Omografi? Contatti
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 19/05/2012 @ 18:58:27, in L) Zero-carbonio, cliccato 588 volte)
QUELLO CHE (NON) HO
 
La trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano coadiuvati da eccellenti amici-colla- boratori, ha avuto ascolti dai 9 ai 10 milioni di telespettatori ogni sera, fra i quali il sottoscritto.
Quando ho visto che si poteva suggerire una parola da sviluppare durante le tre giornate, ho subito cercato sul sito se era possibile suggerire, oltre la parola, anche un percorso, ma mi sono reso conto che ciò non era ammesso; quindi ho inviato la sola parola che avevo in mente, cioè che io (ed altre persone) non ho: AMBIENTE, nel senso di un buon ambiente naturale in cui viviamo.
Ed ecco il percorso che avevo in mente di suggerire.
Quello che abbiamo:
-          un ambiente economico e soprattutto finanziario che ci ha ridotto nelle condizioni in cui tutto il mondo si trova, salvo pochissime eccezioni
-          un ambiente politico inquinato e troppo spesso ributtante
-          un ambiente religioso troppo spesso da rifiutare e da riformare
-          un ambiente amorale troppo diffuso e dove l’etica è sparita in ogni azione umana
-          un ambiente sportivo troppo spesso inquinato da comportamenti non sportivi
-          un ambiente familiare dove aumentano le azioni ed i comportamenti relazionali, fino alla criminalità nei confronti di donne, bambini e in minor misura anche contro uomini
-          ci sono poi molti altri tipi di ambienti che abbiamo e che potremmo menzionare i quali ammorbano la nostra vita
Quello che non abbiamo:
-          in generale un ambiente naturale sano e piacevole che non provochi danni al globo terraqueo e alla nostra salute
-          un ambiente ove l’acqua non inquinata sia a disposizione di tutti nel mondo intero
-          un ambiente atmosferico che ci permetta di non respirare veleni
-          un ambiente su tutte le terre emerse che non diventi gradualmente deserto a causa dell’effetto serra
-          un ambiente paesaggistico che non sia devastato da costruzioni
-          ecc.
Ebbene, fra le parole suggerite da chi ha scelto le parole importanti (che sono state tutte trattate benissimo), la parola ambiente non ha avuto molti “clic”, quindi non è stata esaminata.[1]
Ciò purtroppo conferma quanto vado dicendo e scrivendo da tempo, cioè che solo un’infinitesima percentuale dei cittadini a livello mondiale ha preso coscienza dell’importanze di avere un buon ambiente naturale e di fare qualcosa di concreto per ottenerlo, nonostante numerose persone inascoltate si diano da fare in favore dell’ambiente naturale.
Molti parlano di diritti, quello all’alimentazione, alla disponibilità di acqua, ai servizi sanitari, all’istruzione, alla buona politica ed economia, alla libertà, democrazia, e chi più ne ha più ne metta; ma l’origine di tutti questi diritti sono i bisogni che l’evoluzione umana nei secoli ha fatto diventare diritti.
Ciò che manca ancora nel caso del buon ambiente naturale è che non è ancora diventato bisogno, quindi che sia “desiderabile” a tal punto da divenire diritto.
Spero che avvenga al più presto possibile, altrimenti i nostri discendenti se la vedranno proprio male.


[1] vi è stato solo un breve accenno nella conclusione delle tre serate, con il quale il WWF ha detto più o meno che non abbiamo un pianeta e mezzo di cui avremmo bisogno
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Di Gennaro Aprea (del 11/05/2012 @ 10:50:25, in F) Questa è l'Italia, cliccato 664 volte)
CHI SONO I DISPERATI?
La crisi economica e soprattutto sociale che ha toccato e continua a pesare su molti piccoli imprenditori (oltre 1000 fallimenti al mese dall’inizio di quest’anno) e lavoratori di ogni grado che si trovano disoccupati da un giorno all’altro, ha provocato disperazione, rabbia contro le istituzioni, depressione, prostrazione, sconvolgimenti personali ed in famiglia, fino a decisioni estreme come l’assalto agli uffici della riscossione delle imposte, o all’estremo limite, il suicidio.
Personalmente ritengo che chi decide questi due comportamenti limite, non può essere considerato mentalmente sano perché si trova in un momento di follia, anche se spesso ci ha pensato lungamente prima, senza vedere una sola soluzione di uscita positiva dalla situazione in cui si trovano, ma unicamente un futuro negativo senza alcuna possibilità di soluzione.
Per fortuna questi eventi sono l’assoluta minoranza: sulla stampa di ieri vi erano le statistiche degli imprenditori suicidi che dall’inizio di quest’anno sono stati 35 in tutto, di cui 12 nel solo Veneto e 4 in Puglia e Sicilia, Regioni di piccole e medie imprese.
Mi auguro che questo andamento si interrompa al più presto anche perché penso con dolore e pena alle famiglie che ne sono le più colpite.
Mi auguro che i lavoratori disoccupati possano risolvere in qualche modo i loro problemi al più presto; mi rendo conto che non sono facili le soluzioni.
Vorrei però fare una distinzione – non statistica perché non conosco l’esistenza di dati in proposito - fra gli imprenditori ed i lavoratori che sono colpiti dalla crisi, tentando di esaminare le ragioni delle situazioni in cui si vengono a trovare queste persone.
a)     “Esodati”, che hanno tutte le ragioni di ottenere la soluzione dei loro problem in qualche maniera ragionevole e soddisfacente per loro; ed il Governo non può trascurare queste situazioni
b)     Imprenditori che non ricevono i pagamenti dovuti dagli enti pubblici e privati mentre i loro costi permangono, anche se alcune volte possono diminuirli, ahimè, licenziando parte dei collaboratori, i quali a loro volta si trovano in condizioni disperate; questi imprenditori dovrebbero essere pagati SUBITO ed hanno tutte le ragioni di pretenderlo senza ulteriori ritardi; anche in questo caso il Governo si deve dare da fare rapidamente
c)      Imprenditori e persone fisiche che hanno ricevuto da Equitalia bollette errate oppure con  interessi di mora da usura estrema e multe di importo esagerato; molti di essi non riescono a ottenere ragione per numerose cause, fra le quali vi è la loro limitata dimestichezza con il fisco, la mancanza di disponibilità finanziaria per rivolgersi ad un legale specialista, ed intoppi simili. Anche questi hanno perfettamente ragione e devono essere aiutati con controlli sull’eccessivo rigore sui funzionari addetti che sembra non siano mai disposti a discutere
d)     Ci sono poi gli imprenditori - e sono tanti - che sono stati colti in fallo dalla Guardia di Finanza o da altri tipi di controllori, i quali non hanno pagato le imposte dovute oppure hanno nascosto incassi con il “nero”, per fatture false ricevute, per scontrini fiscali non emessi, per fatture non emesse (professionisti, medici, artigiani, ecc.), perché hanno pagato al loro mano d’opera in nero quindi con costi irrisori. In generale la loro impresa è vissuta (o sopravvissuta) perché loro erano degli imprenditori incompetenti e incapaci che non sanno investire ed operare, ma solo degli speculatori e delinquenti perché non hanno mai fatto il loro dovere di cittadini e operatori economici. Semplicemente non avevano “la buona abitudine” di pagare le imposte allo Stato, così l’unica ragione dei bassi costi della loro impresa li rendeva competitivi; anzi buona parte dei loro profitti li hanno esportati. E sono proprio loro i più arrabbiati che strillano ad alta voce contro il Governo ed il fisco. Ora che sono stati scoperti e sono costretti a pagare, non hanno il denaro necessario e capiscono che il “bengodi” di cui hanno usufruito finora è finito per sempre. Molti di essi non hanno mai partecipato alla moglie (o al marito se imprenditrici) e ad altri familiari le loro malefatte. Quanti sono? Non lo posso sapere ma certamente sono molti. Chissà se qualcuno dei suicidi era fra questi
e)     Forse ho dimenticato altri gruppi di disperati che hanno le loro ragioni, ma in questo momento non mi vengono in mente: mi scuso con loro
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Di Gennaro Aprea (del 13/04/2012 @ 15:13:03, in L) Zero-carbonio, cliccato 548 volte)
PARLIAMO DI PAESI VIRTUOSI - 1
Vi sono alcuni paesi che dimostrano con i fatti di essere, contrariamente all’Italia, molto virtuosi nei confronti della difesa dell’ambiente. Perciò ritengo utile dare qualche notizia al riguardo perché difficilmente possiamo apprendere queste cose dai nostri media.
Il primo che vale la pena di mettere in luce è la Norvegia, stato che non fa’ parte dell’Unione Europea ma che collabora con essa in alcuni settori particolari, fra i quali appunto la difesa dell’ambiente.
Insieme a numerosi paesi dell’U.E. che si affacciano su Mar Baltico, Mare del Nord, Atlantico, fino al Marocco, partecipa all’accordo che sta realizzando una serie di campi eolici marini i quali fra alcuni anni, una volta completato il progetto, avranno una capacità di produzione di energia elettrica pulita pari a 55-60 GigaWatt pari a circa 40 centrali elettriche nucleari di dimensione medio-grande (cioè 1500 MW ciascuna). Questo progetto, come vedremo in successivi articoli, si è unito a quello che coinvolge i paesi che si affacciano sul Mediterraneo i quali istalleranno una rete di centrali solari (vedi “Desertec” su Google).
 
Ma la cosa più rimarchevole della Norvegia è la seguente: il prezzo delle auto in questo paese (tutte importate) è proibitivo perché vi è un’imposta di circa il 180% del prezzo del produttore-esportatore. La tassa non si applica alle auto 100% elettriche (tutte importate). Inoltre nelle città esistono numerosi punti pubblici di ricarica delle batterie e la ricarica è gratuita. Ciò ovviamente incentiva molto l’acquisto di questo tipo di autoveicoli.
È vero che l’Italia è un paese produttore di auto, quindi ciò all’inizio potrebbe danneggiare la produzione attuale, però il gruppo Fiat per il momento non prevede lo sviluppo di auto elettriche (salvo la Fiat 500 negli USA) contrariamente ad altri numerosi fabbricanti americani (1), tedeschi (2), francesi (3), giapponesi (2)
Pensiamo cosa si potrebbe fare se nelle nostre città grandi e medie tutti gli autoveicoli a benzina e gasolio (compreso il piccolo trasporto commerciale) fossero man mano sostituiti da veicoli elettrici; per non parlare del trasporto pubblico. Quanti euro risparmierebbero in salute i cittadini e lo Stato!
Anche gli attuali prezzi elevati delle auto elettriche diminuirebbero grazie alla loro diffusione.
L’esempio norvegese dimostra che i governi possono incidere sulle scelte individuali a favore dell’ambiente. Ed i nostri governi (centrali e locali) cosa fanno?
 
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