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Buone Notizie 1
Di Gennaro Aprea (del 09/10/2007 @ 16:41:24, in C) Commenti e varie, cliccato 599 volte)
BUONE NOTIZIE 1
 
Siamo tempestati di notizie di cronaca (una volta si chiamava cronaca nera, adesso ormai c’è solo “la cronaca” perché non c’è più quella normale – ed ormai, grazie ai media ci pasciamo solo di questa). Non parliamo poi di tutto ciò che ci offre la politica che è diventata invisa ad una grande maggioranza di italiani senza che i politici se ne rendano conto, anche se vi sono delle eccezioni, purtroppo poche.
Quindi, se vi sono delle buone notizie, ne siamo lieti nonostante esse siano spesso relegate nelle pagine interne della stampa giornaliera e fornite succintamente nei giornali radio e telegiornali o nelle trasmissioni di minimo ascolto.
Proprio per questa ragione d’ora in poi tenterò di riportare molte buone notizie mettendole in maggior risalto rispetto a ciò che fanno abitualmente i media.
 
In un sondaggio fatto presso i giovani liceali (16enni), è risultato che essi non sanno che domenica prossima 14 ottobre si terranno le primarie per il Partito Democratico. E’ risultato che le confondono con quelle americane; uno ha detto che la nonna votava per i Democratici Cristiani ed ha chiesto se queste elezioni erano la stessa cosa. Tanto meno sapevano che, oltre alla elezione del futuro Segretario del partito, saranno eletti i delegati che creeranno la struttura del partito, e tanto meno sapevano ciò che sto per dirvi. E allora dov’è la buona notizia? C’è, vi assicuro, ed è questa: la prima di oggi è dunque che il 50% dei delegati saranno donne, cosa eccezionale in un paese come il nostro dove esse sono state sempre relegate, non ascoltate, considerate con sufficienza da noi uomini (ed è forse per questo che si sono fatti più numerosi i maltrattamenti contro di loro, compreso gli stupri e gli assassinii?) : Ed invece “l’altra metà del cielo” è in generale molto più affidabile degli uomini. Forse la politica potrà cambiare con l’aumento della loro presenza? mi auguro di si.
 
La seconda buona notizia riguarda la contestazione degli studenti iraniani della principale università di Teheran, cosa importante perché finora solo alcuni studenti elitari si erano permessi di farlo. L’oggetto della contestazione è stato Ahmadinejad. il presidente, ciò che non avveniva da tempo. Mi auguro che questa prima azione divenga un fiume in piena e che sia seguita da una maggioranza degli iraniani che sembra non ne possano più di questi governanti.
 
La terza notizia è che l’Unione Europea finalmente si è mossa non a seguito delle Nazioni Unite. Lunedì prossimo i 27 ministri decideranno rapidamente quali saranno le sanzioni economiche nei confronti della Birmania (Myanmar è il nome dato dai generali e volutamente non lo userò più) affinché condizionino i governanti di questa dittatura assassina e li costringano a cambiare in senso democratico con nuove elezioni, ritirandosi così come fecero i militari in Argentina. Per fortuna le manifestazioni continuano seppur in tono minore, ma queste decisioni internazionali daranno conforto a tutti quei birmani che vogliono essere liberi in una democrazia compiuta.
Io sono particolarmente toccato dai fatti birmani perché nel 1993 sono andato laggiù per alcuni giorni con lo scopo di fare una ricerca per conto della società petrolifera di Stato che è sfociata in un progetto economico-tecnico-logistico volto a realizzare le esportazioni di gas liquefatto dalla principale raffineria che dista 550 km dal porto di Rangoon sul fiume Yangon. In quella occasione mi sono reso conto delle condizioni del paese che, ricco di materie prime e di terra fertilissima, teneva e tiene la popolazione ad un livello di vita fra i più bassi nel mondo.
Ci sono come sempre enormi interessi economici che favoriscono gli accordi con la dittatura che governa, soprattutto da parte cinese e russa, ma non mancano la Francia ed altri importanti paesi occidentali.
 
Basteranno queste sanzioni che si spera siano approvate anche dalle Nazioni Unite (difficile a causa dei quasi sicuri veti della Cina e della Russia) e dai paesi limitrofi?
Secondo me sarebbe necessario mantenere altissima la fiamma delle contestazioni affinché la questione birmana non sia dimenticata e cada nelle pagine interne della stampa con brevi trafiletti…. Le soluzioni non sono facili e vi invito a parlarne fra di voi e con me, se volete.
Intanto lancio un’idea: Tutti i musicisti a livello mondiale, di musica moderna, jazz, classica e del melodramma, organizzino concerti e rappresentazioni in favore della Birmania in tutto il mondo libero, anche per fare pressione in quei paesi dove gli interessi economici dei governanti non favoriscono il cambiamento; e nei paesi confinanti con la Birmania. Questi eventi devono essere continui nel tempo e diventare un tuono assordante al punto di forzare talmente la pressione sui governanti birmani da fargli accettare di permettere ai musicisti di realizzare concerti anche nel loro paese. La musica è una delle cose che può più di altre unire i popoli al fine di promuovere la pace e la serenità.
Cosa ne dite? Avete voglia di provare ad organizzare e dare una mano per realizzare questa idea?
Se ne avete altre, si possono aggiungere, l’importante è arrivare allo scopo.