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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 17/03/2019 @ 15:06:09, in H) Rodano, cliccato 2 volte)
 ALLA  REDAZOINE  DI  RODANONEWS  (mercoledì 13 marzo 2019) SCIOPERO DEI GIOVANI PER IL CLIMA
Quanti Rodanesi sanno che venerdì prossimo vi sarà in decine di paesi nel mondo uno sciopero degli studenti in favore del Clima? Se la risposta è affermativa, quanto gli interessa?
E' un avvenimento importante perché finalmente si tratta di uno dei primi eventi in cui vi è una grande manifestazione di piazza da parte dei giovani a livello mondiale. E' utile anche perché perfino gli adulti, genitori, nonni, ecc., si rendano conto che i governanti-decisori si debbano dar da fare seriamente per salvare il pianeta.
 
Mi chiedo se i Giovani di Rodano faranno sciopero e manifesteranno a Rodano, oppure andranno a Milano.
 
Ero al corrente da tempo della preparazione di questo Global Climate Strike ed avevo provato a contattare MAS scrivendo loro due volte, ma non ho ottenuto alcun riscontro. Delle due l'una: o non intendono avere contatti con un adulto sconosciuto, oppure il loro indirizzo e-mail non è attivo. In ambedue i casi ritengo che ci sia qualcosa di loro che non funziona bene.
Eppure, come  già ho accennato prima, non solo è importante che i giovani manifestino a Rodano, ma che chiamino gli adulti a seguirli perché questi, genitori (con fratelli/sorelle più piccoli), zii, nonni ecc. affinché capiscano quanto sia importante manifestare con forza nelle piazze per far sentire ai "decisori" che il "popolo" chiede che essi se ne occupino.
 
L'umanità ha a disposizione solo 11 anni per avviare concretamente tutti i necessari cambiamenti per far sì che l'economia inizi realmente ad abbandonare completamente  tutte le fonti fossili in maniera tale che la temperatura media terrestre interrompa il continuo aumento che non si è mai arrestato.
 
Cordialmente
 
Gennaro Aprea
 
PS  del 18 marzo - Questa lettera, pubblicata da RodanoNews in occasione del famoso sciopero dei giovani nel mondo intero (circa 120 paesi, compresi India, Russia e Cina) non ha avuto alcun commento da parte dei lettori. E non mi sembra di aver visto o sentito di alcuna manifestazione nelle strade del nostro Comune.
Vorrei solo aggiungere che è necessario continuare a rendere sempre più consapevoli tutti, giovani, adulti, anziani, ecc., affinché la sollecitazione ai governanti per salvare l'ambiente, quindi il pianeta, diventi un chiodo fisso nella testa dei destinatari finché non decidono di agire come devono. Gli scienziati son sempre disponibili per aiutarli a prendere decisioni difficili e importanti.
Ma è necessario che sappiano subito che la tecnologia è andata avanti e continuerà ad avanzare in maniera tale da permettere l'abbandono completo delle fonti fossili, carbone, petrolio e gas. Ma bisogna iniziare subito!
Nel mio piccolo continuerò a lavorare per promuovere ulteriori proteste iniziate dai giovani senza interruzione, coinvolgendo persone di tutte le età
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Di Gennaro Aprea (del 03/03/2019 @ 18:49:03, in F) Questa è l'Italia, cliccato 9 volte)
 IL QUARTO D'ORA ACCADEMICO
 
Avendo frequentato a suo tempo 2 Università, Roma e Pisa, ho imparato il significato del Quarto D'Ora Accademico e la ragione del ritardato inizio delle lezioni dei Professori rispetto all'ora ufficiale prevista. Cioè l'impegno di ciascun Professore appena arrivato in Facoltà per la prima lezione della giornata, di passare in sala professori per dare un'occhiata alla eventuale posta; successivamente il ritardo era dovuto a eventuali risposte alle domande degli studenti che avevano appena finito di ascoltare la loro lezione prima di andare alla successiva... per non parlare poi di altre eventualità, un bicchier d'acqua e/o un caffè fra una lezione e l'altra, e/o ....un qualche breve bisogno corporale.
 
Nel corso della mia abbastanza lunga vita di lavoro e di continuo studio ho avuto numerose occasioni di assistere a numerosi convegni e perfino di farne parte come speaker in Nigeria (ai tempi ancora colonia britannica) in USA e soprattutto in Gran Bretagna, luoghi dove questa consuetudine non esiste. E ciò è successo anche in altri paesi come la Francia ed il Brasile.
Di conseguenza ho sempre sentito che per un ritardo di 2 o 3 minuti di un uno degli oratori, questo si scusava ufficialmente per averlo causato.
 
Questa abitudine è divenuta quindi parte del mio business imprinting, ma anche nel privato.
  
Da molti anni a questa parte in Italia invece, chiunque deve parlare in un qualsiasi convegno si è impadronito - abusivamente - di questa consuetudine anche se non è un accademico.
 
Il risultato è che mi trovo sempre a disagio quando sono costretto ad assistere a ritardi ingiustificati all'inizio di qualsiasi riunione in cui è previsto che una o più persone parlino di fronte ad un pubblico.
 
Sicuramente la ragione è che sono un po' troppo antico; tuttavia è difficile  abituarmi a questa - molto negativa per me - consuetudine che comporta inoltre il fatto che, anche quando sono previsti interventi con tempi prefissati, sia gli oratori che chi coordina le tavole rotonde, si permettono i primi e permettono i secondi, che i tempi eccedano quanto previsto.
 
Da qualche anno seguo i convegni organizzati dal Politecnico di Milano e dalla Bocconi e noto con piacere che gli accademici fanno iniziare i loro eventi senza utilizzare il Qd'OA.
 
Pochi giorni fa ho letto una notizia che mi ha fatto quasi commuovere di piacere:
Su Repubblica del 27 febbraio è apparso un breve articolo da Tokio di Cristian Martini Grimaldi intitolato:
 
"IL MINISTRO E' IN RITARDO DI 2 MINUTI,
IL PARLAMENTO SI FERMA PER CINQUE ORE"
"Sembrava una normale seduta della Dieta in cui i parlamentari degli opposti schieramenti si beccavano facendola la voce grossa davanti ai microfoni. Solo che questa volta, a fare da bersaglio agli strali dell'opposizione era un uomo solo, il ministro delle Olimpiadi, Yoshitaka Sakurada.
Il quale aveva compiuto l'affronto di presentarsi per il suo atteso discorso con 120 secondi di ritardo. Troppi secondo l'opposizione che ha boicottato la seduta proprio mentre Sakurada stava per prendere a parola.
Per 5 ore nessuno si è più ripresentato in aula. Poi sono partite le accuse di fronte alle quali il ministro è stato costretto a chiedere scusa.
Sakurada in realtà era già da tempo al centro di polemiche per una serie di intollerabili gaffe. Pochi giorni fa quando la nuotatrice Rikako Ikee ha annunciato che non parteciperà alle Olimpiadi perché malata di leucemia, ha commentato: "Avrebbe potuto vincere l'oro, peccato, è una vera delusione". Anche in quel caso è stato costretto a chiedere scusa."
 
Forse alcuni dei nostri importanti uomini politici sono andati a scuola da Sakurada ed hanno a loro volta fatto scuola a loro amici e colleghi.
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Di Gennaro Aprea (del 22/02/2019 @ 16:35:58, in L) Zero-carbonio, cliccato 9 volte)
COSTI E BENEFICI
 
"Una società ecologicamente sostenibile potrà affermarsi quando diventerà desiderabile".
 
Non è la prima volta che ricordo questa frase di Alexander Lager, uno dei nostri massimi ecologisti, che la pronunciò nel 1995. La scrissi anche nell'introduzione del piccolo saggio del 2012.
Come molti già sanno, nella strategia di marketing per vendere più agevolmente qualsiasi bene o servizio, la comunicazione al mercato deve essere tale da renderli desiderabili.
Cosa, ahimè che ancora non si è realizzata per l'attuazione di una economia sostenibile, nel senso più largo della parola, sviluppo, lavoro, territorio, salute, sicurezza, ecc.
Da cosa dipende questa situazione? Le cause sono tante e si potrebbe scriverne a lungo, ma mi limito a evidenziarne due gruppi.
 
Primo, la limitata o trascurabile conoscenza dei nostri gestori politici dell'enorme argomento dei problemi ambientali; e di conseguenza i ridotti o pressoché zero programmi politici che finora non sono mai stati per loro una priorità, mentre invece è divenuta oggi sempre più pressante.
 
Secondo, scienziati, esperti ed addetti ai lavori che studiano e si occupano di energie non inquinanti alternative alle fossili si parlano fra di loro, cosicché la gente comune non ha a disposizione una corretta informazione necessaria a renderla consapevole di questi problemi. E ciò ha un impatto anche sui politici che hanno la tendenza ad essere scettici su di essi. Non solo, un ulteriore impatto si è avuto su molte persone che hanno ricevuto notizie contraddittorie (con l'"aiuto" delle industrie delle energie fossili) così esse sono divenute a loro volta scettiche e pensano o sono convinte che un'economia sostenibile costerà molto di più di quella attuale.
 
In altri paesi, europei e non, la situazione è certamente differente nel senso che la gente comune ha acquisito maggiore consapevolezza, soprattutto fra i giovani (abbiamo sentito recentemente le loro iniziative - vedi articolo precedente, COP 24).
 
Allora perché il titolo di questo articolo?
I media ci hanno a lungo riempito la testa di costi e benefici riguardo alla linea TAV: molte/troppe notizie contraddittorie (per motivi politici) ed infine smentite e riconoscimento di errori di approccio.
 
Non dobbiamo dimenticare che i costi e benefici per un qualsiasi investimento innovativo sono basilari per ogni azione economica, nessuna esclusa. Purtroppo abbiamo spesso sentito di investimenti importanti nelle infrastrutture che non hanno dato risultati positivi, anzi essi sono stati una perdita per la comunità, cioè per noi cittadini-contribuenti.
 
Eppure vi sono movimenti internazionali il cui scopo è "divest fossil energies".
All'estero, essi riescono a portare persone nelle piazze perché le hanno convinte a comportamenti utili a limitare l'uso delle energie inquinanti e produttrici di gas serra.
Alcuni di questi movimenti sono riusciti persino a convincere grandi investitori (assicurazioni, enti pensionistici, fondazioni e simili) a disinvestire i loro patrimoni mobiliari nelle imprese del carbone, petrolio, gas naturale.
 
Alla luce di queste considerazioni ritengo necessario che le modifiche dei comportamenti di chi ci governa in Italia e di noi cittadini abbiano bisogno di un chiaro convincimento sulla convenienza economica di sostituire le energie che abbiamo utilizzato finora con altre alternative.
 
Di conseguenza è indispensabile che ogni partito e movimento politico coinvolto in elezioni di ogni genere, non solo inserisca nel suo programma l'economia sostenibile come prioritaria, ma anche si prefigga di fare ricerche e studi accurati sui costi e benefici della sostituzione dell'economia cui siamo abituati, in particolare le energie fossili.
 
Queste vecchie fonti - ormai molti già ne sono abbastanza convinti - hanno rovinato gravemente l'ambiente in tutte le maniere possibili.
Per realizzare tutto ciò sono necessari esperti e tecnici di altissimo livello specializzati in ciascun settore dell'economia, della salute e delle problematiche ambientali, coordinati da esperti di sostenibilità economica. Naturalmente tutti affatto indipendenti da partiti e movimenti di origine politica.
Ma non basta. E' importante che queste politiche siano abbracciate dalla gente comune affinché sia spinta a premere sui legislatori e su chi le fa applicare. La gente deve essere pienamente informata e coinvolta.
 
In altre parole noi tutti non dobbiamo attendere che i governi (centrali e locali) legifichino tiepidamente in favore dell'ambiente con l'attuale lentezza. Dobbiamo prendere iniziative e scendere in strada affinché queste nuove politiche divengano più incisive e applicate con la massima rapidità; tutto ciò anche al di là degli accordi internazionali (es. accordi europei al 2030, data ultima per salvare il pianeta)
 
Non sto qui ad elencare tutte le infinite situazioni che possono interessarci direttamente, sono molte.
Ecco un solo esempio fra i tanti
 
- Plastica biodegradabile. L'abbandono completo della plastica (inventata dal nostro grande chimico Giulio Natta nel secolo scorso) che continuiamo ad utilizzare, è ancora lontano ma è necessario sostituirla al più presto, come più volte è stato ampiamente dimostrato dalle immagini delle isole di rifiuti di plastica nei mari e nell'esistenza di microplastica nel pescato, cibo importante della nostra alimentazione, con le conseguenze negative sulla salute degli umani e di uccelli e di altri animali.
 
Le materie prime per produrla provengono interamente dal petrolio con processi petrolchimici a loro volta pericolosi per l'ambiente e gli umani.
Eppure la tecnologia ha fatto da tempo passi da gigante e già oggi la sostituzione completa con plastica biodegradabile è possibile.
Quali le cause principali?
a) l'industria petrolifera/petrolchimica che sembra non avere alcuna intenzione di cambiare mestiere (salvo poche virtuose eccezioni estere) e continua ad investire nella ricerca e lo sviluppo
b) l'industria della fabbricazione della materia prima plastica e delle sue applicazioni e utilizzazioni
c) la grave insipienza dei politici sui problemi della sostenibilità e la lentezza con la quale stanno affrontando il problema i decisori che si avvicinano a queste problematiche, spesso pesantemente condizionati dalle industrie di cui sopra.
 
Occorre affrontare decisamente l'esame costi-benefici della sostituzione della plastica con le nuove materie prime interamente biodegradabili, così come per tutti gli altri settori economici iniziando da quelli che hanno un impatto più pesante rispetto ad altri, come la mobilità delle persone e delle merci, l'agricoltura, tutte le varie cause del riscaldamento terrestre e le numerose soluzioni innovative della produzione di energia elettrica con il relativo accumulo (è di questi giorni la notizia del nuovo campo eolico più grande del mondo in acque britanniche che sarà pari a 7 centrali atomiche) riscaldamento e raffrescamento naturali. Senza dimenticare il riuso.
 
Per passare oltre la plastica, i calcoli più difficili sono quelli riguardanti il valore dei benefici per l'ambiente e la salute derivanti dall'uso di nuove tecnologie; per quest'ultima direttamente in prima battuta e indirettamente a cascata dai graduali miglioramenti ambientali.
Miglioramenti che alcuni tecnici, abbiamo sentito, tendono a ritenere "insignificanti" o privi di interesse.
 
Ora che avete finito di leggere, tornate al primo rigo e valutate ancora la frase di Langer.
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