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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 13/10/2008 @ 17:31:35, in F) Questa è l'Italia, cliccato 644 volte)
CANI IN TRENO
 
Inserisco nel sito una comunicazione di una cara amica che sicuramente è degno , non solo di attenzione, ma soprattutto di azioni atte ad annullare il nuovo regolamento delle Ferrovie dello Stato. La lettera è stata inviata alla presentatrice di una trasmissione televisiva al fine di diffonderne il contenuto.
 
“Le ferrovie dello stato sono un servizio pubblico operante in regime di monopolio. La decisione di impedire il trasporto di cani di taglia media e grande discrimina i proprietari di tali cani. Questa decisione:
  • lede il diritto all’eguaglianza dei cittadini
  • incentiva l’abbandono dei cani. Abbandono che è riconosciuto come un crimine dalle nostre leggi e che, inoltre, provoca ogni anno centinaia di incidenti stradali di cui decine mortali.
  • danneggia il turismo diminuendo l’afflusso dall’estero.

tra l'altro è assurda la discriminazione per taglia:.
  • se il problema è la pericolosità, che pericolo può presentare un cane con guinzaglio e museruola? Gli umani che salgono sui treni sono ancora più grossi e non hanno la museruola.
  • se il problema è l'igiene, si pensa che un cane grande trasmetta meglio di uno piccolo pulci, zecche o malattie? Gli umani che salgono sui treni sono ancora più grossi e spesso più sporchi e maleducati (i cani grandi ad esempio non mettono le zampe sui sedili e non buttano scarti di cibo per terra)”

Invito tutti i lettori,”…..che abbiano o no il cane (io ad esempio non ho più la mia boxer, passeggera esemplare), protestino in tutte le sedi possibili. associazioni consumatori, sezioni di partito, ecc., contro questa discriminazione che lede oltre ai cani il diritto all'uguaglianza dei cittadini”.

Daniela Gilardelli”
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Di Gennaro Aprea (del 27/09/2008 @ 17:35:31, in M) Satira e Umorismo, cliccato 854 volte)
HO SOGNATO BERLUSKAISER
 
Oggi pomeriggio mi sono addormentato leggendo un articolo noioso su “L’espresso” che parlava di Berlusconi……
Immediatamente ho iniziato a sognare e, guarda caso, ho sognato proprio lui. Però era un po’ differente da come siamo abituati a vederlo nelle sue numerose apparizioni in TV. L’unica cosa che aveva conservato ed adottato era il solito vestito a doppio petto scuro con una camicia nera. Però, guardandomi intorno, non riuscivo più a capire alcune cose.
Aveva un fascio di giornali sotto il braccio, come quasi tutti i politici hanno l’abitudine di fare (salvo poi leggerne solo qualche titolo della prima pagina). Mi sono avvicinato e ho notato con mia grande sorpresa che la data era 27 settembre 2011 e che tutto il fascio di giornali era composto da un unico giornale: il “Giornale”.
Gli ho chiesto subito come mai comprasse tante copie uguali e lui, molto affabilmente e ricordandosi della vecchia intervista che gli avevo fatto qualche anno prima, mi ha risposto che nel frattempo tutte le altre testate erano state chiuse: le piccole eliminando i finanziamenti, le grandi comprandosele e licenziando i giornalisti che erano stati riciclati nel Foglio, nel Tempo, nell’Indipendente e in Libero. Questi editorialisti avevano imparato a fare le fotocopie del “Giornale” per riempire i fogli bianchi di questi altri giornali. “Unica eccezione - ha continuato - sono l’Osservatore Romano, Avvenire e Famiglia Cristiana dei quali ho l’onore di essere socio finanziatore”.
Anche la sua figura era un po’ cambiata, era più magro e la pelle del viso lo faceva dimostrare un quarantenne in perfetta forma. I capelli tendevano al rosso e si era lasciato crescere due baffetti corti e verticali che mi ricordavano la moda adottata da qualcuno del XX secolo. Dato che si è accorto del mio sguardo meravigliato e prolungato su di essi (capelli e baffetti), mi ha subito spiegato con un gran sorriso che aveva fatto una concessione democratica ai comunisti, (cioè l’opposizione ridotta al 6,5% e l’Italia dei Valori del vecchio Toni), tingendoli di rosso.
Gli ho chiesto il permesso di dare un’occhiata al Giornale ed il primo titolo (su 5 colonne) che mi ha sorpreso è stato: “Di ritorno da Londra il nostro Presidente della Repubblica e Premier con Il Ministro degli Esteri Kleinbrueder hanno negoziato con il Re ed il Premier Cameleer ed il Cancelliere dello Scacchiere, l’opportunità di raggiungere un accordo di libero scambio commerciale fra i nostri due Paesi” il sottotitolo era : “ll portavoce del Presidente della UE, il giovane Giuseppe Valorosi, ha affermato che non vi sarà alcun impatto economico sull’Euro derivante dalla decisione dei due Stati di adottare il cambio alla pari fra la Sterlina e la Lira”.
Sempre più sorpreso, ho chiesto di illuminarmi su queste parole: Il Premier, sempre con un largo sorriso, mi ha detto: “ Ma non ricordi, caro camerata, che sia l’Italia che il Regno Unito sono usciti dall’Unione Europea già da qualche tempo?…”
Sempre più allibito, ho letto un altro titolone: “I membri del non riuscito complotto per assassinare il nostro Premier e Presidente della Repubblica Berluskaiser, sono stati riconosciuti traditori e saranno giustiziati nelle camere a gas messe a disposizione dai nostri amici di Washington” sottotitolo: “I particolari a pagina 3”. Ho allora aperto il Giornale ed ho notato che la pagina 2 era tutta scritta in tedesco. Ho immediatamente letto i particolari sulla pagina 3 e l’elenco dei giustiziandi: “von Dreibergen, von Duenn, e una sfilza di altri nomi tedeschi nei quali mi è sembrato di riconoscere alcune traduzioni di nomi contraffatti di vecchi componenti del quarto governo Berlusconi.
Il Premier, vistomi ancora una volta sbigottito, con il solito smagliante sorriso, mi ha spiegato: “Si figuri che questi signori volevano uccidermi perché erano convinti che io portassi sfiga ed erano certi che la migliore soluzione sarebbe stata quella di farmi sparire. Ripetevano a tutti che ogni volta che io ero arrivato al governo dell’Italia tutto è andato male, le due torri a New York, il G8 a Genova, la crisi economica mondiale del 2008, e le altre che si sono succedute fino all’anno scorso (2010)”.
Gli ho chiesto ancora spiegazioni di tutti questi cambiamenti e mi ha detto che aveva anche abbandonato le tre “I” , cioè Impresa, Internet, Inglese, e le aveva sostituite con le tre “D” cioè Diktatur, Damen, Deutsch.
Ho notato infine che nell’occhiello del bavero della sua giacca, aveva una piccola spilla con il tricolore e nel bel mezzo del bianco vi era una croce uncinata incrociata con un fascio.
A questo punto ho avuto molta paura perché alcuni suoi “gorilla” che avevano una tuta nera con su scritto “Geheim Dienste” (cioè Servizi segreti) si sono avvicinati al Premier e gli hanno suggerito nell’orecchio (ma ho sentito bene perché ho l’orecchio fino ora che mi sono messo un apparecchio per i sordi di tecnologia avanzatissima) che mi avevano riconosciuto come un dissidente ricercato. Quindi il Nostro gli ha fatto un cenno di assenso che ha impresso sui loro visi una brutta smorfia che palesava la loro intenzione di prendermi “in consegna”. Sono scattato immediatamente e credo di aver battuto il record olimpionico dei primi 100 metri, poi quello dei 200, poi quello degli 800, finché mi sonosvegliato …tutto sudato per la grande corsa verso la libertà.
E mi sono ricordato di una frase detta da un grande democratico: “La libertà e la democrazia non si conquistano una volta per tutte; è necessaro vigilare continuamente perché, come ha fatto Arturo Ui (nel grande dramma di Bertold Brecht) con piccoli passi, piccoli segni e piccole leggi, si conquista il potere infinito del dittatore.
Dobbiamo vigilare, vigilare, vigilare e se necessario, contrastare efficacemente le molto resistibili ascese.
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Di Gennaro Aprea (del 23/09/2008 @ 10:39:53, in F) Questa è l'Italia, cliccato 767 volte)
ALITALIA
 
In questi giorni i quotidiani, i telegiornali ecc. sono pieni di pagine e notizie su ciò che sta succedendo. Non sappiamo ancora come andrà a finire.
Non voglio ripetere tutto ciò che ci hanno messo in testa i vari media, cominciando dal fatto che la situazione attuale è “l’ultima riga” di un lungo libro iniziato tanti anni fa e scritto da politici e manager incompetenti i quali non hanno certamente fatto l’interesse degli italiani ma solo i loro propri. Per non parlare dei dipendenti di “alto rango” (ho sentito affermare per certo di una hostess precaria che per 3 tre ore di lavoro giornaliero prende 2.500 Euro al mese nette). Per non parlare della cordata italiana (tutte persone che non sono in grado di gestire una compagnia aerea) che vuole solo fare un business “pro domo sua” lasciando a noi cittadini l’onere di pagare i debiti della “cattiva” Alitalia che sono 1 miliardo e 300 milioni, salvo poi rivendere dopo 5 anni la compagnia di bandiera a qualche Air France o Aeroflot, ecc. lucrando sull’avviamento, sempre che gli vada bene.
 
Il mio commento vuole solo mettere in evidenza il provincialismo di molti nostri governanti, non solo del governo attuale, e imprenditori che affermano l’importanza di mantenere l’italianità della compagnia.
 
1)     Siamo in Europa, siamo europei e ancora vogliamo conservare una società medio-piccola che farebbe ridere tutti e comunque sarebbe destinata a sparire o a essere assorbita. Se l’Air France o la Lufthansa o la British Airways comprassero l’Alitalia, contribuirebbero a rafforzare un'azienda dell’Unione Europea. Chi la pensa così potrebbe allora criticare una compagnia aerea americana, diciamo per esempio la North West Airlines che assorbisse la United Airways, due società nate e sviluppatesi in due diversi stati degli USA
2)     Se l’Air France (la maggiore società del mondo) si comprava l’Alitalia, sarebbe divenuta ancora più grande aumentando la sua capacità di competere sul mercato mondiale, pur conservando il marchio e le strutture Alitalia come ha fatto con la KLM olandese. Cosa che stanno facendo anche la British Airways con l’Iberia spagnola e la Lufthansa con la Austrian Airlines e la SAS scandinava. I nostri managers, politici e sindacalisti non sanno guardare al di là del proprio naso e sparano sentenze di italianità tipiche di cervello “piccino” (lasciamo perdere Malpensa che si riprenderà i passeggeri persi in poco tempo) senza considerare che in Europa resteranno vive solo 3 o al massimo 4 società aeree fra pochi anni.
3)    molti lettori mi diranno: ma noi non siamo mica gli USA né ci possiamo paragonare a loro perché, non siamo (ancora) una unione politica. La mia risposta è: vero, ma dato che l'unone politica dell'Europa sarebbe molto positiva per tutti gli stati che compongono ora l'U.E., perché non cominciamo a pensare un po' europeo?
 
       Riprendo a scrivere qualche parola oggi 25 settembre. I piloti devono ancora decidere, lo faranno domani???? Sembra che l'Air France sia interessata ad entrare nella CAI con una quota di circa il 20%. E' certametne un bene perché potrebbe dare un contributo di "know how" alla cordata degli investitori italiani che di trasporto aereo ne sanno tanto quanto io  so suonare un qualsiasi strumento musicale, cioè zero . Resta però il fatto che il debito dell'Alitalia "cattiva" ce lo accolliamo noi contribuenti. Non sarebbe successo quando Air France voleva comprarsi tutto accollandosi anche i debiti. investendo 13 miliardi e non solo 1.
       E poi probabilmente fra 5 anni  gli italiani venderanno tutto a Air France che ci avrà già guadagnato di più. E sarà così dimostrato che i nostri politici (che continuano a dire che "l'Alitalia deve restare italiana") alcuni sindacati e la maggioranza dei dipendenti che lavorano a bordo degli "aeromobili" sono degli sconsiderati e/o degli incompetenti.
 
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