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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 03/01/2018 @ 19:56:48, in L) Zero-carbonio, cliccato 462 volte)

POST SCRIPTA SULL'INQUINAMENTO IN CITTA'

Il plurale di PS è dovuto al semplice fatto che sono due; e perché questi PS?

La ragione è che sono strettamente collegati all'articolo precedente sui gas; ma aggiungo che sono importanti perché se li avessi inseriti in fondo a quello non avrebbero avuto la visibilità ed il risalto necessari.

1) Il primo l'ho copiato da un articolo apparso su la Repubblica il 28 dicembre, cioè una settimana dopo il mio articolo del 21 e l'autore è Andrea Tarquini. E' molto importante perché mette in luce che non solo la Danimarca, ma anche la Svezia dimostra di essere un Paese virtuoso. Eccolo:@

"Parte a Stoccolma un esperimento per incentivare la scelta della bici al posto dell'auto anche col gelido inverno (più gelido del nostro) sessanta pendolari aderiscono volontariamente all'impegno di usare la bici almeno tre volte la settimana. Il 18% degli svedesi già usa regolarmene la bici anche d'inverno.

La capitale svedese ha l'obiettivo di essere libera da emissioni entro il 2040 - e non entro il 2050 come prescrive l'Accordo di Parigi e i COP seguenti; non parliamo dell'Italia che prevede di usare il metano ben oltre quella data - e già oggi tutti i bus sono a biocarburante o ibridi; i taxi per i 3 aeroporti a gas o elettrici; poi c'è la Tunnelbana, la metro propulsa da elettricità da rinnovabili. E ovviamente su metro e treni suburbani puoi portare la bici".

E l'Italia che fa? e cosa farà il prossimo governo dopo le elezioni del 4 marzo?

2) Questo PS deriva da una notizia ascoltata oggi 30 dicembre alla TV nella trasmissione PIXEL di RAI 3.(la Rubrica di tecnologia sostenibile). Si è parlato della sperimentazione (e visto) del primo treno tedesco elettrico a idrogeno che sta dando risultati molto positivi, sia in termini di velocità che di chilometraggio (+ di 700 km) con una carica di idrogeno che rifornisce le "pile a combustibile" con il processo di "conversione elettrochimica".

 

Fra le varie notizie aggiuntive è stato detto - testuale - che: "il serbatoio a pressione che contiene l'idrogeno "sarebbe" meno pericoloso di un serbatoio che contiene benzina" . In questo caso si dovrebbe dire "è" invece che "sarebbe" perché, come ho menzionato nell'articolo precedente, nel serbatoio contenente l'idrogeno vi è unicamente questo gas (altamente infiammabile e tonante in miscela con l'ossigeno del'aria) mentre nel serbatoio di benzina vi è il liquido con l'aria.

Comunque questa volta i giornalisti sapevano ciò che dicevano, e lo hanno spiegato correttamente in una trasmissione volutamente breve.

 
Di Gennaro Aprea (del 26/12/2017 @ 11:34:25, in L) Zero-carbonio, cliccato 511 volte)
 

GAS, QUESTO/I SCONOSCIUTO/I

Questo articolo è molto tecnico, ma spero che sia chiaro e utile per eliminare molte delle incertezze tuttora esistenti nel sentire comune sugli usi dei gas (metano, GPL) che fanno parte della vita di ogni giorno per molti di noi.

Fra il 12 dicembre, giorno dell'incidente in Austria all'impianto di distribuzione del gas russo verso l'Italia ed altri paesi europei, ed oggi, ho avuto occasione di leggere articoli che non hanno certamente informato correttamente il lettore comune dei quotidiani, impaurito dai danni e dal periodo di mancanza di gas per i riscaldamenti e la cucina (e le attività economiche non sono importanti?). Anche i morti e feriti sono apparsi secondari e solo appena accennati forse per drammatizzare maggiormente la notizia.

Circa i contenuti però, evidentemente chi ha scritto dimostra una grave mancanza di necessaria informazione tecnica ed economica, nonché dell'origine della disponibilità del gas in Azerbaigian

Non sono un ingegnere ma solo un economista che ha avuto occasione di occuparsi di energie e soprattutto di gas (sono tanti) durante tutta la sua vita di lavoro, dall'Università in poi. Quindi sento il dovere di intervenire sulla base di quanto ho imparato negli anni, anche se ormai la notizia (scoop) è già passata nel dimenticatoio: infatti la distribuzione del gas dall'Austria è ripresa quasi subito.

Non si dovrebbe allarmare i lettori, ma spiegare quali sono i reali pericoli come nel caso in questione: io avrei "ricordato" che ogni tipo di gas combustibile a contatto con l'ossigeno, a seconda delle percentuali di gas in miscela con l'aria può semplicemente bruciare oppure diventare una "miscela tonante", cioè provocare un fortissimo scoppio distruttivo e spesso assassino.

Per esempio l'intervallo percentuale del metano in miscela con l'aria nella quale essa dà luogo a questo scoppio è fra il 4,9 e il 15%; al di sotto o al di sopra di tali percentuali esso semplicemente si incendia.

Ovviamente per dar luogo a queste situazioni occorre lo "spunto di un accenditore", anche se apparentemente insignificante: una sigaretta accesa o il fiammifero per accenderla, la scintilla di un interruttore per accendere una lampada, e persino una pesante chiave inglese che cade su pietra o su altro metallo provocando una scintilla, ecc..

Vi renderete certamente conto che tutti questi tipi di gas combustibili sono molto pericolosi.


Per ovviare a questi pericoli la soluzione adottata è di non mettere mai i gas a contatto con l'ossigeno dell'aria, gestendoli sempre in contenitori o condotte dove vi è unicamente gas allo stato gassoso o liquido; liquido perché tutti i gas sono liquefacibili a determinate pressioni o temperature, di solito sotto zero centigradi (1). Solo il metano non può essere liquefatto a pressione ma a una temperatura di -163°C. L'importanza di rendere liquido il metano risiede nel fatto che 1 m3 di questo gas allo stato liquido GNL (2) contiene 620 m3 di gas allo stato gassoso. Intuitiva la convenienza per gli stoccaggi e i trasporti.

Il risultato della mancanza di conoscenza è che si è parlato molto dello scoppio dell'impianto, quindi del pericolo della sua distruzione parziale o totale, unito alla temuta mancanza di approvvigionamento di gas in Italia.

Invece l'unica causa è stata una fuga di gas che si è miscelato all'aria ed ha provocato un morto e una 30na di feriti fra i lavoratori a causa dello scoppio e/o dell'incendio. Quindi si tratta di errore umano involontario o difetto di manutenzione sui quali si sta indagando per evitare la creazione di ulteriori situazioni analoghe.

Altro argomento che i giornalisti hanno preso per buono è la dichiarazione del ministro Calenda: "Ecco perché serve il TAP". Mi permetto di sottolineare che incidenti del genere sono sempre avvenuti e potranno sempre capitare quando, aimè, il Trans Adriatic Pipeline entrerà in funzione fra qualche anno. Sergio Rizzo sul suo articolo del 13 dicembre su La Repubblica afferma che Calenda ha ribadito che una cosa simile non sarebbe successa al TAP....ebbene, sbaglia il Ministro nel dimenticare l'errore umano. .

Ho detto aimè perché, da buon ambientalista, preferisco che il consumo di tutte le energie fossili sia interrotto al più presto possibile. Ciò è certamente realizzabile e la dimostrazione è che in numerosi paesi hanno già programmato e deciso di abbandonarle entro un lasso di tempo più che ragionevole e molto più breve di quanto non si pensa in Italia

Un esempio europeo è la Danimarca dove la capitale Copenhagen si è classificata prima nel Global Green Economy Index del 2016, indice che misura le performance ecologiche di 80 paesi e 50 città di tutto il mondo

In una recente intervista il Sindaco Frank Jensen ha detto: "Copenhagen (poco meno di 600.000 abitanti) è una delle città più vivibili del mondo ed una delle più verdi, siamo riusciti a combinare soluzioni ecologiche e opportunità di business partendo dall'idea secondo la quale gli investimenti nella sostenibilità possono garantire anche benefici dal punto di vista finanziario. Le politiche "green" infatti non rappresentano un ostacolo alla crescita, al contrario sono un modo efficiente per costruire un luogo migliore, con aria più pulita, meno rumoroso, più sano. E una solida sostenibilità economica.

Nel 2013 abbiamo fissato. un piano che prevede che la nostra città diventerà "Carbon neutral" entro il 2022; contiamo di riuscire ad azzerare il bilancio netto delle emissioni nocive. Dal 2005 ad oggi abbiamo già eliminato il 40% del CO2. Non solo, anche i trasporti ecologici stanno riducendo drasticamente le emissioni di particolati.

Nel 2016 il numero di bici ha superato quello delle auto e le nostre pite ciclabili e "ciclostrade" hanno raggiunto il numero di 435 km grazie ad adeguati investimenti. La bicicletta è un modo di vivere in Danimarca.

Anche in casa sfruttiamo al massimo le energie rinnovabili che provengono in gran parte dalle centrali eoliche in mare aperto.....In conclusone le città e le metropoli nel mondo devono farsi carico delle loro responsabilità e raggiungere l'eliminazione delle energie che contengono il Carbonio.

Nell'articolo di Sergio Rizzo si afferma (con meraviglia e un certo disappunto) che l'Italia utilizza un mix di energie fossili importate fra le quali la percentuale del metano è più alta rispetto ad altri paesi europei: è vero, ma non dice che Germania, Polonia, Ungheria, Cechia, Slovacchia, Bulgaria, ed altri, compreso la Francia (nel cui mix c'è anche il nucleare) la Gran Bretagna, ecc. utilizzano tuttora molto il carbone e i prodotti petroliferi, più di quanto non ne utilizzi l'Italia. Alcuni di questi paesi hanno comunque deciso di abbandonarli in un tempo decisamente più rapido rispetto all'Italia.

Lo sbaglio non è l'alta percentuale dell'uso del metano, che anzi è il meno inquinante rispetto al carbone e al petrolio, ma i recenti investimenti per la sua importazione che dovranno essere ammortizzati in un tempo molto lungo (il gas proveniente dall'Azerbaigian non sarà disponibile in Puglia prima del 2022-23). Ciò significa che dovremmo usare ancora il metano nei prossimi anni 40 (l'Accordo di Parigi COP 21 e seguenti COP prevedono che al 2050 ci dovremmo liberare di tutte le energie fossili)

La diversificazione delle origini è una buona strategia, ma non deve limitarsi alle sole provenienze. La soluzione adottata dai più importanti paesi importatori è stata quella di importare anche GNL che offre l'elasticità massima rispetto all'importazione allo stato gassoso, in quanto si può aumentare o diminuire facilmente la frequenza delle navi.

Se accade un inconveniente simile a quello avvenuto a Baumgarten con danni seri alle strutture, sarebbe molto più facile sostituire le eventuali mancanze con l'importazione di GNL. Per fortuna in Italia si è ben operato in passato con l'utilizzo dei vecchi giacimenti vuoti della Pianura Padana immagazzinando l'eccesso di gas importato in estate.

Gran Bretagna, Francia, Spagna, Giappone (100% via nave) e USA importano metano sia via gasdotti che con impianti di rigassificazione di GNL (questi ultimi meno da quando producono da fracking) (3). Le origini del GNL sono Algeria, paesi del Golfo Arabico, Indonesia, Nigeria. Questi impianti sono stati sempre rifiutati in Italia dalla popolazione e dagli enti locali, così come oggi lo è il TAP sul quale però i governi comunque si sono imposti mentre avrebbero potuto farlo anche per il GNL

La realtà è che l'ENI azienda di stato è una delle società multinazionali che ha partecipato ed investito molto nell'estrazione del gas in Azerbaigian, quindi la strategia è stata quella di commercializzare il metano via gasdotto e partecipare alla realizzazione del TAP come "HUB per l'Europa". Tutto ciò per ripagare gli investimenti fatti a monte.

Come andrà a finire? Ormai temo che l'Italia dovrà mantenere questa situazione finché sarà possibile, presumibilmente fino agli anni 40, anche se ormai il costo di produzione di energia elettrica da rinnovabili è già divenuto competitivo rispetto alle energie fossili. Il gas potrà sostituire ancora il carbone per un certo periodo nell'industria: ma quanto durerà?

Peccato che i nostri "decisori" hanno sempre operato nel breve e brevissimo termine perché, per motivi personali, hanno continuato e continuano a pensare solo al breve termine, cioè al periodo che termina con il loro incarico di ministro, deputato, senatore, consigliere regionale, provinciale, comunale. E inoltre la maggior parte di essi non sono molto competenti in economia, cioè la scienza che governa il mondo intero molto più della "politica".

1 da notare che i combustibili liquidi (benzina, gasolio, olio pesante, ecc. sono immagazzinati e trasportati in contenitori sempre in presenza di aria: da qui i frequenti incidenti ai serbatoi, alle navi, trasporti commerciai, ecc.

2 Gas Naturale Liquefatto; il gas naturale è costituito da un'altissima percentuale di metano (+ del 90%) e di altri gas in misura variabile, etano, propano e butano

3 la fratturazione idraulica consiste nella perforazione del terreno fino a raggiungere le rocce che contengono i giacimenti di gas naturale; poi iniettando un getto di acqua (calda) ad alta pressione mista a sabbia con aggiunta di altri prodotti chimici (inquinanti) si provoca l'emersione del gas in superficie

 
Di Gennaro Aprea (del 31/10/2017 @ 18:37:13, in L) Zero-carbonio, cliccato 485 volte)
MA.... CHI CONOSCE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA?
 
Si parla abbastanza della raccolta differenziata che ha lo scopo principale di riutilizzare la quantità enorme di rifiuti che noi umani produciamo nella produzione totale derivante dall'agricoltura, industria, servizi. E soprattutto di far sì che la maggior parte possibile di questi rifiuti divengano "materie prime seconde", cioè nuova carta, nuova plastica, nuovi metalli, principalmente alluminio e acciaio, legno, concime biologico (il "compost" creato con i rifiuti organici) ecc.
Tutto ciò è un grande vantaggio per l'economia; ma non basta: la frazione non riciclabile finisce o nelle grandi discariche (consumo del suolo ed inquinamento, al quale si aggiunge quello del trasporto pesante alla discarica) oppure nei cosiddetti termovalorizzatori che sono un'altra grande fonte di inquinamento. Quindi, minore è la frazione non riciclabile, migliore è il risultato del processo della differenziazione.
Tutto ciò ha un importante impatto positivo sull'ambiente.
 
Però ho la forte impressione, direi la certezza, che, almeno in Italia, a partire dalla gente comune e salendo nei vari gradi culturali, fino ai massimi livelli dei nostri decisori economici e politici, quasi nessuno abbia le idee chiare. Ovviamente vi sono delle eccezioni positive, cioè gli esperti, quelli che operano nel settore e gli scienziati che studiano e creano le tecnologie e le procedure per ottenere gli scopi appena accennati.
Per non parlare per esempio delle tecniche per il riuso dei contenitori senza bisogno di riciclarli (es. bottiglie di vetro o di plastica da riempire più volte con disponibilità di prodotto sfuso da consumare senza pagare l'imballaggio).
 
Sulla raccolta differenziata si potrebbe scrivere un saggio decisamente voluminoso, ma oggi mi limiterò a dare solo qualche breve esempio e commento sulla situazione che riguarda gli imballaggi. Spero che ciò che scriverò non sia troppo "pesante" ma che comunque riesca ad essere un invito a pensare e a come questi processi potrebbero essere ottimizzati.
 
Io faccio parte della gente comune che acquista di tutto come tutti facciamo, ma sento di potermi classificare fra le eccezioni di quei consumatori che fanno del loro meglio per suddividere al massimo gli imballaggi che sono spesso grande parte dei prodotti contenuti. Avrete certamente notato che  alcune volte essi sono anche multipli e di valore intrinseco maggiore del contenuto, solo per attirare l'attenzione del potenziale compratore.
Per quanto mi riguarda, Ho fatto il calcolo che su un' ottima raccolta differenziata media superiore al 77% nel Comune dove vivo, Rodano, l' "indifferenziato" o "secco" della famiglia Aprea non supera mediamente il 2,5%..
 
Ecco tre piccolissimi esempi.
 
1) Dato che ho la fortuna di posseder un giardino, ho potuto creare un piccolo sito dove raccolgo e produco il "compost", cioè i rimasugli derivanti dagli scarti della preparazione e cottura dei cibi, nonché per esempio le foglie secche dell'autunno, fiori secchi, ecc., il tutto chiamato  '"umido" od "organico". E con il compost si può concimare la terra dell'orto (qualche volta lo regalo anche ai vicini) e quella dei vasi da fiori e cespugli vari. Alcuni amici hanno creato il compost in terrazzi e balconi per i loro vasi da fiori, o per far crescere gli odori, ecc. Il rifiuto organico, per chi non lo può (o non interessa) farlo, comunque diventa compost. Sarebbe opportuno che i Comuni facessero opera di formazione ai loro abitanti.
 
2) Da qualche tempo a questa parte i fabbricanti di prodotti da forno, pane, brioche, e simili, li hanno imballati in sacchetti di carta bellissima e piena di colori con finestre trasparenti di pellicole di polietilene, incollate alla parte cartacea del sacchetto; sulla finestra di plastica ci incollano anche l'etichetta del prezzo e delle caratteristiche del prodotto: Questo imballaggio cioè plastica e carta unite, non può essere riciclato tal quale. La stessa società che ritira la raccolta dei vari tipi di rifiuti, mi ha detto di metter il sacchetto nell'indifferenziata.
Noi della famiglia e con noi alcuni amici, con santa pazienza, dividiamo le due parti e, se qualche pezzettino è impossibile da dividere, allora solo questo va nel'indifferenziato.
Ci sono altri imballaggi analoghi, nel senso di misti indivisibili, cioè quelli dei contenitori delle pillole o pasticche dei medicinali, i cosiddetti blister, che sono all'interno delle scatole di cartoncino. Alcuni sono interamente di alluminio altri di alluminio e plastica, sono leggeri e prendono poco posto ma i secondi vanno nell'indifferenziata quando sono completamente vuoti di medicinale. Perché non farli solo in alluminio o solo in plastica?
Ministro dell'Ambiente e signori Parlamentari, datevi una mossa!
 
3) Abbiamo acquistato recentemente un'ottima parmigiana di melanzane surgelata; l'imballaggio è così composto: primo contenitore: 1 vassoietto di materiale non identificabile (carta? plastica ? misto?) sull'esterno di questo vassoio sono stampati la data ultima di sicurezza della validità e il lotto di produzione; perché non scriverci anche il tipo di materiale come fanno già moltissimi concorrenti?
Secondo contenitore: un involucro di cartoncino elegantissimo a 4 colori e la foto della parmigiana, dove sono stampate almeno un centinaio di indicazioni; non mi posso  sbagliare, andrà nella carta e cartoni, ma non c'è alcuna indicazione della qualità dell'imballaggio.
 
Forse le descrizioni che vi ho sciorinate sono state troppe e troppo dettagliate, ma ho voluto evitare interpretazioni errate; e spero di non essermi sbagliato.
 
Ed ora veniamo ai commenti.
 
I nostri parlamentari di qualsiasi partito o movimento, salvo le solite eccezioni (poche) non pensano a queste semplici cose nonostante le soluzioni di queste situazioni sarebbero facili da scrivere e approvare. Hanno emanato leggi e regolamenti per far conoscere bene ai consumatori tutto ciò che acquistano. Ottimo.
Ma che fatica si fa a obbligare i fabbricanti a aggiungere dettagliatamente le informazioni sulla qualità dell'imballaggio? bastano veramente poche parole per farlo. Vi sono alcuni produttori che già lo fanno spontaneamente e sono da premiare; alcuni scrivono solo di cosa è fatto l'imballaggio (per esempio PE -per polietilene) altri aggiungono anche ladestinazione, plastica, carte ecc. per la raccolta differenziata.
 
Per finire lancio una sfida ai nostri "decisori". Non pretendo che tutti siano culturalmente avanzati su questo argomento.
Mi piacerebbe però sapere da tutti quale percentuale di raccolta differenziata fanno le loro famiglie, ovviamente anche i single.
La prima persona dalla quale vorrei saperlo è il Ministro dell'Ambiente, del Territorio e del Mare, Dr. Gian Luca Galletti (già lo sapevate? lo avete mai visto in TV parlare di ambiente, clima, di problemi climatici, di ciò che si fa in Europa e nel mondo?). Guida questo ministero dal febbraio 2014 nel 1° governo Renzi. Prima ha fatto solo il Commercialista e, una volta entrato in politica, si è occupato solo di finanza e dintorni. E' uno dei ministri nominato per meriti soprattutto di bilancino partitico.
 
Bene, se avete voglia di parlarne sono a vostra disposizione.
 
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