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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 14/12/2007 @ 17:34:14, in H) Rodano, cliccato 780 volte)
MA QUESTI AMMINISTRATORI, IN CHE ANNO VIVONO?
 
In uno dei miei precedenti appunti all’amministrazione comunale di Rodano ho dimostrato che per alcuni di essi il nuovo secolo non è ancora arrivato (mi riferivo alla dimensione dei posti macchina nei parcheggi).
Un’altra dimostrazione di questo atteggiamento unita a una grave incompetenza, lo hanno dimostrato in questo scorcio di autunno. Non si sono accorti che da qualche anno a questa parte l’estate dura fino a novembre e oltre (da tempo se ne parla e constatiamo che la temperatura è aumentata in tutto il mondo, ma a Rodano non se ne sono accorti) , quindi le foglie restano a lungo sugli alberi, non solo nei giardini privati, ma anche su quelli delle strade
In effetti dal 29 ottobre di quest’anno hanno iniziato a far ritirare il verde dei rifiuti dei giardini ogni 15 giorni invece di ogni settimana.
Ma le siepi dei giardini hanno continuato a crescere abbondantemente e solo verso metà novembre gli alberi hanno cominciato a perdere le foglie. Quindi i bidoni si sono riempiti senza possibilità di svuotarli ogni settimana come d’estate.
Il 10 dicembre poi è stato l’ultimo lunedì di svuotamento dei bidoni mentre ancora metà delle foglie sono rimaste sugli alberi.
Ma non basta. Gli alberi, quelli da frutta e non, si potano quando le foglie sono tutte cadute, così come in febbraio si devono effettuare le forti potature delle siepi e dei grossi cespugli perché si devono preparare alla crescita di primavera insieme a quella dell’erba dei prati. Ma fino al 2 marzo 2008 non riprenderanno il ritiro di tutti questi rifiuti.
Ho telefonato alla Signora Adalgisa facendo presente quanto vi ho appena accennato, L’Adalgisa mi ha detto di portare questi rifiuti alla discarica di via Kennedy ma le ho fatto presente che la programmazione del servizio è errata e che, se paghiamo profumatamente la TARSU, abbiamo diritto al ritiro nei periodi giusti e non è nostro compito – e spesa – comprare dei sacchi, caricarli sulla macchina, consumare benzina ecc. ma sembra che nessuno possa fare delle critiche al loro comportamento perché sono tutti dei padreterni o madreterne.
D’altra parte se ci sono queste persone in amministrazione, è solo merito nostro che le abbiamo votate, quindi non ci lamentiamo troppo….
Cosa farò quando le foglie finiranno di cadere dagli alberi del mio giardino? Le porterò sulla strada la domenica sera affinché siano raccolte il lunedì, giorno della pulizia meccanica; ci saranno anche quelle degli alberi sui marciapiedi che continuano imperterrite a non cadere, insieme ai rami che la pulitrice meccanica spezza mentre passa vicino ai marciapiedi perché non hanno mai fatto potare i rami bassi, rami che restano sulla strada e sul marciapiede per una settimana intera per poi rinnovarsi dopo l’ulteriore passaggio.
Si attendono a breve giornate di grande freddo e penso che almeno gli alberi si decideranno perderle tutte.
Buon lavoro cari amministratori di Rodano! Continuate a dormire!
 
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Di Gennaro Aprea (del 14/12/2007 @ 17:20:25, in I) Sport e Calcio, cliccato 874 volte)
HO FATTO GOL…
 
Abbiamo ancora sentito delle violenze per la partita di calcio Roma-Manchester United e non vale la pena riparlarne perché ormai la violenza è divenuta un fatto normale e non fa’ più notizia. Quindi perché i giornali e la televisione ne parlano ancora?….
Invece vorrei fare un pensiero su come si comportano i calciatori appena hanno fatto un gol e confrontare questi atteggiamenti con quelli dei giocatori di squadre o anche singoli dei veri Sport.
I calciatori hanno delle manifestazioni che alcune volte fanno ridere, altre – il più delle volte – fanno pena.
Ve ne dico alcune : correre come dei pazzi per tutto il campo levandosi la maglia o coprendosi la faccia con quella, saltare le staccionate e buttarsi in ginocchio rivolti verso gli spalti, abbracciarsi e farsi abbracciare come se non si vedessero da 30 anni, farsi “coprire” dai compagni come in un partouze di omosessuali, lanciare il braccio in alto con il pugno chiuso in un gesto di forza, mettersi il pollice in bocca, alzare le braccia e correre come se volassero (come abbiamo fatto tutti quando eravamo bambini), correre verso l’allenatore e saltargli addosso, inginocchiarsi e ringraziare Dio per averlo aiutato a fare gol, fare le capriole in aria, ecc. e sicuramente ho dimenticate molte altre manifestazioni di giubilo sfrenato.
Vediamo invece come si comportano gli atleti in alcuni veri sport: palla a volo e basket e altri sport di squadra, compreso il doppio del tennis: quando fanno un punto o più di uno : “dammi il cinque”, cioè sbattere reciprocamente il palmo della mano; mettersi in circolo e ballare quando vincono una partita.
Corridori di atletica leggera: alzare le braccia in segno di vittoria rivolti verso gli spalti, correre con sulle spalle la bandiera della squadra o della nazione che rappresentano alle olimpiadi; stappare bottiglie magnum di champagne (cosa in effetti un po’ esagerata che riflette l’enorme interesse finanziario legato a questi sport) e bagnare i compagni del trio vittorioso nelle gare di auto o di moto.
Conclusione: ma vi sembrano serie le frenesie dei calciatori? a me per niente.
Vorrei avere un vostro parere, grazie!
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Di Gennaro Aprea (del 11/12/2007 @ 17:40:54, in M) Satira e Umorismo, cliccato 815 volte)
HO FATTO UN ALTRO SOGNO
 
Qualche tempo fa ho letto su un articolo scientifico che ciascuno di noi fa’ dai 3 ai 6 sogni per notte ma in media ne ricordiamo solo 2 alla settimana. E’ per questo che, prima di scordarmelo, mi sono messo a scrivere stamattina questo sogno che mi è sembrato la continuazione di quello fatto il 6 ottobre dell’anno scorso e raccontato in questa stessa rubrica “Commenti, satira, varie”, che forse sarebbe utile rileggere per una migliore comprensione di questo.
Lo spunto evidentemente è stato quello dell’intervista che Fabio Fazio ha fatto sabato scorso all’onorevole Tremonti nella sua trasmissione “Chetempochefa”.
 
Mi trovavo in un’aula dell’Università Bocconi (ci sono stato recentemente in un Think Tank organizzato dall’Assochange www.assochange.it). Era una sessione di esami ed il Presidente della Commissione d’esame che si accingeva ad interrogare era (buon anima) Francesco Parrillo (il cuiviso cambiava di tanto in tanto con quello di un altro ben noto Professore); la materia in questione era Politica Economica e Finanziaria. Ad attendere il proprio turno nei banchi, Giulio Tremonti, Lamberto Dini, Willer Bordon, Paola Binetti con un vestito semitrasparente che lasciava intravedere il cilicio, Bertinotti, Franco Giordano, Pecoraro Scanio, Fabio Mussi ed il laureando Emanuele Filiberto di Savoia.
Seduti a fianco del Professor Parrillo, gli assistenti Professor Diliberto, un piccolo ometto pelato che mi è sembrato riconoscere in Luigi Einaudi, un altro invece alto che assomigliava a Guido Carli e, comodamente sdraiata sulla cattedra la più giovane degli assistenti, la Prof Luciana Littizzetto.
Nell’aula vi erano, opportunamente piazzate nei punti strategici 4 telecamere per la trasmissione in diretta. Non conosco il nome del direttore delle luci ma era sicuramente molto bravo.
Giulio Tremonti è stato il primo ad essere chiamato ed ha facilmente risposto alle prime domande del grande Parrillo il quale però ad ogni risposta si fermava a prendere un appunto con aria sorniona. Ad un certo punto il chiarissimo Professore presidente della Commissione d’esame ha fatto un gesto con la mano come per dire all’esaminando di interrompere la sua prolusione e, ringraziandolo, gli ha detto:
“Egregio Professore Tremonti, la promuovo con lode per le sue risposte e assegno lei quale insegnante di ruolo alle prime tre classi della scuola elementare “Santa Rosalia” di Palermo. Si presenti al prossimo anno per l’eventuale esame per l’assegnazione alla scuola elementare superiore o forse anche per la media inferiore…..
Mentre tutti gli assistenti annuivano sorridendo con soddisfazione alla decisione con l’eccezione del Professor Diliberto che si è dichiarato in disaccordo con la sentenza, è intervenuto Guido Carli che ha chiesto di fare un’ultima domanda all’esaminando, con l’immediata approvazione del Parrillo.
Carli:”Mi può dire come risolverebbe da un punto di vista sociale il problema degli aumenti dei tassi di interesse sui mutui a tasso variabile?”
La risposta non si è fatta attendere ed il Tremonti ha prontamente risposto: “Imporrei alle banche di rinunciare a una piccola parte dei loro profitti per dare ai clienti che hanno sottoscritto i mutui a tasso variabile degli interessi passivi più bassi per salvarli dalla povertà”. Un forte applauso è scrosciato in tutta l’aula cui si sono uniti gli operatori alle telecamere, i bidelli capitanati da Giuseppe Albanese, le donne delle pulizie, questi ultimi tutti attratti dal lungo applauso. Appena si sono calmati non è mancato l’ulteriore intervento di Diliberto che è stato fulmineo nell’interloquire: “Quando ero pensionato dell’INPDAI (Istituto di Previdenza dei Dirigenti di Azienda Industriale) ho acceso con questo Istituto un mutuo di 20 anni ad un tasso fisso relativamente basso per quei tempi (1981), cioè al 12% mentre le altre banche non concedevano mutui a tassi non inferiori al 17%. Avevo fatto bene i miei calcoli e avevo deciso che mi sarei potuto permettere di pagare questa cifra senza pericolo di divenire insolvente….Come è possibile che quelli che avevano acceso mutui a tassi variabili qualche anno fa partendo da un interesse basso del 3-4% non si siano fatti bene i conti e non possano oggi far fronte ad aumenti dei tassi al 6-7%?”
Dallo studio televisivo, pardon, dall’aula si è sentito un “muuuh” di disapprovazione talmente forte che mi sono svegliato perché la Littizzetto su quel motivo ha cominciato a ballare accompagnandosi con dei ripetuti “neeeh?” di puro stampo torinese ai quali si sono uniti tutti i presenti in aula…..ma era solo la sveglia che suonava.
Mi sono alzato immediatamente e davanti allo specchio mi sono dato due schiaffi dicendo fra me e me: “ma che cazz’ e’ suònn te miett a fa’ o’ martedì? Tu adda essere nu poco chiù sèrio a primma matina!” (penso che tutti possano capire questa breve frase della mia lingua originale).
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