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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 08/09/2011 @ 12:50:21, in C) Commenti e varie, cliccato 846 volte)
ANCORA QUALCHE PENSIERO SEMISERIO SULL’ECONOMIA, IL SOCIALE, LA POLITICA, LA FINANZA
 
Durante il mese di agosto, ferie a parte, siamo stati tutti bombardati da programmi, piani, manovre, borse che impazzivano, mercati finanziari assurdi, dichiarazioni contrastanti dei ministri che ci governano, dai rimproveri dei tedeschi, spagnoli, francesi e dei componenti della Commissione Europea (un accenno di governo dell’UE) dalle società che buttano benzina sul fuoco della speculazione finanziaria come Standard & Poor’s, e compagni, dalle guerre che continuano, Libia, Sudan, Afganistan, ecc. e dalle rivoluzioni in atto ed “in pectore” (Siria e paesi vicini) con repressioni e morti, dalla situazone della Somalia; per non parlare della cronaca nera in Italia.
Questa situazione non aiuta ad essere sereni ed io non mi sono sentito di scrivere un solo rigo per il blog dal 10 agosto in poi.
Negli ultimi giorni però mi sono venuti degli spunti per un inizio di sorriso che poi si sono trasformati in risate ….cosa si può fare infatti se non ridere a 4 ganasce quando si perde il filo delle ripetute modifiche alle manovre e delle discussioni fra ministri, parlamentari di maggioranza e di opposizione, fra sindacati promotori e contrari agli scioperi, fra sindaci, fra governatori, per non parlare delle inchieste giudiziarie…
Allora prendo lo spunto da uno degli ultimi articoli, appunto quello del 10 agosto intitolato “una piccola mano per….”.. Nelle prime righe mettevo in evidenza la mia sfiducia nei confronti di chi ci governa da troppo tempo e la convinzione più volte sottolineata in passato della incompetenza elargita abbondantemente.
Devo mettermi la cenere sul capo ed ammettere di aver sbagliato su un argomento importante. In questi giorni apprendiamo che i nostri redditi, non quelli dei ricconi (chi guadagna 310.000 € l’anno pagherà un contributo di solidarietà di 300 € cioè 3% di 10000 che eccedono i 300000 !) ma dei lavoratori tutti, ceto medio e medio-alto compresi, i quali saranno falciati da maggiori tasse e imposte riversate dal governo agli enti locali, dai maggiori prezzi dei ticket (DGR IX/2073 del 28/7/2011)(1) e da qualità e quantità inferiori dei servizi sanitari, di trasporto ecc. Ci riviene quindi in mente la batosta ai nostri redditi derivante dal cambio di valuta da Lira a Euro nel 2002.
Ricordo perfettamente che accusai di incompetenza il governo Berlusconi allora in carica quando entrò in vigore l’Euro, il quale abolì le commissioni provinciali di controllo istituite dal precedente governo di Giuliano Amato; esse avevano il compito di sorvegliare e colpire gli speculatori sul passaggio (ricordate i prezzi di Lire 1000 trasformati in 1 Euro, cioè Lire 1936,27). Commissioni analoghe erano state istituite su suggerimento della Commissione Europea in tutti i paesi dell’UE e mantenute con risultati positivi dei loro controlli.
Ebbene – ripeto – mi sbagliavo: non era incompetenza. L’ottimo nostro Primo Ministro sciolse le Commissioni deliberatamente e con un unico fine: quello di facilitare tutte le attività imprenditoriali all’aumento dei ricavi delle loro attività di piccole e medie imprese industriali e commerciali, artigiani, professionisti, mantenendo il vero cambio per i salari che pagavano ai propri collaboratori, (per esempio uno stipendio di Lire 1300000/mese - non male nel 2000 – erano rimaste € 671,40/mese per lungo tempo mentre i prezzi aumentavano da un giorno all’altro). Il risultato per questi ultimi è stato una diminuzione consistente del potere di acquisto ed un aumento dei profitti e dei redditi dei professionisti, artigiani, imprenditori, ecc. nonché della loro evasione fiscale per pagare meno imposte.
Chi erano e sono questi signori? Quelli che avevano votato il secondo ed il terzo governo Berlusconi.
Ma ritengo che vi sia un’altra conseguenza negativa per l’economia ed i cittadini del nostro Paese (compresi i Padani). L’aumento dei vantaggi monetari nelle loro tasche ha fatto sì che “lor signori” si siano seduti, anzi sdraiati “sugli allori”, salvo portare una parte degli abbondanti Euro di profitto all’estero. Sedere sugli allori significa che non hanno fatto niente per migliorare le loro imprese, niente innovazione, niente ottimizzazioni dell’organizzazione, vendite, promozione, produzione, logistica, formazione del personale, ecc. finché, più o meno rapidamente, i costi interni sono aumentati, i profitti si sono assottigliati e si sono accorti di non essere più competitivi con altri paesi europei, non perché la produttività fosse peggiorata (l’Italia era già fra le ultime fra gli stati dell’UE) ma perché sedendosi sugli allori, era sprofondata. Per non parlare del confronto con la produttività negli USA, Cina, India, Brasile, Germania, ecc . Questi ultimi stati invece hanno fatto ciò che è insito nel mestiere di imprenditore e sono rimasti competitivi o addirittura hanno migliorato le loro organizzazioni ecc. incrementando la produttività aziendale. In Italia vi sono - purtroppo poche – eccezioni: sono piccole e medie aziende che hanno fatto il loro mestiere ed hanno una produttività all’altezza della situazione realizzando i successi eccezionali sui mercati italiano ed esteri
Cosa fare? Tutti abbiamo sentito che nella manovra non vi è alcun provvedimento per il miglioramento e lo sviluppo dell’economia, sollecitato dal nostro Presidente della Repubblica, da economisti, dalla Commissione Europea, BCE, quindi in questo caso la soluzione sarebbe quella di cambiare governo….però è difficile per le note ragioni, attaccamento alla “cadrega”, alla pensione/vitalizio dei parlamentari, ai “responsabili”, porre la fiducia impedendo una discussione con l’opposizione, ecc. In effetti per uno sviluppo economico vi sarebbero molte azioni da realizzare. Ripeto (2) solo un paio di esempi “ancora caldi”, e significativi: abbiamo avuto meno di due mesi fa dei referendum che hanno stabilito “no all’energia nucleare, no alle privatizzazioni dell’acqua”. Nelle manovre non sono mai apparsi dei provvedimenti che riguardano una politica energetica conseguente, specialmente – ma non solo – in favore delle energie rinnovabili (non parlo solo di solare ed eolico, ma anche per esempio di geotermia), e di leggi serie per il risparmio e la diminuzione degli sprechi energetici,  come hanno già fatto e stanno facendo gli altri paesi, Germania, Gran Bretagna, Giappone, Svizzera (e numerosi altri che pensando seriamente alla chiusura delle centrali nucleari) i quali hanno da tempo numerose centrali nucleari funzionanti ed hanno deciso di chiuderle sostituendo le necessità energetiche con altre fonti di energia non inquinanti e non produttrici di gas serra. E una politica economica del genere creerebbe in Italia numerosi posti di lavoro, come è già avvenuto in altri paesi.
Sappiamo che in media il 40% circa dell’acqua distribuita negli acquedotti viene perduta  con punte di oltre il 60% in alcune zone. Avete sentito parlare Berlusconi, Tremonti, Sacconi, Brunetta ed altri, non dico della necessità di investire in questo settore, ma solo accennare a risolvere questo problema ?
Un amico, persona saggia, niente affatto estremista, molto serio e contenuto nei suoi comportamenti abituali, in un dopocena già annaffiato durante il pasto da ottimo vino, ha continuato a berlo, ad un certo punto, era quasi mezzanotte, un po’ brillo ma cosciente mi ha preso da parte e ha tirato fuori dai suoi intimi pensieri più o meno queste affermazioni: “questi sindacati ed i lavoratori italiani fanno schifo” – “dovrebbero comportarsi seriamente quando si fanno gli scioperi” – “guarda come si comportano i francesi, gli inglesi, i tedeschi ed altri europei: lo sciopero dura 10, 15, 20 giorni finché non ottengono ciò che vogliono, o quasi” – “se ci comportassimo così in Italia (si riferiva a quello del 6 settembre) e non andassimo a lavorare tutti per un così lungo tempo, non ci sarebbero più introiti delle imposte e accise sui carburanti, le fabbriche si fermerebbero, l’Europa  e tutti gli stati dell’UE ci commissarierebbero imponendoci di attaccare Palazzo Chigi durante un consiglio dei ministri, e schiaffare in galera Berlusconi, Tremonti, Sacconi e compagnia cantando” – ha detto infine che “le tre società che valutano la bontà degli stati e delle grandi società dovrebbero essere distrutte”.(ricordate la cantonata sulla ENRON americana?)
Essendo un po’ partito per la tangente queste cose me le ha ripetute per lo meno 4 volte.
Di fronte a questa raffica di affermazioni, un po’ confuso, ho tentato di rispondergli dicendo: “e chi ci mettiamo al loro posto?” mi ha fatto qualche nome ai quali avevo pensato anch’io lì per lì.
Indovinate chi sono!
 
Sono graditi commenti
 
(1)     ho fatto due giorni fa una visita medica di controllo e l’ammontare del ticket di gennaio 2011 di € 29.50 è aumentato di € 7.50
(2)     “Editoriale estivo” del 10 luglio scorso
 
Di Gennaro Aprea (del 08/05/2011 @ 11:25:33, in C) Commenti e varie, cliccato 521 volte)
FELICE DI SMENTIRMI
 
Il 16 aprile, nella Sezione “Commenti e Varie” ho dubitato che vi sarebbero state le brevi trasmissioni televisive e radiofoniche sui prossimi referendum, come vi sono state e continuano ad essere trasmesse quelle sulle prossime elezioni amministrative.
Con mia grande sorpresa invece un paio di giorni fa ho visto su RAI 3 e sentito su RAI Radio 3 le presentazioni di tutti i 4 referendum con le relative chiare spiegazioni.
Ero stato troppo pessimista? Evidentemente si. Quindi faccio ammenda, felice dichiarare che mi ero sbagliato.
Risultato: se tutto va bene, gli italiani potranno essere informati attraverso i media di ampia diffusione perché e cosa votiamo si o no. Ciò – si spera – faciliterà la nostra presa di conoscenza e l’importanza dei referendum con il risultato finale che non andremo al mare o resteremo a casa il 12 e 13 giugno.
 
Di Gennaro Aprea (del 01/05/2011 @ 11:38:14, in C) Commenti e varie, cliccato 687 volte)
Come sicuramente ricordate, sono un attento e fedele ascoltatore di questa eccellente trasmissione che si può ascoltare la mattina presto dalle 7.15 alle 8.35. Il maggior pregio è che si può avere un’idea abbastanza completa della stampa quotidiana senza che le notizie siano “guidate” dalla Direzione perché chi riferisce e risponde agli ascoltatori è un editorialista che cambia ogni settimana. Perciò la trasmissione ha un buon successo.
 
La settimana che si è conclusa oggi è stata condotta egregiamente da Massimo Mascini, direttore del quotidiano on line “Il Diario del Lavoro”. Fra le domande e considerazioni poste dagli ascoltatori nella seconda parte della trasmissione (fra le 8 e le 8.35) ve ne sono state due che ritengo utile riferire perché dimostrano quanta limitata sia la conoscenza delle persone – ed in alcuni casi anche del giornalista – e quanta mediocre sia la capacità di comunicare da parte dei politici e degli enti che dovrebbero diffondere cultura.
 
“L’Energia”
Un ascoltatore ha riferito che Terna (senza dire cosa sia Terna; come se tutti lo sapessero)[1]  che circa il 98% del fabbisogno di energia in Italia (senza dire subito che si tratta di energia elettrica) è stato nel 2010 soddisfatto dai produttori nazionali e solo circa il 2% è stato importato (Francia, Svizzera, Austria e Slovenia n.d.r.). Quindi è arrivato alla conclusione che le centrali nucleari previste dal governo non sono necessarie. Il direttore Mascini gli ha risposto giustamente che il petrolio, il gas ed il carbone per produrre energia elettrica sono in massima parte importati quindi la ragione di costruire centrali nucleari è quella di risparmiare sulle importazioni delle altre fonti fossili di energia. Comunque è necessario sempre importare la materia prima uranio o plutonio per farle funzionare.
Commento: è possibile che vi siano persone che pongano domande come questa spacciandosi per persone informate mentre la loro cultura sull’argomento energia in generale è decisamente limitata?
 
“Programma economico della Sinistra”
Una signora siciliana ha detto che numerosi suoi conoscenti esperti criticano giustamente la Sinistra all’opposizione perché si occupa di “bunga bunga” e non di presentare un programma concreto per migliorare la situazione economica italiana che ha bisogno di migliorare anche per risolvere i tanti problemi, fra cui la disoccupazione.
Mascini le ha dato ragione ma non ha menzionato ciò che ha preparato il Dipartimento Economia e Lavoro del Partito Democratico.
Commento: questo documento è stato realizzato di recente con il titolo “Europa, Italia. Un progetto alternativo per la crescita”. Nella prefazione-sintesi vi si legge: “Come tutti i paesi membri dell’Unione europea e dell’area Euro, l’Italia è tenuta a presentare in Aprile alla Commissione Europea e al Consiglio dell’Unione una versione aggiornata del Programma di stabilità e del Programma Nazionale di Riforma (National Reform Program)…..” Il PD dunque ha voluto dare un contributo positivo elaborando delle proposte concrete con l’intenzione di confrontarle con quelle del Governo (se ne parla un po’ quando si annuncia che Tremonti e il Consiglio dei Ministri discuteranno le loro proposte, ma la stampa in genere non mette in primo piano queste cose importanti esaltandone altre che sono invece sulle prime pagine dei giornali).
C’è però un fatto assurdo: quasi nessuno è al corrente del documento del PD (103 pagine compreso le appendici) il quale sembra fare di tutto perché nessuno conosca la loro proposta. Ho appreso la sua esistenza da un amico e mi è stato detto che potevo trovarlo sul sito del Partito. Ci sono andato è ho smanettato a lungo senza riuscirci, poi l’amico mi ha dato un link e finalmente ho potuto leggerlo. Non è perfetto ma certamente è un documento positivo che, almeno in un breve estratto per l’uomo della strada, avrebbe dovuto essere inviato a tutti i media nazionali per informare i cittadini. Questo è il colmo che dimostra la mancanza di capacità di comunicazione di marketing di quei politici che affermano incessantemente che loro risolveranno i problemi dell’Italia appena Berlusconi se ne andrà grazie al “bunga bunga”, senza però dire come lo faranno!
 
 


[1] È la società responsabile della trasmissione dell’energia elettrica ad alta tensione sul territorio nazionale
 

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