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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 22/08/2009 @ 16:42:29, in D) Guerre, cliccato 851 volte)
BERLUSCONI EUROPEO-EUROPEISTA?
 
Un paio di giorni fa ho ascoltato alla radio una breve notizia, precisamente nella trasmissione “Prima Pagina” di Radio 3.
Confesso di aver fatto un salto sulla sedia. Non ricordo bene le parole esatte né il giornale sul quale era apparsa la notizia che più o meno diceva così:
“Il Premier Berlusconi ha affermato che l’Europa dovrebbe avere un esercito proprio che sostituisca interamente gli eserciti di ciascun Stato europeo. Noi (l’Italia) spendiamo troppo per i nostri armamenti e l’esercito europeo potrebbe farci risparmiare parecchi miliardi” E’ forse uno dei tanti suggerimenti dell’esimio Ministro delle Finanze Giulio (dico solo Finanze perché di Economia dimostra di saperne piuttosto poco) che è alla ricerca di denaro e non sa dove trovarlo?
Mi sono anche chiesto se il Nostro aveva fatto un giravolta di 360° rispetto al suo pluriennale atteggiamento nei confronti dell’Unione Europea che ha sempre sottovalutato ed anche alcune volte disprezzato, dimostrandosi sempre un perfetto antieuropeista.
Poi mi è venuto un dubbio.
Sarà forse che Berlusconi ha bisogno di riprendere alcuni punti persi della sua famosa popolarità presso gli italiani che in questi ultimi tempi gli hanno dato dei dispiaceri per varie ragioni a voi tutti notissime? Avrete certamente notato che in queste ultime settimane appaiono in TV degli spot pubblicitari di ottima fattura (lo dico seriamente) che invitano a non sporcare le spiagge (Ministero dell’Ambiente) e a non fumare (Ministero della Salute con l’ottimo testimonial Renato Pozzetto con bambina), ed altri meno importanti. Comunque alla fine di tutti questi spot, oltre al nome del Ministero promotore, c’è la “firma” della Presidenza del Consiglio in un bel marchio ovale.
Allora, come la mettiamo con il nuovo europeismo di Silvio Berlusconi? Io penso che non si renda perfettamente conto della difficoltà di materializzare la sua proposta (magari potesse divenire presto realtà!) perché la maggior parte degli Stati della UE sono gelosi del proprio esercito – pensate solo alla Francia e alla Gran Bretagna - e non ammettono ancora che diventi parte di un “UE Army” le cui strategie sarebbero fissate a Bruxelles (o dintorni) e dove magari i propri ufficiali dovrebbero essere comandati da Generali stranieri (magari italiani di cui non hanno alcuna stima). A parte tutto questo ed altro, seguirò questa prima notizia per vedere che seguito avrà.
Il Nostro ripeterà ufficialmente la proposta di Premier italiano in una riunione del Consiglio Europeo? Cosa ne pensa il suo beneamato Ministro della Difesa Ignazio La Russa? ecc.?
Io finora non ho visto né sentito sui giornali, radio e TV alcuna ulteriore notizia al riguardo. Amici lettori, fatemi sapere se c’è qualcosa a proposito! Grazie in anticipo
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Di Gennaro Aprea (del 11/08/2009 @ 11:44:08, in L) Zero-carbonio, cliccato 766 volte)
MIGLIORARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI
 
In passato ho parlato varie volte di questo problema (vedi per es. l’articolo del 26/2/08 nella Sezione Rodano).
Quando dico migliorare non mi riferisco solo alla qualità ma anche alla quantità: infatti l’Italia è ormai uno dei fanalini di coda europei nella percentuale di raccolta differenziata.
Non sono esattamente al corrente quali siano le percentuali medie di R.D. in altri stati delle U.E. + Norvegia e Svizzera, ma credo che, dietro di noi vi sia solo la Grecia, forse Cipro e Malta e i tre stati baltici. Se mi sbaglio – e qualcuno mi corregga se può, sarebbe utile a tutti – chiedo scusa in anticipo.
In quanto a raccolta differenziata il Nord dell’Italia è certamente migliore del Centro-Sud soprattutto nelle località meno popolate, e vi sono delle punte di eccellenza che sono vicine al 90%. Ve ne sono anche al Sud ma purtroppo sono meno numerose.
Perché vi parlo di questo argomento che sembra ormai essere a conoscenza di tutti? I vantaggi della R.D. sono molti: i minori costi per il riciclo della “materia seconda”, i rifiuti appunto, rispetto alla “materia prima”, per esempio nella produzione di oggetti di plastica, di fertilizzanti, di nuova carta, di nuovi oggetti in metallo, ecc. Ma un altro beneficio è per noi tutti perché, dove si raggiunge una percentuale consistente di R.D., i Comuni possono diminuire la TARSU perché ricavano molti Euro dalla vendita di ogni gruppo differenziato di rifiuti.
Ma c’è un ulteriore grande vantaggio che riguarda ancora una volta l’ambiente: in ogni processo produttivo da materia seconda rispetto quello da materia prima, la produzione di CO2  è di gran lunga inferiore. Pensate solamente alla differenza fra la produzione di prodotti in materia plastica derivanti dal polietilene o polipropilene o anche il PVC (che contiene cloro), che sono utilizzati in quantità enormi per prodotti in plastica, ed un oggetto fatto di plastica riciclata.
Per il primo la materia prima si ricava dal petrolio che è estratto quasi tutto in paesi lontani (l’Italia ne ha pochissimo), viene trasportato di solito con navi, scaricato in raffinerie costiere, raffinato, ed uno dei prodotti della raffinazione, la Virgin Naphta,  subisce un processo di rottura delle molecole che dà luogo all’etilene, al propilene ed il butadiene (materia prima per la gomma sintetica). L’etilene e il propilene subiscono un ulteriore processo di polimerizzazione per ricavare appunto il polietilene ed il polipropilene.
Spero di essere stato chiaro ma, se vi è difficile seguire questi processi (che ho già semplificato) sicuramente risulta chiara la lunga storia di una materia prima che si trasforma a sua volta in un oggetto di plastica e che nel lungo processo emana enormi quantità di CO2.
Invece i rifiuti di plastica differenziati, per farla breve, vengono lavati, triturati e ridotti in una materia seconda che si trasforma in un nuovo oggetto di plastica.
Spero che non siate esausti.
E adesso vengo al punto.
Una delle importanti ragioni per le quali noi “consumatori” abbiamo difficoltà a differenziare – a parte la pigrizia e le alzate di spalle delle persone incivili  - è non ci arriva l’informazione a monte. Potrei parlare di ognuno dei gruppi di rifiuti, ma, visto che ne abbiamo trattato finora, resto sulla plastica.
Io sono abbonato ad un mensile edito da una delle Direzioni Generali della Commissione Europea: si chiama “Single Market News” (Notizie del Mercato Unico), e come quasi tutti i “magazine” che riceviamo per posta, è protetto da un pellicola di polietilene. Bene, su questa pellicola c’è scritto: PE-HD (PoliEtilene alta densità) ed in 11 lingue la frase: “Polietilene riciclabile – rispetta l’ambiente”.
Vi sono centinaia di imballaggi di plastica, di carta, di metallo, e di altre materie che utilizziamo abusandone (anche per l’abitudine dei produttori di abbondare oltre la logica). Pensate un momento ai prodotti alimentari. Esempio: sui sacchetti dei biscotti o dei prodotti surgelati di cui ci nutriamo, non c’è alcun riferimento alla qualità dell’imballaggio 1).
Non costerebbe niente ai nostri parlamentari di qualsiasi lato dell’aula, spesso ignoranti di o non interessati a queste cose, che creano centinaia di leggi incomprensibili e spesso inutili, di fare una legge chiara e brevissima, che non costa niente alle casse dello Stato, obbligando i produttori di questi alimenti ad evidenziare chiaramente ed in grande sui loro coloratissimi imballaggi solo triangoli, e non segni diversi 2) (per es. il cellofan non è plastica). Basterebbe dare un lasso ragionevole di tempo a tutti i produttori per aggiungere questi segni ai loro imballaggi. Ed anche a loro non costerebbe niente.
Poi una adeguata informazione/educazione pubblicitaria darebbe la possibilità a noi consumatori di riciclare meglio e in quantità decisamente maggiori i nostri rifiuti.
Meno spreco, meno gas serra, meno costi, meno tasse sui rifiuti.
 
 
1)       In qualche imballaggio di alimenti ho trovato il giusto segnale per la differenziazione: un minuscolo triangolino equilatero con gli angoli arrotondati di soli 8mm di lato, all’interno del quale vi è la sigla PP (PoliPropilene)
 
2)       Qualche volta su alcune confezioni di latte in busta c’è un cerchietto in cui è inserita la sigla CA
 
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Di Gennaro Aprea (del 06/08/2009 @ 18:55:11, in D) Guerre, cliccato 4380 volte)
IL SEGRETO DELL’ACCORDO FIAT-CHRYSLER
 
Autoveicolo blindato IVECO Lince
 
La notizia abbastanza sorprendente che vi trasmetto mi è giunta dalla Gran Bretagna tramite un conoscente che è certamente una persona cui si può dare fiducia.
D’altra parte questa notizia è anche ragionevole e comprensibile, quindi possiamo prenderla per buona, almeno all’80%, per il 20% invece si potrebbe trattare di una bufala: giudicate voi stessi.
I fatti che mi hanno raccontato hanno bisogno di qualche premessa.
1) Come tutti ormai sanno da tempo, il famoso accordo per il salvataggio del terzo produttore di autoveicoli americano, fortemente voluto dal Presidente degli USA, ha come scopo principale la cessione e la gestione da parte della Fiat del suo importante  “know-how” che riguarda i motori che consumano poco, che rilasciano poco CO2 (il gas effetto serra), ed altre diavolerie che la grande impresa italiana ha acquisito, diavolerie che le hanno permesso di non andare in crisi profondissima come altre case automobilistiche, ed anzi di incrementare percentuali di vendita sul mercato italiano ed europeo. Sappiamo dei progetti di lancio sul mercato americano della 500, della 159 Alfa Romeo e di altri nuovi modelli che saranno lanciati a breve, come la nuova Lancia Fulvia coupé.
A dire il vero alcune voci hanno espresso dei dubbi sulla capacità dei nostri modelli di sfondare sul mercato americano, perché il consumatore locale non è ancora “educato” a queste dimensioni di auto….quindi il successo non sarebbe immediato.
2) Non tutti sono al corrente – ma è facile controllarlo su Internet – che la fabbrica americana degli Hummer , i famosi veicoli fuori strada dell’esercito americano e delle sue versioni civili, è stata venduta dalla General Motors in bancarotta ai cinesi della Sichuan Tengzhong.
Ed ecco la notizia.
Se andate su Internet potrete leggere che la IVECO del gruppo Fiat produce da tempo ed ha migliorato le “performances” del suo veicolo militare blindato LMV (Light Multirole Vehicle) che è chiamato Lince VTML. Si tratta di un mezzo particolarmente agile ed elastico di cui vi sono varie versioni, compreso una a trazione cingolata. I nostri soldati sono stati soggetti a numerosi attentati in Afganistan e ne sono usciti sempre vivi o con ferite non gravi, salvo recentemente un parà della Folgore che si trovava sulla torretta della mitragliatrice, praticamente all’aperto.
Questo veicolo è molto apprezzato anche da altri eserciti che lo hanno acquistato ed utilizzato con successo, compreso quello britannico che ne ha acquistati 410 unità denominati Panther CLV.
A questo punto anche le alte sfere militari americane hanno mostrato particolare interesse al Lince ed il Pentagono, non potendo più contare sugli Hummer ormai anche obsoleti,  ha fatto pressione sul Presidente Obama per l’accordo Fiat/Chrysler al fine di far costruire negli Stati Uniti questo veicolo per l’esercito americano in uno degli stabilimenti della Chrysler. Quindi ciò che abbiamo saputo dai media, cioè le 500, le Alfa Romeo, ecc. sono solo una parte minore del tutto ed un paravento di questo affare molto più importante e sostanzioso che dovrebbe restare per il momento confidenziale.
 
Purtroppo ancora una volta gli armamenti fanno muovere il business!
 
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