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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 11/01/2008 @ 19:02:07, in F) Questa è l'Italia, cliccato 743 volte)
A MUNNEZZA
 
In questi giorni abbiamo letto e sentito autorevoli giornalisti, meno autorevoli politici e tutti gli altri che vogliono parlare di questa situazione della Campania, i quali hanno scritto (i primi), parlato, accusato, difeso se stessi (i secondi), con varie immediate strumentalizzazioni e richieste di dimissioni. Ed è utile sottolineare che queste strumentalizzazioni in Campania sono arrivate alla distruzione e l’incendio dei rifiuti, delle scuole, delle auto e dei mezzi di trasporto e dei vigili del fuoco, alle rivolte contro la Polizia e i Carabinieri e perfino i Pompieri. Si fa’ di tutto pur di far saltare il governo. Ci deve essere per me qualcuno che paga (chi mai sarà?) questi terroristi o dei “masanielli” che eccitano alla rivolta i cittadini stufi della situazione.
Da buon napoletano cui si stringe il cuore a sentire e vedere ciò che è successo da 15 anni a questa parte, e sta ancora succedendo, non posso fare a meno di mettere giù qualche pensiero sulla “munnèzza”, e non monnezza come scrivono e dicono persone che vogliono infiocchettare i loro discorsi con una nota di colore dialettale.
Innanzi tutto vorrei poter chiedere a tutti i ministri, parlamentari, consiglieri comunali provinciali e regionali con i sindaci e i relativi presidenti ed i vari assessori, ed anche ai giornalisti, se nelle loro famiglie si fa’ la raccolta differenziata. Sono certo che non vi siano statistiche, ma ho la netta impressione che la maggioranza di queste persone non la facciano e non conoscono l’importanza di realizzarla, cioè sono incompetenti o misconoscono.
Mi spiace menzionare me stesso, ma forse è utile che i lettori di questo sfogo diano un’occhiata al mio articolo nella “Sezione Rodano” del 24-10-2006 dove descrivevo ciò che si fa nel piccolo comune dove abito. Non conosco ancora i dati del 2007 ma l’ultimo disponibile era che la Raccolta Differenziata nel nostro comune raggiungeva il 67%, cifra non disprezzabile. Certo è che per arrivare a questa cifra che credo sia ancora aumentata ad oggi, ci sono voluti più di 15 anni di disposizioni, tentativi, aggiustamenti della strategia della raccolta, ma soprattutto di educazione e di acculturazione dei rodanesi. fra i quali tuttora ve ne sono alcuni che se ne fregano, altrimenti potremmo arrivare a percentuali ben superiori. Per esempio la mia famiglia certamente arriva a realizzare la R.D. per un buon 95%, tenendo presente fra l’altro che l’umido, cioè quasi tutto ciò che proviene dai rifiuti organici dell’alimentazione, prima e dopo la cottura, mi serve a fare il “composto”, cioè un ottimo concime che viene da me utilizzato “intramoenia” cioè in un sito in giardino che mi crea un terriccio che utilizzo per concimare l’orto, i cespugli e i vasi di fiori, gli alberi da frutta, ecc.
Forse qualche cifra aggiuntiva può dare un’idea della situazione italiana che è in fortissimo ritardo rispetto ai programmi fatti da un governo - non ricordo quale in questo momento - del secolo scorso che prevedeva che la R.D. avrebbe dovuto raggiungere la percentuale del 35% nel 2008; oggi siamo in Italia al 26% con una forte maggioranza al nord (con punte eccellenti come Novara 66%, Verbania 64%) perché nel sud è solo il 10%.
Di tutti i rifiuti ben il 54% va in discarica (hanno ben ragione le persone che non vogliono più discariche), il resto è riciclato come appena detto o bruciato nei termovalorizzatori.
Nel sud sono stati spesi finora 2 miliardi per il problema rifiuti con i risultati irrisori o negativi che ormai conosciamo bene.
Perché è importante e quali vantaggi dà la Raccolta Differenziata?
Le due ragioni principali sono molto semplici:
1) Tutti i rifiuti differenziati possono essere materia prima (anzi seconda in gergo tecnico) per fare altri prodotti, la plastica per il “Pile” e altri materiali in plastica, per esempio panchine, attrezzature per i giochi all’aperto, contenitori per oli minerali e moltissimi altri; il vetro per fare altro vetro con il 30% di risparmio di energia; la carta, per fare altra carta con risparmio di legno, cioè di alberi (in Italia siamo riusciti a primeggiare – secondi dopo la Germania - in questa raccolta ed esportiamo carta da riciclare); i metalli per fare altri prodotti in acciaio, ferro, alluminio, stagno, rame, zama, ottone; gli oli minerali e vegetali usati per farne altri oli, ecc.
 
2) I comuni, da soli o consorziati, che vendono i rifiuti differenziati possono, come succede a Rodano ed in altri comuni italiani, compreso a Mercato S. Severino in Campania (55% di RD), diminuire la TARSU, cioè la tassa che paghiamo per il servizio di raccolta.
 
Se non si riesce a vendere tutto, alcuni rifiuti possono essere bruciati nei termovalorizzatori per creare energia elettrica e calore per il riscaldamento, senza che ciò comporti emissioni di diossina ed altri veleni per la nostra salute. Le famose “eco-balle” stoccate in vari siti in Campania sono veramente delle balle non certamente ecologiche, balle nel senso di quelli che dicono fandonie, perché sono costituite da miscele di rifiuti indifferenziati che, se bruciati emettono questi veleni; quindi nessuno li vuole e, se vengono bruciati.dai tedeschi che le accettano, oltre al costo del trasporto, si deve pagare il costoso processo che trattiene i veleni di cui sopra.
 
Quindi, a parte ciò che è stato detto a proposito delle responsabilità che i politici si sono lanciati reciprocamente, nessuno – o quasi – ha detto (compresi Roberto Saviano ed Eugenio Scalfari nei loro eccellenti articoli di qualche giorno fa), che fra le responsabilità vi è quella di non aver pensato – a mio parere per incompetenza – che la cosa più importante, la priorità assoluta, era quella di insegnare agli italiani di realizzare la Raccolta Differenziata. Per non parlare della casta religiosa che ha tuonato – demonizzandola - contro ogni iniziativa per risolvere i problemi tecnici dei rifiuti. Invece questi signori sono stati e sono troppo e solo attenti a delle cose (es. legge 194) che interferiscono pesantemente nella libertà di pensiero degli italiani.
 
A proposito di incompetenza, una delle prime piccole e semplici cose da fare, è quella di creare una legge brevissima che non costa niente alla Stato, nella quale si obbliga tutti i produttori di imballaggi italiani e stranieri (che normalmente scrivono romanzi su di essi) ad aggiungere in grande evidenza di cosa è fatto l’imballaggio, carta, plastica, metallo, ecc., se il prodotto con cui è fatto l’imballaggio è riciclabile e se danneggia l’ambiente.
Io ricevo dalla Commissione Europea ogni trimestre una pubblicazione racchiusa nella solita busta di plastica trasparente dove c’è scritto chiaro e con caratteri leggibili in 11 lingue la seguente frase:
“polietilene riciclabile – inoffensivo per l’ambiente”.
Solo su pochi imballaggi vi sono scritte che fanno capire ai cittadini di cosa è fatto l’imballaggio. Se fosse obbligatorio per tutti, le persone sarebbero molto facilitate nella selezione. Attualmente, nel dubbio, le buttano nel secco, cioè nei rifiuti che non si possono riciclare, quindi non diminuisce la percentuale del secco non riciclabile.
Questo è solo un esempio per dirvi che fra le responsabilità dei politici e dei commissari vi è anche questa, forse la più importante, cioè l’educazione nelle scuole, nelle parrocchie, nelle comunicazioni delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, per non parlare dei governi e dei ministri dell’Ambiente che – almeno questo Pecoraro Scanio – sembra si è limitato a dire sempre “no” a tutte le iniziative per la soluzione dei rifiuti urbani e pericolosi (dei quali questi ultimi le industrie del nord si sono sbarazzate “vendendole” alle varie mafie e camorre del sud per la loro distruzione che invece ha creato inquinamento e morti nelle discariche abusive).
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Di Gennaro Aprea (del 30/12/2007 @ 16:39:57, in C) Commenti e varie, cliccato 929 volte)
FABIO FAZIO E MIKE BUONGIORNO
 
ripreso dal blog di Vincenzo Scardapane
 
Ieri sera ho visto, come sempre la trasmissione di Fazio “Chetempochefà” con la presenza di uno dei più conosciuti presentatori della televisione italiana che ci ha deliziato per molti anni.
Qualche giorno fa gli è stata conferita la laurea honoris causa in Scienza delle Comunicazioni quindi il conduttore lo ha presentato come “Dottore” e si è divertito a fargli un interrogatorio che verteva soprattutto sul libro autobiografico che il Dottor Buongiorno ha scritto con l’aiuto del figlio minore Leonardo, se ben ricordo.
Mi ha dato l’impressione di essere molto attaccato al denaro, come si dice, ed è riuscito, anche durante la “lectio magistralis” all’Università a pubblicizzarselo.
Il bravo Fazio si è divertito e ci ha fatto divertire prendendolo un po’ in giro affettuosamente.
Ascoltando alcuni scorci della sua vita, fra i quali parecchi episodi nei quali ha rischiato di perdere la vita (fucilazione, incendio dell’aereo su cui viaggiava, naufragio della sua barca, ecc.) ma anche il suo salvataggio dal campo di concentramento in Austria alla fine della guerra mondiale del 1939-45, ed i suoi successi in televisione (per i quali occorre riconoscere la sua serietà nel lavoro) grazie anche al padre del nostro Walterissimo, Vittorio Veltroni, alla fine mia moglie ed io ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo detto quasi all’unisono: “Questo è il rappresentante dell’uomo mediocre che ha avuto un gran culo nella vita”.
Perché mediocre? Forse perché la sua prima trasmissione di grande successo “Lascia o raddoppia?” è stata la trasmissione che ha attirato di più la maggioranza degli italiani mediocri di quei tempi (seconda metà degli anni 50) i quali si erano innamorati di un presentatore che non sapeva parlare bene (e ancora non lo sa fare), che (volutamente?) faceva gaffe una dietro l’altra, presentando tuttavia una sottospecie di cultura da “guinnes dei primati” di persone che sapevano tutto di un certo argomento.
Poi ha continuato per molti anni su trasmissioni simili, ha guadagnato un sacco di soldi e si ritrova ottantenne a lavorare ancora per la televisione.
Molti lo amano, io non l’ho mai stimato, perciò ci saranno molte persone che mi criticheranno per questo mio pensiero non condiviso dai più.
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Di Gennaro Aprea (del 30/12/2007 @ 15:50:49, in A) Aziende, innovazione, produttività, costi, ecc., cliccato 1037 volte)
GLI INCASSI DEGLI STABILIMENTI BALNEARI
 
Che senso ha parlare di stabilimenti balneari in questi giorni in cui le temperature qui a Rodano dove vivo vanno da –5° a +3-5°C ? Proprio pochi giorni fa, il 21 dicembre, siamo entrati in inverno e forse una di queste sere potrebbe nevicare secondo le previsioni.
E’ un po’ strano e forse fuori luogo, eppure c’è una ragione che vi spiegherò subito.
Il tutto ha origine dal mio brutto vizio di rimandare le cose quando ritengo che non siano urgenti. In effetti (forzate) in agosto, durante le vacanze, per la prima volta in vita mia perché non mi era mai capitato di farlo in tanti anni, sono entrato in uno stabilimento balneare, ho chiesto di prenotare un ombrellone e due sdraio per un certo numero di giorni.
Quando è finito il periodo di vacanza ho pagato il saldo (avevo dato una caparra) mentre tutti i giorni al mare ordinavo panini e bibite che pagavo al momento.
Ho chiesto lo scontrino fiscale anche per tutte le consumazioni e la signora titolare mi ha messo in mano uno scontrino con tanto di intestazione, indirizzo, numero di partita IVA ecc. che, ad un successivo (nel tempo) attento esame, non aveva alcun numero progressivo ma soprattutto non vi era alcuna dicitura di scontrino fiscale.
Mi sono allora ripromesso di chiedere informazioni alla Guardia di Finanza, ma i giorni e i mesi sono passati e ho rimandato questo compito che mi ero assegnato.
Finalmente pochi giorni fa ho telefonato alla GdF e mi hanno confermato che gli stabilimenti balneari non sono tenuti a emettere scontrini fiscali (nemmeno per il servizio bar e panini?).
L’anno scorso e precisamente il 20 ottobre del 2006, in un mio articolo intitolato “Messaggio per i comunisti” nella Sezione “Commenti, satira e varie”, avevo indicato alcuni redditi medi di operatori economici come i tassisti (poco più di 11.000 € l’anno) di gioiellieri ed altri felici piccoli imprenditori che denunciavano allegramente scandalosi e irrisori redditi, anche al di sotto della fascia della povertà. Non c’erano fra questi i titolari di concessioni di litorale per stabilimenti balneari che pagano cifre irrisorie allo Stato per la concessione della spiaggia e che piangono miseria quando denunciano i loro redditi. Tanto è vero che la scorsa estate abbiamo letto fiumi di articoli e sentito alla radio e in TV lo scandalo degli aumenti del noleggio delle cabine, ombrelloni e sdraio….
Sono come i tassisti, forse peggio, i quali non emettono alcun documento ufficiale perché sono infatti autorizzati (e benedetti) dallo Stato (c’è stato qualche anno fa un tentativo di far emettere degli scontrini ai tassisti subito rientrato per paura di una rivoluzione “armata”) ad evadere.
Non entro bel complicato mondo degli “studi di settore” che prefigurano dei ricavi medi su i quali il fisco stabilisce la contribuzione, per ogni tipo, dimensione e categoria di “servizi di piazza” e di “stabilimenti balneari”, ma ritengo che sia gli uni che gli altri, in quanto piccoli imprenditori, abbiano dei redditi molto superiori ai minimi previsti da questi studi di settore, e sui quali pagano le imposte.
Allora Signor Bersani, allora Signor Visco, allora Signor Padoa Schioppa, vogliamo informare il popolo italiano, quello della libertà e quello della non libertà, della vostra ferma intenzione (e metterlo al corrente della data delle vostre decisioni) di voler recuperare l’evasione fiscale di questi signori e di molti altri con mano ferma, fregandovene di quelli che difendono gli evasori e vanno contro noi che paghiamo il 100% delle nostre imposte sui redditi come salari e pensioni?
So che è difficile in Italia – voi comunque sapete bene come fare, i controlli innanzi tutto - ma provateci per favore: avrete la nostra eterna riconoscenza!
 
PS – so perfettamente che vi sono molti altri e grandi evasori, ma anche questi piccoli potrebbero produrre raccolta fiscale consistente.
A PROPOSITO, BUON ANNO A TUTTI I MIEI LETTORI
 
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