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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 09/01/2017 @ 19:29:06, in C) Commenti e varie, cliccato 738 volte)
DISOCCUPAZIONE IN AUMENTO?  ...LOGICO!
 
Premessa: vi avviso che questo è il più lungo articolo che abbia mai scritto per questo sito quindi, se non vi interessa questo banale argomento, scegliete qualcos'altro da leggere.
 
Da tempo ci siamo ormai abituati a vivere con il progresso tecnologico che progredisce senza sosta dandoci anche numerosi vantaggi per la nostra vita in termini di maggiori semplificazioni, minori perdite di tempo, ed anche minori spese. Mi riferisco per esempio a quando, per avere dei contanti dovevamo andare in banca, fare la fila davanti ad un cassiere per poi spenderli nei vari punti vendita. Analogamente per trasferire del denaro, era necessario fare la fila in banca.
Ormai sono cose del lontano passato: ci sono le carte di credito e di debito (bancomat) e il PC di casa o uno smartphone per un bonifico.
 
Ugualmente è ormai da un buon lasso di tempo che scienziati, economisti e specialisti di automazione e robotica scrivono e dimostrano che il fabbisogno di mano d'opera nelle fabbriche ed anche nei servizi continua a diminuire senza sosta.
 
Su questo vasto argomento c'è una certa letteratura a disposizione; se ne parla su numerosi media, soprattutto cartacei, ma anche in alcune trasmissioni TV. Ho letto alcuni articoli su l'Espresso che leggo abitualmente e, nonostante non abbia alcun interesse con l'autore e l'editore, consiglierei a chi è più interessato di leggere un recente saggio di Jerry Kaplan: "Le persone non servono" (LUISS 2016). Vorrei precisare che questi argomenti hanno cominciato a essere studiarli già alcuni decenni fa da John McCarthy dell'università di Stanford: si tratta dell'intelligenza artificiale.
 
Purtroppo la maggior parte di noi non collega molto le due situazioni e le conseguenze sul futuro della nostra società che potrebbe dar luogo a rivolgimenti profondi in termini di povertà crescente e di superarricchimento di pochi. Per il momento la situazione più appariscente a livello superficiale è la difficoltà ad assorbire la mano d'opera che è aumentata paurosamente a partire dall'ultima crisi mondiale, specialmente per le nuove generazioni.
 
Ancora peggio, le persone che dovrebbero informarsi e apprendere a fondo, per poi prendere delle decisioni sensate, non fanno niente o quasi. Di queste persone parlerò più avanti ma intanto vorrei trarre una prima semplice osservazione. Siamo arrivati ad una svolta fondamentale sul futuro del pianeta che potrebbe essere non molto lontana.
 
In pratica e in parole povere, se vi avvicinate a questi argomenti troverete le spiegazioni del perché in tutto il mondo l'economia sta andando inesorabilmente verso l'automazione e la robotizzazione della produzione industriale di beni annullando gradatamente il fabbisogno di mano d'opera umana.
Se qualche lustro fa per costruire un macchina qualsiasi non troppo complicata, una fabbrica impiegava 100 persone coadiuvate da utensili relativamente semplici gestiti da queste persone in una catena di montaggio, oggi ne servono 3 o forse 4, però molto più specializzate. Ma non è finita qui: siamo già arrivati in numerosi casi al punto nel quale macchine utensili sono dei robot che si parlano fra di loro, quindi basta una sola persona altamente specializzata che gestisce l'intera catena di montaggio. Ma ancora: i robot possiedono una banca dati che ti dice se c'è qualcosa che non va e dove si deve intervenire per rimettere tutto in ordine....E avrete sicuramente già sentito parlare di stampanti a tre dimensioni, di domotica e di automobili che si guidano da sole. Non vi meravigliate se fra meno di un paio di lustri nascerà una consistente disoccupazione degli autisti dei TIR...
 
Anche nei servizi sta avvenendo la stessa cosa, solamente con un po' di ritardo rispetto al settore industriale, ritardo che sarà presto superato...E si legge ovunque che vi sono sempre più "esuberi di personale" in questo settore; e così nelle linee aeree, nei "call center" dove ora ci sono solo dischi che ti rispondono e ai quali puoi chiedere un'informazione come a una persona, che a sua volta può soddisfare le tue esigenze, ecc.
 
Quale è il risultato? gli imprenditori potranno produrre beni e offrire servizi a costi sempre inferiori ed avere altissimi profitti con pochissima mano d'opera di alta e altissima professionalità.
 
Tutta questa lunga premessa per cercare i mettere in luce ciò che non fanno quelle persone alle quali avevo accennato all'inizio. Non sembra solamente, perché invece è più che certo, che le persone che governano i paesi più avanzati e ricchi a livello centrale e locale, non si siano ancora resi conto di questa realtà ormai più che avanzata. Specialmente i decisori di alto livello: non parlo solo dei presidenti del consiglio, dei ministri, sottosegretari, ecc., ma di tutti i burocrati fissi da sempre all'interno delle strutture amministrative i quali coadiuvano i primi nel momento in cui essi assumono i loro incarichi in seguito ad elezioni o rimpasti. Sono soprattutto i burocrati fissi che non sanno (o non vogliono sapere) che il mondo non ha più bisogno di lavoratori come prima e senza una base culturale adeguata. Tutte queste persone si mettono a discutere con i sindacalisti, anche loro piuttosto impreparati su questo argomento, per trovare soluzioni alla disoccupazione con azioni che valgono per tappare solo qualche buco  a breve termine, cioè solo usare pannicelli caldi che non potranno mai risolvere alcun problema sul medio e lungo termine.
Tutto ciò naturalmente salvo le debite, aimè poche, eccezioni.
 
Guardiamo per esempio in Italia a proposito del Job's Act, con i suoi voucher. Faccio una nota personale: perché non hanno pensato anche a taglie di valori più alti di 10 Euro per lavori discontinui a più alta specializzazione(1)  senza organizzare i necessari controlli dalla cui mancanza sono nati gli abusi che fanno ridere per la loro enorme moltiplicazione ed il fallimento di queste disposizioni. I lavoratori che considerano insufficienti i 10 Euro (7,50 netti) compilano il voucher senza la data, lo tengono in tasca senza ufficializzarlo così esso vale per il/i giorno/i successivo/i se non ci sono controlli; quindi si fanno pagare la differenza in nero, cosa che gli imprenditori sono ben lieti di fare con il risultato finale della continua evasione fiscale. I voucher sono stati quindi solo un "pannicello caldo"
 
Ecco una prima idea fra le numerose che potrebbero essere messe in opera per assorbire mano d'opera in cerca di lavoro. Gli esecutivi a livello centrale, insieme a sindacalisti dotati di apertura mentale, dovrebbero circondarsi di (giovani, ve lo dice un over-85nne) economisti, scienziati del ramo (automazione e intelligenza artificiale), sociologi, psicologi, per farsi consigliare su come poter impiegare il maggior numero possibile di mano d'opera almeno nel medio periodo, cioè 5-10 anni. Ciò significa creare un progetto completo capace di mettere in evidenza quali sono i settori che sicuramente non possono fare a meno di mano d'opera "non robotica". A mio parere ogni stato e/o regione posseggono caratteristiche differenti che non possono essere valide per tutti i paesi e regioni nel mondo; quindi parlerò soprattutto dell'Italia.
 
 
 
(1) una cosa è la raccolta dei pomodori e un'altra sono le punte di lavoro stagionali nel turismo o nelle produzione e vendita, ove la preparazione culturale deve essere ben maggiore
 
 
Provo quindi ad esporre una qualche idea esemplificativa. Non pretendo certo di essere in grado di fornire la panacea universale o soluzioni totali e risolutive, comunque ritengo che il tentativo sia da prendere in considerazione.
 
La prima idea riguarda il turismo nel senso più lato della parola. Nonostante in Italia possediamo un grande numero di beni artistici, storici e naturali di grande valore rispetto al mondo intero, soprattutto per l'alto livello qualitativo, non siamo i primi per numero di turisti. Tralasciamo la balla che ne abbiamo il 50% o addirittura il 60% di tutto il mondo, le statistiche del 2014 sono un fatto reale:     
                            Paese                    turisti in milioni
            1.           Francia                        83.8
            2.              USA                            74.8
            3.            Spagna                        65
.           4.              Cina                            58
            5.              Italia                            53.8
 
Da notare che nel 2016 in Francia i turisti sono leggermente diminuiti a causa dei timori per il terrorismo mentre in Italia sono aumentati nello stesso anno. Ugualmente vi sono delle modifiche simili in altri paesi come la Turchia (6°) e la Germania (7°), mentre in Cina il numero di turisti è in continuo aumento. Nel Regno Unito (8°) sono stabili per il momento.
A parte le statistiche, è certo che in Italia la gestione dell'attrazione turistica è tuttora mediocre (per lo più a causa delle diversità a livello regionale) e solo nel 2016 si è visto un leggero miglioramento grazie a qualche sostituzione con migliori direzioni di (pochi) musei e siti importanti.
Tanto per dare un esempio significativo, a Londra vi è un museo, il Victoria & Albert Museum, il cui interesse artistico effettivo non raggiunge nemmeno da lontano gli Uffizi di Firenze o gli scavi di Pompei; ebbene nel 2015 aveva raggiunto 3.300.000 visitatori contro 1.971.000 degli Uffizi (2016 visitatori 2.100.000) e 2.900.000 di Pompei (che nel 2016 hanno raggiunto i 3 milioni).
Ebbene, oso affermare che la qualità dei beni artistici, scientifici e paesaggistici italiani è tale che il numero di turisti potrebbe moltiplicarsi senza troppa fatica di 3-4 volte nel giro di pochi anni se la politica economica statale che riguarda il turismo fosse gestita (e venduta) come in altri paesi, compresi per esempio la Francia e gli USA.
Non potrò mai scordare durante un lungo viaggio turistico negli Stati Uniti nel 1978 dove, per visitare l'insignificante appartamento di Lincoln a Washington (uno come tanti altri senza alcun interesse specifico) pagammo 13 dollari (1$ = 847 Lire) a persona; e non c'era nemmeno la disponibilità dell'audio-guida. E così un po' dovunque per moltissimi siti assolutamente banali.
 
Altri esempi significativi riguardano il numero di visitatori di ottimi musei in questi ultimi anni:
 Museum of Modern Art (MOMA) - New York            2.500.000 anno  
Museo di Arte Contemporanea - Roma                         350.000      "
Galleria Naz. di Arte Moderna - Roma                          115.000       "
Museo di Arte del XXI secolo - Roma                           450.000       "
Come si nota, la somma dei tre musei romani è inferiore al milione, mentre la qualità dei contenuti è certamente la stessa e in alcuni casi anche superiore.
I musei in Italia ammontano a 281 di cui 51 con più di 50.000 visitatori; fra di essi sono compresi i Musei Vaticani con 5,9 milioni di visitatori.
Infine i prezzi dei nostri musei e siti sono generalmente inferiori a quelli sparsi nel mondo: Altro esempio: l'ingresso al MOMA costa 23 $ per 3 ore; al Museo del 900 a Milano 10€; ambedue senza contare l'audio-guida o guida fisica che a New York con lingua Italiana o francese costa 3 volte quella di Milano dove invece, per una guida "English or Chinese speaking", i prezzi sono più che ragionevoli.
 
Tutto ciò per confermare che il turismo, diciamocelo francamente, anche se gli ingressi, le prenotazioni e le guide si possono da tempo già acquistare on line, vi sarà fabbisogno di mano d'opera umana altamente acculturata e specializzata per lungo tempo, soprattutto per le guide umane e la sicurezza necessaria per non distruggere le opere d'arte. E' qui che vi sarebbe necessità di maggiore quantità di mano d'opera se la programmazione nazionale fosse più intelligente.
Infine vorrei esprimere un commento personale: sono convinto che, anche se la tecnologia potrà mettere a disposizione di tutti immagini e situazioni in cui l'aspirante turista potrebbe godere da casa seduto in poltrona, come se fosse presente, ambienti naturali, musei, beni storici, ecc., viaggiare ed essere veramente presente, "toccando" , in ciascuno di questi luoghi/situazioni è tutt'altra cosa che nessuna intelligenza artificiale potrà realizzare. In conclusione sono convinto che il turismo così com'è oggi non sparirà nel tempo.
Non parliamo poi di tutto ciò che è strettamente connesso al turismo cioè ricettività, trasporti e gastronomia; quest'ultima da sola è già in Italia un'attrazione per che tutti i visitatori stranieri ambiscono gustare ovunque; beninteso a patto di  non essere imbrogliati sulla qualità e sul prezzo, come aimè spesso succede in alcune nostre zone di attrazione. Ciò significa più cuochi, pizzaioli, pasticceri, addetti ai servizi che spesso sono "carenti", ecc.
 
Non vorrei dilungarmi troppo in dettagli di altri settori dove vi sarà ancora fabbisogno di mano d'opera umana sempre più specializzata e acculturata, almeno per un certo lasso di tempo e sui quali ci si può sbizzarrire, comunque ecco qualche accenno:
 
i) La bio-agricoltura e quella orticola anche se vi sono già studi per l'automazione della semina (come è già sviluppata nell'agricoltura estensiva), dell'innaffiamento automatico e controllato con minor dispendio di acqua; in seguito si potrebbe arrivare perfino alla selezione e raccolta automatizzate di questi prodotti. In effetti in questo specifico settore si nota un deciso aumento dell'occupazione gestita però con mano d'opera giovane e culturalmente avanzata
 
ii) ugualmente si nota un deciso aumento del fabbisogno di mano d'opera altamente specializzata nel settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico a tutti i livelli, dove la ricerca e l'automazione sono in continuo sviluppo innovativo, ivi compreso nella qualità dei servizi complementari, come i nuovi materiali, il loro riuso e la manutenzione delle strutture.
 
iii) un altro settore promettente in Italia è l'artigianato dove la qualità e l'inventiva possono dare numerose opportunità di lavoro con un ritorno all'apprezzamento
di prodotti difficilmente fabbricabili da macchine seppur intelligenti, perché la parte artistica, e quindi continuamente innovativa, occupa una porzione importante del prodotto finale
 
iv) last but not least, lo sviluppo incessante della robotica e dell'intelligenza artificiale ha bisogno di altissima mano d'opera creativa per la ricerca, per l'applicazione, per il continuo e necessario controllo.
 
E per realizzare tutto ciò, ci vogliono molti insegnanti di alto livello
 
Possiamo certamente immaginare che fra qualche decennio - o forse meno - quest'ultimo settore avrà raggiunto traguardi tali da diminuire il fabbisogno di mano d'opera in maniera oggi ancora impensabile. Ciò significa che l'umanità potrebbe non avere più bisogno di lavorare e perfino per esempio che ci potremmo curare la salute da soli senza bisogno di molti medici, per non parlare della sostituzione di alcune parti del corpo ormai deteriorate (cellule staminali e nuove tecniche) .
Ma allora come si potrà vivere senza un reddito necessario per acquistare i prodotti indispensabili alla vita, nutrirsi, coprirsi, abitare, muoversi, ecc., tutte cose alle quali siamo abituati e di cui non potremo fare a meno. Abbiamo raggiunto un tenore di vita nei paesi più avanzati e potranno raggiungerlo in quelli in via di sviluppo. Qual è allora la soluzione, o meglio, le soluzioni?
 
Azzardo qualche idea che nasce dal mio ottimismo innato: una delle caratteristiche del mio carattere, nonostante mi sforzo di ragionare sempre con i piedi per terra cercando di vedere tutti i possibili lati negativi di ogni situazione.
Come già accennato precedentemente, i nostri governanti non pensano ancora a questo possibile andamento negativo che si abbatterebbe sulla vita di noi umani i quali potrebbero essere sostituiti sempre di più da automi intelligenti; quindi queste persone non agiscono di conseguenza. Su questa premessa di base, ecco qualche idea (bislacca?)
 
a) Per evitare possibili catastrofi, tutti noi dovremmo raggiungere un alto livello culturale su questi argomenti. Come elettori dovremmo occuparci seriamente di politica - quella vera - più di quanto abbiamo fatto finora, sforzandoci di eleggere chi ci rappresenterà in Parlamento e che diverrà componente dell'esecutivo (sempre che gli stati continuino a utilizzare le varie democrazie attuali che potrebbero essere comunque ottimizzate). Ci dobbiamo ben informare se le persone che eleggiamo posseggano una buona conoscenza dell'economia e di altre conoscenze, cioè dei problemi più importanti rispetto a tutti gli altri (che comprendono ovviamente la disoccupazione e le sue conseguenze), per la vita di uno stato
.
b) di conseguenza i rappresentanti da noi eletti dovranno per esempio evitare di "perdonare" le mancanze dei colleghi impreparati, sollecitandoli invece a farsi da parte e proponendo sostituti capaci, senza cedere alle esigenze di "bilanciamento" all'interno del partito o della coalizione (cioè, tanto per intenderci, in Italia dimenticare il "Manuale Cencelli" e, negli USA e Brasile, adottare "l'impeachment" per un Presidente pazzo, incompetente o corrotto)
 
c) per evitare che si debba utilizzare il Manuale Cencelli, è necessario che vi sia una legge elettorale per i deputati e senatori - oppure meglio senza Senato - che permetta di formare un governo con maggioranza assoluta (come in Gran Bretagna) oppure un governo di coalizione prima della formazione del governo stesso o meglio ancora con una maggioranza costituita prima delle elezioni, con un programma prefissato (come in Germania). In ambedue i casi le leggi e le azioni potranno così essere chiare e senza compromessi fra partiti e partitelli come sta succedendo in Italia soprattutto a partire dalla fine della prima Repubblica (la legge di revisione della Costituzione da poco bocciata era così fatta pur non essendo perfetta a causa dei troppi compromessi fra partiti)
 
d) tutto ciò comporta una graduale ma rapida e continua diminuzione della corruzione nei governi a tutti i livelli, così come nell'imprenditoria, grazie anche a una magistratura più competente e rapida. Questa in Italia è qualcosa di particolarmente difficile a realizzarsi se noi cittadini non ci sforzassimo di attuare i comportamenti previsti ai punti a) e b).
 
La  seconda (possibile?) soluzione la cui base parte sempre dalla diminuzione consistente di reddito medio a causa della sostituzione della mano d'opera umana con mano d'opera robotica e intelligente, potrebbe essere quella che alcuni chiamano "reddito minimo", altri "reddito di cittadinanza",  altri ancora "reddito di sopravvivenza".
Ciò comporta però che i profitti crescenti degli imprenditori dovrebbero essere tassati adeguatamente per poter distribuire questo tipo di reddito ai più indigenti, cioè quelli (in continuo aumento) che non possono lavorare per qualsiasi ragione, mancanza culturale, anzianità, disabilità fisica e mentale, e chi più ne ha più ne metta. Tutto ciò non è realistico perché la tassazione italiana è fra le più alte in Europa e scoraggia non solo le imprese nazionali ad investire, ma soprattutto quelle estere.
 
Da questa soluzione si potrebbe traslare invece verso un'alternativa che consisterebbe nel far divenire la totalità dei cittadini soci di tutte le imprese di qualsiasi settore industriale, agricoltura e dei servizi. Da qui nascerebbero i redditi (distribuzione degli utili) da spendere per vivere e far vivere le imprese produttrici di beni e servizi da vendere. Ciò eviterebbe per esempio anche rivoluzioni contro le imprese stesse, al limite come un assalto ad un ipermercato, ad un treno, danneggiamenti ad un albergo dove il ricevimento e la pulizia delle camere è realizzata da robot intelligenti.
 
Chiediamoci comunque se queste soluzioni siano pura utopia irrealizzabile oppure possano avere qualche possibilità di reale programmazione e realizzazione. Molto dipende anche da quanto tempo abbiamo a disposizione per trovare soluzioni realistiche. Alcuni pensano che il tempo sia limitato, altri che è già troppo tardi, altri che non vi è alcuna soluzione, altri ancora (come il nostro amico che Ronald Trump) il mondo (americano) sarà "great again"....E la Cina, l'India, l'Europa, l'Africa, ecc., che fanno?
 
Per concludere, potremmo anche domandarci se troveremo mai personaggi politici che abbiano la capacità di governare queste situazioni. Se non esistono, cosa al momento reale, allora potremmo pensare alla graduale (o anche fulminea) distruzione della società civile e del pianeta per un cumulo di fattori: fra i qual, oltre ad una guerra nucleare, vi è la pesante continuazione dell'uso delle fonti di energia fossili che creano aumento delle temperature terrestri, con cambiamento del clima, desertificazione e penuria completa di acqua, ecc..
 
Ma se ciò si avvera, forse alla fine della vita del pianeta resterà qualche cellula organica, come si ritiene si sia formata più di 4 miliardi di anni fa, che ha dato luogo all'evoluzione per selezione naturale fino ad oggi. Quindi si ripeterà forse lo stesso processo per altri miliardi di anni fino al momento in cui il nostro Sole si spegnerà definitivamente come succede di continuo a molte altre stelle dell'universo.
 
Comunque, con il mio solito ottimismo mi auguro che l'intelligenza degli umani umani riuscirà a trovare le soluzioni necessarie a breve termine che in questo caso vale circa un centinaio d'anni.
 
 
PS - Prima inserire questo articolo nel blog, ho voluto scambiare qualche idea con un amico che stimo moltissimo perché avevo dei dubbi su quanto avevo scritto: si chiama Pietro Salinari. Il risultato è stato che alcune mie affermazioni sono state cancellate perché non realistiche, o cambiate per renderle più chiare. Quindi lo ringrazio e certamente continuerò a parlare con lui: così apprenderò molte cose nuove.
 
Di Gennaro Aprea (del 16/11/2016 @ 18:20:29, in C) Commenti e varie, cliccato 720 volte)
DA NON PERDERE !
L'altro ieri mia moglie ed io abbiamo trovato un po' di tempo nel pomeriggio per andare al nuovo Museo MUDEC che significa Museo delle Culture. Era la prima volta dalla sua inaugurazione e lo abbiamo trovato molto interessante per la sua impostazione decisamente moderna.
C'è una "Collezione permanente" che vale la pena di vedere, fra l'altro è gratis per il primo anno dalla sua inaugurazione. Il MUDEC ospita anche collezioni, mostre ed eventi internazionali.
Ma la ragione del titolo è dedicata ad una mostra che terminerà domenica 20 prossimo. E' intitolata: "Children - the Circle of love" ed espone una numerosa serie di fotografie di bambini di ogni parte del mondo; l'autore è Giancarlo Gamba, notaio, che potrebbe insegnare a molti fotografi professionisti come si fotografa con risultati "ottimi". Tutte le foto sono emozionanti.
Vi assicuro che ne vale la pena. Il Museo è a Via Tortona 56 Milano e c'è un posteggio (che serve)
Fatemi segno se l'avrete visto; mi piacerebbe fare due chiacchiere con chi c'è andato. Buona visione !
 
Di Gennaro Aprea (del 20/08/2016 @ 17:02:22, in C) Commenti e varie, cliccato 586 volte)
BURKINI...UFFAH

Fra ieri e oggi ho letto per lo meno una dozzina di articoli e commenti di eminenti intellettuali, politici e non, su questo argomento; e non parliamo di fotografie, di radio e TV.
Nonostante le mie ricerche non ho sentito nessuno (ma può essere che qualcuno lo abbia detto o pensato come me) che abbia accennato ciò che mi passa ora per la testa. Forse è dovuto al fatto che le persone della mia età sono abituate a guardare più a lungo nel tempo e non come la maggior parte di quelle delle generazioni più giovani alle quali interessa più che altro l'oggi e il domani mattina. Si vive di "scoop" come i giornalisti, e molti sono stupidi, non i giornalisti ma gli scoop.
In questi 3 giorni tanti hanno parteggiato per il "Si" e per il "No" (parlo sempre del burkini non del referendum)! Io francamente capisco le varie ragioni e come al solito ognuno possiede le sue buone argomentazioni. Per esempio capisco le decisioni dei francesi e non posso negare che sono valide e logiche; e a loro si uniscono numerosi italiani ed europei. Ma quelli che ammettono e parteggiano per la libertà di decisione delle donne musulmane, e degli uomini - mariti e padri - che le controllano, non possono non avere ragione di affermare che la proibizione del burkini in spiaggia non rispetta il diritto e la libertà di vestirsi come si vuole.
Poi ci sono altri, la nostra ineffabile Angelina Merkel, che stabilisce che il burkini "frena l'integrazione". Un altro ineffabile Angelino, l'Alfano, dice che la proibizione creerebbe occasioni di vendette da parte dei terroristi; ecc. ecc. Fra i tanti che parteggiano in favore del burkini al mare c'è un imam che ha mostrato alcune fotografie di suore cristiane che fanno il bagno vestite con la loro tunica. A proposito di suore avrete certamente notato che fino a una quindicina di anni fa queste suore avevano tuniche che coprivano completamente il loro corpo e cappelloni grandi come ali; ora i loro vestiti sono diventati quelli di donne normali con gonne che arrivano appena sotto il ginocchio, veli molto ridotti e sembrano tutte infermiere vestite di grigio (salvo mi sembra quelle di clausura).
Le mie considerazioni invece partono da un periodo più lungo, non da molti secoli addietro ma dal tempo delle mie nonne (per i più giovani sarebbero bisnonne o perfino trisavole) cioè dalla fine del XIX secolo quando alcune donne di classe agiata avevano iniziato ad andare al mare (sempre controllate dai loro mariti gelosi (come oggi fanno i musulmani) i quali permettevano che esse mostrassero solo poche parti del loro corpo. Cominciamo dalle larghe cuffie piene di merletti che contenevano l'intera capigliatura, il corpetto con le maniche lunghe e vari tipi di indumenti per le gambe, lunghe vesti o lunghi mutandoni. Ditemi voi se il risultato non è lo stesso del burkini! Le uniche due differenze sono che queste attrezzature non erano scure ma bianche o di colori chiarissimi, e che nel complesso le stoffe leggerissime erano molto abbondanti in maniera tale che il vento o l'acqua non disegnassero le forme del corpo.
Sono passati alcuni anni. Siamo alla moda del primo dopoguerra ove le lunghe gonne si sono molto accorciate fino al ginocchio e le nostre madri (nonne per altri) ballano il charleston, il tango argentino, o anche il vecchio valzer con un abbraccio molto più serrato. Il loro costume da bagno già durante gli anni 30 del secolo scorso è molto ridotto: è di solito un pezzo unico d stoffa semi-elastica che lascia scoperte le gambe (senza però la scosciata) e le braccia ma proteggono tutto il busto dagli occhi indiscreti degli uomini. I copricapo sono diventati cuffie aderenti di gomma solo per chi non vuole bagnarsi i capelli Anche gli uomini indossano costumi da bagno abbastanza simili a quelli dei nuotatori professionisti di oggi.
Saltiamo agli anni 50 e 60 del novecento. I bambini spesso sono nudi, coperti solo per non farli scottare dal sole; le donne usano il "due pezzi", poi si passa rapidamente al bikini che ancor impazza in tutto il mondo occidentale, fino al topless. Per gli uomini (era il mio tempo) è stato inventato lo slip che negli anni 50 era veramente un povero triangolo piccolissimo di stoffa non elastica che si chiudeva solo su un fianco come le scarpe con un laccetto infilato in 2 fori sovrapposti in ogni parte dello slip. In quegli anni eravamo tutti magri, poi siamo ingrassati ed abbiamo dovuto ricorrere a maggiori coperture anche per il fatto estetico delle pance che debordano troppo. Oggi usiamo anche mutandoni lunghi come i bermuda.
Insomma la moda cambia; quindi sono state necessarie alcune generazioni per arrivare alla libertà generale dei costumi da bagno. La maggioranza degli uomini occidentali non sono più gelosi come un secolo fa (salvo le debite eccezioni spesso tragiche del femminicidio, ma questo dipende soprattutto dalla testa). I "vu cumprà"  degli arenili, molti dei quali musulmani, si sono abituati a tutto.
Esaminiamo ora la nuova moda del burkini. In effetti è stato inventato da una stilista già qualche anno fa, però è apparso in numero consistente solo questa estate in Europa perché ormai abbiamo percentuali significative di musulmani nei nostri paesi.
E' un indumento da bagno dove si intravede facilmente il corpo che comunque viene messo in deciso risalto quando la donna esce dal mare o dalla piscina. I loro mariti si stanno abituando a questa nuova situazione perché probabilmente le loro mogli e le loro giovani figlie non vorranno più rinunciare questo nuovo indumento...Primo cambio di moda!
A mio parere il burkini ha un difetto importante: è quasi sempre scuro quindi le donne al sole si fanno delle sudate fuori del comune. Questo ha un notevole impatto negativo quando si bagnano in piscina ed il sudore inquina l'acqua (in mare, a parte l'enorme quantità di liquido, quella salata è disinfettante, infatti si usa per curare gli ascessi). Sarebbe una buona ragione per proibire il burkini in piscina a meno di obbligare le donne in burkini, controllando bene, a una lunga doccia prima di entrare in acqua. Se i colori del burkini diventassero molto chiari fino al bianco, già sarebbe un passo (moda) avanti.
Non vi voglio annoiare con ulteriori considerazioni, ma io ritengo che questa volta il "pensare scoop" sarebbe molto positivo perché la moda per le donne musulmane, salvo le loro nonne anziane come ancora vi sono fra di noi, faranno sì che le mode cambino più rapidamente del previsto. Insomma non proibirei il burkini ma inciterei le nostre stiliste italiane di primordine a creare nuove tendenze con burkini bellissimi (magari con qualche mezzo avambraccio o mezza gamba scoperti, solo per comodità) che diverrebbero costumi da bagno agognati dalle giovani donne musulmane. Vedremmo poi cosa succederebbe nel rapporto fra uomo e donna e sull'integrazione nel mondo occidentale.
A questo punto spero che da domani i media smettano di parlare di burkini....per evitare i miei iniziali sbadigli che già cominciano a venir fuori spontanei a causa della profonda noia.....burkini...uffah...
Spero di essere riuscito a strapparvi qualche sorriso. Buone vacanze a tutti, ovviamente inclusi i/le musulmani/e credenti le cui convinzioni, da convinto non credente, rispetto al 100%.
 

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