Omografi? Contatti
Il Blog: discussioni, articoli, pensieri e scambio di idee
\\ Home Page : Storico : A) Aziende, innovazione, produttività, costi, ecc. (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 18/09/2007 @ 11:24:43, in A) Aziende, innovazione, produttività, costi, ecc., cliccato 574 volte)
BUROCRAZIA = SPRECHI = ALTI COSTI…e io pago! (1)
 
Avevo scritto questo breve commento prima dell’estate, ma non l’avevo pubblicato, non so perché; l’ho ritrovato per caso e ritengo che sia sempre valido. Le aziende pubbliche italiane sono famose per la burocrazia ed i Comuni non sono da meno.
 
Qualche giorno fa ho letto sulle “Lettere” a Corrado Augias uno scritto molto toccante che raccontava di una signora inglese, sposata con un ischitano morto prematuramente che aveva detto di voler essere cremato. La vedova, interpretando le volontà del marito ha pensato che gli avrebbe fatto piacere che le sue ceneri fossero sparse nel mare antistante la spiaggia di Maronti (bellissima) dove la coppia spesso si bagnava durante le vacanze.
Benché la legge lo permetta non vi racconto come è andata, ma la povera signora non è riuscita a compiere questo atto perché non ci sono “il battello, il bel tempo, una montagna di carte da firmare, il Comune ha una sola persona autorizzata alla bisogna, assenze, malattie, vacanze, difficile trovarla, difficile trovare anche il sindaco”
La signora è andata avanti e indietro dal continente all’isola…..e finora sembra che non ce l’abbia ancora fatta, ed “è sull’orlo di una crisi di nervi”.
Augias ha risposto in maniera esemplare raccontando del declino del nostro paese dovuto – fra l’altro – alle inerzie degli amministratori e delle piccole furbizie di molte persone che gli girano intorno.
In Italia, per me che ho vissuto ed apprezzato le situazioni in alcuni stati esteri dove ho vissuto, compresi quelli meno sviluppati del nostro, i nostri “impiegati statali” (o parastatali) non posseggono nemmeno un minimo del concetto del “civil servant” come invece è radicato nei civili paesi anglosassoni ed anche in Francia, famosa per la burocrazia, ma eccezionalmente efficiente e che dà ottimi servizi ai cittadini.
 
Dopo questo triste racconto, ve ne racconterò altri, questa volta capitati a me stesso, che ritengo esemplari al punto che ho voluto stabilire per questo il titolo dell’articolo. Vi assicuro che tutto ciò che leggerete è tutto vero ed ho la documentazione relativa...
 
 
Di Gennaro Aprea (del 01/10/2007 @ 18:30:30, in A) Aziende, innovazione, produttività, costi, ecc., cliccato 557 volte)
BUROCRAZIA – SPRECHI - ALTI COSTI….e io pago!
 
Spesso ricevo o spedisco pacchi, colli e simili consegnati dai o ai vari corrieri che si occupano di questo settore. Li ho provati quasi tutti, ma sembra che si siano messi d’accordo per sprecare tempo e denaro ben oltre il necessario.
In particolare ricevo da un fornitore abituale dai 6 ai 10 pacchi ogni anno che si serve della TNT.
Più volte ho chiesto che questo corriere mi telefoni per concordare il giorno e le ore di consegna (mattina o pomeriggio) per evitare che il furgone debba ripetere la consegna se non trova nessuno a casa, come può succedere di frequente. Niente da fare.
Più volte infatti è accaduto che la consegna sia stata ripetuta con conseguente spreco di denaro.
 
Ma il colmo è successo qualche tempo fa quando ho trovato il solito biglietto dell’autista che diceva di essere passato ad una certa ora e di non aver trovato nessuno, quindi di telefonare per accordi sul giorno/periodo di consegna.
L’ho fatto, e mi sono messo d’accordo con la sede che mi ha confermato che la successiva consegna sarebbe avvenuta il giorno dopo dalle 14 alle 18. Forte di questo accordo sono uscito quel giorno per ritornare alle 13.55…ma ho trovato il biglietto dell’autista che era passato alle 13.30.
Altra telefonata, altro accordo, altra attesa, questa volta di mattina fino alle 12.30. Ho atteso invano, poi sono uscito per impegni che avevo preso ed al ritorno ho trovato il solito avviso di passaggio alle 13.15.
Terza telefonata, scuse da parte dell’interlocutrice e altro accordo….niente da fare: il furgone passa quando gli pare.
Allora mi sono arrabbiato, sono andato personalmente a ritirare il pacchetto e potete immaginare cosa la mia cultura di consulente di direzione e organizzazione ha mi ha fatto sottolineare e mettere in evidenza di fronte al dirigente del deposito che, come spesso accade nelle grandi organizzazioni, ha saputo solo rispondere che “l’alta direzione ha deciso di non fare telefonate preventive, tanto non servono a niente”.
Questi sono i concetti da me espressi:
-         disorganizzazione e mancanza di comunicazione interna
-         spreco di risorse, cioè 3 viaggi a vuoto del furgone con conseguente triplicazione dei costi del mezzo e dell’autista
-         costi della mia macchina (circa 16 Km A/R) e del mio tempo
-         costi e tempo per le mie telefonate.
Resta il fatto che questi costi sono tenuti bene in conto dai corrieri quando stabiliscono i prezzi del servizio, quindi noi paghiamo i costi della loro incompetenza gestionale!
Da notare: la TNT è il corriere che lavora per le Poste Italiane: ecco spiegati , fra l’altro, i prezzi alti dei loro servizi!
 
Oggi ho ricevuto due cartoni di vini di una buona cantina. Quando la vendita è stata conclusa (per telefono) mi hanno detto che mi avrebbero telefonato per fissare il giorno e le ore della consegna, cosa che è stata fatta puntualmente. L’accordo era dalle 11 alle 13.30. Alle 12.15 è arrivato il furgone. Sono andato a vedere chi era il corriere: uno sconosciuto – ma efficiente - “Roberto Garna di Corsico (MI), non la TNT o un altro dei grandi che non pensano che moltissime famiglie ormai comprano via tele marketing o internet ma pensano che siano tutte aziende sempre aperte nelle “ore d’ufficio”.
Perciò mi è venuta l’idea di scrivere questo esempio, forse caso limite, ma certamente significativo.
 
Di Gennaro Aprea (del 13/11/2007 @ 16:59:14, in A) Aziende, innovazione, produttività, costi, ecc., cliccato 702 volte)
PERDITA DI COMPETITIVITA’
 
Ieri Padoa Schioppa ha detto che l’Italia sta perdendo in competitività e che quindi l’anno prossimo il nostro PIL avrà una diminuzione percentuale importante (un misero 1.3%) rispetto a quello del 2007 (1.9%) che già è il più basso fra gli Stati dell’Unione Europea.
Quali le ragioni della situazione attuale e della prospettiva per l’anno venturo?
Mi permetto di aiutare qualcuno che non è al corrente a far capire meglio ciò che intendeva dire il nostro Ministro dell’Economia il quale non mi sembra ne abbia precisato le cause.
Io da vecchio e modesto economista con 50 anni di lavoro alle spalle di cui 29 come Consulente di Organizzazione e Direzione, insisto a dire che la maggioranza delle nostre imprese, così come la nostra amministrazione pubblica, potrebbero migliorare le loro performaces semplicemente migliorando la loro organizzazione interna ed esterna, come per esempio la rete di vendita, ma anche il miglioramento della comunicazione interna. Spero che queste parole non vi sembrino arabo ma, se lo sono, andate a rivedere alcuni commenti abbastanza semplici ma significativi che io ho fatto in passato in questa rubrica che riguarda le aziende.
 
Se poi all’ottimizzazione dell’ organizzazione, aggiungiamo l’innovazione potremmo divenire competitivi come lo sono la Germania, la Gran Bretagna e la Francia (paesi dove le retribuzioni sono anche più alte di quelle italiane), per non parlare dei paesi scandinavi che sono anche loro molto più avanti di noi.
 
Pur avendo smesso la mia professione attiva, continuo ad occuparmi di questi argomenti perché non so rimanere disinformato; e una delle chiavi per esserlo, insieme ad altre, è la mia partecipazione ad un’Associazione che si chiama “del Change Management”, la quale si occupa della Gestione del Cambiamento (continuo) che dovrebbe essere la base di ogni strategia aziendale. Nel cambiamento continuo c’è l’innovazione, che non è necessariamente sempre tecnologica e che ingloba l’ottimizzazione dell’organizzazione.
 
Purtroppo solo poche aziende conoscono il change management e tanto meno lo adottano nella loro strategia che attraversa qualsiasi settore della struttura aziendale, dalla progettazione alla produzione, l’amministrazione, le relazioni industriali, il marketing e le vendite, la formazione continua, anche per i dirigenti che ne hanno bisogno come i loro collaboratori. E’ un peccato, perché aziende, per darvi solo pochi esempi, come la Ducati ed alcune importanti banche hanno adottato da anni questa strategia, e se ne vedono i risultati, per non parlare della Fiat ed affini.
 
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

Cerca per parola chiave
 

Ci sono 176 persone collegate

Titolo
A) Aziende, innovazione, produttività, costi, ecc. (32)
B) Belle Immagini (4)
C) Commenti e varie (143)
COMMENTI E VARIE (2)
D) Guerre (12)
E) Omografi (1)
F) Questa è l'Italia (108)
G) Ricette (8)
H) Rodano (42)
I) Sport e Calcio (16)
L) Zero-carbonio (97)
M) Satira e Umorismo (64)

Catalogati per mese:

Gli interventi più cliccati

< settembre 2022 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
   
             

Titolo
Ti piace questo sito?

 Eccellente
 Buono
 Così e così
 No.

powered by dBlog CMS ® Open Source 

footer

 

Aggiungi Gennaro Aprea a "Preferiti"

 

HomeChi Sono | Rodano | Discussioni | Omografo? | Contatti

 

Sito ottimizzato in 800x600