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SOS PER LA LIBRERIA DEI SETTE
Di Gennaro Aprea (del 06/12/2018 @ 19:30:20, in F) Questa č l'Italia, cliccato 2 volte)

SOS PER LA LIBRERIA DEI SETTE


La lettera della Signora Di Orazio di Orvieto e la risposta di Corrado Augias che potete leggere più in basso, non hanno bisogno di commenti.

Vorrei però sottolineare che l'Amministrazione del Comune di Orvieto sembra sorda alle richieste di molti Orvietani che temono la chiusura della "Libreria dei Sette".

Io sto per mandare una petizione al Sindaco Giuseppe Germani affinché il Comune, proprietario delle mura del negozio, possa evitare la chiusura di questa libreria diminuendo sostanzialmente il canone di  affitto annuale (Euro 31.000)  che pesa troppo sui costi di esercizio della piccola impresa culturale, così importante per la città di Orvieto.

In calce troverete il testo della mia richiesta con cui suggerisco un canone annuale non superiore a Euro 3.000; voi potete anche diminuirlo.

Sarei molto grato ai miei Lettori se scrivessero una lettera analoga (o come ognuno ritiene meglio) al Sindaco e passassero questo invito ai propri amici, così come sto per fare anch'io ai miei circa 200 contatti.

L'indirizzo del Sindaco è: sindaco@comune.orvieto.tr.it.

Potreste inviare copia del vostro messaggio anche ai titolari della impresa Enza e Riccardo Campino il cui indirizzo è: riccardocampino@gmail.com oppure a libreriadeisette@alice.it

 

Più siamo, più riusciremo a salvare la Cultura !

Vi ringrazio a nome di tutte le persone che ritengono importante salvare ogni iniziativa in favore di questa libreria.

Ecco la lettera a Corrado Augias e la sua risposta del 28/11/2018 su La Repubblica.

 "Gentile Corrado Augias, parlo della mia città, Orvieto, e della " Libreria dei Sette" che chiuderà i battenti il 24 dicembre. Ho pianto quando i gestori della storica libreria ( attiva dal 1922!) hanno lanciato una richiesta d’aiuto date le difficoltà di mandarla avanti. Un allarme c’era già stato un anno fa, ora l’incubo si ripete perché nessuno tra cittadini e amministrazione s’è mosso per risolvere il problema. Com’è possibile che una piccola e meravigliosa realtà come Orvieto, gioiello d’arte, storia e cultura, lo permetta? Quella libreria per la sua posizione, lo spazio, il palazzo che occupa è stata per anni il vero centro culturale della città, gestita da librai di grande cultura, di grande cuore, pieni di un’immensa volontà di fare. Se la libreria chiude, io e la mia famiglia perdiamo un rifugio, quello caldo e accogliente dove ti puoi permettere di staccare la spina, dove i toni si abbassano e il tempo sembra fermarsi, dove tra tanti libri, colori e parole, trovi sempre un amico e un sorriso. La " Libreria dei Sette" è il posto dove ritrovo sempre mio figlio di 4 anni quando si stacca dalla mia mano. Adesso dove andrà a rifugiarsi?

— Federica Di Orazio— Orvieto ( TR)"

 

Risposta di Corrado AUGIAS

"Tempo fa, quando si affacciò per la prima volta l’ipotesi che quella libreria potesse chiudere, la scrittrice Susanna Tamaro, che vive nel comprensorio orvietano, lanciò un appello per non perdere anche la libreria dopo tante altre chiusure. Orvieto è uno dei gioielli dell’Italia centrale, arroccata su una rupe a piombo sulla valle del Tevere, con la facciata del Duomo (fine XIII secolo) ritenuta un capolavoro del gotico italiano, così più dolce rispetto alla severità tedesca. La facciata rivolta ad Occidente accende al tramonto tutti i colori delle sue pietre e dei mosaici. Una città memorabile, ma anche una comunità di oltre 20 mila abitanti; sembra impossibile che l’amministrazione lasci davvero chiudere una Libreria che nel 2015 a Venezia s’è aggiudicata il titolo di migliore libreria italiana. Quella "dei Sette" è uno spazio dove i gestori – i dinamici fratelli Campino, Enza e Riccardo – non stanno dietro il bancone ad aspettare l’arrivo dei clienti; al contrario escono, promuovono, invitano gli scrittori (io stesso sono stato ospitato in un paio d’occasioni), animano la discussione, si fanno motore culturale, danno vita alla comunità, sappiamo bene quale importanza abbiano attività del genere di questi tempi. Mi sono informato sulle ragioni della chiusura: gli impacci sono parecchi e coinvolgono traffico e parcheggi; nocciolo però sembra essere l’affitto ( 31 mila euro annui) insostenibile per una libreria. Che dovrebbe fare un’amministrazione davvero consapevole? Invece di costringere i fratelli Campino ad andarsene, dovrebbe trovare i mezzi perché la libreria facesse ancora di più. Poche migliaia di euro anche un piccolo Comune (proprietario delle mura) può trovarli. La questione di fondo sono le scelte. Il sindaco deve decidere che tipo di città vuole amministrare. Se costringerà la Libreria a chiudere avrà spento una delle luci della sua città."

Testo del mio messaggio al Sindaco di Orvieto

 "Egregio Signor Germani, Sindaco di Orvieto,

 ho appreso dai media il problema finanziario che impedisce alla "Libreria dei Sette" di continuare la sua indispensabile opera in favore della Cultura per i suoi Concittadini e per i turisti ed intellettuali che questa piccola impresa attira verso Orvieto.

Le sarò grato se il Comune da Lei amministrato deciderà di diminuire sostanzialmente il canone di affitto ad un cifra non superiore a Euro 300 (trecento) o meglio 1 € (un Euro) figurativo, insieme ad ogni altra azione utile a mantenere in attività la libreria.

La ringrazio per l'attenzione e la saluto cordialmente.

Gennaro Aprea - Rodano, Milano"

www.gennaro-aprea.it