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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
 
TIR: È NECESSARiO CONOSCERE BENE DI CHI È LA COLPA
 
 
Spero che la Magistratura riuscirà fare giustizia.
Mercoledì ho sentito, come tutti noi, alla radio e in TV, la notizia che un autista di TIR manifestante era stato ucciso da una autista di TIR tedesca. Ho anche letto l’articolo su La Repubblica che riporto per la parte che ci interessa
Un manifestante morto ad Asti, alcuni feriti ai presidi, 11 denunce a Napoli e un arresto a Nola tra gli autotrasportatori. E poi stabilimenti fermi, carburante esaurito, supermercati vuoti, traffico ancora rallentato in alcuni snodi strategici della viabilità.
Il ministro dell'Interno che annuncia ordinanze urgenti dei prefetti per sciogliere i blocchi, i camionisti di Trasportounito che non mollano. Il racconto del secondo giorno di protesta dei bisonti della strada comincia presto, alle 5 di ieri mattina, sulla statale 10 nei pressi del casello avvolto dalla nebbia di Asti Ovest, dove erano parcheggiati decine di camion.
Era ancora buio quando Massimo Crepaldi, un autotrasportatore astigiano di 46 anni, è stato travolto da un tir Man Tgx guidato da una camionista tedesca di Schornodorf, Karin Jiutta Weckerle, 53 anni, fermata con l'accusa di omicidio colposo.
Sembra che la donna abbia provato a forzare il blocco per entrare in autostrada mentre Crepaldi le indicava a gesti un luogo dove parcheggiare, colpendo con i pugni la carrozzeria dell'autoarticolato. Mossa che potrebbe avere spaventato la camionista inducendola ad accelerare. In quel momento però, Crepaldi è stato agganciato, finendo sotto le ruote del camion. È morto sul colpo.
«È stato un incidente - ha detto al magistrato la Weckerle in lacrime- non ho visto quell'uomo che si muoveva a fianco del mio camion». L'alcol test è risultato negativo. Alcuni colleghi sostengono che avesse provato a forzare il blocco qualche chilometro prima, a Villanova, «rischiando di mettere sotto due persone».
Ma su Internet girano video che documentano le ben poco ortodosse "tecniche di convincimento" messe in atto dai manifestanti, per indurre i colleghi a fermarsi ai presidi.
La seconda giornata di sciopero selvaggio dei tir è proseguita….
Nei vari telegiornali e giornali radio dello stesso giorno e di ieri non si è approfondito l’argomento, ma la notizia ha solo riportato brevemente che una camionista tedesca aveva ucciso un collega italiano. Non ho avuto la possibilità di leggere altri quotidiani, quindi non so se qualcuno abbia scritto o detto ciò che ho appreso da un amico, sulla cui serietà e obiettività non ho alcun dubbio. Si occupa di trasporti su gomma nel senso che noleggia TIR, quindi è in stretto contatto con questo ambiente.
Mi ha riferito che le cose sono andate così. Il camionista manifestante ha cercato di fermare il TIR mettendosi davanti al mezzo, che ha ovviamente rallentato fin quasi a fermarsi; poi è saltato sul predellino cercando di aprire la porta della cabina; l’autista tedesca aveva con se un cane che ha abbaiato fortissimo avventandosi contro il vetro; nel frattempo la tedesca aveva ripreso ad avanzare lentamente girando il volante per evitare altri camionisti; il manifestante si è messo paura del cane ed è sceso cadendo malamente in terra, cosa che la conducente non ha visto; purtroppo si è trovato sotto le ruote ed è rimasto schiacciato. Il tutto si è svolto in un secondo.
Se ciò risulterà vero, ritengo che la tedesca non possa essere accusata di omicidio colposo. Speriamo che dei testimoni onesti presenti alla scena possano chiarire interamente come si è svolta la tragedia.
Se le cose si sono svolte così, non si può rovinare la vita di una persona innocente
 
Di Gennaro Aprea (del 14/01/2012 @ 11:02:31, in C) Commenti e varie, cliccato 440 volte)
REFERENDUM: CHE PASSIONE!

 
Abbiamo tutti visto, sentito e letto le reazioni alla decisione della Corte costituzionale sulla non ammissibilità dei due quesiti referendari per cancellare in tutto o in parte l’attuale legge elettorale.
Ci sono state anche delle prese di posizione non ammissibili ed offensive per la loro violenza da parte di alcuni personaggi che tutti noi conosciamo bene (leggi Di Pietro).
Io non sono un costituzionalista e tanto meno esperto, però mi è sorto un dubbio dopo aver sentito delle vaghe allusioni alle ragioni della non ammissibilità, in particolare quelle che, se fossero passati i quesiti così come erano stati formulati, l’Italia sarebbe rimasta “orfana” di una legge elettorale perché il vecchio “Mattarellum” non sarebbe stato automaticamente e validamente rimesso in essere.
Mi chiedo – e questo è il dubbio – chi ha formulato i quesiti sono stati soprattutto due personaggi, Arturo Parisi e Antonio Di Pietro, ambedue laureati in giurisprudenza, il primo professore universitario prima di statistica e poi di sociologia della politica, il secondo poliziotto e poi magistrato di accusa.
Ebbene, come è possibile che essi abbiano sbagliato la formulazione dei quesiti?
Ho sentito un’intervista al Professore Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale, il quale ha detto in breve che non erano stati ben formulati. Mi chiedo: a suo tempo non si sono fatti aiutare da qualche (più di uno) esperto costituzionalista?...
Oppure i giudici della Corte attuali interpretano le leggi secondo dei criteri che possono essere differenti da altri costituzionalisti?
Vorrei saperne di più e leggerò attentamente i giornali ed ascolterò trasmissioni sull’argomento, se si occuperanno ancora di questo argomento e metteranno in chiaro le ragioni ufficiali del rifiuto di ammettere i quesiti a referendum. Lo dico perché in genere danno la notizia perché è un argomento “negativo” che fa’ vendere di più, e poi si dimenticano di approfondire. 
 
 
Di Gennaro Aprea (del 26/12/2011 @ 11:56:16, in C) Commenti e varie, cliccato 592 volte)
BUON ANNO A TUTTI
 
 
In questo mese di dicembre ho scritto poco sul sito perché sono stato molto indaffarato e preso da numerosi impegni, fra i quali quello di completare il libro che avevo iniziato a scrivere nel novembre dell’anno scorso.
Avevo coinvolto una mia carissima amica, compagna di università e professoressa di successo in varie università italiane e francese. L’elaborazione del testo è stata impegnativa ma finalmente siamo arrivati alla fine. Ora è in accurata revisione da parte nostra ed anche di alcuni amici “proof reader”, i quali ci hanno dato preziosi consigli su alcuni passi che potevano non risultare chiari ad un lettore che non è addentro alla materia: non potete immaginare quanti piccoli errori di stampa si trovano quando si va a rileggere un testo che ci sembrava a prima vista perfetto.
Il titolo del libro è :“Una strategia di marketing per salvare la nostra vita e l’ambiente”, ed il sottotitolo, “una linea guida che ha lo scopo di trasformare in ambientalisti consapevoli la maggioranza dei cittadini-consumatori di energia”.
Ci siamo prefissi di scrivere un testo alla portata di tutti, non da addetti ai lavori per addetti ai lavori, quindi di lettura semplice e chiara.
Spero che il libro sarà stampato verso i primi di aprile ed abbiamo intenzione (la prof ed io) di fare numerose presentazioni in giro per l’Italia; quindi avviserò i miei lettori di volta in volta, se per caso gli venga la voglia di saperne qualcosa di più
Scusate se parlo troppo di me, ma ritengo che la salvaguardia dell’ambiente sia una cosa importantissima e molto urgente da realizzare perché esso si sta deteriorando sempre più velocemente; e chi se ne dovrebbe occupare non lo fa’ come dovrebbe.
Con questo pensiero chiudo il quinto anno di attività di questo blog ed auguro ai miei lettori un 2012 che apporti serenità [1]a tutti, di tutto il mondo, perché questo 2011 è stato proprio una “sc-schifezza”.
Dobbiamo impegnarci anche noi, più di quanto abbiamo fatto finora: potremo così ottenere risultati migliori con un po’ di buona volontà !


[1] Dietro la serenità c’è: la salute, l’amore, il successo, le soddisfazioni, nostri e delle persone che ci sono vicine
 

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