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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 30/08/2010 @ 09:42:41, in M) Satira e Umorismo, cliccato 627 volte)
L’ITALIA È COME UN’AUTOMOBILE VECCHIA
 
Devo premettere che l’idea di base non è mia perché lo spunto è venuto da mia moglie. Mi ha raccontato molto brevemente di una trasmissione ascoltata in auto su Radio 24 nella quale si intervistavano alcuni giovani italiani con ottimo curriculum scolastico che, dopo alcuni tentativi infruttuosi di inserirsi nel mondo del lavoro e della ricerca, avevano deciso di andare all’estero dove avevano avuto un enorme consenso e successo.
Uno di questi, rispondendo alla richiesta del perché nel nostro Paese i giovani molto preparati non possono aspirare ad un riconoscimento della loro professionalità, ha risposto che l’Italia è come una automobile vecchia.
Mia moglie mi ha riferito solo un paio di dettagli delle ragioni di questa affermazione perciò, forte della mia passione per le automobili e dei motori in genere, sono andato avanti con la fantasia ed ho aggiunto qualche dettaglio in più.
Una vecchia automobile:
-          ha un motore superato rispetto a quelli delle macchine odierne con efficienza estremamente bassa
-          con la stessa cilindrata le auto di oggi raggiungono velocità ed accelerazioni di molto superiori
-          ha un motore che consuma molto perché ai suoi tempi il caro-carburante non era un problema
-          dal tubo di scappamento escono miasmi perché non vi è marmitta catalitica; ai suoi tempi anche questa situazione non era un problema
-          ha una carrozzeria pesante e superata nelle linee
-          ha ancora i freni a tamburo/ganasce e non i freni a disco né tantomeno il servofreno, ABS ed ESP
-          non c’è il servosterzo quindi il guidatore si lamenta che ha difficoltà a guidarla….
-          il guidatore è vecchio e non vede molto bene davanti a se perché non indossa mai gli occhiali; però è contento di possedere una macchina come questa e che guida a suo piacimento portando a spasso alcuni  vecchi amici poveri – ma anche giovani con mentalità sorpassata – i quali non posseggono alcuna macchina e pendono dalle sue labbra aspettando che lui li premi facendoli guidare qualche volta per finta
-          non guarda mai indietro e ai lati perché ha una forte artrosi cervicale
-          è molto fiero di avere questa macchina d’epoca perché ancora bella (e infatti l’Italia è sempre ed ancora molto bella) e va avanti imperterrito per la sua strada. Chissà se un giorno o l'altro non vada a sbattere......non so se abbia le cinture di sicurezza e gli air bag, temo di no.
 
Se vi è piaciuta la metafora, divertitevi ad aggiungere (via contatti) ulteriori ragioni che inserirò volentieri nel sito.
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Di Gennaro Aprea (del 11/08/2010 @ 19:32:24, in F) Questa è l'Italia, cliccato 583 volte)
……PURTROPPO È MORTO UN ITALIANO
 
Spesso, quando succede qualcosa di terribile all’estero, alluvioni, terremoti, incendi, incidenti aerei o di pullman sulle strade, ascolto delle frasi che non accetto e che francamente mi ripugnano. Stamattina ho sentito al giornale radio 3 una di queste frasi che si riferiva alla scomparsa di un giovane studente torinese in Kashmir, trascinato via e sparito in una corrente di fango.
La frase era (più o meno): “Nell’alluvione del Kashmir sono state travolte 35 persone: purtroppo fra di esse c’era un italiano”.
Il tono di questa frase denota un caratteristico menefreghismo italiano di fronte a tragedie di questo genere: si fa’ la cronaca dei danni e dei morti e ci si compiace (“per fortuna”) solo se fra gli scomparsi non c’è alcun italiano, oppure il dolore appare solo se fra i morti vi è uno o più nostri connazionali. Gli altri morti, di qualsiasi nazionalità siano, non meritano un atto di commiserazione.
Solo gli italiani hanno un valore? Siamo arrivati fino a questo punto di menefreghismo, che rasenta l’indifferenza razziale, contro tutti quelli che non sono italiani?
Mi sarebbe piaciuto sentire la frase di stamattina così espressa: “Nell’alluvione del Kashmir sono state purtroppo travolte 35 persone, fra cui un italiano”.
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Di Gennaro Aprea (del 02/08/2010 @ 19:54:09, in M) Satira e Umorismo, cliccato 963 volte)
RISUS ABUNDAT IN ORE STULTORUM
 
Che la maggioranza fosse composta di persone non esattamente adatte alla posizione assegnata (o meglio alla quale sono state collocate dal “capo”) ne ero convinto da tempo, anche perché ho sempre sostenuto che la maggior parte di esse fossero manifestamente incompetenti.
Ma di fronte alla situazione politica che si è venuta man mano sviluppando nelle ultime settimane, sono rimasto allibito.
Molti insigni giornalisti e uomini politici che si discostano dalla generalità hanno scritto e detto cose talmente ben approfondite e ragionevoli su questa situazione che la mia assoluta inferiorità di fronte a loro non mi permette di intervenire.
Oggi desidero quindi parlare di qualcosa di più banale che forse fa’ sorridere (non ridere) nel senso che ti rende allegro. Mi riferisco appunto al fatto che vi sono numerose persone che ridono troppo: da cui il famoso detto latino che tutti conoscono.
La persona che ride in abbondanza, direi eccessivamente, è appunto il nostro premier, specialmente quando fa’ le conferenze stampa, o quando cammina circondato dai suoi gorilla (serissimi invece), ridendo e sorridendo con decisa aria di superiorità, appunto, a chi lo ascolta o lo segue, e agli operatori che lo riprendono con le loro cine/telecamere, alzando il braccio in segno di saluto amichevole.
Questo suo comportamento è una delle tante ragioni che lo hanno reso popolare e adorato da moltissimi italiani, anche se, quando parla, spesso afferma delle cose sulle quali io e molti italiani (non solo dell’opposizione) hanno molti dubbi circa la loro reale consistenza.
Però, da qualche giorno a questa parte i suoi sorrisi sono diminuiti (forse che stia cambiando in positivo e si avvii a divenire saggio?).
Un’altra caratteristica delle sue uscite in questi giorni è che non parla più di “io” o di “me” ma, quando ripete che tutti (cioè i soliti) si sono coalizzati contro di lui, dice di se stesso: “il premier” oppure “il Berlusconi”. Ve ne siete accorti? Forse qualche esperto di buona visibilità gli ha fatto notare che è meglio ridurre il numero di: “ io sono più bravo”, “il mio governo è ottimo”, “la maggioranza è salda grazie a me”, ecc.
Se questo è il suo atteggiamento in pubblico degli ultimi giorni, ritengo però che si stia rifacendo in privato nel famoso castello di Tor Crescenza in mezzo alle sue amatissime deputatesse e dintorni, continuando a ridere mentre racconta le sue barzellette. Ha abbandonato i suoi “palazzi” preferiti, Villa Certosa e palazzo Grazioli, per questo nuovo sito nei pressi di Roma, che però ha un nome che non è ideale: “crescenza” è uno dei nomi della lingua italiana per definire un formaggio fresco, più conosciuto come “stracchino”.
Che involontariamente abbia scelto un luogo dove il suo governo si avvia ad avere la consistenza della “crescenza”?......per poi passare oltre la data di scadenza ed essere buttato nella spazzatura perché acido? Io, se fossi in lui farei le corna: questa volta ci vogliono proprio!
Eppure un po’ di sorrisi ci vogliono. Facciamo qualche esempio:
Molti dicono che Bersani non ha carisma, non è simpatico, anche se lo giudicano una persona capace e onesta, che dice (quasi) sempre cose ragionevoli perché ripete sempre che il governo si dovrebbe occupare della salute dell’Italia, della sua economia, della disoccupazione in aumento, della progressiva povertà degli italiani e così di seguito, (cose che molti non vogliono sentirsi dire). Però si porge sempre in maniera seria, serissima senza mai andare fuori dai limiti e sopra le righe, anche mentre ascolta le domande di chi lo sta intervistando, quando cammina per entrare nella sede del PD al Largo del Nazareno a Roma, o all’uscita della Camera dei Deputati, ecc.
C’è una presentatrice del TG3, la bella Maria Rosaria de' Medici, estremamente professionale da sempre, alla quale fino a poco tempo fa con tutta la buona volontà non riuscivi a vederla sorridere. Adesso è cambiata, è sempre seria quando presenta, ma si è, direi, rilassata, ed è un piacere ascoltarla. Ebbene, Bersani dovrebbe fare la stessa cosa: sicuramente il suo seguito nel popolo degli italiani che non votano aumenterebbe. L'ha detto anche il vice-segretario del PD Enrico Letta: "il partito deve essere più sexy"
Ci sono altri uomini politici che si comportano analogamente, seppure in maniera diversa.
Per esempio Antonio Di Pietro. Prima di iniziare a parlare mostra un sorriso sforzato, a denti stretti, poi esplode in critiche furiose e spesso che non stanno né in cielo né in terra……..imitato e sorpassato in questi atteggiamenti dal nostro benemerito Grillo, “l’incazzoso strillone". Senza poi voler citare le risate strette (forse è meglio dire “strizzate”) del nostro ministro della Difesa La Russa, di molti altri.
Well (bene), come dicono gli americani quando concludono un discorso. Spero di essermi spiegato e di avervi strappato un sorriso.
Sorridiamo più spesso, ridiamo a quattro ganasce ogni volta che se ne presenta l’occasione (fa’ bene alla salute), ma soprattutto cerchiamo di essere simpaticamente seri senza “abundare”.
 
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