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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 10/04/2020 @ 15:32:32, in M) Satira e Umorismo, cliccato 202 volte)
Prima di iniziare a scrivere questo articolo mi è venuta voglia di rileggere l'ultimo che avevo scritto domenica scorsa 5 aprile, la domenica delle Palme, con poche palme e pochissimi rami di ulivo per le strade.
Mi sono subito reso conto che c'era qualcosa che non quadrava, cioè che l'articolo era sparito.....Allora il titolo che normalmente metto prima di iniziare a scrivere lo metto adesso
 
SOGNO  O  SON  DESTO?  LE CONSEGUENZE DEL COVID-19 SU DI ME
 
Ho cercato ancora l'articolo; forse inavvertivamente lo avevo cancellato? Ho provato a cercare indietro, prima del 5 aprile, specialmente gli articoli in cui avevo parlato della mia idea di salvare i poveri parcheggiatori abusivi napoletani - ma anche romani e di altre grandi città italiane, non solo al sud - che erano rimasti senza lavoro da un giorno all'altro.
Purtroppo senza successo.. E mi sono reso conto che l'ultimo articolo trovato era quello del 4 febbraio, cioè pochi giorni dopo gli annunci della grave epidemia scoppiata nella città cinese di Wuhan, regione di Hubei.
 
Allora, pensa che ti ripensa, mi sono spiegato l'arcano della sparizione dei miei articoli. L'unica interpretazione possibile è che molte mattine, svegliandomi prima dell'ascolto usuale delle notizie della radio, ricordavo che mi ero alzato con l'ispirazione e scrivevo i miei commenti a tutto ciò che sta succedendo ormai da gennaio ad oggi. Cose che quasi tutti gli italiani fanno leggendo i giornali, seguendo le trasmissioni radio-televisive, ma soprattutto tutto ciò che appare sui nostri cellulari, fino a poco tempo fa la fonte principale di notizie e dei divertimenti dei nostri figli/e e ragazzi. Così ormai da gennaio in poi noi adulti siamo riusciti a battere i giovani e giovanissimi nell''uso dei cellulari.
 
Però non posso fare a meno di raccontarvi le due soluzioni che avevo "realizzato" per far guadagnare qualche Euro ai posteggiatori abusivi senza più introiti.
 
1) Quando a fine marzo le restrizioni all'uscita da casa ammisero, oltre ai permessi per andare a comprare i cibi e le medicine in farmacia, la possibilità di uscire "nei pressi della propria abitazione" (con tanto di "autodichiarazione") per i bisogni del proprio cane e così permettersi di fare quattro passi fuori casa.
Avevo quindi scritto all'ANPQA (associazione napoletana posteggiatori quasi autorizzati) e alla cugina romana ARPQA, suggerendo di andare nei canili e adottare 3 o 4 cani ciascuno (facendo così anche un'opera buona) per affittarli ai vicini non possessori di cani a 1,50 euro per ogni quarto d'ora o frazione, ed 1 euro oltre la prima ora. Il ricavato serviva così al sostenimento della famiglia ed il cibo per i cani che oltretutto sarebbero stati molto felici di non essere più rinchiusi, spesso in piccole gabbie, e di trotterellare allegramente.
La risposta al mio suggerimento fu entusiasta e la cosa ebbe un seguito immediato.
Dopo alcuni giorni però vi fu un calo dell'attività. Specialmente a Napoli, dove Il Presidente della Regione De Luca si confermò estremamente severo (meno a Roma dove la Sindaca era un po' più lassista) fermò i posteggiatori al ritorno senza cane dopo la consegna al cliente e all'andare a riprenderlo a fine noleggio. Quindi l'affare scemò rapidamente. Per fortuna i poveri cani rimasero ai clienti o ai posteggiatori che nel frattempo si erano affezionati.
 
2) Pensa che ti ripensa, mi è venuta un'idea quasi nuova, comunque derivante dalla prima. Forte della mia approfondita conoscenza nella manualità al computer (ma va!). Ho deciso di risolvere la situazione cominciando a disegnare vari tipi di cani, di razze piccole, medie e grandi seguendo le preferenze delle persone, giovani, adulti, signore e signori.
Appena terminata la collezione mi sono rivolto ad un amico che assiste le imprese per la manutenzione dei loro sistemi informatici con tanto di autorizzazione ufficiale. In una delle sue uscite, mi ha prestato "di straforo", come si dice a Napoli, una stampante 3D già molto usata con il relativo materiale/inchiostro.
Ho cominciato quindi a produrre i primi cani a rotelle per venderli a tutti i/le potenziali interessati/e.
I primi sono usciti bene con tutte le articolazioni e la testa mobili che li faceva sembrare cani veri a una distanza di non meno di 10 metri, compresi  colori e macchie del caso, (incluso un corso per nascondere il cane dietro l'ombra del passeggiatore/trice e i controllori si avvicinano).
La cosa ha avuto un discreto successo di vendite e dopo pochi giorni la voce di questa nuova produzione e volata in internet ed ha avuto una eco perfino in qualche articolo di giornale non addetto ai lavori di veterinario.
Dopo un po' ahimè, sarà stata l'anzianità della stampante o altro, i cani non uscivano più regolari: alcuni con un orecchio diritto come i cani lupo e l'altro abbassato come i cani segugi da caccia; altri con una zampa più lunga e una più corta, altri ancora con la coda mozzata (ora è proibito tagliarla come si faceva ai bulldog), ecc.
Allora mi sono incazzato, ho telefonato mandando a quel paese il mio amico esperto di informatica, forse mi sono anche reso conto che ero nel pieno delle mie facoltà mentali e, urlandogli contro, sono riuscito svegliare anche mia moglie.
 
In conclusione, in tutto questo tempo NON ERO MAI STATO DESTO: semplicemente SOGNAVO di scrivere. E chissà quante altre cazzàte avrò scritto, oltre le molte apprese dai media ufficiali e non.
 
Allora, le CONSEGUENZE DEL COVID-19 su di me sono pesanti: non sono più io, non mi riconosco più.....Infatti, quando mi guardo allo specchio mentre mi faccio la barba, mi sembra di essere tornato a qualche anno indietro, nel periodo dei Beatles. Sono indeciso se farmi le treccine o la coda col ciuffo.  Se continuo ad esitare, sarò costretto a mettermi la retina sui capelli, quella della moda di una volta per schiacciarli sulla testa. Altrimenti non potrò più leggere.
 
 
PS per i parenti ed amici napoletani, o di origine:
quest'anno, per la prima volta il Convid avrà un impatto nella mia vita di cuoco dilettante. Quest'anno non riuscirò a fare le Pastiere, il dolce di Pasqua napoletano che preparavo in numero sufficiente per voi.
Chi non lo conosce bene, forse non sa che questo dolce ha origini plurimillenarie; infatti era il dolce di primavera degli abitanti della Magna Grecia.
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Di Gennaro Aprea (del 04/02/2020 @ 10:15:24, in C) Commenti e varie, cliccato 208 volte)
LA BREXIT E L'UNIONE EUROPEA
 
Qualche giorno fa tutti i media, audio, TV, scritti e telematici, si sono sbizzarriti ad annunciare e sottolineare l'uscita ufficiale del Regno Unito dall'Europa.
Ne abbiamo sentite e lette di belle e di brutte. Così è venuta anche a me la voglia di dire qualcosa che solo pochissimi giornalisti hanno sfiorato.
 
La domanda e le numerose risposte sono: le conseguenze di questo distacco sono positive o porteranno danno all'UK e al resto di Europa ?
Non sono tutti concordi con numerosi punti di vista in molte occasioni contrastanti.
 
Il mio punto di vista - ovviamente non sono il solo a dirlo - è che la Brexit sia nel complesso positiva per gli Europei e piuttosto negativa per i Britannici a medio termine.
 
Il problema di fondo della mancata realizzazione di una necessaria, ripeto necessaria, creazione dello stato federale Europa è dovuta al nazionalismo che impedisce a molti Stati europei di riconoscere una struttura governativa europea al di sopra dei singoli stati che ovviamente devono sottostare alle politiche del governo centrale, come in tutti gli stati federali.
Dunque, il fatto che il Regno Unito non abbia più alcuna voce in capitolo nelle riunioni del Consiglio Europeo è certamente un bene. Perché?
 
·     il governo londinese non ha mai aderito all'Euro; anzi ha sempre
      pensato ed agito per il rafforzamento della Sterlina;
·    ha sempre osteggiato e contrastato ogni azione democratica
     nelle decisioni del Consiglio, della Commissione e del
     Parlamento Europeo nella direzione di un possibile federalismo
     che toccava la loro indipendenza in tutte le accezioni possibili:
     unanimità SI, maggioranza NO
·    in altre parole l'UK è tuttora uno degli stati più importanti (per la
     maggior parte dei britannici è il più importante) quindi non può
     sottostare ad alcuna entità superiore.
 
Questo si chiama puro nazionalismo. Pensano che, forse con la maggiore calma possibile, in futuro, ma non c'è fretta, noi britanni possiamo aderire ad un'Europa confederata dove l'UK comunque è il Paese più importante.
 
Non si parla proprio di istituzioni europee federate che decidono sopra e per tutti gli Stati componenti:
·         un Ministero delle Finanze per la fiscalità unica
·         un Ministero degli Esteri per una politica unica e sempre
          presente e responsabile se uno o più Stati componenti
          tratta con Stati stranieri non europei
·         un Ministero della Difesa e un esercito unici
·         Un Ministero dell'Istruzione e dell'università per
          un'armonica, condivisa e riconosciuta cultura
          per tutti i gradi dell'istruzione in tutti gli Stati
·         un Ministero della Giustizia per un regime giuridico
          armonico nell'U.E.
·         altre Istituzioni analoghe ove necessario
·         e infine la decisione di usare in Europa una lingua
          unica che il 100% dei cittadini europei devono conoscere ed
          usare insieme a quella originale.
          Attualmente sono ufficiali tutte le lingue di tutti gli Stati
          componenti… quante sono? confesso che non le so !
 
Potete immaginare un UK concorde? E' pura fantasia.
 
In un articolo su La Repubblica il 1° febbraio Andrea Bonanni ha messo in evidenza la politica continua del Regno Unito che ha sempre rifiutato ".... le paroline presenti in tutti i trattati comunitari fin dal 1957: ever closer union (un'unione sempre più stretta) "... che hanno cercato di impedire e che spiegano il divorzio maturato..." a seguito del referendum che "non ha frenato l'onda populista e xenofoba..."  e aggiungo io, sempre più nazionalista.
 
Ma il Regno Unito non è, cioè era, l'unico più importante rappresentante fra gli stati nazionalisti in Europa. Infatti molti Stati dell'UE erano anche e soprattutto nazioni fino alla fine della seconda guerra mondiale. E fanno fatica a scordarsene.
 
Vi ricordate De Gaulle? La Francia non ha accettato subito proprio il Regno Unito nella Comunità Economica Europea. E oggi la Francia va per conto suo in molte azioni che interessano altri Stati che dovrebbero essere uniti in decisioni condivise. Avete presente che solo qualche giorno fa per il problema Libia (accordo??? di Berlino ) la Francia continua ad appoggiare il Generale Al Haftar contro gli altri Stati europei che invece appoggiano il governo di Tripoli riconosciuto internazonalmente?
Anche in Francia vi è una certa dose di populismo e di xenofobia sotto altre forme.
 
E l'Italia? che ne dite della Lega e C.? Siamo anche noi diventati nazionalisti e sovranisti a modo nostro. Un'altra ragione che giustifica la difficoltà per i paesi europei di mettersi d'accordo è il loro forte interesse economico per il gas e il petrolio libici che è tuttora legato alle multinazionali di ogni Stato (leggi per es. ENI e Total). Infatti essi non mostrano alcuna intenzione di cambiare il loro scopo sociale valorizzando e investendo ancora in queste fonti di energia fossili, come sarebbe necessario al più presto.
 
Per non parlare dello stato più potente e importante dell'U.E., la Germania. Vi sono ancora molti strati della popolazione che si sentono i più autorevoli e influenti (la destra xenofoba e nazionalista è cresciuta).
Ma in fondo i tedeschi un po' di ragione ce l'hanno e comunque gli attuali governanti sono positivi e sinceramente favorevoli ad una federazione europea. Gli italiani dovrebbero prendere esempio da loro.
 
Per i più piccoli Stati europei dell'U.E. fare parte di una federazione è un problema decisamente minore, compreso quelli dove esiste una monarchia ufficiale abbastanza irrilevante rispetto a quella del Regno Unito nazionalista e colonialista.
 
Insomma, mi auguro che l'assenza di uno Stato come il Regno Unito in Europa renderà più facile - spero - le decisioni future per la costruzione di una federazione europea.
 
Per finire, un breve accenno ad altre possibilità di "divorzio" imposto dall'UE oppure spontaneo:
·          il POLONEXIT per colpa dell'eccesso di uso del carbone  e dictatorship
·          il MAGYAREXIT per eccesso di dictatorship 
 
In ambedue i casi i loro due governi sono contro gli ideali democratici di base dell'Unione. E in più si aggiunge il loro accaparramento di finanziamenti che gli offre l'Europa senza collaborare alla costruzione dello Stato Europeo.
 
Infine non posso dimenticare che, quando viaggiavo molto spesso per lavoro, se avevo occasione di incontrare e parlare con un persona di lingua inglese senza capire subito l'origine, chiedevo di che nazionalità fosse (please where do you come from); gli americani mi rispondevano "I come from the United States" oppure "I am American" e non sempre aggiungevano il nome dello Stato di origine come California, o Massachusetts, ecc.
 
Noi Europei dovremmo arrivare ad avere un "feeling" simile cioè sentirci come loro e dire - io già l'ho fatto in alcuni casi - "I come from Europe and I am Italian (qualche volta aggiungevo "from Naples".
 
Ci arriveranno mai gli Europei? Sicuramente no le generazioni del secolo scorso; forse pochi fra i "millennials"; probabilmente la generazione nata a metà di questo secolo. Forse anche i britannici ....repubblicani.
 
Ma ciò sarà possibile se i giovanissimi di oggi, compresa qualche "sardina" europea diventerà forte decisore al governo in ogni Stato.
 
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Di Gennaro Aprea (del 27/01/2020 @ 18:03:00, in M) Satira e Umorismo, cliccato 184 volte)
POVERO SALVINI
 
La tristezza per la botta in testa che ha ricevuto Matteo oggi mi ha riempito i pensieri e francamente mi fa un po'  pena (come diceva papà: intendendo per PO il più grande fiume d'Italia.
 
Come lo si può aiutare?
Pensa che ti ripensa. mi sono ricordato il consiglio che gli avevo dato nel precedente articoletto, cioè dove gli auguravo che diventasse "colonnello" e andasse in Libia a risolvere i problemi locali che, nonostante gli accordi di tregua per l'interruzione della guerra civile per il petrolio e il gas, a tutt'oggi non sono risolti soprattutto - ma non solo - perché l'Unione Europea continua dormire della grossa.
Quindi scriverò io stesso al Presidente della Repubblica affinché gli conceda la promozione a colonnello e, con l'aiuto del nostro beneamato Ministro degli Affari Esteri, sia inviato ufficialmente a Tripoli per sparare anche eventualmente al generale Haftar.
 
Però mi permetto di dargli un consiglio personale:
"Caro Matteuccio, prima di partire fatti diventare i capelli e la barba biondi come quelli di 2 altri eminenti "capi" nel mondo, negli USA e in "UKexit". Vedrai che avrai molto più successo con le fanciulle libiche della tua scorta.
 
E lascia perdere la tua Lega...che ormai è già sulla via del ribasso: hai presente l'altro Matteo e Giggino?
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