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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 09/10/2007 @ 16:41:24, in C) Commenti e varie, cliccato 663 volte)
BUONE NOTIZIE 1
 
Siamo tempestati di notizie di cronaca (una volta si chiamava cronaca nera, adesso ormai c’è solo “la cronaca” perché non c’è più quella normale – ed ormai, grazie ai media ci pasciamo solo di questa). Non parliamo poi di tutto ciò che ci offre la politica che è diventata invisa ad una grande maggioranza di italiani senza che i politici se ne rendano conto, anche se vi sono delle eccezioni, purtroppo poche.
Quindi, se vi sono delle buone notizie, ne siamo lieti nonostante esse siano spesso relegate nelle pagine interne della stampa giornaliera e fornite succintamente nei giornali radio e telegiornali o nelle trasmissioni di minimo ascolto.
Proprio per questa ragione d’ora in poi tenterò di riportare molte buone notizie mettendole in maggior risalto rispetto a ciò che fanno abitualmente i media.
 
In un sondaggio fatto presso i giovani liceali (16enni), è risultato che essi non sanno che domenica prossima 14 ottobre si terranno le primarie per il Partito Democratico. E’ risultato che le confondono con quelle americane; uno ha detto che la nonna votava per i Democratici Cristiani ed ha chiesto se queste elezioni erano la stessa cosa. Tanto meno sapevano che, oltre alla elezione del futuro Segretario del partito, saranno eletti i delegati che creeranno la struttura del partito, e tanto meno sapevano ciò che sto per dirvi. E allora dov’è la buona notizia? C’è, vi assicuro, ed è questa: la prima di oggi è dunque che il 50% dei delegati saranno donne, cosa eccezionale in un paese come il nostro dove esse sono state sempre relegate, non ascoltate, considerate con sufficienza da noi uomini (ed è forse per questo che si sono fatti più numerosi i maltrattamenti contro di loro, compreso gli stupri e gli assassinii?) : Ed invece “l’altra metà del cielo” è in generale molto più affidabile degli uomini. Forse la politica potrà cambiare con l’aumento della loro presenza? mi auguro di si.
 
La seconda buona notizia riguarda la contestazione degli studenti iraniani della principale università di Teheran, cosa importante perché finora solo alcuni studenti elitari si erano permessi di farlo. L’oggetto della contestazione è stato Ahmadinejad. il presidente, ciò che non avveniva da tempo. Mi auguro che questa prima azione divenga un fiume in piena e che sia seguita da una maggioranza degli iraniani che sembra non ne possano più di questi governanti.
 
La terza notizia è che l’Unione Europea finalmente si è mossa non a seguito delle Nazioni Unite. Lunedì prossimo i 27 ministri decideranno rapidamente quali saranno le sanzioni economiche nei confronti della Birmania (Myanmar è il nome dato dai generali e volutamente non lo userò più) affinché condizionino i governanti di questa dittatura assassina e li costringano a cambiare in senso democratico con nuove elezioni, ritirandosi così come fecero i militari in Argentina. Per fortuna le manifestazioni continuano seppur in tono minore, ma queste decisioni internazionali daranno conforto a tutti quei birmani che vogliono essere liberi in una democrazia compiuta.
Io sono particolarmente toccato dai fatti birmani perché nel 1993 sono andato laggiù per alcuni giorni con lo scopo di fare una ricerca per conto della società petrolifera di Stato che è sfociata in un progetto economico-tecnico-logistico volto a realizzare le esportazioni di gas liquefatto dalla principale raffineria che dista 550 km dal porto di Rangoon sul fiume Yangon. In quella occasione mi sono reso conto delle condizioni del paese che, ricco di materie prime e di terra fertilissima, teneva e tiene la popolazione ad un livello di vita fra i più bassi nel mondo.
Ci sono come sempre enormi interessi economici che favoriscono gli accordi con la dittatura che governa, soprattutto da parte cinese e russa, ma non mancano la Francia ed altri importanti paesi occidentali.
 
Basteranno queste sanzioni che si spera siano approvate anche dalle Nazioni Unite (difficile a causa dei quasi sicuri veti della Cina e della Russia) e dai paesi limitrofi?
Secondo me sarebbe necessario mantenere altissima la fiamma delle contestazioni affinché la questione birmana non sia dimenticata e cada nelle pagine interne della stampa con brevi trafiletti…. Le soluzioni non sono facili e vi invito a parlarne fra di voi e con me, se volete.
Intanto lancio un’idea: Tutti i musicisti a livello mondiale, di musica moderna, jazz, classica e del melodramma, organizzino concerti e rappresentazioni in favore della Birmania in tutto il mondo libero, anche per fare pressione in quei paesi dove gli interessi economici dei governanti non favoriscono il cambiamento; e nei paesi confinanti con la Birmania. Questi eventi devono essere continui nel tempo e diventare un tuono assordante al punto di forzare talmente la pressione sui governanti birmani da fargli accettare di permettere ai musicisti di realizzare concerti anche nel loro paese. La musica è una delle cose che può più di altre unire i popoli al fine di promuovere la pace e la serenità.
Cosa ne dite? Avete voglia di provare ad organizzare e dare una mano per realizzare questa idea?
Se ne avete altre, si possono aggiungere, l’importante è arrivare allo scopo.
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Di Gennaro Aprea (del 01/10/2007 @ 18:30:30, in A) Aziende, innovazione, produttività, costi, ecc., cliccato 557 volte)
BUROCRAZIA – SPRECHI - ALTI COSTI….e io pago!
 
Spesso ricevo o spedisco pacchi, colli e simili consegnati dai o ai vari corrieri che si occupano di questo settore. Li ho provati quasi tutti, ma sembra che si siano messi d’accordo per sprecare tempo e denaro ben oltre il necessario.
In particolare ricevo da un fornitore abituale dai 6 ai 10 pacchi ogni anno che si serve della TNT.
Più volte ho chiesto che questo corriere mi telefoni per concordare il giorno e le ore di consegna (mattina o pomeriggio) per evitare che il furgone debba ripetere la consegna se non trova nessuno a casa, come può succedere di frequente. Niente da fare.
Più volte infatti è accaduto che la consegna sia stata ripetuta con conseguente spreco di denaro.
 
Ma il colmo è successo qualche tempo fa quando ho trovato il solito biglietto dell’autista che diceva di essere passato ad una certa ora e di non aver trovato nessuno, quindi di telefonare per accordi sul giorno/periodo di consegna.
L’ho fatto, e mi sono messo d’accordo con la sede che mi ha confermato che la successiva consegna sarebbe avvenuta il giorno dopo dalle 14 alle 18. Forte di questo accordo sono uscito quel giorno per ritornare alle 13.55…ma ho trovato il biglietto dell’autista che era passato alle 13.30.
Altra telefonata, altro accordo, altra attesa, questa volta di mattina fino alle 12.30. Ho atteso invano, poi sono uscito per impegni che avevo preso ed al ritorno ho trovato il solito avviso di passaggio alle 13.15.
Terza telefonata, scuse da parte dell’interlocutrice e altro accordo….niente da fare: il furgone passa quando gli pare.
Allora mi sono arrabbiato, sono andato personalmente a ritirare il pacchetto e potete immaginare cosa la mia cultura di consulente di direzione e organizzazione ha mi ha fatto sottolineare e mettere in evidenza di fronte al dirigente del deposito che, come spesso accade nelle grandi organizzazioni, ha saputo solo rispondere che “l’alta direzione ha deciso di non fare telefonate preventive, tanto non servono a niente”.
Questi sono i concetti da me espressi:
-         disorganizzazione e mancanza di comunicazione interna
-         spreco di risorse, cioè 3 viaggi a vuoto del furgone con conseguente triplicazione dei costi del mezzo e dell’autista
-         costi della mia macchina (circa 16 Km A/R) e del mio tempo
-         costi e tempo per le mie telefonate.
Resta il fatto che questi costi sono tenuti bene in conto dai corrieri quando stabiliscono i prezzi del servizio, quindi noi paghiamo i costi della loro incompetenza gestionale!
Da notare: la TNT è il corriere che lavora per le Poste Italiane: ecco spiegati , fra l’altro, i prezzi alti dei loro servizi!
 
Oggi ho ricevuto due cartoni di vini di una buona cantina. Quando la vendita è stata conclusa (per telefono) mi hanno detto che mi avrebbero telefonato per fissare il giorno e le ore della consegna, cosa che è stata fatta puntualmente. L’accordo era dalle 11 alle 13.30. Alle 12.15 è arrivato il furgone. Sono andato a vedere chi era il corriere: uno sconosciuto – ma efficiente - “Roberto Garna di Corsico (MI), non la TNT o un altro dei grandi che non pensano che moltissime famiglie ormai comprano via tele marketing o internet ma pensano che siano tutte aziende sempre aperte nelle “ore d’ufficio”.
Perciò mi è venuta l’idea di scrivere questo esempio, forse caso limite, ma certamente significativo.
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Di Gennaro Aprea (del 29/09/2007 @ 12:24:02, in M) Satira e Umorismo, cliccato 903 volte)

CONTAGIO DA “EURONITE” ?

 

Sede dell'Assemblée Nationale a P

Ho ricevuto da mio nipote francese – quindi lui, Gilles Picard,  è l’autore di questo pezzo - un messaggio e-mail che non posso fare a meno di passarvi perché mi ha fatto venire in mente un neologismo “Euronite”, cioè attaccamento fisico e spasmodico alla moneta Euro.. Qui sotto troverete la traduzione del messaggio, con qualche abbreviazione perché vi sono dei dettagli minuziosi che renderebbero questo articolo ancora più lungo. Ed ecco di che si tratta:

“Oggetto: PREPARATEVI A LAVORARE PER LORO  - Per ciascun deputato non rieletto, i francesi dovranno pagare € 417.120 = 60 mesi moltiplicato per € 6.952.  E’ la nuova indennità di disoccupazione dei deputati!  Notizia ripresa su RMC (RadioMonteCarlo) da J.J. Bourdin il quale sottolinea che gli eletti, dalla sinistra alla destra, sono tutti d’accordo !  La maggioranza dei media non ne parlano!  Al termine di 5 anni di indennità parlamentare, i deputati tutti i non rieletti riceveranno” € 1.390 al mese, cioè il 20% del normale trattamento economico (da cui si deduce che l’indennità francese è ben inferiore a quella dei nostri deputati – n.d.r.).  Allora, fate un sforzo, lavorate (un po’ di più) per pagare le imposte che serviranno a pagare “i paracaduti d’oro” dei nostri deputati. 

Ma perché 5 anni? E’ precisamente il periodo di una legislatura.   

Questo voto è avvenuto proprio nel momento in cui i candidati ci parlavano degli sforzi che dovrebbero permettere ai francesi di ridurre il debito pubblico, evidenziando così il dispendioso “treno di vita” dello Stato!

L’informazione sulla nuova indennità di disoccupazione dei deputati è stata rivelata dal giornale “Le Canard Enchainé” il 7 febbraio 2007, poi ripresa dal “Midi Libre” il 1° marzo 2007.  Curiosamente sono i soli media che ne hanno parlato. Silenzio totale da parte delle televisioni, radio o altri giornali, normalmente spinti a denunciare i “paracaduti d’oro” di alcuni grandi imprenditori o alti dirigenti (alcuni a ragione). Perché hanno taciuto su questo “affare”? Senza dubbio perché questa legge è stata votata “dolcemente” da tutti i gruppi politici, UMP, PS, UDF, PCF (da notare: solo 4 partiti in Parlamento), i quali sono capaci di intendersi perfettamente quando si tratta di concedersi vantaggi sulle spalle dei francesi. 

Prima di lasciare il suo posto J. L. Debré (Presidente dell’Assemblée Nationale – Camera dei Deputati ) ha fatto votare all’unanimità e nel silenzio completo, una legge che stabilisce che un deputato non rieletto prende per 60 mesi, al posto dell’indennità mensile netta, come è stato finora, per soli 6 mesi che è (secondo quanto appare sul sito dell’Assemblée Nazionale) € 5.178, cioè € 6.952 lordi.

Quindi ripeto che ciascun deputato non rieletto costa dunque ai francesi € 417.180 per 5 anni. Senza parlare di quanto costerà per sempre per tutte le legislature a venire.

Le indennità parlamentari sono state attribuite ai deputati e definite dall”ordonnance” (regolamento) N° 58-1210 del 13/12/1958. L’indennità di base è calcolata ‘con riferimento al trattamento dei funzionari che occupano delle posizioni statali classificati nella categoria detta fuori scala’ . 

 

  E qui vi è un elenco dettagliato dei calcoli e delle regole che parificano questa indennità parlamentare  al trattamento dei Consiglieri di Stato, un po’ simile quella in uso in Italia  (chi volesse avere i dettagli può chiedermeli). Da notare che questa indennità comprende: l’indennità di base, quella di residenza, di funzione, e che le ritenute obbligatorie (totale € 1.774) riguardano la quota per le pensioni (15 anni di mandato e non 2,6 + 1 giorno + volontaria fino ai cinque anni) contributo di solidarietà, di rimborso del debito sociale e la quota di fondo di garanzia delle risorse. 

 

 “Così Jean Louis Debré, prima di lasciare la presidenza dell’Assemblée Nationale, e in qualità ora di nuovo presidente  del Consiglio Costituzionale, ha fatto un “joli cadeau” (la traduzione letterale, un regalo carino, non rende come in francese) ai suoi amici deputati di tutti i partiti.

Beninteso questa generosa indennità di disoccupazione è totalmente priva di condizioni, ed il felice beneficiario di questa jolie rimunerazione per 5 anni, non è tenuto ad alcun impegno di nessun genere, come per esempio dimostrare la ricerca di un nuovo impiego, una visita mensile ad un consigliere dell’ANPE (Agenzia Nazionale Per l’Impiego), o un’attività che giustifichi questo ‘aiuto sociale’….in breve tutto ciò che invece si richiede ai disoccupati ordinari.

Ecco di cosa crepa la Repubblica, della corruzione delle sue élites“, perché evidentemente nessun partito ha protestato, visto che tutti beneficeranno delle liberalità del Signor Debré.  

 

Se siete scandalizzato e rifiutate di essere trattato come un fesso, diffondete almeno questo messaggio. Altrimenti contentatevi di pagare. Viva la Repubblica delle Banane! Viva la Francia!”

 Fin qui i nostri cugini francesi (si danno del voi) che spesso accusano noi di essere cittadini di una Repubblica delle Banane. Ma a me sorge un dubbio. Che i nostri parlamentari abbiano fatto visite intime ai loro omonimi francesi e li abbiano contagiati di attaccamento eccessivo e carnale all’Euro, cioè di Euronite?  Voi che dite? Rifiuterò ogni risposta del tipo: “mal comune mezzo gaudio”.  

 

Ma, a proposito di costi della politica, che fine hanno fatto il progetto di legge – letto su L’espresso - dei “deputati di Rifondazione Maurizio Acerbo e Francesco Caruso che prevede il dimezzamento dell’indennità, una proposta che, se passasse, taglierebbe  a metà i vitalizi dei deputati, ma anche i compensi, pensioni incluse dei consiglieri regionali, ancorati alle indennità parlamentari”. E che fine hanno fatto – sempre da  L’espresso – “i senatori dell’Ulivo Luigi Lusi (Margherita) e Luigi Bobba hanno depositato il progetto che porta l’età del pensionamento a 65 anni mentre oggi chi ha più di una legislatura ottiene  il vitalizio a 50 anni o prima. Questa proposta contiene anche il passaggio al sistema contributivo”, contro quello attuale retributivo che vale per i senatori eletti a tutta questa legislatura.

Signori Presidenti del Senato e della Camera: che fate? dormite o lo fate apposta? Datevi una svegliata!

 

 

 

 

 

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