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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 19/05/2011 @ 16:41:33, in L) Zero-carbonio, cliccato 681 volte)
CONSUMATORI E RISPARMIO ENERGETICO
(ancora una delusione!)
 
Qualche giorno fa ho ricevuto, come sempre, un invito dalla Camera di Commercio, Industria, Agricoltura, Artigianato di Milano per un convegno il cui titolo è lo stesso di questo articolo.
La cosa mi è sembrata molto interessante e non me la sono lasciata scappare, quindi ieri mattina mi sono alzato presto per essere alle 9 in centro Milano.
I relatori erano 8 ed i loro titoli e posizioni rendevano l’incontro ancora più attraente: senza dubbio la CCIAA raduna sempre validi esperti.
E così è stato, hanno parlato due consiglieri della Camera, molto bravi a puntualizzare alcuni “difetti” di leggi e regolamenti, la responsabile del Servizio Territorio e Ambiente della CCIAA, una ottima dirigente dell’Adiconsum che ha elencato tutto ciò che di buono ha fatto la sua associazione dei consumatori specialmente - ma non solo – nelle scuole elementari, la responsabile del progetto CENED Edilizia Sostenibile sulla Certificazione energetica degli edifici, il Vice Direttore Nazionale di Legambiente, il rappresentante dell’Assimpredil-ANCE ed infine il Presidente dell’Assopetroli per la Lombardia che ha descritto il “Contratto servizio energia”, utilissimo per ottenere un ottimo riscaldamento degli ambienti e dell’acqua sanitaria spendendo di meno. Da notare: non si parlava di risparmio e utilità per le imprese, ma di condomini, di bambini che devono imparare e trasmettere ai genitori l’importanza del risparmio energetico e della diminuzione dell'inquinamento atmosferico, ecc.; insomma di famiglie.
Perché vi ho fatto questo lungo elenco? perché risulta evidente che quegli argomenti siano di interesse generale, cioè di tutti i cittadini.
Ed ecco spiegato il sottotitolo. Non ci crederete, ma gli ascoltatori erano 22 (dico ventidue) ai quali si aggiungevano qualche volta un paio di relatori che si mettevano ad ascoltare i colleghi dalla platea[1]..
Insomma un convegno indirizzato proprio ai consumatori, cioè a noi cittadini, ha richiamato solo poche persone fra i quali vi erano un paio di giornalisti. Per altri impegni ed il ritardo sulla tabella di marcia – come al solito in Italia – ho dovuto lasciare alla fine senza assistere al “dibattito e conclusioni”. Mi sarebbe piaciuto sentire se le domande provenivano da “consumatori” o altri esperti (come penso fossero), ai quali piace parlarsi addosso.
Perché succede tutto questo?
La prima ragione è che la gente non è ben informata e la comunicazione della CCIAA è troppo limitata; la seconda è che la confusione su questi argomenti è talmente alta nell’uomo della strada, che ha deciso di non informarsi più ed ha messo da parte questi temi che invece sono importanti per lui stesso.
Quindi a convegni di questo genere dovrebbero partecipare centinaia se non migliaia di consumatori.


[1] Vedi anche “Verde in città” del 25 marzo 2011 nella stessa Sezione “Zero Carbonio”
 
Di Gennaro Aprea (del 25/03/2011 @ 17:35:04, in L) Zero-carbonio, cliccato 628 volte)
SI PARLA DI “VERDE IN CITTA’”
 
Mercoledì scorso 23 sono andato ad ascoltare 10 egregi conferenzieri ad un convegno presso l’Humanitas di Milano in cui si parlava appunto di Verde in Città, organizzato dall’Istituto Uomo e Ambiente
Pochi cittadini ad ascoltare, ma ho visto numerosi giovani, forse erano studenti di botanica e simili.
Qualche tempo fa ho parlato su queste pagine del Convegno Internazionale organizzato dai Verdi Europei a Palazzo Marino, la sede del Municipio milanese. (1) Anche in quella occasione si è parlato di verde in città, e quindi del miglioramento dell’ambiente. Anche in quella occasione poche persone e soprattutto pochi cittadini, ma numerosi “addetti ai lavori”.
Insomma ho l’impressone che questi si parlino addosso e chi dovrebbe ascoltarli non c’è. Perché?
È assolutamente necessario che a questi eventi vi siano i principali interessati: i cittadini, tanti, non quattro gatti, altrimenti non sanno o sanno poco ed hanno le idee confuse su ciò che le amministrazioni comunali dovrebbero fare (nel loro stesso interesse di cittadini) e che non fanno.
Occorre trovare una soluzione e qualcuno ci sta provando.
Infatti ho iniziato a scrivere un libro a 4 mani con una mia collega di università, ottima e apprezzatissima “Prof” alla Sapienza di Pisa e Roma, specialista come me di Marketing strategico e operativo, ed amica di vacchia data. Il libro si intitolerà probabilmente “Una Strategia di Marketing per salvare l’Ambiente”. Sarà un testo che si legge facilmente e cerchiamo di renderlo interessante per tutti. Contiamo di terminarlo presto per renderlo disponibile in autunno.
Questo impegno spiega anche la rarefazione dei miei piccoli articoli sul blog e mi scuso con i frequentatori se non riprenderò a breve l’assiduità usuale.
Chiunque desideri saperne di più mi contatti quando vuole, anche per telefono.
 
(1) Green cities: Happy people- articolo del 22 febbraio
 
 
Di Gennaro Aprea (del 08/03/2011 @ 17:55:27, in L) Zero-carbonio, cliccato 849 volte)
MENO VELOCITA’ = MENO INQUINAMENTO E MENO CONSUMO DI BENZINA
 
Su alcuni giornali di oggi è apparsa la notizia che in Spagna la velocità massima permessa sulle autostrade è stata diminuita da 120 a 110 km/ora per 4 mesi rinnovabili. Lo scopo di questa regolamentazione è di diminuire il consumo di benzina e gasolio del 10% su base annua, con il risultato che la Spagna risparmierà 1,5 miliardi di Euro di importazioni di petrolio di cui è molto deficitaria, come noi.
A metà febbraio Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Milano hanno concordato di regolamentare la velocità dei veicoli sulle strade provinciali e statali della Provincia, diminuendola da 90 a 70 km/ora. Da notare: sono stati messi i cartelli dei 70 km un po’ ovunque, cosa che certamente ha avuto un costo notevole ma, come vedremo, sono soldi buttati via..
La ragione di questa regolamentazione è derivata dal fatto che, dopo circa 1 mese e mezzo dall’inizio dell’anno 2011, i 35 giorni annuali concessi dalla Commissione Europea per lo sforamento di 50 microgrammi per metro cubo di PPM 10 dagli scappamenti (altamente cancerogeni), erano già stati superati in città e nelle strade intorno a Milano[1]. .
Naturalmente andando a una velocità inferiore, si risparmia anche la benzina ed il gasolio che “sembrano” essere aumentati di prezzo…ma la gente non se ne accorge.
Nelle ultime tre settimane sono andato a Milano in auto 3 volte perché da Rodano (10 km fino alla periferia della città) non vi sono mezzi pubblici disponibili nel primo pomeriggio Come al solito, appena arrivato alla periferia, ho posteggiato l’auto e mi sono incamminato fino alla destinazione prevista.
I 10 km di percorso a quell’ora sono liberi dal traffico e ingorghi quindi non vi sono rallentamenti. Ho contato solo due auto, oltre alla mia, che viaggiavano a 70 km/ora; tutte le altre – diciamo un sessantina che mi hanno superato - superavano i 70 km e la maggior parte anche 90, specialmente quelle di grossa cilindrata. Non solo, anche i veicoli  commerciali (da 2.500 a 10.000 cm cubici: maggiore è la cilindrata, più sono i fumi dallo scappamento) mi hanno sorpassato velocemente. Controlli: zero
La differenza fra gli italiani e gli spagnoli – lo dico per esperienza di guida in quel paese ed in molti altri paesi europei - è che, se superi la velocità consentita, non manca mai la polizia stradale o locale che ti ferma e ti fa’ la multa. In Italia vai tranquillo alla velocità che vuoi salvo rarissime eccezioni di guidatori corretti e di presenza della Polizia.
Ma ciò che fa’ più male è il menefreghismo di noi italiani a questo riguardo.
Mi è capitato di fare recentemente un piccolo sondaggio fra 100 cittadini incontrati per strada a Milano su circa quattrocento con i quali ho provato a interloquire,che mi hanno concesso un’intervista di sole 4 domande.
1)     domanda: lei è d’accordo che vi sono gravi problemi ambientali e che è necessario migliorare la qualità dell’aria? Risposte affermative, certamente si 97; non risponde alzando le spalle: 3
2)     domanda: lei sa che maggiore è la velocità, maggiore è il consumo e si inquina di più perché dallo scappamento fuoriescono maggiori quantità di gas serra ed altri inquinanti? Risposte positive: sul consumo 75; negative; non ci faccio caso 18; non risponde 2; sull’inquinamento: positive 10, negative 88, non risponde 2
3)     Stia tranquillo/a, non sono della polizia; domanda: sia in città che fuori città, quando guida la sua auto, lei tiene conto (non ho volutamente detto “rispetta”) dei limiti di velocità nell’abitato, cioè 50 km o meno se è indicato, e 90 km/ora o meno se è indicato sulle strade extraurbane? Risposte positive 6, negative 85, non risponde perché non guida: 9
4)     Domanda: perché non tiene conto dei limiti di velocità? Risposte: a) perché sono distratto/a e/o non ci faccio caso 33; b) perché la maggior parte dei limiti di velocità sono assurdi, cioè troppo bassi 52; c) perché tanto non c’è nessuno che controlla; d) non risponde 15
 
Non ci sono troppi commenti da fare a questa situazione. Tuttavia il meno che si possa dire è che noi italiani siamo contraddittori ed abbiamo comportamenti decisamente incivili e da persone impreparate le quali non si interessano concretamente di questo importante problema dell’ambiente, nonostante affermino di volere un ambiente migliore.
 


[1] Per cui l’Italia pagherà (cioè noi) delle ammende alla C.E. per la somma di tutte le città dove vi saranno stati questi sforamenti.
 
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