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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 11/05/2012 @ 10:50:25, in F) Questa è l'Italia, cliccato 429 volte)
CHI SONO I DISPERATI?
La crisi economica e soprattutto sociale che ha toccato e continua a pesare su molti piccoli imprenditori (oltre 1000 fallimenti al mese dall’inizio di quest’anno) e lavoratori di ogni grado che si trovano disoccupati da un giorno all’altro, ha provocato disperazione, rabbia contro le istituzioni, depressione, prostrazione, sconvolgimenti personali ed in famiglia, fino a decisioni estreme come l’assalto agli uffici della riscossione delle imposte, o all’estremo limite, il suicidio.
Personalmente ritengo che chi decide questi due comportamenti limite, non può essere considerato mentalmente sano perché si trova in un momento di follia, anche se spesso ci ha pensato lungamente prima, senza vedere una sola soluzione di uscita positiva dalla situazione in cui si trovano, ma unicamente un futuro negativo senza alcuna possibilità di soluzione.
Per fortuna questi eventi sono l’assoluta minoranza: sulla stampa di ieri vi erano le statistiche degli imprenditori suicidi che dall’inizio di quest’anno sono stati 35 in tutto, di cui 12 nel solo Veneto e 4 in Puglia e Sicilia, Regioni di piccole e medie imprese.
Mi auguro che questo andamento si interrompa al più presto anche perché penso con dolore e pena alle famiglie che ne sono le più colpite.
Mi auguro che i lavoratori disoccupati possano risolvere in qualche modo i loro problemi al più presto; mi rendo conto che non sono facili le soluzioni.
Vorrei però fare una distinzione – non statistica perché non conosco l’esistenza di dati in proposito - fra gli imprenditori ed i lavoratori che sono colpiti dalla crisi, tentando di esaminare le ragioni delle situazioni in cui si vengono a trovare queste persone.
a)     “Esodati”, che hanno tutte le ragioni di ottenere la soluzione dei loro problem in qualche maniera ragionevole e soddisfacente per loro; ed il Governo non può trascurare queste situazioni
b)     Imprenditori che non ricevono i pagamenti dovuti dagli enti pubblici e privati mentre i loro costi permangono, anche se alcune volte possono diminuirli, ahimè, licenziando parte dei collaboratori, i quali a loro volta si trovano in condizioni disperate; questi imprenditori dovrebbero essere pagati SUBITO ed hanno tutte le ragioni di pretenderlo senza ulteriori ritardi; anche in questo caso il Governo si deve dare da fare rapidamente
c)      Imprenditori e persone fisiche che hanno ricevuto da Equitalia bollette errate oppure con  interessi di mora da usura estrema e multe di importo esagerato; molti di essi non riescono a ottenere ragione per numerose cause, fra le quali vi è la loro limitata dimestichezza con il fisco, la mancanza di disponibilità finanziaria per rivolgersi ad un legale specialista, ed intoppi simili. Anche questi hanno perfettamente ragione e devono essere aiutati con controlli sull’eccessivo rigore sui funzionari addetti che sembra non siano mai disposti a discutere
d)     Ci sono poi gli imprenditori - e sono tanti - che sono stati colti in fallo dalla Guardia di Finanza o da altri tipi di controllori, i quali non hanno pagato le imposte dovute oppure hanno nascosto incassi con il “nero”, per fatture false ricevute, per scontrini fiscali non emessi, per fatture non emesse (professionisti, medici, artigiani, ecc.), perché hanno pagato al loro mano d’opera in nero quindi con costi irrisori. In generale la loro impresa è vissuta (o sopravvissuta) perché loro erano degli imprenditori incompetenti e incapaci che non sanno investire ed operare, ma solo degli speculatori e delinquenti perché non hanno mai fatto il loro dovere di cittadini e operatori economici. Semplicemente non avevano “la buona abitudine” di pagare le imposte allo Stato, così l’unica ragione dei bassi costi della loro impresa li rendeva competitivi; anzi buona parte dei loro profitti li hanno esportati. E sono proprio loro i più arrabbiati che strillano ad alta voce contro il Governo ed il fisco. Ora che sono stati scoperti e sono costretti a pagare, non hanno il denaro necessario e capiscono che il “bengodi” di cui hanno usufruito finora è finito per sempre. Molti di essi non hanno mai partecipato alla moglie (o al marito se imprenditrici) e ad altri familiari le loro malefatte. Quanti sono? Non lo posso sapere ma certamente sono molti. Chissà se qualcuno dei suicidi era fra questi
e)     Forse ho dimenticato altri gruppi di disperati che hanno le loro ragioni, ma in questo momento non mi vengono in mente: mi scuso con loro
 
Di Gennaro Aprea (del 06/04/2012 @ 13:11:28, in F) Questa è l'Italia, cliccato 548 volte)
LA MODA DI INFANGARE LE PERSONE È SEMPRE IN ESPANSIONE
Questa volta l’oggetto dell’infangamento non è un politico, un “tecnico”, un “professore” o una persona importante; sono io, povero e anziano pensionato che si diverte a scrivere su questo piccolo blog, e su altre cose, cercando di non scrivere testi che non stanno né in cielo né in terra. Ovviamente non sono infallibile, però c’è un limite alla calunnia.
Ed ecco l’oggetto del contendere. Come ben sapete, sul blog vi sono varie sezioni di cui una è “Guerre”, sulla quale vi sono pochi articoli perché le aborro e sono un convinto antimilitarista. Il 19 marzo scorso ho ricevuto una “richiesta di contatto” da un lettore di cui riporto qui di seguito il testo del messaggio
 
Questi i dati inseriti nel modulo presente alla pagina http://www.gennaro-aprea.it/contatti.asp da utente con indirizzo IP 94.82.106.251  browser e sistema operativo Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 8.0; Windows NT 6.1; Trident/4.0; SV1; SLCC2; .NET CLR 2.0.50727; .NET CLR 3.5.30729; .NET CLR 3.0.30729; Media Center PC 6.0; MS-RTC LM 8)
nome = Luigi
cognome = Carretta
email = luigi.carretta@gmail.it
messaggio = Ma che razza di bestialità che mi tocca leggere... 'notizie' sparate a caso, senza riscontri oggettivi di alcun tipo. I vertici militari 'avrebbero fatto pressioni per l'acquisto di General Motors per costruirsi il Lince'... ma chi lo dice? Sicuramente qualcuno che ignora nella maniera più assoluta le modalità di acquisto dei materiali e degli accordi internazionali in materia. E difatti siamo qui che acquistiamo noi i MRAP dagli americani, e non il contrario. Se volete fare dietrologia almeno documentatevi un pò
(si scrive così: po’). Ma guarda te, è proprio vero che internet ha dato la stura alle peggiori cose...
 
Sono rimasto un po’ sorpreso del messaggio ed anche abbastanza incazzato per la decisa affermazione delle “bestialità” che scrivo. Ho atteso qualche giorno prima di rispondere perché ho avuto molti impegni, ma non mi sono preoccupato troppo del mio ritardo, e lo faccio qui inviandogli un messaggio e-mail con il quale lo invito a leggere questo testo, a disposizione di tutti perché alla fine il tutto è abbastanza divertente per le imprecisioni del mio interlocutore.
Sono necessarie alcune indispensabili spiegazioni.
Il giorno 6 agosto del 2009 ho scritto un articolo inserito nella Sezione “Guerre”, intitolato “IL SEGRETO DELL’ACCORDO FIAT-CHRYSLER” che vi suggerisco di leggere (è abbastanza breve).
1) Evidentemente il Signor Carretta si riferisce a quell’articolo. Commento: ci ha pensato due anni e 7 mesi per criticare…..oppure avrà cercato recentemente su Internet qualche parola chiave (guerre, Lince, Hammer, ecc.) ed è apparso il mio articolo, quindi lo ha letto senza notare che fosse molto vecchio e superato
2) A proposito della mancanza di “riscontri oggettivi”, all’inizio del mio articolo affermavo che le notizie potevano essere “una bufala” in una percentuale del 20%, ecc.
3) Affermavo che il blindato Lince (Fiat) del nostro esercito in Afganistan resisteva più di altri blindati americani ormai obsoleti, gli Hammer. Dopo qualche tempo anche i nostri Lince sono divenuti obsoleti perché i talebani sono riusciti successivamente a farli saltare in aria con la conseguenza che purtroppo sono morti numerosi nostri militari a bordo.
4) Avevo scritto (2° paragrafo) una realtà, cioè che la General Motors aveva venduto la fabbrica americana degli Hammer (obsoleti) ai cinesi, non che i vertici militari avessero fatto pressioni per l’acquisto di G.M (da parte di chi?) per costruirsi il Lince”. Cosa significa in italiano?
5) Ho scritto che 410 Lince erano stati venduti ad altri eserciti, compreso l’esercito britannico, perché avevano apprezzato il nostro veicolo blindato
6) Ribadisco di avere scritto che G.M. ha fatto pressione su Obama per facilitare l’accordo Fiat/Chrysler per far costruire dalla Chrysler il nostro blindato, non per “costruirsi”, come Carrretta scrive, il Lince, veicolo ormai obsoleto come già affermato sopra. Signor Carretta, evidentemente i vertici militari americani hanno cambiato idea – forse già prima della fine del 2009 - perché si sono resi conto che il Lince non andava bene ed i MRAP (veicoli blindati) erano migliori; di conseguenza anche le idee della G.M. sono cambiate, ma intanto l’accordo Fiat-Chrysler è andato in porto.
7) Non mi sono interessato ulteriormente all’argomento, quindi non ho parlato dei MRAP di cui il mio interlocutore racconta, né che l’esercito italiano li stia acquistando perché non lo sapevo, quindi vale quanto detto sul 6).
 
Però, date le sue l’affermazioni, gradirei che il Signor Carretta ci scriva un bell’articolo (che sarà il benvenuto su questo blog) raccontandoci come sono andate le cose, cioè se questi MRAP non possono essere distrutti dai talebani, se proteggono di più i militari che li usano, che è ciò che vogliamo di più, dandoci i riscontri che io (non noi, perché sono il solo a scrivere) non ho dato perché secondo lui faccio della “dietrologia”.
In fondo volevo dare una possibile ragione in più al titolo del mio articolo del 2009, accordi Fiat-Chrysler, su una notizia che proveniva dalla Gran Bretagna, e di cui la stampa e gli altri media non avevano parlato in quel periodo in cui molti si interessavano alle notizie della possibile acquisizione della Chrysler da parte di FIAT. La notizia negativa era che i militari, ahimè, entrano pure nel business civile.
Ripeto, l’informazione mi era venuta dalla Gran Bretagna e non avevo ragione di non credere a chi me ne aveva parlato. Forse le “notizie sparate” e la “dietrologia” è stata fatta dai britannici per ragioni che mi sono oscure.
PS - ho inviato stamattina il messaggio e-mail all'indirizzo esatto del Signor Carretta ma mi è tornato indietro perché sconosciuto al server. Non c'era il numero di telefono quindi non posso fargli sapere di questo articolo. Ha forse dato un indirizzo sbagliato? Sono andato su Google e vi  sono molti luigi Carretta, quindi non voglio disturbare tutti per arrivare a lui. Dubito che rilegga questo blog.....vedremo.
Buona Pasqua a tutti
 
Di Gennaro Aprea (del 11/02/2012 @ 16:27:39, in F) Questa è l'Italia, cliccato 673 volte)
REGALI FINO A 150 EURO DI VALORE POSSONO ESSERE ACCETTATI; QUELLI DI VALORE SUPERIORE DEVONO ESSERE RESTITUITI O CEDUTI AL “TESORO”
Questa è, più o meno, una delle provvidenze emanate dal Presidente Mario Monti, insieme ad altre più importanti, per diminuire il costo della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Economia e delle Finanze da lui retti.
La diminuzione delle spese (spending review) va benissimo e mi auguro che la si faccia per tutti i Ministeri, per le Regioni e tutti gli altri governi locali.
Però c’è qualcosa che non mi sta bene: l’accettazione di regali fino a 150 Euro di valore. Perché si possono accettare regali?....e quanti? …e quando?....e perché? ….e chi controlla o stabilisce se il valore è inferiore a 150 Euro?....
E non voglio sentire che si tratta di consuetudine!
Forse sono esagerato, ma questo mio pensiero deriva e fa’ parte della mia educazione familiare, soprattutto – ma non solo – da parte di mio padre e della famiglia allargata.
Ho imparato questo comportamento nei 25 anni della vita passata in famiglia; quando ne sono uscito è stato ed è il mio modo di essere di sempre. È successo anche a me di dover restituire dei regali, oppure, se proprio non era il caso di rifiutarli perché erano di basso valore e senza fini corruttivi, ma solo per gentilezza, di ricambiare con un regali di valore simile.
Vi racconterò solo un esempio che mi è rimasto in mente, soprattutto perché mi ha toccato particolarmente: infatti ero un bambino di 8 anni e mezzo.
Natale 1939. Mio padre, ingegnere, era Tenente Colonnello del Genio Militare ed in quel periodo Direttore dei lavori della linea di fortificazioni sul confine del Brennero “contro i tedeschi”[1]
Era stata fatta una gara d’appalto per numerose imprese edili e fornitori di materiali e servizi secondo i regolamenti di allora, e 3 o 4 avevano vinto per le necessarie specializzazioni e servizi. Negli anni 30 non esisteva Babbo Natale ma solo Gesù Bambino e soprattutto la Befana; così come non c’era l’albero ma il presepe.
In quei giorni di festa arrivarono dei pacchi a casa nostra (INCIS – Istituto Nazionale Case Impiegati dello Stato) Via Cesare Battisti – Bolzano, con gli auguri delle imprese che lavoravano ai cantieri. Quando mio padre tornò dall’ ufficio base di Merano il 24 sera e vide i regali, raccomandò a nostra madre e a noi bambini di non toccare i pacchi. Faceva molto freddo fuori e molto caldo in casa e subito cominciammo a sentire un ottimo odore di cioccolato che si stava squagliando e di panettone che ci tentava in alto grado….
Passate le feste, mio padre convocò tutti i responsabili delle imprese appaltatrici, li ringraziò del pensiero e degli auguri ma al tempo stesso comunicò che lui non poteva assolutamente accettare alcun regalo perché l’accettazione avrebbe potuto far pensare a qualcuno dei suoi superiori e collaboratori che si trattava, se proprio non di corruzione, di ringraziamento per preferenze accordate; così i pacchi furono restituiti ai mittenti che restarono un po’ sorpresi dell’atteggiamento di mio padre…..
Noi bambini nel frattempo avevamo un sofferto ogni volta che passavamo davanti ai pacchi che stavano vicino alla porta d’ingresso, ma nostro padre nei giorni successivi  aveva risolto il problema regalandoci cioccolatini e panettone per il brindisi del 31, come ogni anno.
Esempi simili sono stati numerosi negli anni, anche se mia madre diceva ogni tanto alle cognate sorelle di mio padre che adoravano l fratello – senza entrare nei dettagli - che c’era un po’ di esagerazione nel comportamento del marito, troppo intransigente.
Mi sono meravigliato anch’io per la decisione del Presidente; per me c’è una sola regola da stabilire: non si accettano regali !  Forse sono un italiano anormale?


[1] A Mussolini e allo Stato Maggiore dell’Esercito non era piaciuta l’invasione dell’Austria da parte di Hitler; che significava avere i tedeschi “alle porte”. Quindi si stava preparando alla difesa
 
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