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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 24/12/2016 @ 12:04:20, in L) Zero-carbonio, cliccato 445 volte)
COP 22 - Marrakech
In effetti questo titolo avrebbe dovuto essere scritto così: COP22 - Marr.a. k . . .
La ragione è che tutti noi siamo stati appena sfiorati dalla notizia per un giorno o due di fine novembre 2016; poi è passata nel dimenticatoio.
Eppure la precedente COP 21 del dicembre 2015 a Parigi aveva avuto un certa eco. Molte persone si erano chieste perché se ne parlava tanto, cosa è il COP, perché era importante, e così via: così se n'erano interessati di più (1).
 
Un po' di storia per capire meglio l'importanza del COP 22 di Marrakech.
Il COP 21 è stato essenziale perché per la prima volta c'è stata una svolta positiva nel risultato degli accordi sostanziali per la protezione del clima. Tutto ciò, dopo le numerose riunioni succedutesi dall'importante Protocollo di Kyoto (COP 3) del 1997, durante le quali non si era riusciti a fare alcun passo avanti concreto per 15 anni. 
 
Tutti gli incontri dal 3° al 18° si conclusero infatti senza alcun passo decisivo soprattutto perché le azioni non erano obbligatorie. Nel 2012 con un minor numero di Paesi riunitisi a Doha-Qatar (COP 18) fu stabilito di rinviare ancora le decisioni necessarie e urgenti nonostante l'evidenza delle variazioni del clima. A Doha mancarono non solo le adesioni di USA, Canada e Cina (il maggior emittente di gas serra) che non avevano aderito al Protocollo di Kyoto, ma anche quelle del Giappone, Russia, Belarus, Nuova Zelanda, così come India e Brasile, allora non ancora soggetti alle restrizioni delle emissioni fissate a Kyoto.
 
Quindi solo alla conclusione del COP 21 fu fissato un serio impegno dei partecipanti a contenere le emissioni di gas serra in misura tale da ottenere che l'aumento delle temperature terrestri non superi i 2° C alla fine del secolo XXI, possibilmente anche 1,5°C.
Inoltre al termine del COP 21 vi furono le adesioni "di principio" di 196 Stati, compresi quelli appena menzionati, cioè i più importanti dal punto di vista delle loro emissioni. Si stabilì che l'adesione ufficiale sarebbe avvenuta dopo 12 mesi dall'aprile 2016, cioè entro il 17 aprile 2017 (numerosi paesi devono far approvare gli accordi dai loro parlamenti per poter dare l'adesione ufficiale). Ad oggi le adesioni ufficiali hanno già superarto il numero di 55 che già comprendono gli Stati più inquinanti, cioè Cina, USA, Canada, India, Brasile, tutti quelli dell'Unione Europea, Nuova Zelanda, Australia ed altri (circa il 95% delle emissioni totali del pianeta).
 
Infine veniamo al punto. Perché il COP 22 di Marrakech è importante?
Nel testo della Dichiarazione di tutti i Paesi partecipanti è stata riconfermata la necessità di, non solo di ribadire gli accordi di Parigi, ma di abbreviare i tempi e prendere decisioni più stringenti nei prossimi anni al fine di poter arrivare alla diminuzione delle temperature dell'anno 2100 fino a +1.5°C. Nella dichiarazione sono stati convalidati anche i finanziamenti dei Paesi più emittenti in favore di quelli in via di sviluppo e meno ricchi, di 100 miliardi dollari l'anno per 10 anni, utili per evitare l'uso di energie fossili in favore di rinnovabili (2)
 
Abbiamo visto in televisione alcuni importanti rappresentanti dei Paesi presenti a Marrakech, fra i quali quello degli USA, il Segretario di Stato John Kerry. C'era anche il nostro Ministro dell'Ambiente Galletti che ha firmato ma di cui non si è sentito alcun commento al suo ritorno....era troppo impegnato con il referendum. E con lui il Presidente del Consiglio dei Ministri ancora non dimissionario, e tutti gli altri politici indaffaratissimi.
 
Insomma qui in Italia i problemi climatici non sono molto considerati. Per esempio l'attuale governo ha messo in programma una serie di azioni prioritarie, prima fra tutte una nuova legge elettorale. ma quella della messa in opera dei programmi stabiliti nel COP 22 nemmeno l'ombra. Dovremmo essere noi cittadini ad occuparcene di più chiedendo ai politici di ritenere prioritari anche questi argomenti che hanno un impatto importante a breve termine sulla vita futura dei nostri figli e nipoti.
 
Recentemente è stato discussa l'eventualità che il nuovo Presidente degli USA Trump possa ritirare l'adesione alle decisioni firmate al COP 21 e 22 per le sue note idee che mettono in dubbio i problemi del clima; ed anche per le nomine di alcuni suoi collaboratori non certo ambientalisti e noti negazionisti dei cambiamenti climatici.
 
Tutto può cambiare in questo mondo dove ci troviamo spesso di fronte a rivolgimenti impensabili. Tuttavia le decisioni prese dal Presidente uscente Obama(3) sono coperte da una legge del 1953 tuttora in vigore e che non può essere abrogata con effetto retroattivo. Essa impedisce al nuovo Presidente di annullare le decisioni del Presidente che lo ha preceduto. Sarebbe necessaria una legge approvata dal Congresso con una maggioranza di almeno 60 voti al Senato che i Repubblicani non hanno tenendo anche presente che alcuni di essi credono fermamente nei problemi climatici.
 
 
  
 
 (1) - Conference of the Parties: Conferenza delle parti, cioè gli Stati del Pianeta che si (pre)occupano dei cambiamenti climatici. Il COP 1 si svolse a Rio de Janeiro nel 1992 e fu firmata da 154 Paesi, la c.d. "Convenzione Quadro dei Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC. Da allora si sono succeduti negli anni in vari Stati. E' famosa la COP 3 che fu chiamata Protocollo di Kyoto
(2)- per saperne di più, su Google c'è il testo completo della Dichiarazione; è solo una pagina
(3) es. oltre alle firme di adesione al COP 21 e 22,. il divieto di trivellazione petrolio e gas nel Mare Artico e i due oleodotti che avrebbero dovuto attraversare numerosi stati americani da Nord a Sud
 
 
 
Di Gennaro Aprea (del 14/12/2016 @ 17:29:15, in L) Zero-carbonio, cliccato 344 volte)
CINQUEMILLA MILIARDI DI DOLLARI (americani) DISINVESTITI  DALLE FONTI  FOSSILI
 
Il 2016 è stato certamente un anno importante: oltre alla decisione di interrompere a il progetto di costruzione dell'oleodotto dal Canada al Texas per rifornire le locali raffinerie, l'ultimo esempio è la recente vittoria degli indiani Sioux del Dakota che ha impedito il progetto di oleodotto "Dakota Access Pipeline".
Ma la notizia più importante è che a partire dall'accordo di Parigi del dicembre 2015 (COP 21) è stato assodato che dal settembre 2015 ad oggi il movimento globale per il disinvestimento dalle fonti fossili ha coinvolto 688 istituzioni in 76 nazioni: ciò significa più di 5 miliardi di dollari, cioè il doppio rispetto a quelli del 2015.
 
Le istituzioni comprendono università (es. MIT), fondi pensione, gruppi di organizzazione per la sanità, il settore assicurativo ed associazioni culturali ed altre simili. Di queste l'80% sono istituzioni che hanno quale scopo primario il profitto (es. Rockfeller Foundation"), le altre la copertura dei loro costi.
Inoltre alcune entità importanti come la Bank of England, la World Bank e il Consiglio per la stabilità finanziaria del G20 stanno prendendo in seria considerazione le decisioni  delle alte direzioni di queste istituzioni.
Mr Lou Allstadt, ex alto dirigente della Mobil Oil ha dichiarato in questi giorni: "Il disinvestimento" sta accelerando la sua crescita; l'orologio che segna l'ora delle energie fossili "out" e delle rinnovabili "in" è ormai una realtà"
 
Questa notizia è il risultato di un rapporto della "Fossil Free Organization" dell'11 dicembre 2016 che è stato ripreso ad oggi dal Guardian e dal 350org. 
 
Di Gennaro Aprea (del 15/11/2016 @ 18:14:54, in L) Zero-carbonio, cliccato 461 volte)
IL RISCALDAMENTO TERRESTRE E' ANTROPICO ?
Non leggo abitualmente il Corriere della Sera ma la mattina del 7 novembre ho sentito a "Primapagina" di Radio 3 che su questo quotidiano era apparso un eccellente articolo di Paolo Mieli, giornalista e storico che apprezzo molto, il quale discettava su questo argomento. Non me lo sono lasciato scappare e l'ho letto con molto interesse.
E' impossibile riportare l'articolo interamente a causa della sua lunghezza, ed è un peccato perché questo mio scritto si riferisce a numerosi punti toccati da Paolo Mieli. Proverò quindi a riassumere quelli più significativi.
Nel complesso le notizie riportate sono certamente utili perché la gente comune, salvo i pochi esperti ed appassionati (come me), non è al corrente dell'andamento della situazione climatica del pianeta, e non se ne interessa come invece sarebbe necessario.
Mieli afferma che nei vari consessi di esperti e politici (accompagnati da appassionati quasi fanatici) che si svolgono in varie località mondiali (molto importanti gli ultimi due, la COP 21 a Parigi nel dicembre 2015 e in questi giorni la COP 22 a Marrakech) si esaltano e si attribuiscono unicamente al comportamento umano le cause del riscaldamento terrestre mentre si dimentica che durante le ere geologiche, dal lontano passato e fino ai recenti decenni, si sono succeduti periodi di naturale riscaldamento e raffreddamento terrestri durante le ere geologiche. Tutto ciò avvalorato da dimostrazioni di eminenti studiosi: verissimo.
Mieli continua dimostrando che le quantità di emissioni di gas che creano l'effetto serra non sono attribuite interamente ai vari stati perché molti di essi (i più ricchi come gli europei, gli USA ed il Canada, ecc.) importano e consumano prodotti di ogni genere coltivati, fabbricati ed esportati da altri paesi dalla Cina al Bangladesh, i quali hanno prodotto effetto serra; calcolo giusto ma in pratica difficile da realizzare. Anche questo è vero.                                                                                                                                                       Inoltre i pochi abitanti ricchi dei paesi ricchi costituiscono l'1% della popolazione mondiale ma emettono il 15% delle emissioni.                                                                                                           Vi sono statistiche che confermano queste forti anomalie.                                                          
Infine il Nostro elenca una serie di periodi abbastanza vicini a noi in cui vi sono stati decenni di riscaldamento o raffreddamento "naturale" che riporto:
- dal 21 ed il 50 d.C. il riscaldamento permise la coltivazione della vite in Gran Bretagna
- intorno all'anno Mille i vichinghi colonizzarono l'enorme territorio della Groenlandia il cui nome significa appunto "terra verde", mentre ora è ricoperta di ghiaccio pressoché perenne, seppur in via di scioglimento da alcuni anni a causa del riscaldamento terrestre
- nel secolo XX la temperatura terrestre è salita tra il 1910 ed il 1940, poi è diminuita fino alla metà degli anni 70.
Nell'articolo vi sono numerosi altri dati interessanti che non riporto per mancanza di spazio alla vostra pazienza di lettori.
Mieli conclude affermando per esempio che il forte riscaldamento attuale in corso, secondo la Corte di Giustizia britannica, potrebbe non essere convalidato come antropico "se privo di riscontri scientifici". Ma secondo molti scienziati invece i riscontri ci sono.
L'ultima frase dell'articolo di Mieli riporta una discussione di alcuni fanatici estremisti del riscaldamento globale antropico che avevano affermato situazioni assurde (anche per me) riguardo agli orsi polari. "Il giudice Michael Burton (un sostenitore dell'effetto serra) - di fronte a quelle assurdità -  ha reagito con un sorriso. Prendiamo esempio da lui".
Il mio primo commento riguarda la reale esistenza di un certo numero di fanatici sostenitori della distruzione del pianeta unicamente a causa dei comportamenti umani, le cui dimostrazioni alcune volte sono solo frutto della fantasia. Essi non facilitano la credibilità di quanto dimostrano gli scienziati onesti e competenti (non tutti lo sono). Però dalla parte opposta vi sono altrettanti fanatici in tutto il mondo.  Per esempio, negli USA ve ne sono a iosa: fra i tanti l'Hearthland Institute, il più importante negazionista del cambiamento climatico antropico, appoggiato e finanziato da miliardari e da multinazionali. Questi movimenti sono appoggiati soprattutto dalle potenti lobby dei "carbonieri, petrolieri e gasieri" (es. Exxon) i quali fanno di tutto per negare o sminuire il riscaldamento antropico e rimandare le decisioni dei politici (evidentemente lo fanno per salvare la loro stessa impresa) che spesso non sono competenti oppure ne approfittano per ottenere "favoritismi finanziari".
Il secondo commento riguarda l'ultima conclusione dell'articolo di Paolo Mieli: fare solo un sorriso di fronte a degli svarioni dei fanatici può indurre il lettore al dubbio che la parte contraria, cioè i negazionisti, abbia ragione. Occorrono quindi ulteriori precisazioni.
Provo quindi ad aggiungere alcuni pensieri e dati utili ad un migliore giudizio e comprensione della situazione perché Mieli non ha messo in giusta luce alcuni fatti inequivocabili:
1) è possibile che sia in corso un graduale riscaldamento naturale, ma ciò non è dimostrato perché l'aumento effettivo delle emissioni di gas serra (statistiche ufficiali a livello mondiale) e la conseguente velocità di incremento delle temperature terrestri unite ai pesanti cambiamenti del clima si sommano a quelle del possibile riscaldamento naturale che di solito è molto più lento e graduale. Tuttavia:
2) l'aumento della popolazione mondiale ed i comportamenti degli umani ha certamente influito pesantemente sull'aumento dei gas serra: qualche numero:   
Abitanti del pianeta in miliardi                                                                                                       1900                    1,650
1950                     2,500 
2016                     7,400 (previsione)                                                      
 Durante la prima metà del XX secolonon vi erano le emissioni del traffico veicolare a motore rispetto alla fine del secolo e ad oggi; analogamente il reddito procapite era molto inferiore, la gente non si alimentava quantitativamente di carne e derivati del latte come ora; le emissioni di metano prodotte dalla digestione dei bovini ed ovini erano notevolmente inferiori rispetto ad oggi (il metano è il gas serra 20 volte più potente del CO2, l' anidride carbonica, e costituisce circa il 40% del totale anche se si disperde molto più rapidamente, 20 anni invece di centinaia); nella prima metà del secolo scorso non vi è stata la pesante deforestazione che successivamente ha raggiunto i valori attuali; essa è aumentata in progressione geometrica dopo la 2a guerra mondiale togliendo il più importante polmone per l'assorbimento del CO2 con contemporanea produzione di Ossigeno. Non parliamo dell'acidificazione degli oceani che diminuisce la loro capacità di assorbire gran parte dei gas serra; non parliamo delle emissioni industriali con contemporaneo utilizzo di energia calorifica (fonderie, cemento, ecc.) ed elettrica utilizzando carbone, petrolio e gas; dell'agricoltura e dell'allevamento intensivi, e chi più ne ha più ne metta.
3) L'accelerazione dell'incremento delle temperature terrestri nell'ultimo scorcio del secolo scorso e nei primi quindici anni del XXI hanno registrato punte mai raggiunte precedentemente. Idem per la frequenza e l'intensità di forti manifestazioni climatiche come gli uragani, trombe d'aria, alluvioni, ecc.
Non voglio dilungarmi oltre ma spero che queste mie osservazioni possano rendere più facile la comprensione della realtà alla quale assistiamo con qualche preoccupazione, spesso subito dimenticata.
Concludo infine confermando che le soluzioni concordate nel COP 21 e le prospettive positive degli accordi del COP 22, ancora in corso mentre scrivo, dimostrano le intenzioni positive dei firmatari di diminuire le attuali emissioni di gas serra di percentuali significative entro il 2050, ciò per evitare che alla fine del secolo le temperature medie terrestri aumentino non più di 1,5°C. Se la maggior parte dei paesi più sviluppati e inquinanti insieme a quelli in via si sviluppo, non seguiranno queste direttive, si rischia che al 2100 le temperature terrestri raggiungano da + 3 a + 6 gradi centigradi. Ciò significa gravissimi problemi irreversibili per la salute umana, della flora e della fauna. Molte isole, città e metropoli costiere nel mondo andrebbero sott'acqua.
Mi auguro - ma ho paura di sbagliarmi - che il nuovo Presidente degli Stati Uniti, il Reverendisismo Don Ald(o), non suoni troppo la tromba (trump) e utilizzi l'asso nella manica (trump) per vincere la partitaa briscola (trump) per favorire così l'uso delle energie fossili (carbone,petrolio e gas), come ha detto di voler fare in campagna elettorale. Queste energie dovrebbero invece essere lasciate sottoterra il più rapidamente possibile sostituendole con energie alternative e attuando le altre misure per rendere le attività umane più sostenibili. E' possibile!
 
 
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