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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 08/06/2013 @ 18:57:16, in L) Zero-carbonio, cliccato 485 volte)
ANCORA SUI MOTORINI DI AVVIAMENTO, PICCOLI ED ANCHE PIU’ GRANDI
 
Non so se dipenda dai media o da un mancanza di buona comunicazione ai cittadini da parte del Governo, ma apprendiamo ogni giorno notizie di azioni e proposte dell’esecutivo su:
-  modifica delle istituzioni e della seconda parte della costituzione, con i 35 esperti, ecc.
-  quali possano essere le soluzioni (finanziarie) per aiutare le imprese a diminuire il
   costo del lavoro se assumono, specialmente i giovani
- ecc.
I media sono anche pieni di:
-  litigi fra partiti
- dentro i partiti
- improperi dei giovani industriali per l’alta imposizione fiscale (70%!), ribaditi dal
  Presidente di Confindustria Squinzi che “proprio non ne può più”
- timori di rivoluzioni
-  ecc.
E molti di noi criticano queste eccesso di attività meno urgenti, salvo una degna legge elettorale.
 
Invece di “ripresa” e “crescita” dell’economia e delle relative azioni necessarie a realizzale non se ne parla più da tempo:  a mio parere le facilitazioni per le assunzioni di nuovi lavoratori-giovani non possono obbligare le imprese a queste assunzioni se non c’è un loro mercato in aumento.
 
Eppure qualche settimana fa il Governo aveva deciso di mantenere il 50% di rimborso per le ristrutturazioni degli edifici fino al 31 dicembre 2013 ed ha aumentato il rimborso dal 55% al 65% per ogni modifica agli edifici che abbia lo scopo di risparmio energetico fino alla fine del 2014.
Da buon ambientalista ribadisco che lavorare per migliorare l’ambiente crea posti di lavoro (vedi anche l’articolo precedente).
E non posso che sottolineare quanto questi programmi significhino creare un mercato per le imprese dei settori coinvolti per realizzare queste opere: Non so se le proposte siano già diventate legge o decreti da approvare in Parlamento, però è importante e obbligatorio battere e ribattere quanto qualsiasi azione nel campo dell’ambiente crei, non solo lavoro, ma risparmi energetici per lo Stato (a che punto siamo con la “spending review cioè quanto lo Stato abbia diminuito le sue spese, leggi sprechi?).
 
Ribadire fino alla noia con una comunicazione intelligente che ristrutturare e coibentare gli edifici significa che chi paga le opere, specialmente finalizzate al risparmio energetico (ripeto: rimborso del 65% che non è poco) è una misura che comporta la diminuzione del tempo di ammortamento della spesa per le tutti (privati e pubblici) e la conseguente una diminuzione concreta del costo annuale per il riscaldamento e raffrescamento estivo.
 
Oggi i media hanno raccontato anche del “pianto” degli albergatori e simili che prevedono la forte diminuzione delle vacanze estive degli italiani e consigliano di farle in giugno e luglio quando i prezzi sono più bassi. Perché non abbassarli globalmente visto che negli ultimi 10-15 anni i prezzi delle camere d’albergo sono saliti a cifre assurde rispetto ad tutti gli altri paesi destinatari di vacanze?
Ma la cosa più importante è la mancanza della politica italiana di valorizzare il nostro Paese come invece fanno ancora altri paesi per attirare turisti stranieri non solo al mare ma per il patrimonio naturale ed artistico che possediamo, cioè per la cultura che gli appassionati godono 12 mesi l’anno, non solo d’estate. Eppure tutti ripetono che l’Italia è il paese più ricco di queste bellezze mal trattate, male o non valorizzate come dovrebbero essere.
Se gli italiani hanno meno redditi per le loro vacanze per quest’anno – e temo anche per il prossimo/i – spendere per campagne di attrazione turistica valorizzando e rendendo attraenti le migliaia di siti godibili dai turisti stranieri, significa mettere in moto un altro “motore di’avviamento” per la crescita e la ripresa, e ripagarsi le spese.
Cosa si potrebbe fare per mettere qualche “forcone al culo” ai responsabili del nostro Governo per smuoverli da questi atteggiamenti di azioni politiche molto meno urgenti e prioritarie?
Sono disposto a fare folla davanti a Palazzo Chigi e alle “scatole” non vuote ma piene di cervelli di piccola dimensione di numerosi rappresentanti del popolo italiano eletti a febbraio, alcuni dei quali hanno ottenuto anche responsabilità più o meno importanti (di piccoli cervelli ne esistono anche fuori dalle “scatole”).
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Di Gennaro Aprea (del 30/05/2013 @ 21:43:06, in L) Zero-carbonio, cliccato 926 volte)

UN MOTORINO D’AVVIAMENTO PER IL LAVORO E LA RIPRESA

In questo mese di maggio ho avuto occasione di ascoltare varie persone che hanno trattato il problema prioritario di questi mesi (i 100 giorni) che ci attende da quando è stato costituito il governo di Enrico Letta, governo criticato, come al solito, perché non fa subito il necessario per far decollare l’economia italiana e dare lavoro ai giovani (programma prioritario dichiarato). Attuazione difficile per le differenze (spesso abissali) dei componenti di questo governo anomalo di coalizione ancora più anomala.

La prima occasione è stata un incontro con Ambrosoli, capogruppo del Consiglio Regionale lombardo, organizzato da un gruppo di Liste civiche della zona della Martesana (famoso canale ad est di Milano per i non lombardi). La seconda è stata la presentazione alla Casa della Cultura di Milano del libro “Bolle di mattone” di Mario De Gaspari, esperto di consumo del suolo da parte della speculazione edilizia, di cui avevo già parlato in questa sede; questo incontro è stato particolarmente interessante e con ampio dibattito anche grazie alla presenza di co-relatori quali Stefano Zamagni, grande economista, e di Giancarlo Consonni docente di Urbanistica al Politecnico di Milano.

La terza occasione è stata un incontro con la neo eletta Onorevole Simona Malpezzi del PD ed il Consigliere Regionale lombardo Massimo d’Avolio. L’incontro era stato organizzato a Peschiera Borromeo con i cittadini ed i circoli del PD della zona i quali hanno parlato per primi con numerosi interventi, molti su temi prettamente politici e altrettanti di stimolo ai due invitati all’incontro a fare o proporre in Parlamento e al Consiglio regionale cose che sembra si possano realizzare per il bene comune. Solo alla fine sono intervenuti il deputato ed il consigliere regionale che hanno risposto in maniera egregia con soddisfazione di (quasi) tutti.  

In questi ultimi due eventi sono intervenuto anch’io presentandomi come ambientalista – come in effetti sono - che crede fermamente nello sviluppo di tutte le azioni per migliorare l’ambiente, ivi compreso lo stop completo al consumo del suolo che ha creato nel settore edilizio, prima la “bolla di mattone” e poi la crisi di tutto il comparto diretto e collegato, come abbiamo sentito parlare fino allo sfinimento.

Ebbene ho ripetuto che un motorino d’avviamento per la ripresa del settore, specialmente a favore delle piccole e medie imprese edili, ma anche delle più grandi, può sicuramente essere una politica economica e finanziaria nazionale che preveda non un rinvio continuo delle agevolazioni delle ristrutturazioni e investimenti in energie rinnovabili (rispettivamente 50 e 55% di rimborso sulla cifra spesa) oggi scadenti il 30 giugno (si parla solo di rinnovare fino al 31 dicembre di quest’anno) ma un piano da attuare in alcuni anni perché questa politica potrebbe dare lavoro all’intero comparto per molti anni, almeno fino al 2020.

Nei miei interventi ho parlato solo di “cappotto”, cioè della coibentazione esterna dei muri perimetrali degli edifici, della coibentazione dei tetti e della sostituzione dei vecchi infissi (finestre e persiane) che lasciano passare il calore all’esterno, anche se molto altro si potrebbe fare.

Queste azioni estese al 100% dei milioni di edifici esistenti, abitativi, industriali e commerciali, costruiti nel passato senza alcun criterio di risparmio energetico (oggi classificati in classe G, la più bassa della certificazione energetica) potrebbero dare lavoro a milioni di addetti all’edilizia, della produzione di isolanti, di infissi che comprendono vari materiali, legno, alluminio, plastiche, vetro, ferro, ecc.

 Quali vantaggi e quali risultati?

 -       diminuzione dei disoccupati nei settori descritti

 -       risparmio energetico per riscaldamento invernale e raffrescamento estivo con diminuzione del consumo di prodotti derivati dal petrolio, di gas e di elettricità con un importante minor dispendio nell’importazione di queste fonti di energia

 -       le azioni di coibentazione produrrebbero investimenti di privati e pubblici (scuole, edifici pubblici, palestre, ecc.) fatturati regolarmente per ottenere il rimborso con e nuovi introiti fiscali di IVA e dell’attività che altrimenti non esisterebbero; quindi non si tratta solo di esborsi del 50 o 55% ma anche di importanti vantaggi per le casse dello Stato.

Il Professore Zamagni, rispondendo al mio intervento, ha anche aggiunto che lo Stato potrebbe dare un’ulteriore facilitazione praticando uno sconto sull’IMU per qualche anno ai proprietari degli edifici. L’onorevole Malpezzi mi ha detto che il Governo Letta già prevede quanto io ho suggerito ed io le ho risposto che sono ben felice di apprenderlo, ma la comunicazione su questo argomento è assolutamente manchevole e si limita ufficialmente a “pensare” di prolungare i rimborsi fino alla fine di quest’anno. 

 Mi posso sbagliare, ma sono convinto che azioni decisive di questo genere ben pianificate potrebbero essere uno dei motorini di avviamento che faccia da volano alla ripresa economica dell’Italia.

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Di Gennaro Aprea (del 24/05/2013 @ 19:34:06, in C) Commenti e varie, cliccato 535 volte)

RICORDO DI DON GALLO

 

I lettori di questo blog sanno certamente che sono da decine d’anni un laico non credente, di quelli “tosti” come si dice a Napoli, ed anche anticlericale nei confronti della Chiesa cattolica come è oggi, per come ha cambiato nei secoli in peggio la religione fondata da Gesù di Nazareth rendendola quasi un “business” con un “management” assoluto e conservatore che non ammette discussioni e obiezioni dal basso (chissà se il nuovo Papa Francesco riuscirà a farla ritornare come dovrebbe essere una religione che dice di  predicare l’amore per il prossimo).

Eppure la notizia della scomparsa di questo prete salesiano e missionario in Brasile al tempo della dittatura degli anni 70, tanto diverso dagli altri, che ha dedicato la sua vita ad assistere le persone bisognose di tutto, dall’uscita dalla droga alla miseria più nera, cosa che ho apprezzato moltissimo, mi ha rattristato sinceramente.

Mia moglie ed io, durante una breve vacanza in Liguria nel luglio dell’anno scorso, avevamo avuto occasione di ascoltarlo in un parco per un paio d’ore in mezzo a centinaia di persone affascinate da Don Andrea.

Ci avevano fatto impressione le cose che diceva, molte delle quali condividevo completamente, e la forza con la quale le esprimeva nella loro semplicità perfettamente intellegibile a tutti, ai quali spesso strappava sorrisi e risate perché parlava sempre in allegria. Era uno dei pochi preti “sopportati” dall’alto clero che spesso all’inizio lo aveva anche umiliato relegandolo per impedirgli di parlare, invano.

Una delle cose che mi ha fatto più impressione è la risposta che aveva dato una volta alla domanda su come interpretasse il mistero della Trinità, cioè il Dio uno e trino, di una religione di cui egli era uno dei rappresentanti; la risposta era stata (più o meno): “ Non sono un esperto di dogmi perché sono un povero semplice prete di limitata cultura; mi basta di sapere che Dio sia antifascista”.

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