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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 12/02/2013 @ 20:05:05, in F) Questa è l'Italia, cliccato 420 volte)

CRISI + ELEZIONI.....CORRELAZIONE CON LA RIPRESA?


 


Era la vigilia di Natale quando ho scritto l’ultimo articolo del 2012, anno caratterizzato dalla crisi ormai estesa a tutto il mondo. Vi chiederete se anch’io sono andato in crisi di creatività. In parte è vero, ma le ragioni principali sono molto più banali e ve le dirò nell’articolo successivo a questo, che mi è venuto in mente oggi ascoltando e vedendo  in TV l’ultima notizia eclatante: le dimissioni del Pontefice.

 

Così mi è venuto in mente che forse – sperabilmente forse – il mondo comincerà ad uscire dalla lunga crisi economica e finanziaria quando saranno esaurite tutte le elezioni che si sono svolte recentemente, soprattutto nell’ultimo scorcio del 2012 e le numerose già previste fin dall’inizio del 2013. Vi elenco quelle che più hanno avuto reazioni e polemiche:

 

-       Messico, luglio 2012: vittoria del partito conservatore, anche se si chiama rivoluzionario; elezioni molto contestate da una grande percentuale dei messicani democratici

-       USA, novembre 2012, Presidente, Camera dei Rappresentanti e Senato: sappiamo tutto sulla campagna elettorale e sui risultati, che hanno dato una svolta alla politica economica dello Stato con l’accordo fra Democratici e Repubblicani per evitare il “precipizio” economico

-       Giappone, dicembre 2012, elezioni della camera bassa: il partito di destra conservatore ha vinto perché i progressisti del governo precedente non sono riusciti a mantenere le promesse e la tragica situazione economica è peggiorata

-       Israele, gennaio 2013: Netanyahu ha perso la sua consistente maggioranza ed il risultato peggiora i delicati equilibri politici nel vicino e medio Oriente, continuamente scossi da “primavere” e guerre civili

-       Italia, elezioni politiche il 24 e 25 febbraio 2013 per i due rami del Parlamento e per 3 Regioni, Lombardia, Lazio e Molise, dopo quelle recenti in Sicilia nell’ottobre 2012; dopo una campagna elettorale in cui i partiti ed i candidati hanno mostrato la faccia peggiore dell’Italia, salvo eccezioni che non saltano subito agli occhi e alle orecchie, le previsioni sono molto incerte....può succedere di tutto

-       Stato della Città del Vaticano, dimissioni inaspettate del Papa ed elezione del nuovo nel marzo 2013; anche qui il risultato è incerto: sarà eletto un altro Papa conservatore oppure uno progressista?

-    Italia – elezione del nuovo Presidente della Repubblica, il cui mandato scade il 15 maggio 2013; l’elezione dovrebbe avvenire entro 30 giorni dalla scadenza. il risultato delle elezioni politiche di febbraio potrebbe provocare conseguenze sia sulla formazione del Governo che su quello del nuovo Presidente

-   Germania, elezioni politiche nel settembre 2013: i risultati saranno determinanti per   la politica dell’Unione Europea negli anni a venire.

 

Sicuramente vi sono state e vi saranno quest’anno elezioni in altri stati da noi meno conosciuti nel mondo; tuttavia ritengo che le conseguenze di tutte le elezioni appena ricordate potranno avere un impatto significativo sui problemi dell’economia mondiale.

Solo qualche esempio:

-       anche se Obama continua ad avere problemi di maggioranza nella Camera dei Rappresentanti, egli è più libero di imporre la sua politica perché non ha più i problemi di ri-elezione

-       La politica del nuovo Papa e del Vaticano può avere molta importanza in numerosi paesi del mondo dove la Chiesa cattolica è preponderante e nei rapporti con altri paesi non cattolici e non cristiani

-       i risultati delle elezioni italiane e successivamente tedesche avranno certamente un impatto positivo o negativo sulla politica e sull’economia della U.E.

 

Io sono uno di quelli che vede il bicchiere mezzo pieno, quindi spero che gli effetti di tutte queste elezioni, egoisticamente soprattutto per l’Italia e l’Europa, produrranno l’uscita dalla crisi economica mondiale. Però mi rendo conto che il risulto di  importanti elezioni potranno avere anche un impatto negativo (per esempio ri-elezioni in Italia per impossibilità di avere un governo con maggioranza certa e sufficiente) a lavorare in positivo.

“Cross fingers” dicono gli inglesi, ed anche “touch wood” (noi preferiamo il ferro ed abbiamo molte altre frasette e posizioni scaramantiche).

Facciamole tutti insieme ma abbiamo fede e lavoriamo saggiamente affinché tutto vada per il meglio, senza attendere che ci cada dall’alto.

 

PS – queste note sono state scritte ieri lunedì appena ho appreso delle dimissioni del Papa; per questioni tecniche non sono riuscito a inserirle nel blog immediatamente.

 
Di Gennaro Aprea (del 05/12/2012 @ 19:41:35, in F) Questa è l'Italia, cliccato 562 volte)
L’INGLESE, QUESTO SCONOSCIUTO

 
Non nascondiamo la nostra disconoscenza dell’inglese dietro ad un dito ed accettiamo la realtà, cioè che questa lingua è ormai da tempo la lingua franca internazionale. Con ciò non voglio assolutamente dire che parole inglesi debbano entrare nella lingua materna, per definire cose che potremmo benissimo dire o definire in puro italiano. Un solo esempio fra i tanti: perché in questi giorni si parla tanto di “election day” in tutte le televisioni, cominciando da quelle di Stato?
Comunque veniamo al punto: qualche giorno fa ho letto i risultati di una ricerca realizzata da EF – Education First che è un’organizzazione internazionale specializzata in corsi di lingua all’estero e in vacanze-studio.
La ricerca si chiama EF EPI (English Proficiency Index) ed è stata effettuata in 54 paesi nel mondo con un questionario che è stato compilato da 1,7 milioni di adulti.
Il risultato per quanto ci riguarda è che noi italiani siamo al 24° posto per la padronanza della lingua inglese, cioè “all’inizio della coda” dei 27 dell’U.E. Non erano menzionati gli ultimi, ma immagino che dopo di noi ci siano solo i 3 paesi baltici, Estonia, Lettonia e Lituania, perché solo da pochi anni si sono avvicinati alla cultura dell’Europa occidentale; in compenso lassù moltissimi parlano il russo per essere stati per decenni “satelliti”. dell’URSS.
Le donne italiane sono migliori degli uomini Come sempre più spesso avviene in tutti i campi) e la regione dove l’inglese viene “masticato” discretamente è il Friuli-Venezia Giulia mentre la competenza più bassa si trova in Calabria. La notizia da me letta su questa ricerca non specificava quale fosse l’età degli adulti intervistati; sono certo che se comprendeva i 14-15enni le cose sarebbero andate meglio perché i giovani si danno molto da fare per tradurre le parole delle canzoni in inglese e una parte di essi ha molte occasioni di andare all’estero, soprattutto in Gran Bretagna e USA.
Qualche anno fa in questo stesso sito avevo già toccato l’argomento proponendo:
-          nelle trasmissioni televisive che sono pre-registrate, lasciar ascoltare le persone straniere che parlano la loro lingua e inserire i sottotitoli in italiano
-          stesso metodo per i film, come avviene da sempre i tutti gli stati europei, salvo la Francia dove però in numerosi cinema proiettano film in lingua originale con i sottotitoli.
In ambedue i casi gli ascoltatori si abituerebbero man mano ad ascoltare la lingua originale facendo così pratica di essa e facendosi solo aiutare dai sottotitoli ma col risultato che l’ascolto continuo della lingua favorirebbe l’apprendimento.
Però ho notato un piccolissimo miglioramento: vi sono tre annunci (non spot) pubblicitari televisivi in cui i personaggi (non testimonial) parlano in inglese e vi sono i sottotitoli in italiano; ne ricordo solo due, il primo è quello del Nespresso con George Clooney e altre comparse; il secondo è di Dolce e Gabbana con una bellissima attrice americana Janet Johanson che cerca di farci comprare un profumo di quella marca.
Chissà se questo sia un primo piccolo passo verso il cambiamento – in positivo – della nostra conoscenza dell’inglese. Ma temo che ci vorranno molti anni ancora prima di un netto miglioramento.
Bisognerebbe dire anche ai dirigenti delle televisioni e radio che i loro presentatori finalmente imparassero a pronunciare le parole inglesi come si deve; due soli esempi, mànagement si pronuncia come l’ho scritto, cioè con l’accento sulla prima “a” come d’altronde fanno per mànager gli stessi che, sbagliando, pronunciano manàgement. Ho calcolato che il 50% circa dei “fini dicitori” dei giornali-radio/telegiornali fanno molti di questi errori anche nel pronunciare altre parole; altro esempio eclatantwe è “prÌvacy” che quasi tutti pronunciano “prAIvacy”.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 12/11/2012 @ 15:51:03, in F) Questa è l'Italia, cliccato 606 volte)
VELOCITA’ MASSMA IN CITTA’: 30 KM/ORA ?
 
Un paio di giorni fa, mi sembra sul telegiornale regionale della Lombardia, ho sentito la proposta - all’apparenza molto seria – di diminuire la velocità massima degli  autoveicoli in città da 50 a 30 km/ora a seguito di numerosi recenti incidenti che hanno provocato l’uccisione di pedoni e ciclisti.
Vorrei proprio conoscere chi ha avuto questa bella idea che è stata ospitata da un importante telegiornale della RAI.
Possibile che nessuno si sia reso conto dell’assurdità di questa proposta veramente insensata?
Guidare un’auto o un furgone o un autocarro a quella velocità significa dover far andare il veicolo in in seconda o terza marcia per un veicolo a 5 marce (o in quarta se l’auto è molto potente ed ha un motore “elastico” o ha 6 marce).
Andare in terza marcia a 30 all’ora significa anche far girare il motore come se si andasse in quinta a 130 o più all’ora, a seconda dei modelli, quindi emettere CO2 (gas serra) e particolati inquinanti quindi nocivi alla salute in quantità tripla o anche più....
I limiti di velocità in città e fuori città (che tutti conosciamo: 50, 70, 90, 110, 130, 150) sono stabiliti dall’Art. 142 del Codice della Strada (posseggo l’edizione agosto 2003) tuttavia l’Art. 141 dice: “E’ obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato e al carico del veicolo, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza per le persone e delle cose....”.
Queste regole non sono mai state prese in seria considerazione nemmeno dalle Forze dell’Ordine dopo lo sviluppo enorme della circolazione automobilistica degli ultimi 50 anni.
Ricordo benissimo che la Polizia Stradale e quella Locale potevano comminare una contravvenzione “per eccesso di velocità” se in particolari circostanze questa era anche al di sotto delle regole fissate.
Dato per certo che l’inquinamento eccessivo in città sia causa di malattie mortali di numerose persone che vi transitano e vi abitano, ben di più di quelle già troppe uccise da pazzi o incoscienti guidatori, non si può fissare un limite così basso.
Sarebbe opportuno invece aumentare di molto i controlli e le ammende, compreso la sospensione della patente per lunghi periodi e periodi di detenzione domiciliare controllata.
E mi piacerebbe rivedere i Vigili Urbani di una volta che, in momenti di traffico intenso, facevano segno ai conducenti di affrettarsi ad aumentare la velocità per liberare gli intasamenti.
In Italia, invece di fare i controlli, in condizioni di traffico difficoltoso, per esempio lavori in corso, si mettono cartelli di limiti di velocità assurdi, per esempio 10 o 20 all’ora, o 40 o 50 o 70 in autostrada se le corsie da tre sono ridotte a due (come sulle autostrade che ne hanno effettivamente due e si può viaggiare a 130/ora), anche nei giorni festivi o in ore di interruzione dei lavori.
Questi assurdi limiti di velocità fanno sì che gli automobilisti non ci fanno più caso. Che provino ad andare in Germania o in Francia o in Gran Bretagna e fregarsene dei limiti di velocità che lassù sono ragionevoli: si è sempre presi e piovono contravvenzioni senza scampo!
Molti controlli, meno morti più conducenti attenti e civili per “educazione forzata” che è buona anche per le casse comunali, non solo per i divieti di sosta.
 
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