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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 11/12/2006 @ 15:17:58, in F) Questa č l'Italia, cliccato 645 volte)
LA NUOVA LINEA 4 DELLA METROPOLITANA MILANESE
 
Agli inizi di dicembre i giornali hanno riferito che la nuova linea 4 della Metro di Milano sarà realizzata, ma ci vorranno alcuni anni prima che sia pronta….alla buon’ora!
Molti italiani conoscono la Metropolitana di Parigi, città amata e spesso meta del viaggio di nozze di numerose coppie. Chi la conosce ha apprezzato la comodissima e completa rete di trasporto sotterraneo cittadino (13 lunghe linee) e vicinale composta da 5 linee che raggiungono località distanti dei dintorni, la cosiddetta “Ile de France”. La Metropolitana parigina risale in buona parte al 19mo secolo e non è un campione di modernità anche se alcune linee sono state sono state attualizzate alle esigenze del mondo attuale.
Recentemente mi sono recato a Lille, quarta città francese dopo Parigi, Lione e Marsiglia. 250.000 abitanti e 1 milione se si comprendono i comuni limitrofi senza discontinuità urbana. Ebbene, questa interessante ed antica città che ha avuto un famoso passato industriale, si è modernizzata e possiede anche 2 lunghe linee di Metro ed 1 leggera di superficie che raggiungono perfino cittadine importanti come Tourcoing e Roubaix.
Queste due linee sono state completate nel 1984 e sono più moderne della linea 3 milanese (1991) e poco più anziane della linea 2 (verde) che è entrata in funzione nel 1979.
Perché più moderne? Ambedue le linee di Lille sono completamente automatiche, cioè non hanno conduttore, ma hanno anche il massimo della sicurezza perché sui marciapiedi in tutte le stazioni vi è un muro di vetro che impedisce l’accesso alle rotaie, intervallato da porte sempre chiuse che si aprono solo nel momento in cui il treno si arresta e le porte di quest’ultimo combaciano perfettamente con quelle delle stazioni (stesso sistema di molti ascensori istallati nella seconda metà del XX secolo). I treni della metropolitana di Lille si fermano automaticamente se la distanza da quello che lo precede è inferiore ad una data distanza.
Mi auguro che la nuova linea milanese ( ed anche la linea 5 che è prevista da molti anni, ma non ci sono i finanziamenti) sarà costruita secondo queste tecniche aggiornate – lo spero – a quelle del XXI secolo.
.
 
Di Gennaro Aprea (del 23/11/2006 @ 10:41:24, in F) Questa č l'Italia, cliccato 737 volte)
Questa è la RAI
 
1) Ogni tanto seguo la trasmissione “Primo Piano”, sempre interessante. L’ultima alla quale ho assistito è quella del 9 novembre. Conduceva l’ottima Berlinguer e gli ospiti erano Tabacci di CdL e Giordano, il Ministro.
Nono sono qui per criticare la trasmissione, ma sono rimasto allibito dai titoli di coda.
A parte il fatto che li fanno correre troppo velocemente per poter leggere nomi e relativi incarichi, ritengo di aver contato a spanne almeno un paio di dozzine di persone che hanno dato il loro contributo professionale alla trasmissione che è formata da un tavolo e tre sedie più i personaggi che si siedono e discutono, più naturalmente un paio di operatori alla telepresa
Francamente mi sembra che vi sia un grosso spreco di denaro: 24 persone e forse più per questa semplice organizzazione di trasmissione?
 
2) Avete mai notato che quando vi sono dei personaggi in TV che parlano durante i TG la regia inserisce il nome e la posizione di questa persona in basso a sinistra?
Tutto bene però…..la piccola scritta dura non più di un secondo quindi spesso non si riesce a leggere tutto, specialmente se per esempio, invento, si tratta del Professor Domenico De Berdardinis, Primario dell’Istituto di patologia chirurgica dell’Ospedale De Guardis di Cavallermaggiore – esiste in Provincia di Cuneo).
Passi se chi parla o è intervistato è il Presidente della Repubblica o l’on. Berlusconi o il Presidente del Consiglio dei Ministri Prodi – che si riconoscono tutti anche chiudendo gli occhi per la loro voce ed accento - ma se non si tratta di personaggi noti, perché non lasciare la piccola scritta - che non dà fastidio a nessuno – finché il personaggio è inquadrato?
Capita anche che si può essere un momento distratti all’inizio oppure si accende la TV appena comincia l’intervista e ci si trova davanti un illustre sconosciuto/a che dice delle cose e non sappiamo perché le dice.
Misteri della RAI, ed anche delle altre TV
 
Di Gennaro Aprea (del 23/10/2006 @ 18:16:22, in F) Questa č l'Italia, cliccato 785 volte)
Evviva i cacciatori bresciani!
 
 
Un mio collega di lavoro è andato da 4 anni ad abitare sul lago d’Iseo in una vecchia casa che è circondata da boschi: Lui è proprietario di un paio di ettari di un bellissimo albereto che contiene molte specie, dai castagni alle querce, ai noci, ecc. al centro del quale in una piccola piana si erge la casa.
Questo amico e la moglie, come me, amano anche molto gli animali ed hanno tre amici, due cani ed un gatto che qualche volta diventano cinque perché il figlio, che abita a Verona, possiede un gatto ed un cane che sono ospitati dai genitori quando parte per lavoro.
Da quando inizia la stagione della caccia a metà settembre che, se ben ricordo, dura quattro mesi e mezzo, la coppia è costretta a tenere i cani a catena ed i gatti chiusi in casa (con l’incubo che sfuggano in un momento di disattenzione).
C’è forse una contraddizione fra il loro dichiarato amore per gli animali e questo trattamento? Niente affatto.
Sono costretti perché i cacciatori della Provincia di Brescia (30.000 circa, i più numerosi di tutte le province italiane) non rispettano la legge. Essi sono un vero potere: esiste il partito dei cacciatori bresciani che raccoglie molti voti ad ogni elezione; vi è un museo circolante che, con le nostre tasse, va di comune in comune a predicare i nobili valori della caccia alle elementari e medie; tutti i comuni finanziano feste della caccia – ecc.. Che tutto dipenda forse dalle famose fabbriche di armi Beretta e compagni?
Vi elenco qualche esempio ed episodio:
1)     I due ettari di bosco sono tutti recintati (con le solite targhette “proprietà privata – divieto di caccia”) ma i cacciatori hanno aperto varchi abbattendo pali e tagliando molti metri di rete e tutti i vicini li hanno avvertiti che se chiudono i varchi i cacciatori si vendicano uccidendo gli animali domestici, segando gli alberi da frutta, rompendo le finestre,ecc.
2)     Più di una volta se li sono trovati nel portico di casa
3)     I cacciatori gettano bocconi avvelenati sperando di eliminare così animali domestici che posso distrarre i loro cani o disturbare le tane ed i nidi delle prede (la scorsa stagione sono riusciti ad avvelenare, solo nel loro vicinato, una decina di gatti, 4 cani e 8 volpi).
4)     I cacciatori sparano su qualsiasi cosa si muova, quindi è salutare non passeggiare nel bosco di proprietà, raccogliere le proprie noci e castagne, o percorrere a piedi la sterrata che congiunge le case per andare a trovare un vicino. In settembre, appena cominciata la caccia, su una di queste sterrate hanno ferito un temerario che andava in mountain bike. Normalmente gli amanti di bici e castagne non osano avventurarsi neanche sulle sterrate (non parliamo di sentieri). Il martedì e venerdì non c’è caccia ma la gente lavora.
5)     Un vicino ha raccontato loro che poichè aveva chiuso i varchi della rete gli hanno fatto trovare il gatto impiccato davanti alla porta di casa. Ad un’altro che li aveva denunciati (contro ignoti) ai Carabinieri hanno bruciato la roulotte che aveva parcheggiato nella sua proprietà. Ad un terzo che aveva messo una sbarra per impedire che le loro macchine utilizzassero la strada privata che attraversa la sua proprietà ed arriva alla sua casa hanno divelto la sbarra rotto a colpi d’ascia il portoncino della casa e sfasciato i mobili.
6)     I miei amici si sono rivolti alla Forestale che ha loro risposto: “noi siamo in due e se ci vedono arrivare, con i loro telefonini si comunicano le nostre mosse e si allontanano dalla zona che il denunciante ha segnalato, quindi è inutile che veniamo.
Ovviamente non tutti i cacciatori bresciani si comportano così, però una gran parte di loro sono conniventi ed usano la complicità un po’ come fanno quelli che vivono nell’ambiente in cui opera e prospera la mafia in Sicilia, per non parlare delle altre associazioni mafiose in altre Regioni. Alcuni cacciatori hanno ammesso con loro di tacere per paura di quelli che in questa zona chiamano “dispetti”.
 
Sia ben chiaro che il mio amico non vuole che io divulga il nome e la zona dove vive perché ha una paura enorme che i suoi animali vengan presi di mira dai cacciatori. E mi ha detto: “Se avessi conosciuto in anticipo questa situazione banditesca, non avrei comprato la casa in questa provincia…..”
 
Commento finale: Mi sembra che la caccia sia da molti considerata uno sport: in effetti vi sono numerosi cacciatori, soprattutto non italiani, che hanno un’etica sportiva in questa attività. Ma i cacciatori bresciani (non parliamo dei cacciatori di frodo) possono ancora essere considerati delle persone civili che praticano uno sport?
 
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