Omografi? Contatti
Il Blog: discussioni, articoli, pensieri e scambio di idee
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 18/11/2009 @ 10:07:21, in C) Commenti e varie, cliccato 721 volte)
 
LETTERA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
 
La lettera che potete leggere qui sotto è stata inviata da Roberto Saviano a Silvio Berlusconi qualche giorno fa ed è apparsa sul quotidiano La Repubblica.   Non poteva essere più perfetta.
.
Ho avuto l’idea di ricopiarla con qualche modifica perché io non sono uno scrittore di successo e tanto meno noto come Saviano, quindi ho eliminato “il mio mestiere di scrittore”
 
 
 
 
 
 
 
Signor Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.
Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l´unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.
Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. È una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.
Roberto Saviano
 
La mia lettera invece inizia così:
 
“Signor Presidente del Consiglio, questa lettera è la copia esatta di quella dello scrittore Roberto Saviano che mi permetto di copiare integralmente perché non vi possono essere parole migliori per esprimere il mio pensiero.
L’unica differenza è che non sono uno scrittore, ma un semplice pensionato,  quindi ho tagliato quella frase.
 
Signor Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola,. Sono un cittadino che ama l’Italia. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l´unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.
 
Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. È una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.
Gennaro Aprea”
 
Stamattina parte ed invito i miei lettori a copiare la mia copia modificandola ovviamente secondo il loro status e la loro opinione, ed infine spedendola a:
 
Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio dei Ministri
Palazzo Chigi
Piazza Colonna
00187 Roma
 
Sarebbe molto bello se questi amici, molti dei quali non conosco affatto, volessero invitare anche i loro amici e parenti a fare la stessa cosa. Sarebbe bellissimo se migliaia di queste lettere invadessero gli uffici del Presidente del Consiglio, oltre alle migliaia di firme di solidarietà che Repubblica sta già raccogliendo
Articolo Leggi l'articolo   Storico Elenco Storico Articoli  Stampa Stampa
 
Di Gennaro Aprea (del 08/11/2009 @ 12:30:40, in M) Satira e Umorismo, cliccato 689 volte)
GIOCHIAMO A CAMPANA, ovvero il “salto in largo”
 
 
Ve lo ricordate questo gioco? Mi sembra che fosse un gioco praticato più che altro dalle bambine alle quali ogni tanto si univano anche i maschietti. Ricordo che fra i 9 e i 12 anni qualche volta ci ho giocato anch’io, soprattutto perché fin da allora sentivo un trasporto per l’altra metà del cielo, come ho cercato di raccontare nelle mie memorie romanzate che i lettori di questo sito possono leggere cliccando nel testo della home page oppure della pagina “chi sono”.
Ricordo che si doveva saltare in vari riquadri disegnati in genere sul marciapiede con il gesso; e questi salti erano in avanti oppure sui lati. Si saltava quasi sempre su una sola gamba e si poteva poggiare la seconda solo quando si era arrivati al riquadro giusto.
Perché vi dico questo?
Ho notato che questo gioco è ora praticato sempre più spesso da numerosi adulti che si occupano di politica, deputati, senatori e dintorni. Non solo, ma la maggioranza sono uomini e non donne.
Io lo chiamo adesso “salto in largo” in contrapposizione del “salto in lungo”, prova sportiva molto nota; il primo non è ancora stato scelto dalle autorità olimpiche come prova sportiva. Eppure abbiamo già dei campioni difficilmente imbattibili.
Per capirci meglio, vi faccio pochi nomi:
-          Clemente Mastella, campione di Ceppaloni e d’Italia, il quale non so quante volte ha battuto i suoi  stessi record passando da uno schieramento politico all’altro
-          Daniela Santanchè, sempre sul lato destro, ma ottima saltatrice in largo; ricordate quanti salti?
-          Marco Follini, da DC a DDC a UDC (anche come segretario del partito) a PD
-          Sandro Bondi, prima nel PCI (soprannominato “ravanello bianco” perché rosso fuori e bianco dentro) ora nel PDL nell’importante posizione di Ministro della Cultura
-          Francesco Rutelli, venuto in questi ultimi giorni all’onore delle cronache, più del solita apparizione televisiva, per il suo grande salto da campione da PD a…..non si sa ancora bene, ma probabilmente all’UDC, seguito da altri colleghi. Vi ricordo solo che prima di essere nel PD come fondatore, era stato nella Margherita dopo essere stato un radicale doc.
Non vi voglio annoiare con altri nomi, ma in molti partiti della scena politica attuale vi sono numerosi esempi di campioni, campioncini e campionicchi di salto in largo. Divertitevi a trovarli!
Articolo Leggi l'articolo   Storico Elenco Storico Articoli  Stampa Stampa
 
Di Gennaro Aprea (del 05/11/2009 @ 15:55:17, in F) Questa è l'Italia, cliccato 726 volte)
DONNE, DONNE
 
È certo che, a partire dal 1968, le donne hanno fatto grandi passi in avanti. Ed ho l’impressione che invece gli uomini ne abbiano fatti molti indietro, scendendo verso la mediocrità. Lo si vede in tutto il mondo e l’Italia è un esempio illuminante.
In questi ultimi giorni ho avuto l’occasione ed il piacere di vedere in TV o sentire alla radio o leggere scritti di donne eccezionali; perciò mi è venuto in mente di fare un’analisi della situazione, analisi che ovviamente è molto personale, quindi soggetta a critica, anche perché non è il risultato di una completa indagine scientifica.
Bene, cominciamo con un elenco di settori ove le donne hanno conquistato, certamente con fatica e duro impegno, delle posizioni che fino a pochi anni fa erano impensabili per l’altra metà del cielo.
ECCELLENZE: ne menziono solo due, la nostra apprezzatissima in tutto il mondo Rita Levi Montalcini  che è una delle colonne della nostra Ricerca Avanzata.
Per non parlare di Alda Merini, una dei maggiori poeti italiani del secolo XX
GIORNALISMO: sono ancora poche le direttrici (o le donne direttore?) nella stampa italiana, però ritengo che alcune siano migliori dei loro predecessori maschi; Concita De Gregorio dell’Unità, Daniela Hamaui de L’espresso, Bianca Berlinguer del TG3, Flavia Perina del Secolo d’Italia, Lilli Gruber di TV7; so che vi sono alcune direttrici di riviste femminili e non, che non leggo e di cui non conosco i nomi. Anche se non è direttrice di giornale, cosa dire della colonna del giornalismo Miriam Mafai di Repubblica?
STUDENTESSE: ormai le statistiche sono chiare: nelle strutture scolastiche che vanno dalla scuola primaria fino al termine della cultura universitaria, la percentuale di donne con i migliori voti supera quella degli uomini; in alcune facoltà le donne superano per numero gli uomini (medicina, giurisprudenza), senza considerare le facoltà di lettere e lingue, dove queste maggioranze sono consolidate da prima del 1968.
INSEGNANTI UNIVERSITARI: anche qui il numero delle donne sta aumentando velocemente nonostante i professori maschi – i famosi “baroni” – cerchino di mettere i bastoni fra le ruote delle loro carriere; ma soprattutto, quando le donne arrivano ad avere la loro cattedra, danno molti punti ai maschi per capacità e dedizione alla ricerca e all’insegnamento. Qualche giorno fa ho ascoltato la Professoressa di Etica Claudia Mancina che mi ha impressionato per il suo equilibrio, la competenza e la capacità di esame sulla diatriba sorta dalla sentenza della Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo che ha “invitato” l’Italia a togliere il crocifisso dalle aule scolastiche. (La Francia, la Germania e la Gran Bretagna e molti altri paesi hanno già da tempo una legge in tal senso). Ma conosco personalmente (da quando eravamo colleghi all’università) un’altra “Prof”, ora in pensione perché di pochi anni più giovane di me, la quale è Presidente attiva dell’Osservatorio Permanente sul Franchising[1], che è stata una delle più apprezzate insegnanti di Marketing a Pisa e in Sapienza a Roma, e che ha scritto numerosi e ottimi libri su questo ed altri argomenti. E, visto che siamo in vena di  Franchising, ho conosciuto anche Madame Chantal Zimmer, Segretaria della Federazione francese del Fr.: Legion d’Honneur, e Donna dell’anno (non ricordo la data). Ed in Francia ancora ho una carissima amica insegnante di Sociologia in varie importanti università, M.me Catherine Paradeise, che è stata fra l’altro responsabile del Dipartimento di Sociologia del CNRS (come il nostro CNR) e che quest'anno è stata nominata anche lei Chevalier de la Legion d’Honneur.
Poi sono molto amico di una ex collega Consulente di management certificata a livello internazionale (CMC), Daniela Gilardelli, che ha insegnato a molti imprenditori il loro mestiere e li ha fatti diventare di successo.
POLITICI: le donne politiche che hanno raggiunto l’eccellenza sono ancora poche, ma cosa dire di Angela Merkel, la Cancelliera tedesca che ha dimostrato finora di essere una delle più importanti donne politiche al mondo e che rafforza la sua eccellenza di “Premier” in uno stato come la Germania che è lo stato guida fra i 27 della U.E.? Ma di statisti come la Merkel, anche se di un livello leggermente inferiore, li troviamo negli USA (Hillary Clinton) e in Francia (Ségolène Royal e Aubry). I primi ministri nel mondo sono: Hellen Clark in Nuova Zelanda, Begum Khaled Zia in Bangladesh, Luisa Dogo in Mozambico; i capi di stato sono Tarja Halonen in Finlandia, Gloria Arroyo nelle Filippine, Mary McAleese in Irlanda, ed anche in Liberia e in Lettonia. A livello Unione Europea vi sono delle ottime donne Commissario. E in Italia?...ancora siamo lontani dalle alte cariche salvo, mi sembra, un giudice della Corte Costituzionale. Quelle che oggi ricoprono alcuni posti di responsabilità difficilmente sono all’altezza del loro compito perché messe al loro posto, diciamo così,  per simpatia da parte di uomini che hanno maggior potere.
SPORT in Italia: ormai tutti hanno preso conoscenza del fatto indiscutibile che negli sport le donne superano le prestazioni e i risultati degli uomini: palla a volo, nuoto, palla-canestro, tennis, sci, scherma, e chi più ne ha più ne metta.
Sicuramente tralascio qualche settore importante, come per esempio la magistratura ed altri come l’imprenditoria  la dirigenza e la sanità dove le donne – ancora poche – prevalgono sugli uomini per capacità. Ma penso che, dopo questa breve carrellata, ci saremo resi conto che il cosiddetto sesso debole non lo è più per niente .
 
Allora, quale conclusione? Guardandoci intorno in questo breve scorcio del terzo millennio, specialmente in Italia, ci cadono le braccia se pensiamo agli uomini che gestiscono il potere nella maggior parte dei settori politici e sociali.
La maggioranza delle donne sono migliori degli uomini, e sono anche in maggioranza numerica (52% della popolazione). Quindi lancio un appello:
Donne! Cosa aspettate a conquistare il potere? datevi da fare!
Ve lo dice un vecchio signore che vi ha sempre stimato e apprezzato nel lavoro, spesso discutendo e addirittura litigando con altri uomini che non volevano assegnare loro posti di responsabilità come invece io proponevo.
Spero di vedervi presto in Italia nelle più alte posizioni nella politica, dell’economia, delle responsabilità sociali.
Spingete sull’acceleratore perché noi uomini abbiamo bisogno di voi ....più di sempre!
E le elettrici votino per le donne, beninteso dopo aver conosciuto bene chi sono!


[1] Fornisce servizi ad Università, Assofranchising, Camere di Commercio ed altri enti interessati al Franchising
Articolo Leggi l'articolo   Storico Elenco Storico Articoli  Stampa Stampa
 

Cerca per parola chiave
 

Ci sono 60 persone collegate

Titolo
A) Aziende, innovazione, produttività, costi, ecc. (32)
B) Belle Immagini (4)
C) Commenti e varie (143)
COMMENTI E VARIE (2)
D) Guerre (12)
E) Omografi (1)
F) Questa è l'Italia (108)
G) Ricette (8)
H) Rodano (42)
I) Sport e Calcio (16)
L) Zero-carbonio (97)
M) Satira e Umorismo (64)

Catalogati per mese:

Gli interventi più cliccati

< settembre 2022 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
   
             

Titolo
Ti piace questo sito?

 Eccellente
 Buono
 Così e così
 No.

powered by dBlog CMS ® Open Source 

footer

 

Aggiungi Gennaro Aprea a "Preferiti"

 

HomeChi Sono | Rodano | Discussioni | Omografo? | Contatti

 

Sito ottimizzato in 800x600