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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 07/02/2008 @ 14:57:09, in G) Ricette, cliccato 752 volte)
EDITORIALE 2/08
 
 
Se qualcuno di voi ha dato un’occhiata alla presentazione del sito alla pagina “chi sono” avrà notato che una delle mie passioni è cucinare, cosa che pratico fin dalla mia gioventù quando mia madre mi incaricava, all’età di circa 10 anni, di preparare qualche semplice piatto per la mia sorellina di 2 anni o di preparare il pane quando durante la guerra non era disponibile in quantità e ogni tanto si riusciva ad avere di straforo un po’ di farina; pane che portavamo al forno di una panificio per la relativa cottura. Quindi ho dimestichezza con i fornelli da più di 65 anni e con l’andar del tempo la mia capacità si è affinata, anche perché ho girato il mondo e ho assaggiato molte cucine estere ed esotiche, in virtù della mia innata curiosità e del fatto che non mi fermo di fronte a piatti sconosciuti, al contrario di molti italiani che viaggiano, e che cercano ristoranti che propinano cucine simili alla nostra (in genere orribili), o al massimo di tipo europeo.
 
Ho deciso quindi di aprire una sezione di ricette, fra le quali ne troverete alcune della vecchia cucina napoletana che mi piace elaborare per motivi sentimentali, ed altre abbastanza normali o strane.
 
Non vi sarà un ordine logico, ve le propinerò come mi vengono in mente e copierò quelle che già ho inserito nel mio libro “Donne, motori e fornelli - (s)cronache di un povero amante”, che solo pochi hanno letto scaricandolo dal sito, soprattutto perché – ne sono certo – gli internauti in genere danno solo occhiate veloci ai siti e non vogliono perdere tempo su uno solo.
Alcune saranno ricette facili, alcune creano dei piatti che è meglio gustare non più di una volta all’anno, un po’ perché hanno mille calorie a boccone, e un po’ perché hanno bisogno di molto tempo per la preparazione (ma sono buone).
 
C’è una cosa che ritengo importante nella cucina di qualsiasi tipo, ma che diventa obbligatoria in molti casi come la pasta asciutta, la pizza, la carne ai ferri e simili diavolerie nostrane: servite sempre con i piatti caldi o caldissimi
 
E questa è la prima:
 
FEGATINI DI POLLO (salsa o secondo piatto o crostini)
 
La cosa più importante quando si preparano i fegatini, di qualsiasi animale siano, pollo, anatra, maiale, ecc., è di togliere i residui di bile che potrebbero far risultare i fegatini amarissimi e disgustosi; quindi si deve levare il fiele (verde) lavando bene e tagliando via finemente tutto ciò che si presenta verdognolo, anche dal corpo del fegatino.
 
Salsa di fegatini alle acciughe
 
Per 4 persone – una decina di fegatini – prezzemolo – burro – 3 acciughe salate – pepe – 2 cucchiaini di farina – brodo di dado o acqua 2/3 cucchiai – succo di 1 limone
 
Riduci i fegatini ed un bel ciuffo di prezzemolo quasi in poltiglia tritandoli con la mezzaluna o simile. Metti tutto in una casseruola con un po’ di burro. Appena saranno cotti (la cosa è molto rapida, cioè 2 o 3 minuti), abbassa il fuoco al minimo e aggiungi le acciughe ben lavate da cui avrai tolto le spine e che avrai schiacciato a poltiglia con la lama di un coltello. Condisci con un po’ di pepe (il sale non è necessario perché la acciughe già forniscono il sale necessario – eventualmente lo aggiusti alla fine). Aggiungi poi la farina spolverandola, l’acqua o meglio il brodo. Aspetta che il tutto si metta a bollire e spegni; poi aggiungi il succo del limone.
Non lasciar raffreddare e condisci le tagliatelle appena scolate al dente.
Con questa salsa si possono condire anche dei crostini di pane a cassetta abbrustoliti nel tostapane o fritti nel burro, come antipasto.
 
Secondo piatto o salsa al Marsala per il primo o crostini
 
Per 6 persone come secondo piatto oppure un terzo delle quantità sempre per 6 persone come salsa per la pasta – fegatini di pollo 600 gr. – burro –sale – pepe – salvia fresca – prosciutto crudo 50 gr. Marsala o vino bianco dolce 2 cucchiai.
 
Dividi i fegatini ben puliti in due o tre parti se li usi come secondo piatto, o in pezzi piccolissimi se li usi come salsa, ma senza ridurli i poltiglia. Metti i fegatini in una padella con un bel pezzo di burro sciolto senza farlo imbrunire, condisci con sale e pepe e tre o quattro foglie di salvia fresche ben tritate. Aggiungi il prosciutto tagliato a listelli di 3-4 cm. I fegatini cuociono rapidamente quindi non prolungare la cottura altrimenti diventano duri. Se li usi come secondo piatto (o anche come antipasto come nella prima ricetta) togli tutte le parti solide dalla padella (fegatini e prosciutto) con una cucchiaia bucata e sulla salsa che resta versa nella padella ancora un po’ di burro ed il Marsala con un po’ d’acqua facendo evaporare il vino in un minuto.
Condisci la pasta appena scolata senza far raffreddare il tutto se hai deciso di usare questa ricetta per salsa, ma naturalmente anche i fegatini come secondo piatto; in questo caso ci stanno bene gli spinaci al burro o le patatine fritte come contorno.
 
 
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Di Gennaro Aprea (del 06/02/2008 @ 11:10:48, in A) Aziende, innovazione, produttività, costi, ecc., cliccato 1553 volte)
DISORGANIZZAZIONE = ALTI COSTI = ALTI PREZZI…
E NOI PAGHIAMO (2)
 
In questi giorni assistiamo esterrefatti (per non dire parolacce) a ciò che succede in politica, sentiamo dichiarazioni di alti esponenti che affermano programmi, prese di posizione, altri programmi che sono il contrario di ciò che hanno dichiarato 2 mesi fa, 1 mese fa, 15 giorni fa…. quindi ho deciso che per qualche tempo non farò commenti su ciò che succede nel “palazzo” e attenderò il dopo elezioni.
 
Ogni tanto è invece necessario parlare di come le aziende e altre organizzazioni che in fondo sono anch’esse aziende, come l’università, ci continuano a dare esempi di incompetenza organizzativa: eccone tre
 
 
ENEL RETE GAS
 
Qualche tempo fa vi ho già parlato di questa “grande” società che dovrebbe dar prova di efficienza. L’anno scorso avevo descritto un episodio che denotava una marcata disorganizzazione e qualcuno mi aveva fatto notare che ogni tanto questi inconvenienti possono capitare, quindi mi ero sentito un po’ in colpa. Invece sembra che l’inefficienza sia una caratteristica di questa azienda (cosa che non succede nella sorella che si occupa di energia elettrica).
 
Cercherò di essere conciso, ma la cosa in effetti si è complicata nel tempo.
In un piccolo appartamento in Liguria di recente ristrutturato, si è dovuto provvedere alle richieste di fornitura di tutti i servizi che vanno dall’allacciamento alla rete elettrica, idrica, del gas e degli altri servizi comunali quali rifiuti, catasto per l’ICI, ecc.
 
Per tutti non ci sono stati problemi salvo per il gas che vi racconto perché significativo di cosa significa assoluta mancanza di comunicazione interna fra reparti, disorganizzazione, altissimo grado di burocrazia, con conseguenti alti costi e noie per il cittadino, in questo caso mia moglie.
 
1)     Per la domanda di allacciamento, l’ENEL GAS ha inviato un pacco di moduli da riempire, fra i quali le dichiarazioni molto esaustive (più che giusto ai fini della sicurezza) dell’installatore delle tubazioni e della caldaia con le caratteristiche tecniche molto dettagliate, nonché l’iscrizione dello stesso alla Camera di Commercio e la certificazione ufficiale di tecnico installatore. Detto fatto.
2)     Dopo qualche giorno e molte peripezie raccontate nel mio precedente articolo del 22/7/2007 con lo stesso titolo, arriva una lunga lettera in cui si avvisa che la documentazione tecnica deve arrivare non oltre 180 giorni dalla domanda di allacciamento, che viene realizzato dopo pochi giorni dall’istallazione del contatore
3)     Non si risponde a questa lettera perché la documentazione è stata già inviata
4)     Dopo due mesi arriva un’altra lettera che richiede la documentazione. Si fanno le fotocopie della documentazione e si risponde che essa era stata già inviata con la domanda di allacciamento e che se non andava bene, indicassero cosa si doveva inviare in più o di differente
5)     Nessuna risposta, ma non manca una terza lettera identica a quella del punto precedente (4)
6)     Si risponde con un messaggio e-mail facendo presente quanto risposto al punto (4)
7)     Il 31 gennaio 2008 arriva un’altra lettera che afferma che, non avendo la documentazione tecnica si dovrà pagare una penale per “accertamento documentale impedito”
8)     Non vi dico cosa mia moglie ha risposto, anche se le parolacce non sono state esplicite.
 
E non vi annoio con l’ulteriore punto (9). A voi i commenti!
 
 
SOMEDIA SpA – è un’impresa del Gruppo “L’espresso” che vende libri, CD e DVD di ottima qualità e molto interessanti per un tipo come me che ama il Teatro, la Musica ed il Cinema di oggi e del passato.
Il 27 novembre del 2007 ho inviato, tutte insieme, 5 richieste di acquisto, sperando di ricevere il tutto in tempo per le vacanze di fine anno e godermi l’ascolto e la vista di varie cose come teatro di Goldoni, cinema di Eduardo, Giorgio Gaber, teatro di Govi e i volumi che raccolgono le opere dei più importanti architetti a livello mondiale.
Ritenete che le mie aspettative fossero normali? che avrei ricevuto un bel pacco contenente tutto ciò che avevo ordinato? “Manco pe’ la stracapa”, si dice a Napoli, cioè neanche per sogno.
Venerdì 1° gennaio ho ricevuto un solo pacchetto dei cinque.
I commenti sono intuitivi:
a)     più di due mesi di ritardo solo per un ordine
b)     una spesa di spedizione per un pacco poco inferiore a quella della spedizione di tutti i pacchi insieme
c)     incertezza nell’arrivo dei successivi
 
Chissà quando riceverò gli altri e se li riceverò tutti insieme o uno alla volta!
E poi gli imprenditori dicono che i costi aziendali aumentano…. oppure sono loro a non essere organizzati e quindi i loro costi lievitano facilmente?
 
POLITECNICO DI MILANO – Questa università organizza incontri molto interessanti e sono nella loro lista degli indirizzi.
Ho risposto ad un invito positivamente perché l’argomento mi interessava particolarmente in quanto ha fatto parte del mio bagaglio di attività di consulente : si sarebbe discusso su “Asia ed innovation; ICT (information and communication technology) and design to succeed in global markets”. Fra gli invitati a parlare, oltre ad alti esponenti del Politecnico, vi era un professore dell’università di Singapore e Federico Minoli, il creatore del mito delle moto Ducati e del successo dell’azienda a livello mondiale.
Ottengo due risposte: nella prima mi si conferma l’avvenuta partecipazione, nella seconda un ringraziamento per la mia decisione a partecipare (ma non bastava una sola contenente conferma e ringraziamento?)
Quando arrivo alla sede del convegno e do il mio nome per il “check in”, mi chiedono se avevo prenotato perché non trovano la mia richiesta (e la loro conferma). Hanno quindi dovuto preparare un altro dei soliti “badge” con il mio nome e quello della mia azienda da attaccare in bella mostra sulla giacca…dopo di che ho potuto entrare.
Bella organizzazione da parte di uno dei migliori istituti universitari italiani!
No comment.
 
Però lasciatemi dire che non è solo la politica in Italia che ne combina di tutti i colori; Siete d’accordo?
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Di Gennaro Aprea (del 25/01/2008 @ 16:49:05, in M) Satira e Umorismo, cliccato 875 volte)
CONTINUO A SOGNARE
 
La notte scorsa il mio sonno è stato agitato dopo aver ascoltato e visto in televisione ciò che era successo in Senato. Qualcuno ha suggerito che le decisioni del segretario dell’UDEUR erano state suggerite o dettate da qualche cardinale. Sarà vero? Forse no, dato che ormai in Italia chiunque apre bocca, le dà fiato, e si mette a dire qualsiasi cosa, verosimile od inverosimile, tanto è la stessa cosa.
Comunque il risultato di questa nottata è che mi sono messo a sognare le cose più inverosimili che vi voglio raccontare perché quando mi sono svegliato (a parte la puzza di cui vi dirò più avanti) sono scoppiato in una risata pensando alle assurdità che i sogni riescono a creare.
Non ricordo bene dove fossi, forse una sagrestia di una chiesa, ma a tratti in Piazza S. Pietro, a volte nella cappella del Senato. Certo è che, passando davanti a un grande specchio, mi sono visto vestito da prete, anzi da cardinale, con la “scazzetta” rosso vermiglio sulla pelata.
Poi ho visto della gente in fila indiana che mi aspettava in trepida attesa. Ho riconosciuto subito il primo della fila, era il Professor Prodi, seguito da Padoa Schioppa, Visco, D’Alema, Giordano, Diliberto, Mussi, Pecoraro Scanio, Fisichella, Veltroni, Mastella (con tutti i 20 iscritti al suo partito compreso lo sputacchiatore), Dini, Fini, Bossi, Cuffaro ed altri meno evidenti dato la lontananza (sono ipermetrope), salvo qualcuno come Casini Mister Italia che ho riconosciuto per la sua corta capigliatura sale e pepe, più sale che pepe.
Qualcuno mi ha chiesto se avevo visto Berlusconi; ho risposto di no ma ho sentito delle voci che dicevano in coro: “ma non c’è perché non esiste più, è stato sostituito da "Casfini!”.
Ed è stato naturale sedermi dentro un confessionale tutto dorato al quale si è avvicinato subito Il nostro esimio Professore.
Dopo le prime formule di rito (da quanto tempo non ti confessi, ecc.), alla mia domanda di quali peccati si era macchiato e doveva confessare, mi ha detto subito che aveva pensato con tutto il cuore di aver desiderato di uccidere con 20 pugnalate (i mesi del suo governo), dopo una lunga seduta di torture di scuola nazifascista e argentina, alcune persone delle quali non aveva il coraggio di fare i nomi che, nonostante le mie insistenze, non ha pronunciato.
Poi ha continuato leggendo una lunga lista di peccati mortali e veniali di cui ricordo solo alcuni che vi elenco più o meno brevemente:
-         non aver nominato un Ministro in più (con relativi sottosegretari rappresentanti di tutti i partiti della coalizione di centro sinistra) per la comunicazione agli italiani di tutte le cose che man mano il governo faceva in ottemperanza al grave peccato di aver creato un programma di 281 pagine
-         di aver nascosto agli italiani i contenuti dell’ultima finanziaria parlando invece solo del miglioramento dei conti pubblici, della diminuzione del rapporto deficit/PIL, della diminuzione del rapporto percentuale debito/PIL, del successo di aver raggiunto di nuovo un avanzo di gestione, ed altre amenità, di cui gli italiani non sanno che farsene, che non capiscono, e di cui non gliene frega un tubo. Quindi di non aver spiegato affatto:
-         la detrazione ICI, la detrazione sui canoni di locazione per la prima casa, l’aumento della detrazione dei (4 o +) figli a carico, le detrazioni del 38% per le ristrutturazioni edilizie, quella del 55% per il risparmio energetico per 3 anni a partire dal 2008, le detrazioni dell’IRPEF per le spese degli asili nido, per gli abbonamenti del servizio pubblico, l’aumento della detrazione degli interessi passivi sugli acquisti della prima casa, gli aiuti per l’acquisto della prima casa, l’astensione dal lavoro obbligatoria ed i congedi parentali anche per le adozioni e gli affidamenti, l’esenzione dal pagamento del canone RAI per gli anziani con reddito basso, ecc., tutte cose che interessavano invece la maggioranza degli italiani, i quali ancora oggi sembra che ne sappiano poco e niente
-         per non aver detto cosa e come intendeva continuare ad aiutare gli italiani nella diminuzione delle imposte ed in altri provvedimenti che avrebbero migliorato il livello dei loro redditi nel 2008 e successivi.
-         per non aver comunicato con una forte campagna informativa le aziende sul miglioramento dei redditi d’impresa, grazie al trattamento delle perdite, riduzione delle aliquote IRES (imposta sui redditi delle società), riduzione dell’aliquota IRAP….finché l’ho interrotto (interrotto a sua volta da sue interruzioni per dirmi che voleva finire di dire tutti  questi numerosi ulteriori peccati) perché tutti questi provvedimenti positivi per le aziende mi confondevano le idee e non interessavano un povero pensionato come me.
 
Quindi gli ho detto che i suoi peccati erano troppo gravi per una assoluzione, che l’impopolarità del suo governo presso gli italiani e la sfiducia del Senato erano già una grossa punizione, ma che a mio parere io pensavo che da tutto ciò che mi aveva detto traspariva un'altra cosa gravissima, cioè che il suo comportamento non stato di eccessiva modestia e di sopra-sottovalutazione di se stesso.
Pertanto, nel momento in cui usciva da piazza S. Pietro per avviarsi verso il Colle, per penitenza doveva cercare sulla strada una grosso mastello dove avrebbe trovato delle feci di vario genere (stitiche e diarreali umane e di un Dinosauro di 150 milioni di anni fa, più i resti di qualche cannolo mal digerito) che avrebbe dovuto portare a casa e, prendendo tutto con le mani fino alla pulizia completa del mastello, avrebbe dovuto buttarle nella tazza del cesso tirando la catena.
Per l’assoluzione sarebbe dovuto tornare fra qualche giorno dopo il colloquio con Il Presidente Napolitano.
Mogio mogio, il Professore si è avviato subito ma dopo pochi secondi è tornato indietro per dirmi che aveva trovato subito il mastello sul quale c’era scritto ”feci maschili e femminili”, e per chiedermi se era quello il recipiente al quale mi riferivo. Stufo di questo andirivieni che mi faceva ritardare le confessioni degli altri penitenti e dopo aver dato un’occhiata, gli ho detto subito di si e per la puzza mi sono svegliato…me l’ero fatta addosso nel letto?
No, avevo fatto semplicemente un gran “pernacchio” (alla maniera di Eduardo nel fil  “L’oro di Napoli” tratto dal libro di Giuseppe Marotta) all’indirizzo della maggior parte dei politici di oggi, cioè a quelli che pensano solo a se stessi, alla cadrega, e non si curano degli italiani….uno sberleffo in più, tanto ormai va di moda l’antipolitica ed il grillismo!
 
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