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22 APRILE - LA GIORNATA DELLA TERRA
Di Gennaro Aprea (del 27/04/2016 @ 19:44:34, in L) Zero-carbonio, cliccato 523 volte)
22 APRILE : LA GIORNATA DELLA TERRA
I media più importanti della radio, televisione, quotidiani e periodici, hanno propagandato il 22 aprile dando importanza ad un "nuovo" avvenimento: la firma dell'Accordo sul clima del 12 dicembre 2015 a Parigi.
Questa volta la sede della firma era a New York presso le Nazioni Unite. Ripeto, lo hanno pubblicizzato come se fosse un nuovo scoop; nessuno, dico nessuno, ha detto o scritto che questa firma era una normalissima cosa già prevista, precisamente a pagina 3 del documento di Adozione dell'Accordo, capitolo "Adozione", comma 2. In questo comma si diceva anche che si potrà firmare fino ad aprile del 2017.
Solo dopo il 22 scorso i giornalisti presenti a New York hanno riferito al ritorno ciò che "non sapevano" prima del 22. Sono proprio bravi!...
Per fortuna i paesi firmatari sono stati 175 (record rispetto ai precedenti avvenimenti simili) su 197 che avevano aderito all'Accordo a Parigi "verbalmente". Però finora non hanno ancora firmato la Cina e gli USA (Obama era a Londra e poi Germania per questioni politiche di cui si è molto parlato - non so perché non c'era Xi Jiping: forse perché si vergognava di farsi vedere in giro per i Panama Papers). Questi sono i paesi che emettono gas serra, causa del riscaldamento terrestre, più di tutti gli altri. In effetti si attende la firma di tutti i 55 paesi (compresi questi due importanti stati) che emettono insieme il 95% dei gas serra a livello planetario.
Vorrei sottolineare che si spera che tutti i 55 aderiranno ed inizieranno a mettere in atto tutte le applicazioni dell'Accordo al più presto, cioè prima del 2020 come previsto nel documento. Se tutti si atterranno alle regole forse si riuscirà a limitare l'aumento delle temperature entro i 2° C alla fine del secolo...altrimenti sono guai. Ciò significa, che come hanno scritto nel documento di Parigi, la speranza di limitare la tempèratura a 1,5°C rimarrà solo un pio desiderio. Quindi è necessario diventare ancora più stringenti nei programmi di cambiamento.
Ed ora facciamo un piccolo salto indietro - non di lato ché serve poco - all'Italia. Matteo Renzi era a New York ed ha firmato. Ha fatto anche un breve discorso (in un inglese decisamente migliorato: complimenti!) "promettendo" cose importantissime riguardo alle emissioni di gas serra nel "breve" futuro italiano (per esempio che si chiuderanno tutte le centrali elettriche che usano il carbone come materia prima). Molti politologi hanno dissertato in questi giorni sul'astensione al referendum del 17 aprile voluta dal Nostro e dal partito che lo ha seguito salvo poche eccezioni. Ho letto sull'ultimo Espresso un eccezionale articolo di Piero Ignazi che ci ha spiegato i pericoli di questa astensione sui comportamenti futuri degli italiani anche nelle prossime votazioni amministrative ed in quelle future politiche, compreso quello di ottobre sulle modifiche della Costituzione, figlie delle innovazioni renziane (sulle quali sono in parte d'accordo). Il professore bolognese conclude dicendo:"...c'è un pericolo grave per la democrazia: che il prossimo governo sia delegittimato per non avere ottenuto il consenso della maggioranza degli elettori". Parole sante!
Io però vedo il risultato del risultato del referendum, non da politologo, ma dal mio solito punto di vista di ambientalista: La volontà di decarbonizzare, questa nuova parola che diventerà un "must" per tutti governi ed i cittadini del mondo, non significa solo smettere di usare il carbone per gli usi che ne abbiamo fatto finora, ma anche di eliminare tutte le altre fonti fossili - è possibilissimo -  cioè petrolio e gas, lasciandole sotto terra.
Concludendo, il risultato del referendum ha permesso ai petrolieri che posseggono le concessioni in Adriatico per petrolio e gas di estrarli indefinitamente fino a quando decideranno loro, finché gli converrà estrarlo. Tenete presente che le concessioni esistenti avrebbero dovuto finire da oggi al 2034 con una maggioranza negli anni 20 prossimi. Non pensate che questa situazione sia in contraddizione con le "parole, parole, parole..." di Renzi e del PD?
A questo punto mi metto sulla riva del fiume e attendo che passi il/i cadavere/i
 

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