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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 30/07/2013 @ 10:08:28, in F) Questa è l'Italia, cliccato 370 volte)
POLITICI E GIORNALISTI: MA COSA DICONO/SCRIVONO?
 
Per molti giorni non ho scritto una riga: le ragioni sono due: la più importante è che, di fronte a una valanga di notizie di ogni genere e di discussioni a non finire, non osavo intervenire anche se avrei tecnicamente potuto; infatti la seconda ragione è non ne avevo molta voglia perché ero in vacanza dove è impossibile avere internet in casa e l’unica possibilità era di scrivere per la strada utilizzando il Wi-Fi di un amico locale. Ma veniamo al punto.
 
1) In questi giorni si parla molto dell’attesa sentenza della Corte di Cassazione che dovrà (domani mentre scrivo) esprimere il suo giudizio sulla sentenza che ha condannato  Berlusconi a 4 anni di prigione e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per l’affare Mediaset.  
Ebbene, sia i politici – cominciando dal principale interessato – che i giornalisti fanno di tutto per cambiare le carte in tavola con affermazioni che confondono la gente comune che non sa o non sa molto di questioni giuridiche. Tanto per darvi l’esempio più recente, la Sottosegretaria Biancofiore del PDL ha affermato in un’intervista: “Se Silvio non sarà assolto noi lasciamo Governo e Parlamento”, lasciando intendere che sia la Cassazione a condannare.
Invece Berlusconi è già stato condannato. Infatti quasi nessuno chiarisce che la Corte di Cassazione interviene solo su questioni di diritto, cioè controlla che l’intero iter giudiziale abbia seguito perfettamente tutte le norme del codice di procedura penale. Non dà invece alcun giudizio sulla sentenza della Corte di Appello (passata in giudicato, come si dice) per modificarla o confermarla.
Concludendo, solo nel caso in cui la procedura abbia delle pecche procedurali, allora si ripeterà il giudizio d’appello.
 
2) Qualche giorno fa i media hanno ancora una volta annunciato la ferale notizia che il rapporto Debito/PIL (Prodotto Interno Lordo) italiano è cresciuto al 130,3%.
Spesso la maggior parte della solita gente comune capisce che sia il debito ad essere aumentato tralasciando che si tratta solo del “rapporto”.
In effetti è importante evidenziare che questo rapporto può aumentare anche se il debito diminuisce e viceversa. Ciò dipende solo da quanto aumenta o diminuisce il nostro PIL in un certo momento.
E’ infatti possibile che il debito sia anche diminuito di qualche miliardo di Euro mentre il “rapporto “ cresca, come in questo caso. In questo caso l’unica ragione è che il PIL è diminuito – questo è il guaio - quindi il rapporto è cresciuto.
Potrebbe anche succedere che il debito cresca di qualche miliardo ed il nostro PIL aumenti in un determinato momento in maniera tale che il “rapporto” diminuisca di valore.
 
Signori giornalisti, siate chiari e completi nell’informazione e dimostrate la vostra cultura che, come ho evidenziato, non fa un bella figura!
 
 
Di Gennaro Aprea (del 25/06/2013 @ 19:40:01, in F) Questa è l'Italia, cliccato 404 volte)
E ADESSO, POVER’ UOMO?
 
Mi è venuto spontaneo il titolo del famoso libro di Hans Fallada che ha avuto sempre molto successo in 81 anni dalla sua prima edizione con film e sceneggiati TV.
Avrete certamente capito a chi mi riferisco, però ero incerto, io povero blogger, se intervenire di fronte all’enorme quantità di articoli e commenti sui media italiani e stranieri di importanti editorialisti di alto rango.
Poi, ascoltando alcune (fuori)uscite, non ulteriormente commentate dai media, di certi personaggi che aprono bocca e le danno fiato senza pensare e dimostrando la loro scarsa cultura in fatto di legislazione e di Costituzione, non ho potuto frenarmi.
1)     Santanchè: riporto una delle frasi sentite e forse le parole non sono esattamente le stesse ma il senso è proprio questo. “….Questa sentenza ha screditato l’Italia e gli italiani…”. Cara (si fa per dire) Daniela, dissento fermamente, anzi, la situazione è esattamente il contrario del tuo pensiero. L’Italia e gli italiani, grazie a questa sentenza, stanno riacquistando una certa credibilità e stima da parte dei cittadini e dei politici di molti paesi europei e non, i quali non si spiegavano come mai gli italiani potessero per tanto tempo dare fiducia ad un uomo come Berlusconi, da loro giudicato “non adatto” a fare il Primo Ministro. Alla sentenza si aggiungono le dimissioni (tardive) di un ministro dell’attuale governo Letta, cosa rarissima prima della Signora Idem (solo Scajola per la faccenda dell’appartamento romano pagato da Anemone e poi assolto, ed il Ministro degli Esteri del Governo Monti per dissensi sull’affare “marò”). Anche per questo all’estero si comincia a pensare che qualcosa stia cambiando nel senso di un’Italia verso la “normalità”.
2)     Berlusconi: ha appena riproposto come priorità assoluta la riforma della giustizia, suo pallino fisso. Ha detto, “la riforma della giustizia è un’emergenza!”, come se la ripresa dell’economia ed il lavoro debbano passare da un giorno all’altro in secondo piano e non siano più un’emergenza. Caro (sempre si fa per dire) Silvio: domanda, se non fossi stato condannato la riforma della giustizia sarebbe diventata così urgente?
3)     Sandro Bondi e Gelmini: “Questi magistrati avvelenano i pozzi; così salta il clima di pacificazione”. Bene ha fatto la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini affermando che “le sentenze non si discutono”. Cari (ancora di fa per dire) Mariastella e Sandro, vi rendete conto che la Magistratura è un’istituzione che per fortuna la nostra Costituzione ha resa indipendente dalla “politica”? Se il vostro Silvio fosse stato ritenuto incolpevole, avreste voi avreste espresso queste idee che hanno tutta l’aria di un ricatto? Ammesso pure che vi siano dei giudici politicizzati al punto di attaccare un imputato che rimarrà solo imputato e non colpevole fino al terzo grado di giudizio, non potete pensare ragionevolmente che i giudici del secondo ed eventualmente del terzo grado non siano tutti politicizzati? Abbiate pazienza ed attendete; poi trarrete le ragionevoli conseguenze. Ci vediamo e sentiamo alla fine! …oppure continuerete sostenere l’imputato incolpevole Berlusconi fino alla fine dei vostri giorni, se al terzo grado sarà ritenuto decisamente colpevole?
 
Di Gennaro Aprea (del 25/02/2013 @ 17:46:31, in F) Questa è l'Italia, cliccato 470 volte)

LO SPENDING REVIEW DELLE TV

Alla fine del 2011, quando Il Presidente Giorgio Napolitano affidò Mario Monti le redini di un cosiddetto governo tecnico, gli italiani impararono pian piano il significato di questo nuovo termine anglosassone (oltre allo “spread”) che significa revisione della spesa (dello Stato).

Era stato il nuovo Presidente del Consiglio a buttar lì questo termine nel suo discorso programmatico; e numerosi parlamentari non lo capirono subito. Ricordo infatti che il Capogruppo della Lega Nord  nella sua replica a questo discorso rimproverò il Professor Monti di non aver accennato alla necessità di diminuire la spesa pubblica perché non conosceva l’inglese, quindi fece una figura ...”barbina” (metteteci voi un altro aggettivo al posto di questa espressione toscana). 

Con l’andar del tempo se n’è parlato sempre meno e alla fine sembra che Monti se ne sia dimenticato completamente perché la spesa dello Stato – salvo i tagli alla Sanità e ad altri servizi sociali - non è affatto diminuita durante il suo governo di poco più di 1 anno. Anzi è aumentata notevolmente e, per coprirla, siamo stati mitragliati da una serie di imposte e tasse, diminuzioni di pensioni, limitazioni di benefici, ecc., ecc.

Ci sono invece alcune aziende ben conosciute che hanno profuso a quattro mani l’uso della spending review secondo una strategia un po’ strana, mentre in altri settori della loro attività imprenditoriale hanno al contrario fatto aumentare la loro spesa aumentando a dismisura i loro costi. Da poco una di esse è state messa in vendita dalla capogruppo perché oberata da bilanci negativi: la vendita si materializzerà entro poco tempo e sono già in corso trattative di cui si parla in questi giorni... ne parleremo alla fine. 

Si tratta delle principali imprese televisive, cominciando dalla RAI e continuando con le altre più importanti emittenti commerciali di gruppi privati che tutti conoscono. 

Vediamo prima come hanno tentato di applicare la spending review  con risultati finali pressoché nulli o ridicoli, per essere buoni. 

-       nei tele-giornali od in altre note trasmissioni, interviene spesso qualche personaggio esterno femminile o maschile, politico, sindaco o parlamentare o consigliere regionale, oppure importante perché intellettuale, scrittore, artista, filosofo, economista, ecc. oppure artista, comico o attore di vecchi tempi sconosciuto ai più, oppure scienziato, ecc. Ebbene, quasi sempre appare il nome e cognome del personaggio e la sua qualifica solo per mezzo secondo. Il risultato però è che noi telespettatori non riusciamo a leggere interamente il nome quando magari è lungo oppure straniero e la qualifica o la professione sono composte di 4 o più parole. Se accendiamo la televisione in un certo momento dopo l’inizio della trasmissione e la didascalia è già passata, non sappiamo chi sta parlando; non solo, se il personaggio sparisce per qualche secondo e poi riappare, risparmiano anche la ripetizione! Vi sono ovviamente delle virtuose eccezioni, ma sono poche. 

-       Quando mostrano avvenimenti di piazza in Italia e all’estero l’obiettivo della telecamera mostra cartelli con scritte le più varie....ci fosse una volta che ci lasciano il tempo di leggere tutto ciò che c’è scritto! Qualche volta si soffermano su scritte e cartelloni stranieri mostrati dai manifestanti scritti in lingue più o meno sconosciute (es. in arabo a piazza Tahir al Cairo) che sarebbe forse bene fossero tradotti dall’inviato o dal giornalista della TV che ci parla....altrimenti a che serve vederli? e che razza di spendig review è?

-       So bene che ogni trasmissione deve mostrare l’elenco di tutti i nomi dei partecipanti e dei professionisti che hanno contribuito alla produzione della trasmissione (succede anche nei film trasmessi in TV). Spesso questo elenco è inserito solo alla fine e scorre ad una velocità da Formula 1 per cui non serve assolutamente a noi telespettatori. Come la mettiamo?  

-       Dal novembre 2011 fino a pochi giorni fa, quando parlano dei rapporti fra Monti e Berlusconi, regolarmente e per risparmiare nuove riprese, appare la ripetizione all’infinito di Berlusconi – allora della maggioranza che appoggiava il Governo Monti - che si infila nei banchi del governo, si avvicina al Professore, gli stringe la mano e poi si mette chiacchierare con lui gesticolando con il suo dito alzato come per dire,: stai attento prof !  

-       Altro  risparmio sono le scene identiche, ripetutissime per mesi, di Monti che entra a Palazzo Chigi attorniato dai suoi 4 o 5 gorilla; per non parlare di quelle scenette analoghe che riguardano Silvio Berlusconi e altri parlamentari o VIP. 

-       E le identiche scene ripetute della Cancelliera Merkel che sfoggia le sue giacche color pastello sorridendo a destra e manca; del Presidente del Parlamento Europeo Schultz del quale si ricorda e si ripete la famosa frase di Berlusconi, che sappiamo a memoria, che l’aveva chiamato “kapò”; e la scena del Ministro Federale delle Finanze tedesco Schauble sulla sedia a rotelle che guarda l’orologio entrando nella sala del Consiglio dei Ministri europei. 

-       e, recentissimo, dal 14 febbraio ad oggi, tutti i santi giorni, le ripetute riprese di Oscar Pistorius in piedi in tribunale, serissimo e con la tesa abbassata; e della povera Reeva che ci sorride in piscina, che bacia i delfini e poi li cavalca... 

Potrei continuare a descrivervi questi numerosi generi di “risparmio” ma vedo che ho già abusato della vostra pazienza. 

Ma allora sono tutti qui i grandi risparmi della spesa ? Io direi che sarebbe ora che nelle varie emittenti televisive ci fossero dei registi, aiuto-registi, segretari alla regia, ed altri che partecipano alla produzione e al montaggio delle trasmissioni, con un tantino di sale in zucca che mi sembra manchi quasi del tutto nella maggioranza dei casi. 

Per chiudere passiamo alla seconda ed ultima parte di questo lungo esame delle emittenti televisive: quello degli sprechi. E sarò breve. 

Qualche decennio fa per produrre magnifici e famosi spettacoli televisivi e anche per  “talk show” di vario genere bastavano poche persone. Ora il numero di esse è cresciuto come la lievitazione di dolci speciali tipo il babà, tipico dolce napoletano (se siete curiosi andate a vedervi la ricetta). 

Ebbene vi faccio un solo esempio: alla TV7, in un talk show settimanale in cui vi era un’unica scena fissa, con un unica persona che parlava benissimo e diceva cose interessanti per non più di 20 minuti, ho contato i nomi (che scorrevano velocissimamente) delle persone che avevano partecipato alla produzione: erano 52 ! 

“No comment”, però adesso capisco perché Telecom ha messo in vendita questa emittente televisiva che ha i bilanci in rosso fuoco. 

PS - Per qualche istante sono stato indeciso se inserire questo articolo nella Sezione, “Aziende, innovazione, produttività, costi” oppure in “Questa è l’Italia” o addirittura in “Satira e umorismo”. Poi ho deciso per la seconda perché rispecchia molte situazioni di incompetenza, di nepotismo, di inciuci politici, ecc. che fanno aumentare i costi ma che fanno anche “piangere” e non “ridere” per questa povera nostra Italia resa ormai marcia da quando la corruzione e gli interessi personali hanno prevalso su tutto. 

Chissà se avremo un nuovo governo dopo queste elezioni del 24 e 25 febbraio che riuscirà a  cambiare questo andazzo ! Cross fingers !.....e se gli italiani penseranno di migliorare la loro cultura e cambiare i loro comportamenti.

 
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