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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 23/09/2009 @ 17:11:10, in C) Commenti e varie, cliccato 721 volte)
Mi è arrivato questo testo che, con il permesso degli Autori, inserisco nel sito.
Vi consiglio di andare sul loro sito www.vocidipiante.it dove troverete, non solo la musica di molte altre piante, ma anche il calendario degli incontri.
La musica segreta delle piante
la linfa scorre e produce le note
 
Laura Silingardi, musicologa, e Tiziano Franceschi, programmatore informatico, accompagnati da un geranio odoroso, fanno sentire i suoni della pianta, la musica della natura. Aiutati da un apparecchio, un convertitore di impulsi, I vegetali suonano tutto il giorno, mentre di notte dormono: è il momento in cui "la linfa scorre talmente lenta che la macchina non riesce a percepirla"
 
 
Da una foglia di graminacea a un albero secolare, tutto suona. La voce delle piante è una melodia che scaturisce dal movimento della linfa e si traduce in musica, diversa a seconda degli esemplari. Possibile? Sentire per credere quello che accade nel salone di Villa Giulia, a Verbania, dove "Editoria e Giardini", la rassegna di libri, appuntamenti e visite guidate (fino al 27 settembre) ospita un incontro speciale. Laura Silingardi, musicologa, e Tiziano Franceschi, programmatore informatico, accompagnati da un geranio odoroso, fanno sentire i suoni della pianta, la musica della natura. Aiutati da un apparecchio, un convertitore di impulsi.
«Collegato alle foglie con i sensori è in grado di leggere il movimento della linfa, dal quale si può ricavare la melodia - spiega la musicologa - I primi esperimenti di questo tipo sono stati effettuati in America negli anni Settanta, quasi per gioco, quando un tecnico mise in comunicazione una “macchina della verità” a una pianta in vaso invece che a un essere umano». Si voleva osservare e verificare l’esistenza di una sensibilità di reazione del mondo vegetale di fronte a stimoli esterni.

ASCOLTA La musica delle piante

Così, da quasi un decennio, Laura, 47 anni e tre figli, che condivide questa ricerca a metà strada tra natura e spiritualità con il marito Tiziano, si muove in tutta Italia, gratuitamente e con scopi divulgativi, per far conoscere la musica delle piante: il convertitore di impulsi rileva le variazioni di movimento che vengono poi trasformate in suoni diversi per ogni specie (si possono ascoltare su Internet in www.vocidipiante.it). «Ho messo sullo spartito la melodia di una pianta e ho cercato di analizzarla da un punto di vista compositivo, di struttura - dice la Silingardi - Come grammatica musicale sono dovuta andare molto indietro nel tempo. Tecnicamente il mondo verde produce note attraverso tetracordi. Si tratta di melodie formate dalla successione di quattro suoni, come accadeva nella musica della Grecia antica. Ogni pianta gioca su questi quattro “accordi” che si intrecciano, si scambiano, tra melodie più gravi o acute a seconda delle caratteristiche organolettiche del vegetale, visto che non tutte le linfe sono uguali».
I vegetali, aggiunge, suonano tutto il giorno, mentre di notte dormono: è il momento in cui «la linfa scorre talmente lenta che la macchina non riesce a percepirla». Laura Silingardi fa' un esempio: la Rosa di Gerico, la pianta del deserto che solo con un po’ di acqua rinasce e diventa verde. «Quando la colleghi ai sensori e aggiungi l’acqua riprende subito suoni e vitalità, è molto affascinante ascoltarla». E racconta di come gli alberi manifestino “paura”, per esempio di fronte al fuoco: «Tendono a raccogliere la linfa verso il tronco, le radici, la parte vitale, mentre i suoni precipitano subito verso toni più gravi». C’è chi dice che il canto segreto delle piante possa essere ascoltato dall’orecchio umano anche senza apparecchi: una capacità, assicura, appannaggio solo di spiriti nobili, come il Dalai Lama.
 
(19 settembre 2009)

 
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Di Gennaro Aprea (del 18/09/2009 @ 09:46:36, in L) Zero-carbonio, cliccato 1579 volte)
LE STRADE DEL CENTRO DI MILANO
Ricevo, condivido in pieno e pubblico
 
Milano - Via Meravigli
 
Beola, cui Prodest?
 
La pavimentazione stradale con le beole, pur dotando il centro di Milano di una  connotazione artistico–culturale unica, porta tuttavia conseguenze negative all’ambiente e alla salute dei cittadini.
È indiscutibile il fascino delle beole che rappresentano un patrimonio artistico per la città che non va accantonato, altresì valorizzato, ma è altrettanto vero che il pavè crea gravi disagi alla circolazione, rischi alla popolazione e contribuisce all’inquinamento dell’aria e a quello acustico, nonché incrementa esponenzialmente  il costo di manutenzione delle strade pavimentate con le beole che si disconnettono facilmente (soprattutto per il traffico pesante di autobus e camion),  creando disuguaglianze e sconnessioni rilevanti della superficie stradale.
Ci chiediamo allora e chiediamo anche una vostra opinione/supporto  se continuare a far uso della pavimentazione nelle aree carrabili della città.
Forse l’uso delle beole potrebbe essere limitato unicamente alle strade di traffico pedonale...
 
Nello schema si possono notare  gli effetti di tale utilizzo.
 
Quali sono i “pro”? uno solo:
La conservazione del patrimonio storico della città 
 
I “contro” invece:
 
Effetto
Gravità
Maggiori consumi di carburante (maggiore potenza necessaria per far superare alle ruote le differenze di livello)
*
Conseguente maggior inquinamento dell’aria al centro di Milano
**
Maggior inquinamento acustico (per il ciottolato che si muove e urta e per i veicoli che sobbalzano)
***
Vibrazioni trasmesse a palazzi/vetri
*
Maggior richiesta di manutenzione al ciottolato che si scompone/disallinea (maggior frequenza)
***
Manutenzione effettuata da specialisti (maggiori costi)
***
Lentezza nelle riparazioni/scavi (necessità di ricomporre il ciottolato con la stessa disposizione originaria numerando le beole una ad una)
**
Maggiori danni sistematici ai veicoli (gomme/sospensioni)
**
Maggior probabilità di incidenti tra auto che slittano o hanno difficoltà di manovra
***
Slittamento in caso di pioggia/umidità anche a 30 Km/ora (nelle città o autostrade si mette asfalto drenante per evitare incidenti, qui si mantiene il ciottolato)
***
Incidenti alle bici/ciclomotori le cui ruote si bloccano nelle asperità e che si moltiplicano esponenzialmente con la pioggia
***
Incidenti alle persone che attraversano le strade
*
Biciclette che sono costrette ad andare sui marciapiedi (per il rischio di incidenti) con conseguenti disagi ai pedoni
*
Maggior manutenzione alle linee dei tram (disagio al traffico)
**
Scambi tranviari che si bloccano e necessitano l’intervento dei guidatori del tram con disagi al traffico
*
Maggiori disagi alle bici/moto che incontrano una doppia asperità in concomitanza delle rotaie
**
 
 
*     poco grave
**   mediamente grave
***  molto grave
 
Ing. Marco Pisanti
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Di Gennaro Aprea (del 07/09/2009 @ 17:11:44, in F) Questa è l'Italia, cliccato 802 volte)
IL CAMPIONE STATISTICO
 
La mia tesi di laurea è stata realizzata più di 55 anni fa su un argomento relativamente nuovo per quei tempi, le ricerche di mercato, perché il mio Professore di Statistica Economica, Guglielmo Tagliacarne, ci aveva fatto innamorare di queste tecniche che lui stesso aveva portato dagli Stati Uniti subito dopo l’ultima guerra mondiale. In tutta la mia vita professionale le ho usate costantemente quindi penso di conoscerle abbastanza bene.
Perché questa lunga premessa?
La ragione è che ve ne voglio parlare a proposito di gruppi di persone che protestano. Un gruppo di persone è un campione statistico che rappresenta l’universo delle persone, cioè, nel nostro caso gli italiani nelle loro varie classi e professioni. Secondo questa tecnica, più il campione è numeroso, maggiore è l’accuratezza del risultato, cioè lo “scostamento” dalla realtà. Pensate che per rappresentare la realtà un buon campione è già un gruppo di 3-4000 persone.
Bene, negli ultimi mesi, con un’accelerazione della frequenza in questo ultimo periodo, leggiamo, sentiamo e vediamo in tutti i media che vi sono decine di migliaia di persone per ciascuna categoria che protestano contro i programmi e le decisioni del governo in carica e dei singoli ministri (con qualche eccezione) soprattutto, ma non solo, per contrastare la crisi economica e salvaguardare i lavoratori e le imprese, le piccole in primo luogo
Alcuni esempi:
1)     i disoccupati, attuali e futuri che sono già in gran numero e che – ahimé – aumenteranno nei prossimi mesi (previsioni Confindustria: 1 milione - CGIL: 2,9 milioni)
2)     le PMI dell’industria e dei servizi nelle varie assemblee che rappresentano migliaia di imprenditori
3)     gli insegnanti di scuole primarie e secondarie precari permanenti che, giovani e non più giovani, che si troveranno a spasso (25000 o 65000?: bel campione!)
4)     gli insegnati di ruolo, cioè col posto fisso e assicurato, che non sono felici perché il numero degli studenti delle loro classi aumenterà notevolmente
5)     idem per le insegnanti della scuola dell’infanzia
6)     i genitori degli studenti che ogni anno devono pagare i testi scolastici dei loro figli sempre più cari e li devono sostituire, anche se hanno quelli del figlio maggiore che li ha usati l’anno precedente
7)     gli insegnanti universitari (per non parlare degli studenti e dei giovani che hanno concluso gli studi e si affacciano sul mercato del lavoro) che si sentono abbandonati dallo Stato (pochi giorni fa ho parlato a lungo con un amico professore che si lamentava di non essere stato ancora rimborsato di ripetute spese di hotel e viaggio in auto da Napoli – sua sede principale di insegnamento – ad un'altra lontana università del Sud  per un corso tenuto l’anno passato in favore di questa Università)
8)     la classe operaia, quella che una volta era in maggioranza di sinistra e votava adeguatamente e che ora ha votato, sempre secondo indagini di mercato, a destra per la maggioranza attuale, compreso quelli che presiedono o occupano fabbriche ed alcuni di loro salgono e vivono sui carri-ponte o sui tetti degli stabilimenti
9)     gli abruzzesi, che protestano perché le promesse di questo governo, soprattutto del primo ministro, non sono corrispondenti alla realtà, ma hanno votato il 7 giugno per loro (i media hanno raccontato – ho visto ieri 4 telegiornali - che il Presidente della Repubblica ha notato che “gli aquilani hanno dimostrato fiducia nelle istituzioni”. Ma io ho visto che c’era solo lui, il Presidente, e per me hanno dimostrato fiducia solo in lui)
10)tutti quelli, e sono molti, che non sono d’accordo sui “respingimenti” dei poveri somali, eritrei, afgani, ecc. che hanno diritto all’asilo politico e che sono riportati in Libia senza neanche accertarsi della loro nazionalità (avete visto la trasmissione di ieri sera su RAI 3 (che Berlusconi vuole svuotare) “Presa Diretta” che ha dimostrato che la legge sull’immigrazione clandestina è contro la costituzione ed i Regolamenti (cioè le leggi) dell’Unione Europea.
11)le donne che si vedono sempre contrastate o precluse sull’uso della pillola del giorno dopo e della pillola RU 486 (quella abortiva) mentre da anni in tutti i paesi civili, cominciando dagli USA, Gran Bretagna, e finendo con la Francia e la Germania, queste soluzioni sono da tempo di uso comune e costituiscono un vantaggio per le donne
12)I genitori, i figli, i fratelli e sorelle di tutti questi, e di numerose altre categorie che non ho menzionato.
 
Allora, se la realtà è che questo governo ha il potere perché la maggioranza degli italiani lo ha votato ed il Parlamento, e quindi rispecchia il volere degli italiani, perché protestano? Avete voluto la bicicletta… allora pedalate. I campioni statistici, se la tecnica delle ricerche di mercato è tuttora valida come in effetti lo è, dovrebbero dimostrare che solo una parte dei protestatori sono presenti. Invece a me sembra che ci siano tutti fra quelli che manifestano, inclusi quelli che hanno votato per la maggioranza. Cosa significa? Che riconoscono di aver sbagliato? Forse che se si ri-votasse oggi, il governo attuale perderebbe la maggioranza in parlamento? Forse si ma non ne sono affatto sicuro; però ho l’impressione che, conoscendo un po’ gli italiani, quando si ri-voterà anche l’anno prossimo per le regionali e tanto più fra qualche anno per il nuovo Parlamento, la crisi sarà – speriamo bene - superata e tutti si saranno scordati di questa situazione, specialmente i disoccupati che avranno risolto i loro problemi. A meno che l’opposizione sia riuscita a risolvere i suoi grandi problemi che riguardano la sfiducia da parte degli italiani per i numerosi sbagli che finora ha fatto!
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