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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 14/12/2009 @ 18:42:16, in F) Questa è l'Italia, cliccato 605 volte)
Ricevo dall’amica Gabriella Campioni questo magnifico articolo e lo metto a disposizione dei miei lettori, certo che possa interessarli
 
DUBBI
Eccoci di nuovo alle prese con Telethon. Tra storie di persone colpite da gravi e rare malattie, interviste a medici e canzonette, ci si chiede di contribuire alla ricerca scientifica, che versa in condizioni di carenza pressoché cronica.
Stacco pubblicitario e mail varie: facendo leva sulla “bontà” più o meno oleografica risvegliata dal Natale, ci si chiede di aiutare i bimbi di svariate parti del mondo, organizzazioni autenticamente gloriose come Medici senza frontiere, Amnesty International, WWF, etc. e i preti (li ho visti con i miei occhi, certi missionari che in pratica moltiplicano pani e pesci perché non hanno nulla: ma, mi domando, il Vaticano è così povero?).
Intendiamoci, ho una grandissima compassione per coloro che soffrono le conseguenze di una guerra o consimili e vorrei aiutare tutti. Io sono incondizionatamente per la gente di ogni parte del mondo. Non metto certo in dubbio la solidarietà, che è un valore immenso, ma…
Leggo altre mail e ascolto altre trasmissioni. Apprendo che il nostro governo vuole acquistare un gran numero di costosissimi aerei da caccia di ultima generazione; aumentare il contingente militare in Afghanistan o non so più dove; costruire l’avveniristico ponte sullo stretto di Messina, zona altamente sismica... Leggo gli effetti della privatizzazione dell’acqua in certe nostre città… E lascio perdere le notizie sugli stipendi e benefici economici dei nostri parlamentari e sui mal-utilizzi dei nostri contributi, Abruzzo compreso.
Qualche settimana fa si è tenuta a Roma una conferenza mondiale per la fame nel mondo. Un flop gigantesco, ma immagino abbastanza costoso.
Adesso è in corso la Conferenza di Copenhagen sul clima, anch’essa, credo, abbastanza costosa. Notizie disastrose sullo stato del nostro (ex?) Pianeta Azzurro, d’altro canto il dissesto è sotto gli occhi e nei polmoni di tutti, ma ad una trasmissione televisiva sento alcuni “grandi esperti” proclamare con tono di scherno che sono tutte fesserie…
Obama, che pure amo molto, ci ha parlato di guerre necessarie nel momento preciso in cui riceveva il Nobel per la pace… Come si può ragionevolmente pensare di portare la pace armati fino ai denti? La pace si fa con la pace, no?
Ci hanno fatto una testa tanta con la pandemia da influenza A, ma molti medici e paramedici non si sono fatti vaccinare e ingenti (e costose) scorte di vaccino restano lì a marcire, ben diversamente dal denaro affluito nelle casse delle case farmaceutiche. E già qualcuno comincia timidamente a dire che “la pandemia è meno pandemica di quanto si pensasse”…
Insomma, qualcosa non mi torna, mi girano le… orecchie, dato che sono una signora e quelle certe cose non le ho.
Einstein ha detto una (fra le tante) frase storica: “un problema non può essere risolto con la stessa mentalità con cui è stato creato”. E Al Gore, parlando della questione diossina di Taranto, ha detto due cose particolari: “mi meraviglio che certe cose possano succedere in un Paese civile come l’Italia” e “occorre urgentemente un cambiamento di mentalità dal basso abbastanza diffuso da influenzare le decisioni dei governi”.
Non sarebbe ora di cominciare a pensare con la nostra testa? O di lasciarci coinvolgere dalla strategia della paura o anestetizzare dalle telenovelas o dai quiz dai milioni facili? Usciamo dall’idea che siamo solo pochi, impotenti gatti a pensarla in modo diverso: inchieste fatte in diversi Paesi, Italia compresa, dimostrano che siamo già il 35% e in crescita annua del 3%.
Abbiamo un potere: quello del numero e della consapevolezza. Il denaro pubblico, ossia nostro, deve essere usato secondo le nostre intenzioni. Troviamo il modo di restare in contatto tra noi… Per intanto posso indicare un sito nel quale (tranquilli!) io non ho alcuna posizione o guadagno: www.creativiculturali.it.  
Il sito è fondato dal Prof. Enrico Cheli dell’Università di Siena, che ha intitolato nello stesso modo un suo libro in cui espone i risultati delle inchieste di cui sopra e spiega in modo scientifico, ma chiaro e piano, le nuove mentalità emergenti. (E. Cheli e N. Montecucco, I creativi culturali, ed. Xenia, 10 €).
Da un lato troverai un piccolo test per capire se sei un “creativo culturale”, ossia uno che cerca mentalità fuori dal coro in svariati ambiti e intende trasformare questa crisi in un’opportunità. Dall’altro, se desideri iscriverti, puoi incrementare questa schiera e sentirti meno solo. Ricordiamo che, se l’unione fa la forza, la separazione fa la debolezza…
Gabriella Campioni
12 Dicembre 2009
 
 
Di Gennaro Aprea (del 09/12/2009 @ 19:05:19, in F) Questa è l'Italia, cliccato 468 volte)
150 ALL’ORA…VAIII !
 
Avete mai visto, guidando in una strada urbana, oppure extraurbana, o in autostrada, quindi sapendo le velocità massime da tenersi, anche perché magari c‘era un segnale di limite di velocità (molte volte assurdo perché troppo basso[1]), avete mai visto dicevo, qualcuno che vi sorpassava ad un’andatura almeno di 30–60 Km/ora più elevata di quella che voi stavate tenendo?
E ammettete che questi veicoli più veloci di voi erano la maggioranza?
Dite la verità passandovi una mano sulla coscienza, anche voi qualche volta avete ecceduto, vero? (come è successo anche a me, lo confesso)
Se la risposta a queste tre domande è si, allora ditemi se siete d’accordo su questa breve considerazione.
 
Altero Matteoli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha detto si alla proposta della Lega Nord di aumentare la velocità massima dei veicoli in autostrada a tre corsie e con Tutor fino a 150 Km/ora !
Bravo! Bravissimo !
Non poteva trovare un giorno migliore per dire si alla proposta, e con lui la Lega.
C’è qualcuno dei nostri governanti che partecipa alla riunione delle Nazioni Unite di Kopenhagen sul clima ed energia appena iniziata? A me sembra che nessuno lo sappia di questo incontro internazionale, (o se c’è dorme) perciò ci fa’ questo bel regalo.
Vediamo un po’ perché:
 
a)     maggiore è la velocità di un’auto e maggiore è l’inquinamento che il motore emette, sia in termini di CO2, che di altri inquinanti (dovremmo invece diminuire l’inquinamento e l’emissione di gas serra)
b)    maggiore è la velocità e maggiore è il consumo di combustibile (dovremmo invece risparmiare energia)
 
Due fatti che vanno contro la tendenza ormai accettata dalla maggior parte degli Stati responsabili, cominciando dagli Stati Uniti e dalla Cina che emettono da soli il 40% di tutta l’anidride carbonica emessa sulla Terra, a voler diminuire l’inquinamento globale che sta rovinando il clima del n ostro pianeta.
Per non parlare delle statistiche che mettono al primo posto la velocità come causa degli incidenti e dei troppi morti e feriti in Italia.
Povera Italia !
 
PS - Naturalmente quelli che andavano a 160 all'ora mentre voi guidavate a 130, ora andranno a 180-190, Muy bien !
PS 2 - scritto il 10 dicembre. ora PDL e Lega Nord si fanno la concorrenza! Adesso il PDL vuole aumentare da 150 a 160 Km/ora la velocità massima. Sono tutti matti !!!
 


[1] Esempio: quando si esce dall’autostrada il cartello all’inizio della rampa di uscita obbliga ai 40 all’ora, senza che sull’autostrada vi sia un cartello di obbligo di rallentamento che lo precede: se tutti si attenessero all’ordine e frenassero dai 130 (attuali) ai 40 Km/ora, vi sarebbero centinaia di incidenti
E VAAI ! 
 
Di Gennaro Aprea (del 01/12/2009 @ 16:56:26, in F) Questa è l'Italia, cliccato 534 volte)
NON IMMAGINAVO CHE….
 
Sabato scorso, 28 novembre siamo andati, come di solito, a fare la spesa settimanale al supermercato.
All’ingresso vi erano alcune persone (volontari) che distribuivano dei sacchetti di plastica e dei volantini ed invitavano gi avventori a riempire i sacchetti con derrate alimentari non deperibili. Tutto ciò su iniziativa della Fondazione “Banco alimentare” che ogni anno organizza delle “collette alimentari” per le persone bisognose. Queste iniziative, leggendo il volantino, erano attive in pratica presso tutti i supermercati italiani. E la Fondazione ha il sostegno di alcune banche, di una società di comunicazione e informatica, e di una assicurazione.
Leggendo più attentamente il testo ho trovato anche l’elenco dei destinatari dei prodotti alimentari e la sorpresa è stata grande. Vi riporto l’elenco tal quale che probabilmente pochi hanno letto interamente:
 
“CON LA TUA SPESA AIUTERAI
-          4051 associazioni che sostengono periodicamente i bisognosi
-          1012 associazioni che assistono continuativamente famiglie ed anziani
-          434 comunità per minori e ragazze madri
-          290 centri di accoglienza e mese per poveri
-          434 comunità per anziani
-          652 comunità per tossicodipendenti e malati di AIDS
-          361 comunità per persone portatrici di handicap in tutta Italia”
 
Totale 7234 comunità o simili sparse su tutto il territorio, cioè poco meno di una media  di una per comune (in tutto sono 8100 e ci sono anche dei comuni con meno di 50 abitanti).
In questi tempi abbiamo sentito molto parlare di povertà crescente, di necessità di migliorare l’assistenza, e cose simili di cui si dovrebbe occupare lo Stato utilizzando le tasse e le imposte che tutti noi versiamo (scusate, ho dimenticato i numerosissimi evasori che lo Stato non riesce a scovare, quindi devo dire la maggior parte di noi versa…).
Ma non immaginavo che la situazione quantitativa fosse quella appena descritta.
Dato che siamo in Italia – ma succede anche in molti altri paesi più o meno civili - possiamo anche immaginare che una parte dei prodotti alimentari donati non arrivino ai bisognosi perché se li incamera qualche (o molti) furbetto che gestisce le associazioni; oppure se li rivende intascando i soldi. Però la stragrande maggioranza raggiunge i poveri e tutti quelli che i volontari aiutano perché non riescono ad alimentarsi sufficientemente.
 
Forse la mia domanda è ingenua ed anche banale, ma ….come mai, nonostante lo Stato esista ed abbia il dovere di occuparsi dei bisognosi, dei poveri, dei malati, dei vecchi abbandonati (spesso dai figli) nei ricoveri per anziani, per gli handicappati gravi, ecc. 7234 organizzazioni chiedono aiuto agli italiani che possono permettersi di fare la spesa e che hanno un cuore caritatevole.. E pensate anche a quelle organizzazioni che chiedono abbigliamento smesso o passato di moda.
Povera Italia! Come siamo ridotti. A me che ho vissuto la seconda guerra mondiale e che ricordo perfettamente le condizioni in cui eravamo appena finita, mi sembra di tornare a quei tempi!
Pensate un momento a tutti quelli che fanno parte dell’organizzazione statale ed affine, i quali guadagnano cifre enormi; pensate a tutti gli sprechi della disorganizzazione statale che non riesce a diminuire le uscite quando si mette a fare i conti ogni anno per la legge finanziaria.
Siamo proprio in mano a dei “magnapane” a tradimento e a degli incompetenti ……. volutamente incompetenti!
 
 
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