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ASPETTAMI = SI PAGA DI PIU'
Di Gennaro Aprea (del 05/09/2010 @ 13:04:03, in F) Questa č l'Italia, cliccato 405 volte)
ASPETTAMI
 
In tutto questo bailamme della politica italiana sono intervenuti e continueranno a intrattenerci i migliori pezzi da novanta del giornalismo italiano, qualcuno in verità dicendo anche qualche frottola. 
Quindi, da giovane – si fa’ per dire - apprendista della cronaca, non mi permetto di intervenire e resto in attesa sul solito ponte che passi il cadavere.
Commenterò invece una cosa banale spiegandovi la ragione del titolo.
“Aspettami” è infatti il titolo di un foglietto pubblicitario delle Poste Italiane che ho trovato in un ufficio postale due giorni fa in occasione di un pagamento.
E infatti qui si tratta di un pagamento nuovo inventato dagli “innovativi” delle Poste per tirar fuori dalle nostra tasche altri denari, come se non bastasse l’eliminazione dell’affrancatura di € 0,45 in favore dei 0,60, “perché la consegna è ormai sempre prioritaria”, cioè entro due giorni. Grossa bugia! Mentre in tutto il resto di Europa, ed anche negli USA, con la posta ordinaria la consegna è sempre brevissima.
Bene, detto questo, vi spiego l’Aspettami. Il sottotitolo si capisce subito: “La tua posta ti aspetta quando non ci sei”. Il che significa che contro pagamento di € 12 per le aziende e € 6 per i privati le Poste custodiscono per due settimane la posta “non a firma” (cioè raccomandate, ecc.) durante l’assenza per ferie, la quale sarà consegnata il giorno successivo alla scadenza della 2 settimane. Si può fare anche per 4 settimane ed i prezzi salgono rispettivamente a € 24 per le aziende e € 12 per i privati.
A parte l’esosità dei prezzi, cosa succede se aziende e privati non aderiscono a questo servizio cosiddetto “con valore aggiunto”?
 
1) si riempie la cassetta delle lettere del destinatario fino all’inverosimile
2) il postino non può più infilare la corrispondenza per il troppo pieno
 
Nel primo caso qualche incivile potrebbe approfittarne oppure la pioggia eventuale potrebbe bagnare la corrispondenza che sporge dalla feritoia della cassetta.
Nel secondo non lo so, ma temo che la corrispondenza di troppo andrebbe al macero
E cosa succede se per una ragione qualsiasi – e vi sono molti casi - il destinatario ritarda il ritorno dalle ferie di uno o più giorni? Dove va a finire la posta custodita per il periodo contrattato?
 
Vorrei saperne di più e chiederò lumi a più di un ufficio postale perché sono quasi certo che avrò risposte differenti.. Voi che ne dite?