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PENSIERINO SU UNO SLOGAN
Di Gennaro Aprea (del 28/12/2009 @ 16:39:31, in M) Satira e Umorismo, cliccato 620 volte)
PENSIERINO SU UNO SLOGAN FAMOSO
 
Qualche giorno prima di Natale ho scritto una breve considerazione sul bellissimo Concerto di Natale al Senato che abbiamo visto e sentito in Eurovisione, ed ho magnificato il clima disteso di quell’evento.
Oggi ho letto un interessante articolo di Ilvo Diamanti sulla popolarità – in ascesa - del nostro Presidente del Consiglio dei Ministri e mi è tornata in mente la mia scherzosa conclusione del 21 dicembre: “meno male che Silvio non c’è”.
Questa volta però si tratta di un esame semantico dello slogan, cioè di una riflessione sul significato delle parole.
Giusto per fare un esempio semplicissimo, quando un bambino piccolo cade e si fa’ male ad un ginocchio, piange a dirotto e si precipita dalla mamma chiedendo aiuto e salvezza. L’affettuosa reazione della madre che gli fa’ un massaggio sulla parte dolorante e lo consola dandogli bacini lo tranquillizza un po’….poi la mamma gli chiede : “ come va? è passata la bua? Ti fa’ meno male? Il bambino comincia a calmarsi e, ancora con le lacrime agli occhi dice : “si, mi fa’ meno male…. ma ancora mi fa’ male…”
Allora, dire “meno male “ significa, salvo errore, che il male comunque c’è ed è solamente un po’ di meno. Tutti quei bambinoni che adorano Silvio, dunque, si rendono conto che lui è meno male di tutti gli altri, un po’ come quando il toscanaccio Montanelli diceva agli italiani; “votate DC turandovi il naso”.
Perché allora non hanno creato lo slogan: “per fortuna che Silvio c’è”? forse perché riconoscono che in fondo anche lui è “male” come tutti gli altri? solo un po’ di meno probabilmente. Voi che ne dite?