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Di Gennaro Aprea (del 01/03/2013 @ 21:21:36, in C) Commenti e varie, cliccato 531 volte)
DIARIO DI UN RAPPRESENTANTE DI LISTA


Non avevo mai fatto in vita mia il rappresentante di lista, né lo scrutatore, né tanto meno il presidente di seggio. Però numerosi amici sciatori avevano deciso da tempo la settimana bianca quindi sono partiti domenica 24, subito dopo aver votato. Così mi sono sentito in dovere di dare una mano, cioè controllare che nel seggio cui ero stato assegnato andasse tutto bene e soprattutto che non vi fossero “brogli” durante gli scrutini di lunedì pomeriggio-sera (che è finita a quasi mezzanotte) e di martedì pomeriggio-sera.

In definitiva ho avuto occasione di imparare qualcosa di nuovo, previo incontro con amici esperti e lettura di un manualetto che evidenziava, fra l’altro, le numerose regole dettate dal Ministero degli Interni per la validità dei voti.

Il presidente di seggio, che conoscevo da molti anni, è stato impeccabile anche se un po’ pignolo, e così gli scrutatori ed il segretario (non pignoli) che erano tutte simpatiche ragazze salvo un giovane che aveva appena compiuto 18 anni. Solo in un caso ho contestato un voto di preferenza che il presidente voleva annullare e sul quale poi mi è stata data ragione.

È stata comunque un’esperienza che mi ha lasciato alla fine l’amaro in bocca. Non pensate subito al risultato delle elezioni: non è questa la ragione.

Invece ciò ho dovuto constatare è che il “porcellum” ha completato l’opera di diseducazione ed il menefreghismo degli italiani-elettori, cioè quella di dare quasi unicamente il voto alla lista senza dare la possibilità di occuparsi di chi nella lista andrà in Parlamento oppure nel Consiglio Regionale (dove si poteva dare un voto di preferenza), perché nominati dal “capo” o dai “colonnelli”, anche in pensione.

In altre parole gli italiani-elettori non si curano di chi li rappresenterà, di chi farà i loro interessi, non sanno chi sono le persone inseriste in lista, che cultura ed esperienza posseggono e quale siano i loro interessi come candidato.

Mi rendo conto che l’elettore non può  “studiare” il CV di tutti, ma si può scegliere, come ho fatto io e pochi altri, fra 2 o 3 persone della zona dove si vive; li si avvicina all’inizio della campagna elettorale, gli si pone domande, si ascolta i loro programmi, ecc.. Tutto questo è una cosa normale nelle democrazie avanzate come la Gran Bretagna, la Francia, la Germania, i Paesi scandinavi ed anche gli USA dove - fra l’altro - i Parlamentari e i Consiglieri locali sono ben inferiori di numero ai nostri, cosa che faciliterebbe ed invoglierebbe l’elettore ad interessarsi ai candidati che hanno il compito di rappresentarli. Poi, alla fine della legislatura, se non si sono comportati bene e non hanno lavorato assiduamente, li si manda a casa.....senza pensione

Io ovviamente conosco solo i risultati del seggio dove ho lavorato ma, parlandone con rappresentanti di altri seggi del mio Comune lombardo (e credo che ciò valga anche per il Lazio ed il Molise) la situazione è analoga.

Ecco i risultati del mio seggio per l’elezione dei candidati a Presidente della Regione Lombardia. Ci può essere una leggerissima discrepanza con la realtà a causa di poche schede elettorali ancora in discussione ma la cui decisione è avvenuta senza la presenza dei rappresentanti di lista:

-  elettori                956

-  votanti                777 (81,3% degli elettori)

-  schede bianche     7

-  schede nulle        13

-  voti validi            757

-  preferenze            40

Vi sono state 10 preferenze date ai candidati Presidenti nella lista che l’appoggiavano e non ai candidati contenuti nella lista, che non ho contato perché non significative (8 per la Carcano del M5S e 2 a Pinardi del “Fermare il declino”.

Come si può ben notare 40 preferenze su 757 voti validi fanno il 5,3% !

Chi ha dato più preferenze, ma sempre insignificanti di numero, sono stati gli elettori delle lista PD con 19 preferenze su 158 voti validi, cioè il 12%, forse perché le primarie hanno fatto sì che gli elettori avevano avuto occasione di conoscere i candidati in precedenza.

Questa situazione a me sembra assurda. Gli  italiani dovrebbero meditare molto perché è assolutamente necessario arrivare a comportarsi con intelligenza, nel nostro stesso interesse.

Ultima nota di colore (non vi scandalizzate ma ritengo che sia ipocrita nascondere la realtà come si usa quasi sempre con interruzioni e puntini): una delle schede annullate conteneva la seguente frase di protesta: “fatemi tutti un pompino con il culo” (mai sentita in quasi 82 anni di vita!)

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Di Gennaro Aprea (del 25/02/2013 @ 17:46:31, in F) Questa è l'Italia, cliccato 620 volte)

LO SPENDING REVIEW DELLE TV

Alla fine del 2011, quando Il Presidente Giorgio Napolitano affidò Mario Monti le redini di un cosiddetto governo tecnico, gli italiani impararono pian piano il significato di questo nuovo termine anglosassone (oltre allo “spread”) che significa revisione della spesa (dello Stato).

Era stato il nuovo Presidente del Consiglio a buttar lì questo termine nel suo discorso programmatico; e numerosi parlamentari non lo capirono subito. Ricordo infatti che il Capogruppo della Lega Nord  nella sua replica a questo discorso rimproverò il Professor Monti di non aver accennato alla necessità di diminuire la spesa pubblica perché non conosceva l’inglese, quindi fece una figura ...”barbina” (metteteci voi un altro aggettivo al posto di questa espressione toscana). 

Con l’andar del tempo se n’è parlato sempre meno e alla fine sembra che Monti se ne sia dimenticato completamente perché la spesa dello Stato – salvo i tagli alla Sanità e ad altri servizi sociali - non è affatto diminuita durante il suo governo di poco più di 1 anno. Anzi è aumentata notevolmente e, per coprirla, siamo stati mitragliati da una serie di imposte e tasse, diminuzioni di pensioni, limitazioni di benefici, ecc., ecc.

Ci sono invece alcune aziende ben conosciute che hanno profuso a quattro mani l’uso della spending review secondo una strategia un po’ strana, mentre in altri settori della loro attività imprenditoriale hanno al contrario fatto aumentare la loro spesa aumentando a dismisura i loro costi. Da poco una di esse è state messa in vendita dalla capogruppo perché oberata da bilanci negativi: la vendita si materializzerà entro poco tempo e sono già in corso trattative di cui si parla in questi giorni... ne parleremo alla fine. 

Si tratta delle principali imprese televisive, cominciando dalla RAI e continuando con le altre più importanti emittenti commerciali di gruppi privati che tutti conoscono. 

Vediamo prima come hanno tentato di applicare la spending review  con risultati finali pressoché nulli o ridicoli, per essere buoni. 

-       nei tele-giornali od in altre note trasmissioni, interviene spesso qualche personaggio esterno femminile o maschile, politico, sindaco o parlamentare o consigliere regionale, oppure importante perché intellettuale, scrittore, artista, filosofo, economista, ecc. oppure artista, comico o attore di vecchi tempi sconosciuto ai più, oppure scienziato, ecc. Ebbene, quasi sempre appare il nome e cognome del personaggio e la sua qualifica solo per mezzo secondo. Il risultato però è che noi telespettatori non riusciamo a leggere interamente il nome quando magari è lungo oppure straniero e la qualifica o la professione sono composte di 4 o più parole. Se accendiamo la televisione in un certo momento dopo l’inizio della trasmissione e la didascalia è già passata, non sappiamo chi sta parlando; non solo, se il personaggio sparisce per qualche secondo e poi riappare, risparmiano anche la ripetizione! Vi sono ovviamente delle virtuose eccezioni, ma sono poche. 

-       Quando mostrano avvenimenti di piazza in Italia e all’estero l’obiettivo della telecamera mostra cartelli con scritte le più varie....ci fosse una volta che ci lasciano il tempo di leggere tutto ciò che c’è scritto! Qualche volta si soffermano su scritte e cartelloni stranieri mostrati dai manifestanti scritti in lingue più o meno sconosciute (es. in arabo a piazza Tahir al Cairo) che sarebbe forse bene fossero tradotti dall’inviato o dal giornalista della TV che ci parla....altrimenti a che serve vederli? e che razza di spendig review è?

-       So bene che ogni trasmissione deve mostrare l’elenco di tutti i nomi dei partecipanti e dei professionisti che hanno contribuito alla produzione della trasmissione (succede anche nei film trasmessi in TV). Spesso questo elenco è inserito solo alla fine e scorre ad una velocità da Formula 1 per cui non serve assolutamente a noi telespettatori. Come la mettiamo?  

-       Dal novembre 2011 fino a pochi giorni fa, quando parlano dei rapporti fra Monti e Berlusconi, regolarmente e per risparmiare nuove riprese, appare la ripetizione all’infinito di Berlusconi – allora della maggioranza che appoggiava il Governo Monti - che si infila nei banchi del governo, si avvicina al Professore, gli stringe la mano e poi si mette chiacchierare con lui gesticolando con il suo dito alzato come per dire,: stai attento prof !  

-       Altro  risparmio sono le scene identiche, ripetutissime per mesi, di Monti che entra a Palazzo Chigi attorniato dai suoi 4 o 5 gorilla; per non parlare di quelle scenette analoghe che riguardano Silvio Berlusconi e altri parlamentari o VIP. 

-       E le identiche scene ripetute della Cancelliera Merkel che sfoggia le sue giacche color pastello sorridendo a destra e manca; del Presidente del Parlamento Europeo Schultz del quale si ricorda e si ripete la famosa frase di Berlusconi, che sappiamo a memoria, che l’aveva chiamato “kapò”; e la scena del Ministro Federale delle Finanze tedesco Schauble sulla sedia a rotelle che guarda l’orologio entrando nella sala del Consiglio dei Ministri europei. 

-       e, recentissimo, dal 14 febbraio ad oggi, tutti i santi giorni, le ripetute riprese di Oscar Pistorius in piedi in tribunale, serissimo e con la tesa abbassata; e della povera Reeva che ci sorride in piscina, che bacia i delfini e poi li cavalca... 

Potrei continuare a descrivervi questi numerosi generi di “risparmio” ma vedo che ho già abusato della vostra pazienza. 

Ma allora sono tutti qui i grandi risparmi della spesa ? Io direi che sarebbe ora che nelle varie emittenti televisive ci fossero dei registi, aiuto-registi, segretari alla regia, ed altri che partecipano alla produzione e al montaggio delle trasmissioni, con un tantino di sale in zucca che mi sembra manchi quasi del tutto nella maggioranza dei casi. 

Per chiudere passiamo alla seconda ed ultima parte di questo lungo esame delle emittenti televisive: quello degli sprechi. E sarò breve. 

Qualche decennio fa per produrre magnifici e famosi spettacoli televisivi e anche per  “talk show” di vario genere bastavano poche persone. Ora il numero di esse è cresciuto come la lievitazione di dolci speciali tipo il babà, tipico dolce napoletano (se siete curiosi andate a vedervi la ricetta). 

Ebbene vi faccio un solo esempio: alla TV7, in un talk show settimanale in cui vi era un’unica scena fissa, con un unica persona che parlava benissimo e diceva cose interessanti per non più di 20 minuti, ho contato i nomi (che scorrevano velocissimamente) delle persone che avevano partecipato alla produzione: erano 52 ! 

“No comment”, però adesso capisco perché Telecom ha messo in vendita questa emittente televisiva che ha i bilanci in rosso fuoco. 

PS - Per qualche istante sono stato indeciso se inserire questo articolo nella Sezione, “Aziende, innovazione, produttività, costi” oppure in “Questa è l’Italia” o addirittura in “Satira e umorismo”. Poi ho deciso per la seconda perché rispecchia molte situazioni di incompetenza, di nepotismo, di inciuci politici, ecc. che fanno aumentare i costi ma che fanno anche “piangere” e non “ridere” per questa povera nostra Italia resa ormai marcia da quando la corruzione e gli interessi personali hanno prevalso su tutto. 

Chissà se avremo un nuovo governo dopo queste elezioni del 24 e 25 febbraio che riuscirà a  cambiare questo andazzo ! Cross fingers !.....e se gli italiani penseranno di migliorare la loro cultura e cambiare i loro comportamenti.

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Di Gennaro Aprea (del 21/02/2013 @ 20:15:38, in H) Rodano, cliccato 708 volte)

SABATO 8 DICEMBRE 2012 – incontro con Umberto Ambrosoli

Quel sabato mattina faceva molto freddo nonostante il sole, ma ero uscito presto per essere in tempo all’appuntamento delle 11 con l’allora candidato (in concorrenza con Di Stefano e la Kustermann ) alle primarie del PD per la nomina a candidato ufficiale alle elezioni per il Presidente della Regione Lombardia (che poi ha vinto anche se io non l’abbia votato sabato 15 dicembre).  

Il percorso era lungo (Quartiere QT8) nella periferia milanese opposta rispetto a Rodano, ma non volevo mancare perché mi interessava ascoltare le idee e le proposte dell’avvocato Ambrosoli, dopo aver incontrato 2 giorni prima Andrea Di Stefano per la stessa ragione (la dr.ssa Kustermann l’avevo sentita in TV in una lunga intervista qualche giorno dopo). 

Da quando sono stato in età di votare, ho sempre cercato di conoscere al meglio i candidati per sapere chi sono, la loro preparazione ed esperienza (cosa che solo una minoranza degli italiani fanno) per poi decidere chi sarà il mio rappresentante in Parlamento, Regione, Provincia, Comune. E spesso sono riuscito anche a parlare con loro ponendogli domande.

Questo mio comportamento si è rafforzato nel tempo dopo aver appreso bene quello dei britannici con i quali sono stato in contatto vivendo e lavorando insieme a loro fin dal 1957. 

Se date un’occhiata all’intero manifesto che ha tappezzato le bacheche di tutta la Lombardia per le prossime elezioni politiche e Regionali, vi accorgerete che ciò che ho appena detto è dimostrato dalla mia faccia che appare dietro il megafono in mano ad Ambrosoli. 

Sono stato così involontariamente immortalato, ovviamente solo per il tempo delle elezioni; e me ne sono accorto l’altra sera 19 gennaio durante un altro incontro che si è svolto proprio a Rodano con Ferruccio Capelli, Direttore della famosa Casa della Cultura milanese. 

Capelli ci è venuto a spiegare perché si è candidato alle elezioni regionali nella lista del PD, cosa può fare e vuole fare di nuovo per cambiare l’andazzo di questa Regione governata dalla PDL e Lega Nord per troppo tempo. La sua pluriennale competenza ed esperienza, se sarà eletto, potranno certamente dare a noi cittadini un contributo positivo per risolvere i molti problemi (cominciando da quelli della pulizia dei comportamenti) che la Regione più importante d’Italia ha accumulato in 17 anni di amministrazione Formigoni. Così potrà essere di esempio per altre future elezioni regionali. 

Capelli ha ricevuto molte domande e le sue risposte sono state sempre soddisfacenti. Insomma la serata è stata un successo per lui e utili per chi lo ha ascoltato.

A proposito, mi stavo dimenticando...... io voterò per la lista PD e scriverò il suo nome fra i candidati; e quindi il voto andrà automaticamente ad Ambrosoli quale Presidente.

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