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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 19/03/2013 @ 16:29:48, in C) Commenti e varie, cliccato 669 volte)
IL NUOVO PAPA
 
In questi ultimi giorni tutti i media ci hanno offerto commenti di persone importanti del mondo del giornalismo e della cultura, cominciando da due grandi teologi, Vito Mancuso e Hans Kueng.
Tuttavia ho deciso, da piccolo commentatore quale sono, di dire alcune parole su un fatto quasi banale che ho notato e che ho criticato dentro di me quando il Papa emerito Benedetto XVI ha lasciato il Vaticano per trasferirsi provvisoriamente a Castel Gandolfo. Le televisioni italiane hanno magnificato pressappoco così: “…. ammirate il volo del grande elicottero bianco che si è levato dalla Città del Vaticano per librarsi sulla città di Roma in un spettacolo bellissimo….”.
Nel vedere quell’elicottero (mi sembra che fosse dello Stato italiano) avevo pensato che quel Papa avrebbe fatto bene a rifiutare questo mezzo di trasporto usando una semplice automobile per farsi accompagnare a destinazione, sia che il costo fosse a carico dello Stato italiano che a carico dello Stato del Vaticano. L’alto costo di questo trasporto avrebbe potuto essere destinato ad altri utili fini ed avrebbe dimostrato una giusta presa di coscienza per evitare spreco di denaro.
 
Come molti sanno, io sono da decine d’anni un non credente convinto che però rispetta la fede che hanno tutte le persone di qualsiasi religione; tantomeno mi permetto di criticarle, a meno che alcune di esse - e purtroppo non sono poche - criticano altre fedi e cercano di imporre la loro persino brutalmente.
 
Quando poi ho visto il nuovo Papa Francesco indossare un normale paio di scarpe ed una croce di metallo, e non d’oro, il trasporto in pulmino con gli altri cardinali, il pagamento dell’hotel con soldi propri, ecc. ho pensato che forse sta cambiando qualcosa in meglio.
Alla luce di questi comportamenti (che sono esempi anche per i nostri politici) voglio proprio vedere se Benedetto XVI userà ancora l’elicottero per tornare in Vaticano quando i suoi appartamenti saranno pronti.
 
Quasi nessuno fra la gente comune aveva mai sentito parlare dell’Arcivescovo di Buenos Aires Bergoglio; subito si sono levate alcune voci di critica sul suo comportamento durante la dittatura militare dei generali in Argentina degli anni 70-80.
Allora, visto che ho un cugino argentino a Buenos Aires 86enne che stimo moltissimo, ex famoso avvocato, intellettuale e scrittore, l’ho chiamato via Skype ed ho parlato con lui per più di un’ora (naturalmente gratis) cosa che faccio spesso anche con molti altri amici e parenti residenti all’estero in Europa e negli USA.
Gli ho chiesto informazioni sul comportamento del nuovo Papa in quel disgraziato periodo, quando non era ancora Vescovo, né Arcivescovo, ma solo “preposito” dei gesuiti argentini. La sua risposta è stata più o meno così:  nel periodo della dittatura militare la maggior parte della gente comune aveva scelto di appoggiare quel governo (o di non prendere posizione contraria per paura) piuttosto che favorire le due fazioni estremiste di sinistra che gli si opponevano; esse avevano realizzato numerosi attentati uccidendo molti civili, anche loro innocenti ma sospettati di appoggiare i generali; il governo riusciva a nascondere i rapimenti, le torture e le uccisioni di persone anche loro solo sospettate, spesso senza fondamento, di essere contrarie al regime. Questo era il clima di quei brutti anni.
Fra le persone imprigionate erano capitati persino due preti gesuiti ma, nonostante la sua posizione, Bergoglio non aveva alcun potere di intercedere per la loro liberazione e salvezza. Però mio cugino mi ha assicurato che lui aveva salvato molte persone accompagnandole, anche personalmente con la sua automobile, fino alle frontiere per farle passare oltre confine. Ciò mi ha rassicurato e sono lieto che i sospetti negativi su di lui siano infondati.
In effetti fin dai primi giorni di pontificato il Papa Francesco sta dimostrando di voler cambiare il conservatorismo e molti comportamenti negativi della Chiesa cattolica ai quali assistiamo da tempo.
 
Tuttavia c’è un punto importante sul quale il nuovo Papa sembra non voler transigere in alcun modo sbagliando, quello che riguarda i gay e la loro aspirazione a voler formare una famiglia.
Personalmente non ho niente contro i gay anzi, fra i molti che ho avuto occasione di incontrare in passato, ho potuto spesso apprezzare le loro doti nell’espletare le proprie attività professionali e la loro serietà.
Ritengo dunque che sia un loro diritto poter formare una famiglia e quindi usufruire di tutti i diritti che sono riservati normalmente alle famiglie di coppie eterosessuali, compreso quello di sposarsi. Il loro matrimonio non sarebbe un matrimonio religioso e la Chiesa cattolica può solo rifiutare il rito cattolico per loro, ma non può e non deve prendere posizione su un matrimonio civile che esula dalla sua competenza, come già hanno fatto altre chiese ed altri stati.
 
In fondo non si deve dimenticare che le unioni di gay sono il risultato naturale di un amore fra persone, ma molti continuano a rifiutarlo anche contraddicendo alcuni importanti dettami religiosi della cristianità che predicano l’amore fra le persone e la misericordia.
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Di Gennaro Aprea (del 12/03/2013 @ 17:41:55, in H) Rodano, cliccato 905 volte)
MIRO SIGNORI
 
Qualche giorno fa improvvisamente è mancato Miro nel pieno delle sue forze; ieri c’è stato il funerale a Millepini, la chiesa ed il sagrato erano pieni di persone venute anche da lontano per dargli l’ultimo saluto. Tutte persone che lo conoscevano bene. La partecipazione è stata fuori del normale; però ciò non deve meravigliare nessuno perché Miro è stato un grande uomo.
Ci guardavamo smarriti fra di noi, non sapevamo cosa dire a Noemi e alle loro figlie, ai nipoti e a tutti quelli che gli erano più cari. Eravamo tutti molto addolorati perché ognuno di noi lo aveva conosciuto ed apprezzato per le più svariate ragioni.
Si, la vita di Miro è stata piena di “fare”, nei campi più differenti; ed in ognuno di essi aveva raggiunto una competenza ed una cultura profonde, mai superficiali, l’informatica, le riprese cinematografiche e la fotografia, la coltivazione dei fiori e degli ulivi, della vite con i quali produceva dell’olio e del vino; sapeva organizzare bene tutto ciò per se e per gli altri, ai quali insegnava parlando in maniera accessibile a tutti….e mi fermo qui anche se potrei continuare all’infinito. …..i meno giovani di noi non possono scordarlo quale figura preminente e le sue performance al tempo del Palio…. ed i viaggi in paesi affascinanti e interessanti da lui organizzati e gestiti in maniera ottimale?
Ma al di sopra di tutto ciò, alla sua simpatia, all’amicizia e all’amore che distribuiva a piene mani con tutto se stesso, forse la sua caratteristica più bella era la generosità.
Mi sono permesso di dire queste poche povere parole perché lo conoscevo da più di 40 anni (sono rodanese dal gennaio 1969) ed eravamo divenuti nel 1982 vicini di casa. Abbiamo anche lavorato insieme quando si era occupato da assessore di piantare alberi lungo la pista ciclabile Millepini-Lucino e nell’area verde lungo via degli Abeti che divide l’abitato dalla zona commerciale e industriale di Millepini, nonché sull’area verde lungo via delle Querce dove c’è la Croce Rossa (coinvolgendo i bambini delle elementari). Abbiamo anche discusso su questioni di opportunità per il benessere dei rodanesi, anche durante lunghe chiacchierate nel suo giardino perfetto.
Ho sentito il bisogno di ricordare così Miro che consideravo un punto di riferimento dove imparare ancora molte cose. Mi scuso se queste parole risultano banali.
Ho già accennato a Claudio Farinati la mia proposta di dare il suo nome a qualche aula dove si riunisce “il Fontanile” o alla biblioteca, oppure addirittura nell’edificio futuro del Municipio.
Miro, ti ricorderemo sempre perché fai parte della storia del Comune di Rodano.
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Di Gennaro Aprea (del 04/03/2013 @ 17:09:19, in M) Satira e Umorismo, cliccato 694 volte)

MISSIONE COMPIUTA

Il nostro nuovo Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha pronunciato più volte questa frase (oppure le TV ce l’hanno propinata troppe volte?). 

Ebbene, anche questa volta non sono d’accordo con il famoso esponente della Lega Nord. 

Quale missione ha compiuto? Solo quella di aver vinto le elezioni, niente di più per il momento. 

Ancora dovrà lavorare gli anni che gli spettano come Presidente della Regione prima di poter dire e dimostrare di aver compiuto una missione! Non si può dire di aver compiuto una missione se non alla fine del lavoro!  Oppure la missione è solo quella di ottenere il potere (cadrega).....? 


Esaminiamo un po’ qualche spunto della missione che  dovrà completare: 

-       cominciamo dalla famosa “Italia del Nord” che intende creare, cioè quella che lui considera l’unione delle 3 Regioni, Piemonte, Lombardia e Veneto; e che pensa di staccare dal resto d’Italia patteggiando con il governo di Roma e persino con l’Unione Europea. Ma vediamo un po’ come è andata la Lega Nord in Piemonte e Veneto; i risultati delle ultime elezioni politiche mostrano che i nostri hanno perduto metà dei voti in ambedue le Regioni. E dato che le ultime elezioni di queste due Regioni si sono tenute ambedue nel marzo del 2010 vuol dire che fra 2 anni vi saranno le nuove elezioni in Piemonte e Veneto. Riusciranno i nostri eroi a conservare le 2  Regioni? Con questi risultati delle elezioni politiche del 2013 mi permetto di  nutrire dei dubbi....e allora come va la missione dell’Italia del Nord? Caro Maroni: c’è molto da lavorare per arrivare a poter dire missione compiuta! 

-       Guardiamo un po’ i doveri della nuova Giunta lombarda che si costituirà a giorni. Vi saranno, oltre ai Leghisti, numerosi Consiglieri ed Assessori del PDL che lo hanno sostenuto. Riuscirà il nostro eroe a dare una pulita alle buone abitudini di “approfittare” dei (troppi) denari a disposizione come hanno fatto nel periodo formigoniano? e riuscirà a fare analoga pulizia nella sanità e in tutti i tanti altri argomenti di responsabilità della Regione? E che diciamo sui problemi della ‘ndrangheta che ha sbagliato già una volta a negarnel'esistenza  indignandosi di fronte a Fabio Fazio e Roberto Saviano? Caro Maroni, c’è ancora molto da lavorare a lungo per poter dire missione compiuta! 

-       ci sarebbero molte altre cose da dire ma per il momento mi fermo per non infierire. 

Staremo tutti attenti a ciò che riuscirai a fare, e “statteve accuorto” agli “altri”, di qualsiasi genere, come si dice a Napoli. e nun facite troppo o “sbruffone”, sempre come si dice a Napoli, con le missioni compiute che sono ancora tutte da compiere! 

Chi ti scrive, caro Presidente, è un vecchio extra-padaniatario che per fortuna è arrivato alla pensione prima della legge Bossi-Fini, quindi non ha avuto bisogno del permesso di soggiorno per continuare a vivere al Nord, cioè in Italia.

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