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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 28/12/2008 @ 16:34:57, in A) Aziende, innovazione, produttività, costi, ecc., cliccato 1166 volte)
 
DOMANDE INGENUE SU PILLOLE DI CAPITALISMO
1) La carta-casa
 
Qualche giorno fa, come spesso succede, sono andato con mia moglie al supermercato per far la spesa e, fra gli altri prodotti, abbiamo acquistato la carta casa, bene ormai indispensabile in ogni cucina: per fortuna quasi sempre è fatta di carta riciclata. Prendendo il pacco dallo scaffale non abbiamo fatto caso al colore che normalmente rallegra i fogli del rotolo.
Sorpresa! Aprendo il rotolo ci siamo accorti che i disegnini colorati erano pura pubblicità:
Sul primo rotolo la promozione era per una famosa società produttrice di salumi ed ogni foglio metteva in evidenza ciascun prodotto che l’azienda mette sul mercato, salami di vario tipo, prosciutto cotto e crudo, zamponi ed affini, ecc.
Sul secondo rotolo si trattava di un grande fabbricante di prodotti da forno, con varie confezioni di biscotti, ma anche dolci, torte, panettoni, fette biscottate, ecc.
Il terzo invece era di una famosissima casa di prodotti dolciari per bambini, ma anche per grandi; non vi sto a dire chi è perché l’avete già indovinato. Ma in questo rotolo la pubblicità era estesa anche a tutti i regali (non dolciari) che costituiscono i premi per la collezione delle etichette e simili: vi assicuro che sono tantissimi.
 
Abbiamo guardato il prezzo della confezione di rotoli di carta-casa dello scorso 15 dicembre (€ 1.69) e notato che la differenza di prezzo con quella senza pubblicità del giugno 2008 è minima, cioè ridicola (€ 0.20) perché il prezzo della scorsa estate era 1.89€.
DOMANDA INGENUA: Dato che le aziende pubblicizzate sicuramente pagano fior di quattrini per essere promosse in maniera così penetrante nei confronti del consumatore, non dovrebbe forse il supermercato ottenere queste confezioni quasi gratuitamente e quindi far arrivare al cliente finale senza alcun costo o quasi, salvo unicamente quello della logistica del supermercato?
Bah! Ogni trovata è buona per guadagnare di più senza alcun beneficio per noi poveri tapini.
D’altra parte siamo anche un po’ scemi perché spesso facciamo gratis pubblicità alle grandi “griffe” mostrando il loro nome e marchio in buona evidenza sugli indumenti che indossiamo, i quali dovrebbero essere acquistati perché sono belli, non per far vedere agli altri il nome dello stilista e dimostrare che siamo ricchi….forse lo saremmo se ci pagassero per farlo!
Che ne dite?
 
 
2) Perché le società petrolifere sono sottovalutate in Borsa?
 
Quasi tutte le società energetiche quotate alla borsa di Milano hanno perso quest’anno una gran parte della loro capitalizzazione, cioè il loro valore, specialmente ENI e simili. Chi ha investito nelle loro azioni ha la faccia "appisa", come si dice in napoletano, cioè molto triste. 
Bene, da quando le quotazioni del petrolio avevano quasi raggiunto 150 dollari americani per barile ad oggi, cioè meno di 40 dollari, i prodotti derivati, e per primi la benzina ed il gasolio, sono diminuiti di una percentuale estremamente inferiore.
Salvo errore, ciò significa che le società energetiche hanno guadagnato e continuano a guadagnare un “fracco” di soldi.
DOMANDA INGENUA: perché le loro quotazioni continuano ad essere basse e spesso a perdere punti in Borsa? Mi sembra che alti dividendi facciano di solito salire le quotazioni, o no?
Misteri della Borsa!….oppure c’è qualcosa sotto?
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Di Gennaro Aprea (del 23/12/2008 @ 19:11:48, in H) Rodano, cliccato 3822 volte)
LETTERA APERTA AL SINDACO DI RODANO – ALBERI SOSTITUITI
 
Egregio Sindaco Marazzi,
 
non invio questa lettera all’InformaRodano perché certamente non sarebbe pubblicata, così come è stato per le mie ultime tre (sono le prime che ho messo sul sito), quindi rinuncio ad utilizzare il mensile edito dal Comune che dovrebbe essere aperto a tutti i cittadini; dico dovrebbe, ma non lo è se contiene troppa critica, oppure è troppo lunga (solo la maggioranza e l’opposizione possono scrivere a lungo, perché?)….e chissà se qualcuno, leggendo questo sito, le indicherà che c’è uno, cioè io, che non è per niente d’accordo con lei; e chi sa se qualcun altro (spero più di uno) invece aprirà gli occhi sulle sue dichiarazioni circa la “necessità” di sostituire gli alberi.
Bene, ho letto i suoi articoli sul nostro InformaRodano di dicembre del 2008 che riguardano il taglio degli alberi. Mi dispiace menzionare me stesso, ma su questo sito nella sezione ”Rodano” il 27 settembre 2006 ho inserito un articolo intitolato “Alberi o pali” che cercava di dimostrare l’inutilità di tagliare tutti gli alberi di via delle Querce e facevo alcune considerazioni sulla scarsa competenza delle persone addette delle varie amministrazioni (quasi tutte) che si sono succedute alla guida del Comune, in materia di “verde pubblico”.
Ora però sento il dovere, nell’interesse dei Rodanesi, di chiarire meglio la situazione. Le mie affermazioni sono basate sulla mia più che cinquantennale esperienza nel campo, nelle conoscenze e tecniche apprese in questo lungo periodo per studi da autodidatta e insegnamenti di esperti, i quali spesso mi ha fatto constatare che i vivaisti pensano solo al loro interesse e turlupinano i loro clienti (anche le amministrazioni comunali).
Bene, cominciamo dalle radici e una volta per tutte chiariamo che:
1)     non tutte le radici superficiali crescono all’infinito, dopo averle tagliate per rifare i marciapiedi o per spianare la strada, salvo e in parte solo quelle di alcune conifere, specialmente i pini,… ed il fico
2)     la ragione principale per la quale crescono molte radici superficiali all’inizio dello sviluppo è perché molti vivaisti tagliano il fittone, cioè la principale radice verticale del giovane albero
3)     se si tagliano le radici superficiali dopo qualche anno, l’albero non muore affatto, a patto che il taglio sia eseguito da persone competenti.
 
Per quanto riguarda il primo punto, vi è stata una prova tangibile proprio a via delle Querce, davanti alla scuola elementare, ”Tamagnone regnante”. Le radici di alcune querce in quel posto avevano sconquassato il marciapiede e i genitori e i bambini potevano inciampare (o avevano già incespicato) nei rigonfiamenti del marciapiede, a scapito della sicurezza. Fu scavato il terreno intorno al tronco, tagliate le radici superficiali, rifatto e allargato il riquadro di terra intorno ad esso. E gli operai non danneggiarono alcun albero. Risultato: per altri 4 o 5 anni, fino alla barbara ”eliminazione” di tutte le querce della strada non vi fu alcun rigonfiamento della terra intorno quei tronchi, né sul marciapiede. Una seconda prova tangibile è visibile tutt’oggi alla fine di via Giovanni XXIII (venendo dalla Rivoltana) di fronte ai complessi dei box, dove i vecchi tigli ai quali è stato fatto un trattamento simile, non presentano alcun rigonfiamento sul marciapiede.
Confermo che le radici superficiali deformano il terreno intorno al fusto solo all’inizio dello sviluppo, poi si fermano, e solo quelle che fanno vivere la pianta per tutta la durata della loro vita continuano a crescere verticalmente e profondamente nel terreno fino al completamento dello sviluppo dell’albero.
Per il terzo punto, in parte ho già accennato al taglio delle radici delle querce al punto 1). Ma vorrei dire un’altra cosa che smentisce le sue affermazioni, Ventisei anni fa nel mio giardino ho messo a dimora degli alberi da frutta, fra i quali un albicocco; si sa che l’albicocco non ha lunga vita, ma prima di sostituirlo con un altro, e grazie al consiglio di un esperto agronomo, ho eseguito un scavo circolare intorno al tronco di circa 1 metro di raggio e 30 cm di profondità; ho tagliato tutte le radici superficiali affioranti (che erano di un diametro fino a 20 cm) ho concimato con stallatico e compost della mia concimaia, e ricoperto il tutto. Ebbene l’albero non è affatto morto, anzi non sono più apparsi rami secchi sulla chioma, che avevo dovuto eliminare negli ultimi 3-4 anni. E l’agronomo mi ha assicurato che avrò frutti abbondanti (che negli ultimi anni erano diminuiti) per qualche anno ancora. Se le piacciono le albicocche, venga pure a prenderne da me nel prossimo maggio-giugno.
 
Allora, l’amministrazione comunale, e soprattutto lei che dovrebbe guidarla con le sue esperienze agricole, avete fatto i conti di quanto costava abbattere gli alberi e sostituirli rispetto a fare i lavori che le ho descritto senza dover comprare e mettere a dimora nuove “essenze”? (dopo aver rimosso i vecchi alberi, e scavato in profondità per togliere le sue radici, nonché far tagliare e portare via la legna)
E a proposito di essenze, quelle che avete piantato a via delle querce, molte di esse sono state messe a dimora troppo vicino ai pali dell’illuminazione stradale, cosicché d’estate, quando la gente ha voglia di passeggiare la sera, la luce di lampioni è completamente oscurata dalla grande chioma per tratti via via crescenti negli anni. L’illuminazione stradale non è un fattore della sicurezza? Vi possono essere sul marciapiede oggetti vari, escrementi di cani, vetri rotti, ecc. invisibili per l’oscurità, nei quali si può inciampare….e forse anche qualche malintenzionato che potrebbe nascondersi al buio e assalire i passeggianti, bambini o anziani.
Qualcuno ha esposto dei manifestini dicendo che ella sarà ricordato come un barbaro che ha fatto tabula rasa degli alberi. Io aggiungo che è necessario sapere perché ha sostituito ed intende sostituire e far sostituire (cosa faranno dei tigli esistenti i costruttori della nuova urbanizzazione di via Palermo-via delle querce?) invece di salvare quelli che ci sono, ove possibile, e sicuramente lo è nella maggioranza dei casi. Non so se l’opposizione attuale abbia fatto un’interrogazione sul bilancio economico comparativo (dopo essersi informata), ma mi sembra di no.
Se non l’ha fatta, allora posso pensare che anche a Rodano vi sono “inciuci” (?), oppure l’opposizione non fa’ bene il suo dovere, oppure vi siete fatti turlupinare dai vivaisti,…. oppure cosa?…..
Prima di chiudere le chiedo di osservare bene la foto di questo articolo-lettera. L'ho scattata il 16 novembre di quest'anno a Peschiera del Garda. E' un esempio di come altre amministrazioni trattano i vecchi alberi, salvandoli dalla sostituzione con altre essenze!
 
Gennaro Aprea
 
PS 1 – Una delle ragioni per le quali ella ha giustificato la sostituzione degli alberi è che quelli esistenti hanno bisogno di manutenzione, in particolare le potature; mentre scrivo, a via delle querce vi sono degli operai che “manutengono” potando gli alberi (famiglia delle acacie) messi 3 anni fa. Allora, come la mettiamo con la manutenzione?….
PS 2 – e a proposito di fandonie, si vada a leggere sul sito anche il mio articolo intitolato “Gli alunni di Berlusconi” nella sezione “Questa è l’Italia” del 20 ottobre 2008.
 
 
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Di Gennaro Aprea (del 08/12/2008 @ 11:47:00, in F) Questa è l'Italia, cliccato 717 volte)
INCENTIVI AL RISPARMIO ENERGETICO
 
Il Governo, su “istigazione” del nostro Ministro dell’Economia Giulio Tremonti (che economista non è) ha deciso di eliminare per il 2008 e in maniera retroattiva gli incentivi del 55% a tutte le persone fisiche e giuridiche che investono per il risparmio energetico, cioè cappotto degli edifici, nuove caldaie che consumano 25-30% in meno rispetto a quelle di 15-20 anni fa, pannelli solari per l’acqua calda, pompe di calore, coibentazione dei tetti, ecc., escluso i pannelli votovoltaici che vengono finanziati da una fonte finanziaria differente.
Poi, come spesso è uso fare, si è rimangiato tutto, a seguito di forti proteste giunte da tutti i lati.
Resta comunque il fatto che non si sa se nel 2009 questi incentivi rimarranno e, in caso affermativo, saranno ridotti in percentuale (36% ?) e su base del silenzio-rifiuto (bella invenzione!).
La ragione principale accampata dal nostro Ministro è riassunta nel solito ritornello: “Non si sono soldi”….ma i “soldi” non erano i 20 centesimi di lira? – ricordate la frase: “tre palle un soldo”, per abbattere i barattoli negli stand delle fiere di paese? Ma non siamo ora nell’epoca degli Euro? Vabbè.
La ragione seconda accampata dal Ministro è che si è accorto che gli italiani hanno capito la convenienza e si sono buttati ad investire, tanto che i rimborsi previsti per il 2008 rispetto al 2007 sono aumentati di varie centinaia di percentuali (non so quanto adesso), mi sembra dieci volte, quindi non ci sono soldi.
Il Ministro non ha fatto caso che l’Italia sarà probabilmente posta sotto inchiesta dalla Commissione Europea perché è l’ultima, in ordine decrescente fra i 27 paesi della U.E., per lo sviluppo del risparmio energetico e delle energie rinnovabili.
Ora io mi chiedo: ma il nostro grande economista non ha pensato di (far) fare uno studio di mercato a campione sul “trend” degli investimenti nel risparmio energetico, cioè sulle aspettative di sviluppo di questo nuovo mercato, sulla tendenza degli italiani ad aumentare la loro cultura e il risparmio economico in termini di minori spese per l’energia, studio che copre un periodo di almeno 4-5 anni?
Quali potrebbero essere i risultati?
1)     che le industrie di questo vasto settore si svilupperebbero a tassi di crescita molto elevatii – e diosà quanto c’è bisogno di sviluppo - con incassi crescenti dell’IVA e di altre imposte (IRES, IRAP, ecc.) da parte dello Stato
2)     che gli installatori e l’edilizia ristrutturante aumenterebbero il giro d’affari con risultati analoghi in aumento di gettito fiscale
3)     se l’incentivo diminuisce, non solo diminuisce lo sviluppo del settore, ma gli italiani (almeno le persone fisiche) che cominciano comunque a rendersi conto della convenienza a risparmiare, investirebbero nelle caldaie, nei pannelli solari, nelle ristrutturazioni a questo fine, ma probabilmente troverebbero più conveniente farsi fare dei prezzi scontati pagando in nero gli installatori e le piccole imprese edili che ristrutturano, con conseguente evasioni di imposte
4)    se aumentano le installazioni per il risparmio dell'energia, alla fine dei 4-5 anni (e oltre nel tempo) sicuramente diminuirebbero le richieste di energia, che oggi per l'88% è acquistata all'estero; basterebbe anche qualche punto percentuale in meno per ottenere una diminuzione del passivo della nostra bilancia commerciale con l'estero, per non parlare della diminuita emissione di gas serra, questione sulla quale l'Italia è colpevole di aumento invece della programmata riduzione prevista e firmata a Kioto.
 
Questi calcoli non sono troppo complicati da fare, e probabilmente il risultato sarebbe che i soldi ci sono, però non ho mai sentito dai giornali e da altri media che sia stato fatto questo studio da parte del Ministero dell’Economia, che eventualmente potrebbe avallare le loro decisioni se i risultati non fossero quelli che ho appena delineato. Ma almeno gli italiani potrebbero sapere le ragioni effettive di questa decisione (ragionevole?)
 
Staremo a vedere cosa succede, ma è certo che abbiamo assoluto bisogno del risparmio energetico, anche se il prezzo del petrolio è sceso a 40 $ per tonnellata in questi giorni, perché non ci dobbiamo mai più dimenticare che se aumentiamo la produzione di energia derivante da fonti fossili (carbone, petrolio e gas naturale) si producono, bruciandole, maggiori quantità di gas serra (il gas naturale-metano è in se un gas serra).
Certo è che siamo in mano ad una massa di ignoranti e incompetenti.
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