORTUNITA' RISERVATA AGLI ABBONATI DE L'ESPRESSO : I coupon allegati permettono di continuare ad acquistare la domenica in edicola  la tua copia de La Repubblica a 1,50 euro!"

 Come molti sanno ambedue le pubblicazioni appartengono al gruppo GEDI. Spesso queste si riferiscono reciprocamente all'altra. E'  mai possibile che la loro "rete" non sappia che io sono abbonato ad ambedue? Ho provato a dirglielo per iscritto. C'erano solo domande "più frequenti" ma non è stato possibile dire loro di interrompere spedizioni inutili.

Ancora, viva l'aumento dei Costi !

 E allora, come la mettiamo con l'informatizzazione delle aziende senza pensare contemporaneamente ai Costi e all'Organizzazione?