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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 13/04/2012 @ 11:53:45, in C) Commenti e varie, cliccato 667 volte)
RICORDO DI MIRIAM MAFAI
Sono un lettore qualsiasi di lunga data de La Repubblica e vorrei ricordare modestamente anch’io una delle più grandi giornaliste italiane.
Non mi sembra di aver letto o sentito nelle numerose commemorazioni di questi giorni una cosa che ho sempre apprezzato in Miriam Mafai, particolarmente in quegli articoli nei quali lanciava frecce acuminate., cioè quel sottile umorismo che rendeva il testo particolarmente gradevole.
Natalia, ci mancherai moltissimo.
 
Di Gennaro Aprea (del 16/02/2012 @ 12:13:01, in C) Commenti e varie, cliccato 852 volte)
QUESTI SOCIAL NETWORK…..
 
La mia esperienza con i social network non è molto positiva, contrariamente alla generalità delle persone che si affannano a farne parte e li utilizzano per avere molti contatti con il maggior numero di persone.
Quasi sicuramente questo mio punto di vista dipende dal fatto che non sono più giovane da molto tempo, però recentemente abbiamo sentito cose non certamente positive su alcuni di essi.
È una notizia recente che Twitter ha iniziato a censurare i messaggi di chi scrive, cosa assolutamente inaccettabile.
A questo proposito ritengo di non poterne farne parte perché, nonostante cerchi di non essere prolisso, in generale sono incapace di esprimere un pensiero o il mio punto di vista in poche parole, così come esige Twitter, a meno che non si tratti di battute, spesso banali e di minima importanza, quindi di scarso interesse, almeno per me, che le ritengo perdite di tempo.
 
Vi racconterò invece la mia personale e negativa esperienza con Facebook. Molti anni fa (avevo già 73 anni), si era proprio agli inizi della vita del più diffuso network a livello mondiale, mi iscrissi in buona fede. Dopo pochi giorni, la mia posta elettronica fu invasa da decine di letterine e foto di giovani donne – evidentemente ignare della mia età - che volevano conoscermi e incontrami con l’evidente desiderio di venire a letto con me. Scrissi a Facebook che non volevo più ricevere alcun messaggio e che volevo essere cancellato dal social network. Un paio di giorni dopo mi arrivò un messaggio di Facebook in cui si diceva che io ero stato cacciato dal network per miei ignobili comportamenti. Risultato: Facebook è da me stato messo nella “black list”, dopo averli minacciati di denunciarli per calunnia.
Non solo; ancora mi arrivano messaggi da persone che non conosco e da qualche nome che devo aver conosciuto mille anni fa, che non ricordo chi siano o che non frequento da una vita, le quali mi invitano a comunicare con loro e a far parte del loro giro. In fondo al messaggio c’è la scritta che riporto qui sotto (come si vede, in inglese, in piccoli caratteri e colorata in tono leggero, che io ho messo in grassetto per facilitarvi la lettura)
 
This message was sent to gennaro.aprea.5@alice.it. If you don't want to receive these emails from Facebook in the future or have your email address used for friend suggestions, please click: unsubscribe.
Facebook, Inc. Attention: Department 415 P.O Box 10005 Palo Alto CA 94303
 
Non basta: quando clicco su unsubscribe, appare la seguente pagina, questa volta in italiano:
 
“Registrazione Facebook ti aiuta a connetterti e a rimanere in contatto con le persone della tua vita
 
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           Gennaro Aprea – gennaro.aprea.5@alice.it
 
Non sei gennaro?
 
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A parte che sono io a giudicare quali siano “le persone della mia vita”, non credo che vi sia bisogno di alcun commento su questi comportamenti fasulli.
 
Ed ora passiamo a Linkedin, molto più recente di Facebook.. Qualcuno che conosco, immagino una quarantenne in carriera, ma non sono certo sia lei, mi ha iscritto inviando al network in mio Curriculum Vitae professionale, con molti errori e manchevolezze. Da allora Linkedin mi offre di aggiornare il CV, per poter usufruire del network ai fini di poter essere assunto da un’impresa e migliorare la mia posizione ed il mio stipendio, oppure di scambiare idee con le persone della rete su situazioni che riguardano l’economia e la politica..
Quando ho cominciato a ricevere queste comunicazioni avevo circa 76 anni ed ora sono vicino agli 81. Ve lo immaginate quanto io possa essere interessato a “frequentare” questo gruppo di persone e far parte di Linkedin stesso?
Ma il peggio è che non riesco a farmi cancellare il mio indirizzo e-mail da “data base” di Linkedin, così che questi messaggi mi riempiono la posta in arrivo fra i quali vi sono i nomi di persone che conosco i quali evidentemente hanno inserito il mio nome fra le loro conoscenze professionali e politiche.
 
 
 
TIR: È NECESSARiO CONOSCERE BENE DI CHI È LA COLPA
 
 
Spero che la Magistratura riuscirà fare giustizia.
Mercoledì ho sentito, come tutti noi, alla radio e in TV, la notizia che un autista di TIR manifestante era stato ucciso da una autista di TIR tedesca. Ho anche letto l’articolo su La Repubblica che riporto per la parte che ci interessa
Un manifestante morto ad Asti, alcuni feriti ai presidi, 11 denunce a Napoli e un arresto a Nola tra gli autotrasportatori. E poi stabilimenti fermi, carburante esaurito, supermercati vuoti, traffico ancora rallentato in alcuni snodi strategici della viabilità.
Il ministro dell'Interno che annuncia ordinanze urgenti dei prefetti per sciogliere i blocchi, i camionisti di Trasportounito che non mollano. Il racconto del secondo giorno di protesta dei bisonti della strada comincia presto, alle 5 di ieri mattina, sulla statale 10 nei pressi del casello avvolto dalla nebbia di Asti Ovest, dove erano parcheggiati decine di camion.
Era ancora buio quando Massimo Crepaldi, un autotrasportatore astigiano di 46 anni, è stato travolto da un tir Man Tgx guidato da una camionista tedesca di Schornodorf, Karin Jiutta Weckerle, 53 anni, fermata con l'accusa di omicidio colposo.
Sembra che la donna abbia provato a forzare il blocco per entrare in autostrada mentre Crepaldi le indicava a gesti un luogo dove parcheggiare, colpendo con i pugni la carrozzeria dell'autoarticolato. Mossa che potrebbe avere spaventato la camionista inducendola ad accelerare. In quel momento però, Crepaldi è stato agganciato, finendo sotto le ruote del camion. È morto sul colpo.
«È stato un incidente - ha detto al magistrato la Weckerle in lacrime- non ho visto quell'uomo che si muoveva a fianco del mio camion». L'alcol test è risultato negativo. Alcuni colleghi sostengono che avesse provato a forzare il blocco qualche chilometro prima, a Villanova, «rischiando di mettere sotto due persone».
Ma su Internet girano video che documentano le ben poco ortodosse "tecniche di convincimento" messe in atto dai manifestanti, per indurre i colleghi a fermarsi ai presidi.
La seconda giornata di sciopero selvaggio dei tir è proseguita….
Nei vari telegiornali e giornali radio dello stesso giorno e di ieri non si è approfondito l’argomento, ma la notizia ha solo riportato brevemente che una camionista tedesca aveva ucciso un collega italiano. Non ho avuto la possibilità di leggere altri quotidiani, quindi non so se qualcuno abbia scritto o detto ciò che ho appreso da un amico, sulla cui serietà e obiettività non ho alcun dubbio. Si occupa di trasporti su gomma nel senso che noleggia TIR, quindi è in stretto contatto con questo ambiente.
Mi ha riferito che le cose sono andate così. Il camionista manifestante ha cercato di fermare il TIR mettendosi davanti al mezzo, che ha ovviamente rallentato fin quasi a fermarsi; poi è saltato sul predellino cercando di aprire la porta della cabina; l’autista tedesca aveva con se un cane che ha abbaiato fortissimo avventandosi contro il vetro; nel frattempo la tedesca aveva ripreso ad avanzare lentamente girando il volante per evitare altri camionisti; il manifestante si è messo paura del cane ed è sceso cadendo malamente in terra, cosa che la conducente non ha visto; purtroppo si è trovato sotto le ruote ed è rimasto schiacciato. Il tutto si è svolto in un secondo.
Se ciò risulterà vero, ritengo che la tedesca non possa essere accusata di omicidio colposo. Speriamo che dei testimoni onesti presenti alla scena possano chiarire interamente come si è svolta la tragedia.
Se le cose si sono svolte così, non si può rovinare la vita di una persona innocente
 

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