Omografi? Contatti
Il Blog: discussioni, articoli, pensieri e scambio di idee
\\ Home Page : Storico : F) Questa è l'Italia (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 15/10/2008 @ 17:21:50, in F) Questa è l'Italia, cliccato 662 volte)
In questo periodo sono molto impegnato e prevedo di continuare ad esserlo fino alla fine dell'anno, Approfitto quindi dell'amica Daniela (quella del "cane in treno" e di altri precedenti, che è ormai divenuta un'ottima collaboratrice del sito) per inserire questo ameno fatterello raccontatole da un'amica tedesca. Forse il protagonista è un napoletano come me, che ha conosciuto altri paesi europei, come me, dove tutto è più semplice e normale, e che vorrebbe, come me, che "l'Europa entrasse in Italia"
 
 
 
un'amica mi ha scritto dalla Germania:



  Salve, vorrei chiudere il conto......

  Ottobre 2003: Berliner Bank, filiale di Charlottenburg, Berlino.
- Salve, vorrei chiudere il conto.
- Bene, mi dia il numero del conto e un documento.
- Ecco.
- Come vuole ritirare il saldo?
- Mi faccia un bonifico su questo conto in Italia.
- Ecco fatto. Grazie e buona giornata.
- A lei.
Luglio 2006: Barclays Bank, filiale di Hyde Park Corner, Londra.
- Salve, vorrei chiudere il conto.
- Bene, mi dia il numero del conto e un documento.
- Ecco.
- Come vuole ritirare il saldo?
- In contanti.
- Bene, passi allo sportello per ritirare i suoi
soldi. Sta lasciando il paese?
- Be', sì.
- Se vuole può lasciarci il suo nuovo indirizzo per eventuali comunicazioni.
- Ecco.
- È tutto, grazie e buona giornata.
- A lei.
Agosto 2008: Banca Popolare di Bari, filiale di Secondigliano, Napoli.
- Salve, vorrei chiudere il conto.
- Uh gesù, e perché?
- Perché ne ho aperto un altro dove vivo e non voglio tenerne due.
- E perché no?
- Perché il vostro conto non è gratuito e non ho motivo per tenerlo.
- Uhm... Dammi il numero del conto.
- Ecco.
- Sei correntista da quattordici anni. È un peccato.
- Perché? C'è un premio fedeltà al quindicesimo anno?
- (ride) No no, è che sei un correntista affezionato.
- Veramente io ero correntista del Banco di Napoli, poi hanno venduto questa filiale...
- Comunque mi versi il saldo su questo conto qui.
- Fammi vedere.. D.. E.. ma non è un conto italiano!
- Embe'? È un conto tedesco.
- Ah, e allora no, non lo possiamo fare.
- E perchè?
- Non lo so, so solo che non lo possiamo fare.
- Guardi che la Germania sta nell'area unica dei pagamenti in euro. Per questo c'è l'IBAN.
- Giovano', mi vuoi insegnare il mio lavoro?
- Lo ha detto lei, di non sapere perché non può fare un bonifico all'estero. Mica io.
- Non possiamo farlo insieme alla chiusura del conto.
- Posso parlare con il direttore?
- Aspetta, ci parlo io (si alza e scompare dietro una porta)
...
- (torna con un caffè in monouso)
- Allora, in via del tutto eccezionale, te lo facciamo.
(tralasciando la possibilità di innescare una polemica sull'abitudine italiana di non conoscere mai l'infondatezza di una propria affermazione, neanche di fronte allo
sbugiardamento più evidente, ma di camuffarla dichiarando di accondiscendere)
- "in via del tutto eccezionale"
- Quanto tempo ci vuole per avere i soldi sull'altro conto?
- Eh, dipende. Io oggi faccio la richiesta di
chiusura del conto. Domani o dopodomani, se non
ci sono problemi, te lo chiudiamo, poi devi
aspettare quattro o cinque giorni per avere i
soldi. Dammi un numero di telefono, caso mai ti avvisiamo.
- Zero zero quattro nove uno sette...
- Che numero strano, che è?
- È un numero di cellulare. È tedesco.
- Eh, e allora è inutile, quelle non ti chiamano in Germania.
- Quelle chi?
- Le signorine del call center.
- Allora le do il numero di casa dei miei.
- Stanno a Napoli?
- Purtroppo per loro, sì.
- E tu stai in Germania, lontano dalla famiglia? Poveri genitori.
- Stia tranquillo, i miei genitori preferiscono
sapermi in un posto dove posso chiudere un conto
in banca e avere indietro i miei soldi in cinque minuti e non in una settimana.
- (ride)
- (pensa che c'è poco da ridere)
- Allora, la banca è De.. Deu.. Tzs.. tzsksch... Come si pronuncia?
- Doicce Banc.
- Ah sì, la conosco. Sta a Casoria.
- Be' sì, ogni tanto queste piccole banche
locali tedesche riescono ad aprire qualche
filiale nelle grandi potenze economiche come la nostra.
- Ecco fatto, allora se decidi di tornare a
Napoli riapri il conto da noi, mi raccomando.
- (soffocando la risposta d'istinto "manco morto") Sicuramente. Arrivederci.
- Ciao bello.

-
Psssst! Schon vom neuen GMX MultiMessenger
gehört? Der kann`s mit allen: http://www.gmx.net/de/go/multimessenger

 
Di Gennaro Aprea (del 13/10/2008 @ 17:31:35, in F) Questa è l'Italia, cliccato 520 volte)
CANI IN TRENO
 
Inserisco nel sito una comunicazione di una cara amica che sicuramente è degno , non solo di attenzione, ma soprattutto di azioni atte ad annullare il nuovo regolamento delle Ferrovie dello Stato. La lettera è stata inviata alla presentatrice di una trasmissione televisiva al fine di diffonderne il contenuto.
 
“Le ferrovie dello stato sono un servizio pubblico operante in regime di monopolio. La decisione di impedire il trasporto di cani di taglia media e grande discrimina i proprietari di tali cani. Questa decisione:
  • lede il diritto all’eguaglianza dei cittadini
  • incentiva l’abbandono dei cani. Abbandono che è riconosciuto come un crimine dalle nostre leggi e che, inoltre, provoca ogni anno centinaia di incidenti stradali di cui decine mortali.
  • danneggia il turismo diminuendo l’afflusso dall’estero.

tra l'altro è assurda la discriminazione per taglia:.
  • se il problema è la pericolosità, che pericolo può presentare un cane con guinzaglio e museruola? Gli umani che salgono sui treni sono ancora più grossi e non hanno la museruola.
  • se il problema è l'igiene, si pensa che un cane grande trasmetta meglio di uno piccolo pulci, zecche o malattie? Gli umani che salgono sui treni sono ancora più grossi e spesso più sporchi e maleducati (i cani grandi ad esempio non mettono le zampe sui sedili e non buttano scarti di cibo per terra)”

Invito tutti i lettori,”…..che abbiano o no il cane (io ad esempio non ho più la mia boxer, passeggera esemplare), protestino in tutte le sedi possibili. associazioni consumatori, sezioni di partito, ecc., contro questa discriminazione che lede oltre ai cani il diritto all'uguaglianza dei cittadini”.

Daniela Gilardelli”
 
Di Gennaro Aprea (del 23/09/2008 @ 10:39:53, in F) Questa è l'Italia, cliccato 574 volte)
ALITALIA
 
In questi giorni i quotidiani, i telegiornali ecc. sono pieni di pagine e notizie su ciò che sta succedendo. Non sappiamo ancora come andrà a finire.
Non voglio ripetere tutto ciò che ci hanno messo in testa i vari media, cominciando dal fatto che la situazione attuale è “l’ultima riga” di un lungo libro iniziato tanti anni fa e scritto da politici e manager incompetenti i quali non hanno certamente fatto l’interesse degli italiani ma solo i loro propri. Per non parlare dei dipendenti di “alto rango” (ho sentito affermare per certo di una hostess precaria che per 3 tre ore di lavoro giornaliero prende 2.500 Euro al mese nette). Per non parlare della cordata italiana (tutte persone che non sono in grado di gestire una compagnia aerea) che vuole solo fare un business “pro domo sua” lasciando a noi cittadini l’onere di pagare i debiti della “cattiva” Alitalia che sono 1 miliardo e 300 milioni, salvo poi rivendere dopo 5 anni la compagnia di bandiera a qualche Air France o Aeroflot, ecc. lucrando sull’avviamento, sempre che gli vada bene.
 
Il mio commento vuole solo mettere in evidenza il provincialismo di molti nostri governanti, non solo del governo attuale, e imprenditori che affermano l’importanza di mantenere l’italianità della compagnia.
 
1)     Siamo in Europa, siamo europei e ancora vogliamo conservare una società medio-piccola che farebbe ridere tutti e comunque sarebbe destinata a sparire o a essere assorbita. Se l’Air France o la Lufthansa o la British Airways comprassero l’Alitalia, contribuirebbero a rafforzare un'azienda dell’Unione Europea. Chi la pensa così potrebbe allora criticare una compagnia aerea americana, diciamo per esempio la North West Airlines che assorbisse la United Airways, due società nate e sviluppatesi in due diversi stati degli USA
2)     Se l’Air France (la maggiore società del mondo) si comprava l’Alitalia, sarebbe divenuta ancora più grande aumentando la sua capacità di competere sul mercato mondiale, pur conservando il marchio e le strutture Alitalia come ha fatto con la KLM olandese. Cosa che stanno facendo anche la British Airways con l’Iberia spagnola e la Lufthansa con la Austrian Airlines e la SAS scandinava. I nostri managers, politici e sindacalisti non sanno guardare al di là del proprio naso e sparano sentenze di italianità tipiche di cervello “piccino” (lasciamo perdere Malpensa che si riprenderà i passeggeri persi in poco tempo) senza considerare che in Europa resteranno vive solo 3 o al massimo 4 società aeree fra pochi anni.
3)    molti lettori mi diranno: ma noi non siamo mica gli USA né ci possiamo paragonare a loro perché, non siamo (ancora) una unione politica. La mia risposta è: vero, ma dato che l'unone politica dell'Europa sarebbe molto positiva per tutti gli stati che compongono ora l'U.E., perché non cominciamo a pensare un po' europeo?
 
       Riprendo a scrivere qualche parola oggi 25 settembre. I piloti devono ancora decidere, lo faranno domani???? Sembra che l'Air France sia interessata ad entrare nella CAI con una quota di circa il 20%. E' certametne un bene perché potrebbe dare un contributo di "know how" alla cordata degli investitori italiani che di trasporto aereo ne sanno tanto quanto io  so suonare un qualsiasi strumento musicale, cioè zero . Resta però il fatto che il debito dell'Alitalia "cattiva" ce lo accolliamo noi contribuenti. Non sarebbe successo quando Air France voleva comprarsi tutto accollandosi anche i debiti. investendo 13 miliardi e non solo 1.
       E poi probabilmente fra 5 anni  gli italiani venderanno tutto a Air France che ci avrà già guadagnato di più. E sarà così dimostrato che i nostri politici (che continuano a dire che "l'Alitalia deve restare italiana") alcuni sindacati e la maggioranza dei dipendenti che lavorano a bordo degli "aeromobili" sono degli sconsiderati e/o degli incompetenti.
 
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35

Cerca per parola chiave
 

Ci sono 302 persone collegate

Titolo
A) Aziende, innovazione, produttività, costi, ecc. (31)
B) Belle Immagini (3)
C) Commenti e varie (129)
D) Guerre (11)
E) Omografi (1)
F) Questa è l'Italia (104)
G) Ricette (8)
H) Rodano (41)
I) Sport e Calcio (14)
L) Zero-carbonio (90)
M) Satira e Umorismo (56)
Zero-carbonio (1)

Catalogati per mese:

Gli interventi più cliccati

< settembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
           

Titolo
Ti piace questo sito?

 Eccellente
 Buono
 Così e così
 No.

powered by dBlog CMS ® Open Source 

footer

 

Aggiungi Gennaro Aprea a "Preferiti"

 

HomeChi Sono | Rodano | Discussioni | Omografo? | Contatti

 

Sito ottimizzato in 800x600