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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 09/06/2012 @ 12:40:42, in F) Questa è l'Italia, cliccato 1378 volte)
LE BOMBOLE NON SCOPPIANO !
 
In questi giorni abbiamo appreso dalla stampa e dai telegiornali che vi sono stati purtroppo morti e feriti per lo “scoppio di bombole” e circa 30 giorni fa per l’uccisione della studentessa Melissa a Brindisi.
Nel lontano 1954, quando iniziai la mia tesi di laurea che era uno studio di mercato economico-tecnico sui GPL, cioè quelli contenuti nelle bombole, comparato con altri gas utilizzati nell’industria, appresi che tutti i gas combustibili possono bruciare oppure scoppiare se miscelati con l’aria in determinate percentuali.
Per dare un semplice dato sui due gas più conosciuti, il GPL in miscela con l’aria in percentuale compresa fra 1,5 e 9,5 crea una ”miscela tonante”, mentre il metano la crea fra 4,9 e 15. Al di sopra e al disotto di tali percentuali i due gas semplicemente bruciano.
La miscela tonante è terribile, è pari allo scoppio di una bomba di aereo di grosse dimensioni; chi si trova nei pressi dello scoppio ci può rimettere la vita, anche solo per lo spostamento d’aria che, per esempio, lo fa volare contro un muro con un impatto paragonabile a quello di una persona che si getta dal 6° piano di un edificio.
È anche importante sottolineare che nelle bombole che contengono il GPL e gli altri gas non vi è assolutamente aria, quindi non vi è alcuna possibilità di creare miscela che contenga ossigeno, l’aria, cioè il comburente.
Quando ho cominciato la mia lunga vita di lavoro ho continuato ad occuparmi di gas “in tutte le salse”, vendita, utilizzo per usi domestici, industriali, chimici, sicurezza, trasporti via terra e via mare. Ebbene, ho accumulato una serie di esperienze che dimostrano che i gas, se maneggiati correttamente, sono meno pericolosi dei più comuni carburanti liquidi, benzina, gasolio, ecc. che vengono immagazzinati in recipienti (serbatoi) con spessori di lamiera d’acciaio o di plastica molto inferiori rispetto a quelli delle bombole; inoltre sono in miscela perenne con l’aria. E spesso “maneggiamo” questi carburanti con troppa noncuranza e leggerezza.
Da quando ho appreso queste nozioni ho sempre sentito e letto i giornalisti (non parliamo dei giudici e delle forze dell’ordine inquirenti) che continuano a comunicare…”una palazzina è crollata per lo scoppio di una bombola” o frasi simili, mentre invece correttamente parlano di “crollo di edificio per fuga di gas” nel caso del metano. Le conseguenze di queste errate dichiarazioni sono consolidate e assurde opinioni e convincimenti negativi sui gas ritenuti pericolosissimi e molto più dei carburanti liquidi.
Vi racconto un test al quale ho assistito personalmente tanti anni fa in Gran Bretagna all’inizio dell’uso del GPL quale carburante per i mezzi pubblici.
I serbatoi pieni di due vecchi autobus fuori uso, uno con motore a gasolio ed un altro con motore a GPL sono stati volutamente incendiati da sotto con un fortissimo fuoco. Dopo 4 minuti il serbatoio del gasolio è scoppiato dando rapidamente fuoco all’intero veicolo nel giro di un minuto. Il serbatoio contenente GPL, essendosi gonfiato progressivamente a causa dell’elevata pressione, dopo 25 minuti si è aperto con una crepa di circa 20 cm, facendo così fuoriuscire il gas che si è solo incendiato con un effetto lanciafiamme perché veniva in contatto con l’ossigeno dell’aria solo all’uscita; ciò ovviamente ha esteso l’incendio nella direzione di uscita del gas.
Il test voleva dimostrare che, in caso di attentato, compreso quello con una bomba incendiaria posta sotto l’autobus, vi sarebbe stato molto più tempo a disposizione dei passeggeri per mettersi in salvo (resse, disabili, bambini, ecc.).
Non vi do altri esempi ma: avete mai sentito parlare di una nave gasiera che sia scoppiata o incendiata a causa del gas? mentre ricorderete invece molti esempi di navi petroliere o che trasportavano carburanti liquidi le quali hanno provocato gravi danni al mare e alle persone
Concludendo, in ogni caso la ragione dello scoppio è unicamente dovuta alla fuga del gas – così come per il metano - che in miscela con l’aria ha creato “miscela tonante” e che è scoppiato per una qualsiasi scintilla, anche quella provocata, per esempio, dall’accensione di un interruttore della luce o di una radio o di un asciugacapelli; quindi non allo scoppio della bombola.
Non si conoscono i dettagli dello scoppio di Brindisi perché le notizie erano confuse e contraddittorie: si è parlato di bombole, di ordigno, di bomba, ecc.
Se in effetti l’assassino ha usato una o più bombole di GPL, l’unica spiegazione plausibile è che le ha chiuse nel cassonetto lasciando fuoriuscire lentamente il GPL dalle valvole (questo gas è più pesante dell’aria quindi è rimasto nel cassonetto) e successivamente, da lontano, con un semplicissimo dispositivo immesso nel cassonetto insieme alle bombole, ha provocato a distanza la scintilla e lo scoppio che ha ucciso Melissa e ferito altre 5 compagne di scuola.
Le bombole NON scoppiano, ditelo ai vostri amici se affittanoun alloggio per vacanza o qualsiasi altra ragione; piuttosto stiano attenti a non accendere la luce o la sigaretta se sentono odore di gas…GPL o metano che sono odorizzato volutamente per sicurezza.
Se poi conoscete qualche importante membro dell’Ordine dei giornalisti, passategli queste informazioni affinché le comunichi a tutti i suoi colleghi che saranno sicuramente più informati quando comunicano le notizie di questi disastri.
 
PS - ora si parla di una bombola con dentro la polvere pirica; ma come si fa a infilare la polvere pirica in una bombola attraverso il suo rubinetto così piccolo e stretto? oppure l'assassino lo ha smontato? insomma signori giornalisti, cercate di informarvi bene prima di scrivere baggianate!
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Di Gennaro Aprea (del 30/05/2012 @ 19:35:05, in I) Sport e Calcio, cliccato 801 volte)
IL FOOTBALL-SHOW
 
Uno dei miei primi articoli di questo blog nell’ottobre 2006 si intitolava “Prime considerazioni sul gioco dei calci…pardon, del calcio” edesprimeva il mio disprezzo per questo gioco che già da allora consideravo non più uno sport. Se volete dargli un’occhiata basta cliccare sulla Sezione “Sport e calcio” e andate indietro fino al primo articolo in fondo a pagina 3..
Da qualche anno, alle considerazioni di cui sopra, è doveroso aggiungere un’altra caratteristica che lo rende ancora più lontano da uno sport, quello delle scommesse e delle partite truccate, cioè di malavitosi che estendono la loro delinquenza a livello internazionale, addirittura con rapporti con la camorra, mafia, ‘ndrangheta, ecc.
Il calcio è diventato in Italia solo uno show penoso, come tanti ne vediamo (con pochissime eccezioni) in televisione dove personaggi imbecilli “l’un contro l’altro armati” si danno sulla voce coadiuvati da conduttori altrettanto imbecilli che li lasciano fare solo rumore. Questi talk-show sembrano una metafora dei calciatori che si danno reciprocamente calci (e pugni, gomitate, sgambetti pericolosi per l’incolumità delle loro gambe, ecc.) per pestare l’avversario. E non parliamo delle tifoserie.
Bene, benissimo, ha fatto il Presidente Mario Monti nel pronunciare la frase “bisognerebbe chiudere il calcio per 2 o 3 anni”. Cosa lodevole ma realisticamente difficilmente attuabile.
Io aggiungo e ripeto: il calcio italiano non è più uno sport. Avrei voglia di fare una campagna raccogliendo firme per obbligare i direttori dei giornali quotidiani e delle trasmissioni sportive in TV e radio a separare le notizie sportive da quelle del “football show” (professionale) che è seguito ancora da troppe persone (tralasciamo le congreghe dei tifosi sulle curve che sono pagate dalla squadre per iniziative anche delinquenziali) in buona fede, ma che per fortuna – statistiche alla mano - stanno diminuendo sia negli stadi che come telespettatori.
Opterei per far rientrare nelle notizie sportive il calcio delle squadre dei dilettanti, beninteso dopo accurati controlli che i loro comportamenti siano improntati alla massima etica sportiva.
So che molti mi manderanno a quel paese, per dirla con un eufemismo, ma se c’è qualcuno che ha voglia di fare commenti, mi scriva e li pubblicherò con piacere, ovviamente indicando l’autore (se lo vuole, altrimenti indicherei “lettera firmata”).
 
Con questo articolo fermo la Sezione “Sport e calcio” e ne aggiungerò una che si chiamerà solo “Sport” dove non si parlerà più di calcio, almeno fin quando questo spettacolo e tutto ciò che di sporco c’è dietro non tornerà ad essere quello di molti anni fa e del gioco che si vede in altri paesi (pochi) dove ancora esiste l’etica sportiva in questa attività
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Di Gennaro Aprea (del 25/05/2012 @ 17:04:16, in B) Belle Immagini, cliccato 877 volte)

STRANO ALBERO IN AFRICA

Clicca qui per vedere le immagini.

Realmente e' incredibile che qualcuno abbia potuto fare tante sculture senza rovinare l'albero!

E' un mistero perche' nessuno sa' chi e' stato l'artista!!!

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