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SIAMO POVERI E NON LO SAPPIAMO
Di Gennaro Aprea (del 12/11/2010 @ 15:41:11, in F) Questa č l'Italia, cliccato 546 volte)
SIAMO DAVVERO POVERI…. E NON LO SAPPIAMO
 
Da un po’ di tempo a questa parte la richiesta di contributi via telefono o sms, e soprattutto via radio e televisione (comprese lunghe trasmissioni ad hoc), da banche, ecc., non è più la stessa di quando, molti anni fa era iniziata questa forma di richiesta di solidarietà e aiuto finanziario in occasioni di disgrazie di tutti i tipi. Se ricordate bene, queste “collette” nascevano da occasioni di terremoti, alluvioni, epidemie, carestie, tsunami, guerre civili e non, che riducevano popolazioni innocenti all’estrema povertà e indigenza, ecc.
Le richieste di solidarietà erano destinate a popolazioni povere di stati in varie parti del mondo ed i contributi provenivano da stati “ricchi”. Gli italiani, sempre generosi, partecipavano attivamente con contributi spesso di maggiore entità rispetto a quelli che i nostri governi in carica elargivano direttamente. Poi, con il passare del tempo, abbiamo constatato che i contributi governativi diminuivano o le loro promesse quantitative (previste nelle leggi finanziarie) non erano mantenute per sopravvenuti tagli…
Più tardi alcune associazioni, fondazioni e simili – fra le prime la Telethon– hanno iniziato a chiedere contributi ai cittadini con grandi campagne di solidarietà, al fine di finanziare la ricerca in Italia per cui lo stato non riusciva (o non voleva) contribuire per quanto necessario.
Recentemente il numero di queste richieste di solidarietà finanziaria ha subito un aumento inflazionistico. È vero, poco mesi fa vi è stato il terremoto ad Haiti, però ormai la maggior parte delle “collette” sono promosse per guai o necessità finanziarie che avvengono in Italia.
Ad un mio esame non troppo superficiale, noto che queste necessità nascono dal fatto che i governi non hanno più le possibilità di erogare i finanziamenti necessari.
Qualche esempio recente.
-          AIRC: sono molti anni che questa associazione benemerita richiede ed ottiene contributi dai privati; e finora li richiedeva in una giornata dedicata annuale con vendita di prodotti (fiori, frutta) o con lettere personalizzate. L’ultima campagna, durata molti giorni, ha visto coinvolte lunghe trasmissioni televisive e radiofoniche di grande successo nelle quali si chiedeva 2 o 5 o 10 Euro chiamando numeri telefonici dedicati, oppure con sms
-          Terremoto dell’Aquila: idem
-          Alluvioni in Sicilia, in Calabria, in Liguria, nel Veneto, in Campania: idem
-          Ed altri meno recenti
 
Cosa significa tutto ciò? A mio parere la situazione è che nelle casse dello Stato non c’è quasi più niente, di conseguenza il governo non ha più denari per sopperire a questi terribili disgrazie e taglia, taglia tutto con progressione geometrica perché l’Italia è divenuta un paese povero.
Per colpa di chi? Ritengo che la risposta si basi su varie cause:
1) I’incompetenza dei vari governi che si sono succeduti da qualche decennio a questa parte, i quali hanno pompato le spese voluttuarie ed i consumi al di là di ogni ragionevole comportamento; cioè hanno speso e ci hanno abituato a consumare al di sopra dei nostri redditi indebitandoci (parlo del debito pubblico che si riflette su noi cittadini) per una percentuale rispetto al PIL (prodotto interno lordo – cioè ciò che produciamo) di percentuali assurde: siano oggi al 118% e si prevede che il 2011 arriveremo a superare il 119%, fra i più alti al mondo.
2) poi vi sono i sostenitori degli stessi governi centrale e locali, soprattutto giornalisti-intellettuali di chiara fama che sono baciapile e leccaculo (stavolta lo dico: quanno ce vò, ce vò), i quali giustificano questa mancanza di fondi per disgrazie o avvenimenti “causati da eventi non prevedibili e straordinari e di forza maggiore al di fuori delle capacità umane che non si possono prevedere e prevenire”, come se le lunghe e forti piogge fossero una novità in Italia (es. alluvioni in pianura padana e a Firenze del secolo scorso). Ed il peggio è che sono talmente “importanti e famosi”, che la gente gli crede!
E allora che dire degli edifici dell’Aquila fatti di molta sabbia e poco cemento che sono crollati alla prima forte scossa? Che dire delle mancate manutenzioni e delle opere di prevenzione per evitare che i fiumi esondino? Che dire delle deforestazioni e dei mancati lavori di consolidamento di pendii in Valtellina e a Sarno in Campania (tanto per dirne solo un paio) che hanno provocato frane e alluvioni con morti e distruzioni di abitazioni?
Che dire dei permessi di costruzione su terreni notoriamente franosi o pericolosi per altre note ragioni, tipo su terreni nei pressi di un fiume più bassi rispetto al letto dello stesso fiume?
Insomma ci dobbiamo purtroppo rendere conto che lo Stato non ce la fa’ più a fare il suo dovere perché non ha più soldi perché li ha sperperati, così promuove direttamente o indirettamente le collette alle quali partecipano tutti i cittadini misericordiosi (io stesso l’ho sempre fatto) perché sanno che non si svenano per 2 o 5 o 10 Euro. Mentre invece spende 14 miliardi di Euro per la Difesa, nell’acquisto di cacciabombardieri che servono e serviranno a poco o nulla, lasciando che i nostri beni culturali e le attività connesse, il turismo, la scuola e l’università, e chi più ne ha più ne metta, vadano a “remengo”, cioè alla rovina.
In tutto questo bailamme, vi sono Stati ricchi come quello del Vaticano il quale si può permettere che il suo Presidente-Imperatore spenda 13.333 Euro al minuto per un viaggio in Spagna di un paio di giorni (fatevi voi i conti)