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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 27/11/2019 @ 16:07:16, in F) Questa è l'Italia, cliccato 4 volte)
MA QUALI STUDENTI PROTESTATARI !
 
 
 
Ho letto sui giornali ed ascoltato alla radio e TV la protesta degli studenti contro l'applicazione obbligatoria quest'anno dei "testi Invalsi" (nome del precedente Ministro del'Istruzione) che erano facoltativi ma che comunque erano stati fatti da più del 90% di studenti nel 2018.
 
Gli studenti si sono rivoltati contro la decisione dell'attuale Ministro Fioramonti.
In breve questi testi consistono in una prova di storia (a marzo 2020) che potrà essere materia di uno degli esami scritti di italiano all'esame di Stato, che corrisponde alla vecchia maturità.
Anche se non si superano i testi, lo studente potrà comunque accedere all'esame finale.
 
Il mio primo commento è che l'eliminazione o la minimizzazione della materia STORIA nelle scuole ha portato molti studenti a non essere più in grado di comprendere facilmente  il mondo presente. Ma anche di diminuire la capacità di scrivere sensatamente su ciò che accade nel proprio paese e nel mondo.
 
Il secondo commento riguarda la differenza fra l'attuale esame di Stato e la vecchia maturità. Spero che non vi stancherete per la lunghezza!
 
Personalmente ho fatto la maturità alla fine del liceo scientifico molti molti anni fa. L'informatica non esisteva ancora.
Le numerose prove obbligatorie valide per tutti, scritte e orali, erano le seguenti.
 
Scritte
- tema di italiano su 3 argomenti a scelta (storia, letteratura, o varia)
- traduzione dall'italiano in latino
- traduzione dal latino in italiano (di solito dai classici)
- matematica (discussione dell'equazione di 2° grado, la stessa che
 facevano gli studenti universitari nei primi due anni di ingegneria)
- traduzione in lingua straniera studiata durante il liceo
- disegno tecnico
 
Orali (su tutti i cinque anni del liceo)
 
- letteratura latina ed italiana dall'inizio agli ultimi importanti
  poeti/scrittori italiani
- storia dai greci, latini, ecc. fino al 900
- filosofia (tutta, dai presocratici al 900)
- chimica inorganica ed organica
- matematica e fisica
- conversazione e letteratura dei più importanti paesi della lingua studiata
- storia dell'architettura dai greci alla modernità
 
Ci facevamo un m.... così, col caldo che faceva a fine giugno e luglio.
Però iniziavamo, per chi lo poteva, l'università piuttosto preparati. Ed anche senza fare errori di ortografia, congiuntivi, ecc.
 
Allora cari studenti delle scuole superiori di secondo grado (licei, professionali, ecc.) cosa protestate, e perché?
Dovreste invece protestare per chiedere che LA SCUOLA diventi la BUONA SCUOLA, cioè sia ottimizzata come oggi è sempre più urgente fare. E vi insegni molto di più per poter continuare a studiare e diventare persone più preparate per questo vostro futuro attuale di informatizzazione avanzata, robotizzazione, automazione, ecc. evitando così la disoccupazione.
Aiutereste anche l'Italia a ridiventare una delle più importanti nazioni del mondo. Oggi non lo siamo più e, se non cambiamo, non so dove andremo a finire.
 
Di Gennaro Aprea (del 30/06/2019 @ 15:39:55, in F) Questa è l'Italia, cliccato 53 volte)
ADDIO PONTE MORANDI
 
Dopo poco meno di 11 mesi dal 14 agosto 2018 quando crollò il Ponte Morandi, c'è stato lo show della distruzione dell'ultimo manufatto che ha creato decine di migliaia di tonnellate di detriti, per non parlare dei 43 morti.
Francesco Merlo di Repubblica ha scritto ieri 29 maggio un articolo superlativo che "critica" il grido di gioia e la festa dei politici alla vista del crollo di questa vergogna italiana.
 
Io vorrei solo far notare a tutti che, a pochi giorni dal disastro, i numerosi cosiddetti politici esperti, dopo aver consultato - forse ? - alcuni tecnici, affermarono che si sarebbero fatti miracoli, cioè tirar giù in 3 mesi tutti i resti del ponte; ed il nuovo ponte sarebbe stato pronto dopo 1 anno. Sono certo che molti di voi lo ricordano. Giornali, radio e TV erano pieni di queste notizie.
In ottobre 2018 il Sindaco di Genova Marco Bucci, nominato Commissario per la ricostruzione, non hai mai negato queste previsioni e disse più volte che qui a Genova faremo presto a risolvere il problema della mancanza di questa arteria indispensabile che ha creato problemi ai genovesi in quanto lavoratori e ai traffici commerciali con conseguenze negative per le attività economiche. E non ha mai smentito queste previsioni.
La realtà è che gli eccessivi ritardi sono dovuti alla lentezza burocratica (discussioni fra esperti) delle ricerche per accertare le cause del crollo.
 
Se ho ben capito, il nuovo bellissimo ponte di Renzo Piano dovrà utilizzare la stessa parte di territorio dove sono ora i detriti, quindi per il completamento della sua costruzione si dovrà attendere che il terreno sia sgombro. Quanto tempo ci vorrà? e dove andranno a finire le decine di migliaia di tonnellate di acciaio e cemento armato fatto di detriti di dimensioni notevoli?
Se la realtà dei tempi è proporzionale alle previsioni iniziali, l'inizio dei lavori sarà non prima di 4 a 5 volte i mesi previsti nel 2018,cioè 12-15 mesi....
 
E il nuovo bellissimo ponte di Renzo Piano, quando sarà disponibile per ricostituire il traffico fra le zone est ed ovest di Genova?
In effetti la sua preparazione è già in uno stadio avanzato perché, essendo interamente in acciaio, le varie parti sono in parte già pronte; ed è appena iniziata la prima fondazione in cemento dei piloni che sosterranno le strutture stradali nelle zone ove non vi sono i detriti.
Vi sono quindi previsioni positive (Marco Ansaldo - La Repubblica) grazie al lavoro che un gruppo di grandi aziende specializzate unite nella società "Per Genova" sta facendo.
"Consegna prevista dicembre 2019. Percorribilità 15 aprile 2020", cioè meno di un anno dopo rispetto alle previsioni del 2018. Bene!
Tutto ciò grazie al progetto del grande Architetto Piano.
 
Vorrei comunque che qualcuno mi rassicurasse; e che i giornalisti seguissero accuratamente questi sviluppi perché è assolutamente necessario che l'Italia che vediamo in questo periodo non può continuare ad essere in genere così poco seria e affidabile.... Già ne stiamo dando dimostrazione in questi ultimi tempi.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 03/03/2019 @ 18:49:03, in F) Questa è l'Italia, cliccato 98 volte)
 IL QUARTO D'ORA ACCADEMICO
 
Avendo frequentato a suo tempo 2 Università, Roma e Pisa, ho imparato il significato del Quarto D'Ora Accademico e la ragione del ritardato inizio delle lezioni dei Professori rispetto all'ora ufficiale prevista. Cioè l'impegno di ciascun Professore appena arrivato in Facoltà per la prima lezione della giornata, di passare in sala professori per dare un'occhiata alla eventuale posta; successivamente il ritardo era dovuto a eventuali risposte alle domande degli studenti che avevano appena finito di ascoltare la loro lezione prima di andare alla successiva... per non parlare poi di altre eventualità, un bicchier d'acqua e/o un caffè fra una lezione e l'altra, e/o ....un qualche breve bisogno corporale.
 
Nel corso della mia abbastanza lunga vita di lavoro e di continuo studio ho avuto numerose occasioni di assistere a numerosi convegni e perfino di farne parte come speaker in Nigeria (ai tempi ancora colonia britannica) in USA e soprattutto in Gran Bretagna, luoghi dove questa consuetudine non esiste. E ciò è successo anche in altri paesi come la Francia ed il Brasile.
Di conseguenza ho sempre sentito che per un ritardo di 2 o 3 minuti di un uno degli oratori, questo si scusava ufficialmente per averlo causato.
 
Questa abitudine è divenuta quindi parte del mio business imprinting, ma anche nel privato.
  
Da molti anni a questa parte in Italia invece, chiunque deve parlare in un qualsiasi convegno si è impadronito - abusivamente - di questa consuetudine anche se non è un accademico.
 
Il risultato è che mi trovo sempre a disagio quando sono costretto ad assistere a ritardi ingiustificati all'inizio di qualsiasi riunione in cui è previsto che una o più persone parlino di fronte ad un pubblico.
 
Sicuramente la ragione è che sono un po' troppo antico; tuttavia è difficile  abituarmi a questa - molto negativa per me - consuetudine che comporta inoltre il fatto che, anche quando sono previsti interventi con tempi prefissati, sia gli oratori che chi coordina le tavole rotonde, si permettono i primi e permettono i secondi, che i tempi eccedano quanto previsto.
 
Da qualche anno seguo i convegni organizzati dal Politecnico di Milano e dalla Bocconi e noto con piacere che gli accademici fanno iniziare i loro eventi senza utilizzare il Qd'OA.
 
Pochi giorni fa ho letto una notizia che mi ha fatto quasi commuovere di piacere:
Su Repubblica del 27 febbraio è apparso un breve articolo da Tokio di Cristian Martini Grimaldi intitolato:
 
"IL MINISTRO E' IN RITARDO DI 2 MINUTI,
IL PARLAMENTO SI FERMA PER CINQUE ORE"
"Sembrava una normale seduta della Dieta in cui i parlamentari degli opposti schieramenti si beccavano facendo la voce grossa davanti ai microfoni. Solo che questa volta, a fare da bersaglio agli strali dell'opposizione era un uomo solo, il ministro delle Olimpiadi, Yoshitaka Sakurada.
Il quale aveva compiuto l'affronto di presentarsi per il suo atteso discorso con 120 secondi di ritardo. Troppi secondo l'opposizione che ha boicottato la seduta proprio mentre Sakurada stava per prendere a parola.
Per 5 ore nessuno si è più ripresentato in aula. Poi sono partite le accuse di fronte alle quali il ministro è stato costretto a chiedere scusa.
Sakurada in realtà era già da tempo al centro di polemiche per una serie di intollerabili gaffe. Pochi giorni fa quando la nuotatrice Rikako Ikee ha annunciato che non parteciperà alle Olimpiadi perché malata di leucemia, ha commentato: "Avrebbe potuto vincere l'oro, peccato, è una vera delusione". Anche in quel caso è stato costretto a chiedere scusa."
 
Forse alcuni dei nostri importanti uomini politici sono andati a scuola da Sakurada ed hanno a loro volta fatto scuola a loro amici e colleghi.
 
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