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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 15/12/2015 @ 18:06:35, in L) Zero-carbonio, cliccato 648 volte)
QUALE ENERGIA?
Da quando il COP 21si è concluso con un successo generale apprezzabile ed alcune importanti mancanze che possono essere superate, qui in Italia i media non ne hanno quasi più parlato. L'ho notato nel mio ascolto pressoché giornaliero di "Prima Pagina", la  trasmissione mattiniera di Radio 3 durante la quale un giornalista riporta le notizie più importanti che appaiono sulla stampa italiana seguite immediatamente dalle domande degli ascoltatori alle quali il giornalista risponde.
Le notizie più importanti vertevano, dopo sabato 12, e ancora vertono, sulle 4 banche che hanno provocato perdite ai risparmiatori, sulla vertenza sulla Ministra Boschi, sulle primarie per le prossime elezioni amministrative, e via discorrendo. Nessun ascoltatore aveva posto domande sui problemi ambientali e sulle soluzioni che i 196 paesi hanno concordato, pur non essendo del tutto impegnative e controllabili.. .
Finalmente oggi l'ascoltatore Federico ha posto la domanda del titolo: Quale energia dobbiamo utilizzare? questa domanda era volutamente provocatoria perché, dopo l'elenco di tutte quelle disponibili, dalla nucleare al carbone, petrolio, rinnovabili, gas, biomasse, ecc. ha giustamente affermato che l'Italia non ha ancora scelto cosa fare subito e non ha un programma ben definito sulla scelta delle energie (eppure ha concordato e firmato l'accordo a Parigi). Federico si è riferito anche alle estrazioni di gas e petrolio in terra e in mare Adriatico. Il commento del Direttore di AVVENIRE Marco Tarquinio è stata valido ma, a mio parere incompleto, anche se ha giustamente affermato che solo la fusione nucleare  non produce scorie.
Se fossi stato io l'interrogato, gli avrei risposto solo quali fonti di energia non bisogna più usare, cioè il nucleare attuale (a causa dell'impossibilità di risolvere il problema delle scorie radioattive) e le tre fonti fossili, cioè il carbone, il petrolio (i prodotti derivati dalla sua distillazione: olio combustibile. gasolio, benzine, ecc.); ed il gas naturale, cioè il metano.
Perché questa mia presa di posizione? Semplicemente perché centinaia di scienziati a livello mondiale hanno ormai da tempo dimostrato:
- che l'uso delle tre fonti fossili sono la causa delle peggiori emissioni di gas serra (CO2 ed altre, compreso il metano stesso in quanto gas serra, 20 volte più "cattivo" dell'anidride carbonica)
- che le emissioni di gas serra sono molto dannose per la salute e la vita della flora e della fauna (di cui noi umani facciamo parte), così come del riscaldamento terrestre in rapido aumento con conseguenze terribili, siccità e migrazioni, scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, aumento del livello dei mari e degli oceani con inabissamento di ampie zone costiere comprese numerose megalopoli, ecc.
Tutte queste emissioni insieme stanno per ridurre il pianeta ad un deserto lunare entro un paio di secoli, forse meno, se non si provvede immediatamente. Questa situazione è stata riconosciuta e finalmente accettata da tutti i 196 paesi riuniti a Parigi. Questa è un primo importante positivo passo avanti, ma non basta.
Alle 10, sempre su Radio 3, si è svolta una discussione fra persone "esperte" sulla provocazione del signor Federico. Hanno parlato vari personaggi rispondendo alle domande dell'ottimo giornalista e coordinatore Del Soldà. Si è parlato soprattutto dei problemi delle estrazioni di gas e petrolio in Adriatico e nel suo entro terra, compreso quello siciliano. In questa discussione ho visto molto provincialismo, come se questi nostri problemi fossero prioritari rispetto a quelli dell'intera Italia (per esempio l'inquinamento in pianura padana), europei e mondiali. Inoltre ho constatato che queste persone pensano a ciò che può succedere domani mattina e non al lungo termine.
Fra tutti hanno "brillato" Davide Tavarelli" ed Ermete Realacci. Il primo ha ribadito - riassumo con una sola frase, la solita affermazione delle multinazionali delle fossili, cioè che il mondo non potrà mai fare a meno del carbone, petrolio e gas, e forse solo in futuro potranno essere sostituite da nuove tecnologie. Realacci invece gli ha risposto per le rime: le rinnovabili possono sicuramente sostituire le fossili e che ciò è il futuro per la soluzione dei problemi. Sono evidentemente d'accordo con lui, però devo dire che anche lui pecca nei tempi: questa politica non è il futuro ma il presente perché il problema della decarbonizzazione (cioè l'eliminazione dell'uso delle energie che contengono carbonio) è più che urgente se vogliamo che si fermi l'emissione dei gas serra (se li fermiamo subito, comunque la temperatura continuerà ad aumentare per decenni anche se in valori decrescenti).
Agli scettici che non credono in questa possibilità ricordo (perché l'ho già scritto più volte in questa Sezione "Zero Carbonio") che il progetto di fattibilità del 2011 dei due scienziati americani Mark Delucchi e Mark Jacobson di due università californiane (Berkeley e Stanford) ha dimostrato che è possibile risolvere l'aumento della domanda di energie dei paesi in grande sviluppo, piccoli e grandi; e che questo amento può essere coperto dalle rinnovabili nei prossimi 20-30 anni. Successivamente negli ulterori 30 anni esse sostituiranno le tre fonti fossili al 100%. Gli stessi scienziati hanno recentemente consegnato al governo degli Stati Uniti un progetto dettagliato sulla stessa base del progetto originario, per ogni Stato della Federazione.
Per altri che affermano che il gas naturale potrà risolvere i problemi delle pesanti emissioni del carbone e del petrolio vorrei ricordare che, anche se esso è meno inquinante delle altre due fonti, comunque le sue emissioni costituiscono il 21% rispetto al totale (carbone + del 41% e petrolio + del 36%).
Infine - mi rendo conto di aver già affaticato i lettori - quelli che dicono che il petrolio servirà ancora per i trasporti e per la petrolchimica, ricordo che fra pochissimi anni i veicoli a motore elettrico costituiranno una percentuale a due cifre del parco totale a livello mondiale; e fra 10 anni potranno veramente ridurre sostanzialmente le emissioni di gas serra ed altri inquinanti (particolati cancerogeni). La petrolchimica sta già cominciando ad essere sostituita dalla biochimica per la produzione delle plastiche. Ciò dimostra che l'innovazione tecnologica è basilare per risolvere i problemi di cui si è parlato.
Alcuni affermano che i costi delle rinnovabili sono superiori a quelli delle energie inquinanti che usiamo e che fanno aumentare la disoccupazione. Dicono: "cosa ne faremo delle centrali elettriche e delle industrie che producono tubi e tutto ciò che serve per l'utilizzo delle fonti fossili?"
Per il primo punto rispondo che alcune di queste energie sono già competitive, come l'eolico e il fotovoltaico; tuttavia dimenticano di dire che i costi risparmiati in costi sociali le rendono già più che competitive (i costi della salute in Europa ammontano a 40 miliardi di Euro e potrebbero quindi diminuire concretamente). Mi risulta che la Danimarca abbia già deciso di eliminare il 100% di fonti fossili entro il 2040. Se il loro governo sta così ben operando, si tratta forse di persone fuori di testa? Riguardo alla disoccupazione, se l'ENI, tanto per fare un esempio di casa nostra, decidesse di investire subito nello sviluppo delle fonti rinnovabili, e con loro chi produce per la nostra multinazionale le attrezzature per l'utilizzo delle fossili, certamente l'occupazione sarebbe mantenuta , anzi aumenterebbe con mano d'opera più qualificata..
Un modesto consiglio da un vecchio ambientalista. Continuate ad informarvi su tutti questi argomenti perché siamo di fronte a una modifica sostanziale dell'economia di tutti i paesi del mondo. Quando votate, cercate di conoscere la persona cui date la vostra preferenza e controllate che sia un deputato, senatore, consigliere regionale o comunale, competente ed attento ai problemi del clima in generale, non solo alla piattaforma in Adriatico, ma oltre, cioè con la mente rivolta al futuro a medio e lungo termine. E infine seguitelo nel suo percorso di vostro rappresentante.
Ultimissima: se volete fare una piccola cosa di positivo per l'ambiente e per noi tutti, risparmiate energia in qualsiasi modo che pensate sia giusto; un piccolo esempio: cambiate le lampadine attuali (anche se sono quelle a lunga durata) con altrettante a led, cominciando da quelle che usate di più...ma di questi gesti ce ne sono centinaia con poca spesa e con spesa consistente. Grazie
 
Di Gennaro Aprea (del 25/06/2015 @ 18:22:36, in L) Zero-carbonio, cliccato 874 volte)

FONTI DI ENERGIA FOSSILI - COSA SI PUO' FARE PER SOSTITUIRLE CON LE ALTERNATIVE NON INQUINANTI?

Il mese di dicembre si sta avvicinando ed in fondo non è molto lontano. C'è un fervore di discussioni di attese e di iniziative per la Conferenza delle Nazioni Unite che si svolgerà a Parigi, dove 196 paesi del mondo si riuniranno per decidere di salvare il pianeta dalle conseguenze dell'aumento delle temperature e dal conseguente profondo cambiamento del clima. Molti scienziati hanno dimostrato il pericolo di questo andamento che - se non fermato - avrebbe un impatto deleterio sul mondo inteso come sopravvivenza della flora e della fauna che comprende anche noi umani.
E' ormai stato da tempo studiato, ricercato e confermato scientificamente che le ragioni di questa situazione sono l'aumento continuo dell'uso delle fonti fossili (carbone, petrolio e gas naturale) che producono i gas serra e l'inquinamento delle altre emissioni prodotte dalla loro combustione.
La realtà dimostra che le grandi imprese che operano nel campo delle energie fossili (ricerca, estrazione, produzione, trasporto, distribuzione) non hanno alcuna intenzione di interrompere queste attività e continuano ad investire. Eppure dovrebbero fare più attenzione a quanto succede nel mondo intero i cui sintomi più evidenti sono i seguenti (senza essere  esaustivo):
·         la gente comune ha già iniziato a rendersi conto di queste realtà, cioè cambiamento del clima, aumento delle temperature, sparizione di specie animali (comprese le acquatiche) e vegetali, problemi di disponibilità di acqua e siccità con conseguenti migrazioni continentali soprattutto verso i grandi agglomerati urbani, consumo del suolo, ecc.
·         grandi banche, compreso la Barclays posseduta dal Qatar produttore di petrolio e gas, famose università, compreso Harvard e Oxford, assicurazioni, il Rockefeller Brothers Fund (la più grande famiglia di petrolieri fin dall'800), la chiesa anglicana ed altre importantissime fondazioni ed entità internazionali hanno deciso di disinvestire i loro consistenti patrimoni nelle aziende delle energie fossili
·         l'Agenzia Internazionale dell'Energia nel suo ultimo rapporto del 15 giugno ha chiaramente affermato che, se si vuole contenere l'aumento della temperatura terrestre entro i 2° C al 2100, è necessario eliminare la produzione di energia elettrica da tutte le centrali a carbone e sostituire il combustibile con il gas naturale, produttore di gas serra e altri inquinanti in quantità decisamente inferiore
·         Numerosi politici, specialmente europei, che finora si erano disinteressati di questi problemi, hanno iniziato a prendere le distanze dagli interessi delle grandi imprese delle energie fossili (con qualche eccezione Italia compresa) ed hanno deciso di pianificare le loro economie con una diminuzione del loro uso
·         i costi della sostituzione dell'uso delle energie alternative sono enormemente diminuiti grazie al progresso delle tecnologie e già fanno concorrenza alle "tradizionali", compreso l'energia nucleare
·         numerose imprese produttrici di energia elettrica, specialmente europee, hanno deciso di interrompere l'uso dei combustibili fossili per le loro centrali e sono entrate direttamente nel settore delle energie rinnovabili
·         Il Presidente degli USA Obama ed il Presidente cinese Xi Jinping hanno deciso di diminuire le emissioni di gas serra ed altri inquinanti nei loro paesi tagliando l'uso del carbone e del petrolio (olio combustibile) per la produzione di energia elettrica, cosa inimmaginabile fino a poco tempo fa, specialmente negli USA dove finora tutti i governi sono stati sempre condizionati pesantemente dagli interessi delle grandi società petrolifere e carbonifere americane; è possibile che i due governi inizino una "concorrenza" per traguardi più importanti, trascinando anche l'India che si avvia ad essere presto il terzo paese del mondo per consumi energetici
·         alcuni paesi come Danimarca, Costa Rica, Uruguay hanno già deciso di eliminare completamente l'uso delle fonti fossili entro il 2040 e 2050 sostituendole con la alternative; la Norvegia, il più grande produttore europeo di gas naturale, ha deciso di diminuirne l'estrazione e di non estrarre quello disponibile nella sua zona dell'Artico
-    i  capi di governo del G7 hanno ribadito di voler agire in favore del clima
·    di recente persino il Papa Francesco con un profondo sentimento di modernità e di democrazia mai espresso dalla Chiesa cattolica, ha esortato i cittadini del mondo ha fare quanto necessario per il cambiamento del clima in senso positivo e la salvezza del pianeta, esortando tutta l'umanità di tutte le religioni
·    i media si interessano sempre di più a questi problemi grazie alla diffusione crescente di queste notizie e provocano lo sviluppo del passaparola che aumenta la presa di coscienza dei cittadini nel mondo.                                                                                        
Allora cosa ci resta da fare? Dato che le imprese del settore delle energie fossili fanno di tutto per continuare nel loro "business", aiutate da un consistente numero di negazionisti e minimizzando le conclusioni degli scienziati riguardo al pericolo dell'aumento delle temperature e il deterioramento del clima, è necessario che queste società multinazionali si decidano ad aggiungere nei loro statuti sociali investimenti crescenti nelle energie alternative non inquinanti ed il progressivo abbandono di ciò che è stato finora la loro "ragione di vita".
Mi rendo conto che ciò non sia possibile nel breve termine perché i loro alti dirigenti decisori (i famosi "CEO") sono persone di una certa età che hanno fatto carriera nei vari settori operativi, dalla ricerca all'estrazione, alla raffinazione alla distribuzione e vendita; continueranno ad operare come hanno fatto finora nell'attesa di pensionarsi e ricevere i ricchi "bonus" per la loro fuoriuscita. Dovrebbero prendere esempio da giovani azionisti/dirigenti di paesi produttori di petrolio e gas naturale che hanno già deciso di investire nelle energie alternative.
Questi vecchi "Chief Executive Officers" della Shell, Exxon-Mobil, ENI, BP, Rosneft, Conocophillips, Total, senza dimenticare le statali della Nigeria, Iran, Arabia Saudita e compagnia cantando, ormai ineluttabilmente sordi, saranno sostituiti - mi auguro presto - da nuovi giovani decisori più intelligenti che sanno capire l'importanza di salvare il pianeta.
Le possibilità sono reali; mi riferisco a due esempi, ambedue americani:
·         l'economista Jeremy Rifkin, Presidente della Foundation on Economic Trends, scrittore di numerosi trattati su economia, lavoro, società e ambiente, molto conosciuto ed impegnato in Europa
·         I due scienziati californiani Mark A.Delucchi dell'Università of California, Davis e Mark Z. Jacobson dell'Università di Stanford nel 2011 hanno editato un esaustivo progetto che dimostra l'effettiva fattibilità di fornire tutta la necessaria energia addizionale nel mondo dei prossimi 20 anni con il vento, acqua, (correnti, onde, maree, idroelettrico) solare e geotermia; nei successivi 30 anni le energie fossili sarebbero interamente sostituite dalle fonti alternative.
Mi auguro che in Dicembre prossimo i governi delle Nazioni Unite decidano di seguire questa strada e che il passaggio sia il più rapido possibile. E' però necessario che noi cittadini-consumatori del mondo prendiamo sempre più coscienza della situazione e appoggiamo tutti i governanti che decideranno per la salvezza del pianeta, magari mettendo insieme gruppi che lavorino insieme adeguatamente per la diffusione, l'interesse e l'azione nei confronti di tutti i decisori politici.
 
PS - nel precedente articolo di questa Sezione "Zero Carbonio" del 29 marzo intitolato "Cosa succede nelle alte sfere dell'energia?" ho menzionato il recente saggio di uno dei migliori scienziati italiani Gianni Silvestrini intitolato "2° C" (Edizioni  Ambiente in febbraio 2015) che è un importante contributo per le politiche dei governi in favore dell'ambiente.
"Last but not least", suggerisco un recentissimo saggio di Naomi Klein, "Una rivoluzione ci salverà - perché l capitalismo non è sostenibile"
 
Di Gennaro Aprea (del 29/03/2015 @ 12:44:14, in L) Zero-carbonio, cliccato 639 volte)
COSA SUCCEDE NELLE ALTE SFERE DELL'ENERGIA?
Il 4 marzo ho assistito ad un incontro al Politecnico di Milano il cui titolo era molto promettente:
Mercati internazionali, geopolitica, prezzo del petrolio:
quale futuro per l'industria dell'energia?
Si è trattato di alcune interessanti presentazioni di 3 esperti alle quali sono seguite interventi della platea.
Le tre persone erano in ordine::
Nicola Monti, vice Presidente Esecutivo Esplorazione e Produzione della EDISON
Daslav Brkic, vice Presidente Senior dello Sviluppo del Business & Technology
   della SAIPEM (Gruppo ENI)
Vittorio Chiesa, Professore al Politecnico e direttore dell'"Energy Group".
con un presidente e moderatore del Politecnico, Prof Andrea Sianesi
 
Molti già conoscono le due società, ma vorrei precisare che Edison è in Italia la seconda produttrice di energia elettrica dopo ENEL ed ha numerose centrali che utilizzano l'intera filiera degli idrocarburi a ciclo combinato; importa inoltre il 20% del mercato del gas naturale.
Saipem è leader mondiale nei campi dell'ingegneria, delle costruzioni e della perforazione per petrolio e gas in aree remote ed acque profonde; fornisce servizi e progetta ed esegue grandi impianti on-shore e off-shore.
L'Energy Group del Politecnico segue da vicino gli andamenti di tutte le fonti energetiche e dei loro mercati, in particolare di quelli delle alternative-rinnovabili: Annualmente produce un rapporto particolareggiato, utilissimo a tutte le grandi e medie aziende del settore, nonché alla classe politica.
Potete quindi immaginare quanto questi esperti potessero dare un importante contributo alla discussione sull'argomento in oggetto.
Invece, a mio parere il risultato non è stato ottimale, nel senso che mi sarei aspettato alcune dichiarazioni chiarificatrici e "al di sopra delle parti", mentre i due alti dirigenti delle multinazionali ha illustrato solo il punto di vista della propria azienda basandosi anche su
quelli di un'altra multinazionale, la BP.
Nicola Monti ha mostrato fra l'altro un diagramma dei consumi suddivisi per ciascuna fonte energetica dal 1965 al 2014 e le previsioni fino al 2035. Il loro andamento evidenzia il grande sviluppo del carbone, del petrolio e del gas naturale, seguito dal nucleare, idroelettrico e rinnovabili le quali nel passato sono state percentualmente insignificanti rispetto alle altre. A partire da quest'anno gli esperti di previsioni delle società petrolifere evidenziano un andamento leggermente più accentuato per le rinnovabili, mentre nucleare e idroelettrico restano quasi al passo. Le tre energie fossili invece, contrariamente alle aspettative di diminuzione dovuto alla accelerata presa di coscienza dei danni crescenti per l'ambiente e la vita (fauna, flora e umani) derivati dalla loro utilizzazione, non ne tengono conto e continuano ad avere un andamento crescente dei loro consumi pressoché invariato, cioè sempre crescente.
Di conseguenza secondo Monti il prezzo del petrolio a breve termine tornerà ai livelli precedenti alla sua recente diminuzione (meno di 60 dollari per barile) per raggiungere i livelli di 80-110 $/barile
Mi è sembrato il rapporto di un ufficio studi che serve a tranquillizzare gli azionisti delle società petrolifere. Comunque ritengo personalmente che siano troppo ottimisti di fronte alle attuali politiche di numerosi paesi dell'OPEC (Organizzazione Paesi Esportatori di Petrolio) che hanno iniziato da tempo ad investire pesantemente in settori alternativi, così come la Cina (grande produttrice di carbone) e di altre entità che disinvestono dal settore energetico delle fossili (es. Fondazione Rockfeller, varie università e fondazioni di importanza mondiale).
Daslav Brkic ha ribadito i concetti di Monti basandosi su un paradigma che lui afferma essere apparso sui mercati che stanno subendo una trasformazione. Il nuovo concetto è:
- se il mondo si avvia ad un periodo di alta domanda di energie unita ad un'alta crescita economica con ridotta disponibilità di energie, il prezzo tende ad aumentare
- se invece vi è disponibilità di energie, ridotta crescita economica e ridotta domanda di energie, il loro prezzo tende a diminuire.
Mi sembra di aver già appreso questi concetti al primo anno di Economia nella prima metà degli anni 50 del secolo scorso.
Hanno poi parlato delle alte diminuzioni di prezzo dovute alla abbondante nuova produzione di petrolio e gas negli USA causa dal metodo "fracking" (vedi su google) che si sta allargando a numerosi paesi del globo. I due esperti affermano che questo metodo di estrazione tenderà a diminuire a relativamente breve termine, così che i prezzi torneranno a salire.
Successivamente il Prof Vittorio Chiesa è intervenuto fornendo molti dati sullo sviluppo delle fonti alternative negli ultimi 3 anni, sviluppo dovuto soprattutto alla pesante diminuzione dei costi di produzione unita al forte aumento dell'efficienza.
La situazione significativa degli investimenti in fonti rinnovabili a fine 2014 sul totale di tutte le fonti nel mondo è la seguente (% degli investimenti):
- Americhe            23
- Europa                21
- Africa                    4
- Asia e Oceania   46
Tutto ciò con una percentuale maggiore nel fotovoltaico (46%) ed eolico (28.7%)
Non solo, egli ha anche dimostrato che l'incremento di potenza delle fonti di energia rinnovabili, compreso in Italia, sarà decisamente superiore a quanto prospettato da Monti e Brkic.
Le rinnovabili sono state caratterizzate da una diminuzione di costi di produzione pari al 60-80% negli ultimi 3-4 anni, unito ad un notevole aumento di efficienza. che hanno consentito un deciso incremento della domanda; questo trend continuerà ancora nei prossimi 20 anni, a meno che si affaccino sul mercato nuove più avanzate tecnologie.
Ha aggiunto infine che il legame tra il prezzo dell'energia elettrica e quello del petrolio è molto debole e che il settore dei trasporti (che ha il maggior impiego del petrolio) potrà subire dei mutamenti con lo sviluppo dei veicoli elettrici e l'uso dei biocarburanti.
In altre parole ha dimostrato che le previsioni dei consumi di energie mostrate poco prima non avevano tenuto conto di queste realtà
 
Nessuno dei tre oratori ha parlato dei problemi del clima, dell'aumento delle temperature terrestri, della presa di conoscenza dei politici e degli rapporti degli scienziati i quali hanno dimostrato le conseguenze deleterie per il continuo uso delle tre fonti fossili. Evidentemente l'unico interesse cui guardare delle multinazionali è quello economico.
 
Al termine dei vari interventi, il moderatore ha chiesto al numeroso pubblico, Prof  Andrea Sianesi del Politecnico, di fare domande agli esperti. Sono intervenuto per primo così.
 
A dicembre di quest'anno tutti gli stati che fanno parte delle Nazioni Unite (196 paesi) si riuniranno a Parigi per decidere come evitare l'aumento dei gas serra (prodotti dal carbone, petrolio e gas) per decidere se e come evitare che l'aumento delle temperature in corso non ecceda i 2° C in media alla fine del secolo.
La gente comune sta cominciando a prendere coscienza di questa situazione e sta facendo pressione sui politici affinché adottino le politiche di contenimento graduale dell'uso delle fonti fossili al più presto e non oltre il 2050 fino alla definiva decarbonizzazione.
Tutto ciò (la pressione sui politici dal basso) costituisce un fattore che sicuramente avrà un impatto sui consumi ed i prezzi delle fonti di energia. Mi sembra che nella costruzione delle previsioni dei consumi di energia a livello mondiale, sarebbe necessario - avrei dovuto dire, obbligatorio - tenerne conto.
Nessuno degli esperti ha commentato le mie affermazioni.
 
E' importante sottolineare che pochi giorni dopo questo incontro sono apparse le statistiche ufficiali dell'Agenzia Internazionale dell'Energia delle emissioni di gas serra nel mondo nel 2014. Esse mostrano per la prima volta un arresto del loro aumento dopo 40 anni di crescita ininterrotta nonostante l'aumento della produzione globale del 3.3%; la ragione ed il merito sono della Cina.
Questo grande paese infatti (finora l'uso del carbone ha coperto il 65% di tutto il fabbisogno energetico) prevede di ridurre i gas serra del 3.1% nel 2015. Voglio sottolineare che la sua organizzazione politica permette di attuare qualsiasi decisione economica senza obiezioni o discussioni: ciò che è deciso si fa e basta!
 
Per concludere questa lunga disamina, il 25 marzo su un'importante componente della varia stampa specializzata (QualEnergia.it) è apparso un articolo del direttore Gianni Silvestrini di cui riassumo i punti principali:
  • ·       nel recente comunicato congiunto di Greenpeace ed ENEL si evidenzia la forte rottura della politica energetica della nostra azienda elettrica che abbandonerà, così come ha già deciso la grande E.On tedesca, di abbandonare le fonti di energia fossili per produrre elettricità. Seguiranno altre "utilities", con il risultato di un forte impatto sulle politiche delle multinazionali del petrolio
  • ·       l'ex AD della BP John Browne ha detto: "lo scenario 2°C" (contenimentodell'aumento della temperatura terrestre entro i 2°C) non è accettato da molti della nostra industria perché non vogliono riconoscere questa minaccia esistenziale al proprio business"
  • ·       sta crescendo rapidamente il movimento che punta a convincere a disinvestire nel mondo dei fossili, dopo la presa di posizione delle Nazioni Unite attraverso l'UNFCC (dopo la Fondazione Rockefeller ed altri importanti investitori)
  • ·       nel mondo dei media è significativa l'accelerazione del quotidiano inglese Guardian il cui direttore Alan Rusbridger ha deciso di dedicare giornalmente una rubrica sul cambiamento climatico e supporterà il movimento "Divest Fossil", incitando a vendere le azioni delle compagnie impegnate nel settore fossile
  • ·       l'ultima mossa di Obama conferma che la leadership dell'azione sul clima sta passando oltre oceano con un'efficace battaglia tra USA e Cina; fra l'altro il presidente americano ha firmato una legge che impone che entro il 2025 tutti gli edifici governativi taglino le loro emissioni climalteranti del 40% rispetto ai valori del 2008, impegno doppio rispetto a quello previsto con la riqualificazione annua del 3% dell'edilizia governativa europea. Inoltre le emissioni specifiche dei veicoli governativi dovranno essere tagliati del 30% entro il 2025.
  •  
L'autore dell'articolo conclude dicendo: "Europa, Italia, datevi una mossa!"
Gianni Silvestrini è un esperto di energie, di ambiente e di soluzioni per il clima- Ha lavorato al CNR e al Politecnico di Milano; è stato Direttore Generale al Ministero dell'Ambiente e ha creato e presiede numerose associazioni nel campo.
Recentemente ha scritto il saggio "2 C°" par i tipi di Edizioni Ambiente, che giudico una pietra miliare per il futuro in favore del pianeta
 
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