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REGALI FINO A 150 EURO
Di Gennaro Aprea (del 11/02/2012 @ 16:27:39, in F) Questa è l'Italia, cliccato 858 volte)
REGALI FINO A 150 EURO DI VALORE POSSONO ESSERE ACCETTATI; QUELLI DI VALORE SUPERIORE DEVONO ESSERE RESTITUITI O CEDUTI AL “TESORO”
Questa è, più o meno, una delle provvidenze emanate dal Presidente Mario Monti, insieme ad altre più importanti, per diminuire il costo della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Economia e delle Finanze da lui retti.
La diminuzione delle spese (spending review) va benissimo e mi auguro che la si faccia per tutti i Ministeri, per le Regioni e tutti gli altri governi locali.
Però c’è qualcosa che non mi sta bene: l’accettazione di regali fino a 150 Euro di valore. Perché si possono accettare regali?....e quanti? …e quando?....e perché? ….e chi controlla o stabilisce se il valore è inferiore a 150 Euro?....
E non voglio sentire che si tratta di consuetudine!
Forse sono esagerato, ma questo mio pensiero deriva e fa’ parte della mia educazione familiare, soprattutto – ma non solo – da parte di mio padre e della famiglia allargata.
Ho imparato questo comportamento nei 25 anni della vita passata in famiglia; quando ne sono uscito è stato ed è il mio modo di essere di sempre. È successo anche a me di dover restituire dei regali, oppure, se proprio non era il caso di rifiutarli perché erano di basso valore e senza fini corruttivi, ma solo per gentilezza, di ricambiare con un regali di valore simile.
Vi racconterò solo un esempio che mi è rimasto in mente, soprattutto perché mi ha toccato particolarmente: infatti ero un bambino di 8 anni e mezzo.
Natale 1939. Mio padre, ingegnere, era Tenente Colonnello del Genio Militare ed in quel periodo Direttore dei lavori della linea di fortificazioni sul confine del Brennero “contro i tedeschi”[1]
Era stata fatta una gara d’appalto per numerose imprese edili e fornitori di materiali e servizi secondo i regolamenti di allora, e 3 o 4 avevano vinto per le necessarie specializzazioni e servizi. Negli anni 30 non esisteva Babbo Natale ma solo Gesù Bambino e soprattutto la Befana; così come non c’era l’albero ma il presepe.
In quei giorni di festa arrivarono dei pacchi a casa nostra (INCIS – Istituto Nazionale Case Impiegati dello Stato) Via Cesare Battisti – Bolzano, con gli auguri delle imprese che lavoravano ai cantieri. Quando mio padre tornò dall’ ufficio base di Merano il 24 sera e vide i regali, raccomandò a nostra madre e a noi bambini di non toccare i pacchi. Faceva molto freddo fuori e molto caldo in casa e subito cominciammo a sentire un ottimo odore di cioccolato che si stava squagliando e di panettone che ci tentava in alto grado….
Passate le feste, mio padre convocò tutti i responsabili delle imprese appaltatrici, li ringraziò del pensiero e degli auguri ma al tempo stesso comunicò che lui non poteva assolutamente accettare alcun regalo perché l’accettazione avrebbe potuto far pensare a qualcuno dei suoi superiori e collaboratori che si trattava, se proprio non di corruzione, di ringraziamento per preferenze accordate; così i pacchi furono restituiti ai mittenti che restarono un po’ sorpresi dell’atteggiamento di mio padre…..
Noi bambini nel frattempo avevamo un sofferto ogni volta che passavamo davanti ai pacchi che stavano vicino alla porta d’ingresso, ma nostro padre nei giorni successivi  aveva risolto il problema regalandoci cioccolatini e panettone per il brindisi del 31, come ogni anno.
Esempi simili sono stati numerosi negli anni, anche se mia madre diceva ogni tanto alle cognate sorelle di mio padre che adoravano l fratello – senza entrare nei dettagli - che c’era un po’ di esagerazione nel comportamento del marito, troppo intransigente.
Mi sono meravigliato anch’io per la decisione del Presidente; per me c’è una sola regola da stabilire: non si accettano regali !  Forse sono un italiano anormale?


[1] A Mussolini e allo Stato Maggiore dell’Esercito non era piaciuta l’invasione dell’Austria da parte di Hitler; che significava avere i tedeschi “alle porte”. Quindi si stava preparando alla difesa