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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gennaro Aprea (del 04/03/2012 @ 18:46:15, in L) Zero-carbonio, cliccato 609 volte)
TAV
Tutti parlano tanto de “la TAV”.. Scusate, ma TAV non significa “Treno Alta Velocita’”? E allora non si dovrebbe dire “il TAV”? È giusto invece parlare dell’Alta Velocità, quindi del TAV: oppure ci sforziamo di dimenticarci l’italiano?
Detto questo sento – e siamo tutti d’accordo – che si parla tanto, anche troppo di questo problema con prese di posizione pro e contro che spesso sono basate su informazioni volutamente errate o false.
Non entro nella discussione perché da tempo, dopo aver esaminato lungamente e con attenzione la realtà delle cose (che sono state modificate rispetto al progetto iniziale diminuendo di molto i costi e accogliendo molte giuste critiche) da sincero e convinto ambientalista ho concluso che chi ne parla contro guarda le cose non oltre il proprio naso. Mi spiego: il TAV di questo progetto è qualcosa che darà un grande contributo nel lungo periodo – ed è obbligatorio in questo caso guardare lontano nel tempo come solo pochissimi mettono in evidenza – al miglioramento dell’ambiente perché, da una parte toglierà annualmente migliaia di unità inquinanti di trasporto commerciale su gomma tra la Francia e l’Italia, dall’altra eliminerà i molti aerei, automobili e pullman altrettanto inquinanti che trasportano persone (es. con l’A.V. 4 ore fra Milano e Parigi)[1], esattamente come è già successo in molte altre zone europee, ed anche tra Roma e Milano, e fra poco anche fra Milano e Napoli ed altre nuove tratte di A.V.
E la cosa più sorprendente è che, chi è favorevole, non mette in evidenza queste ragioni basilari come dovrebbe.
 
 


[1] Attualmente con l’aereo il tempo da centro città a centro città è simile)
 
Di Gennaro Aprea (del 24/02/2012 @ 17:43:42, in L) Zero-carbonio, cliccato 784 volte)
UN PRIMO PASSO POSITIVO IN FAVORE DELL’AMBIENTE
 
 
Quando il Ministro dell’Ambiente Clini in un’intervista pochi giorni dopo il suo insediamento parlò (o i giornalisti capirono) di un ripensamento sul nucleare, scrissi una lettera al Professor Monti nella quale sottolineavo l’importanza e l’urgenza di una programmazione di azioni riguardanti il risparmio energetico che ha come conseguenza un miglioramento dell’ambiente inquinato in cui viviamo. Gli chiesi di passarla anche al Ministro Clini e a Corrado Passera Ministro dello Sviluppo Economico. In effetti, dopo il referendum che escludeva il ricorso all’energia nucleare, che in se era un programma riguardante l’approvvigionamento di energie per tutti noi, nessuno se n’era più occupato. C’è voluto quasi un anno per riparlare di questo problema
Non credo di essere stato la causa di quanto sto per dirvi ma comunque sono felice che il Ministro Clini abbia previsto 600 milioni di Euro per rimborsi (il famoso 55%) a tutti quelli, imprese e privati, che mettono in atto ogni azione per diminuire i consumi di energie inquinanti, utilizzando le tecniche e l’utilizzo di energie alternative a disposizione.
Ciò provocherà uno sviluppo virtuoso che farà risparmiare all’Italia ulteriori miliardi di Euro e favorirà migliaia di nuovi posti di lavoro.
Purtroppo la notizia è stata relegata, nelle pagine più nascoste dei quotidiani; non se n’è parlato alla radio e alla TV.
Dato che è nell’interesse di tutti noi, consiglio di leggere l’ottimo articolo di uno dei migliori giornalisti esperti di ambiente Antonio Cianciullo di Repubblica apparso sul supplemento Affari e Finanza di lunedì scorso 20 febbraio.
Se non leggete Repubblica, penso che lo troverete sul sito del quotidiano Repubblica.it e poi cliccate su Affari e Finanza: l’articolo è intitolato: “Il Governo punta un miliardo sul verde”.
 
 
PS – se qualcuno è interessato a leggere la mia lettera al Presidente del Consiglio, che potrebbe essere interessante, la posso inviare facilmente, mi basta l’indirizzo e-mail
 
Di Gennaro Aprea (del 11/11/2011 @ 18:45:00, in L) Zero-carbonio, cliccato 742 volte)
20 – 20 – 20   2020
 
Per caso si comincia con i numeri ripetuti: infatti la data di oggi è 11-11-11, e poi passiamo a quelli del titolo che forse alcuni di voi lettori – spero non tutti - non hanno bene in mente. Quindi per rinverdire la memoria ripeterò di cosa si tratta:
L’accordo fra gli stati europei del 20-20-20 stabilisce che al 2020 ciascuno stato deve raggiungere:
-          una riduzione del 20% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990
-          un aumento dell’efficienza energetica del 20%
-          il raggiungimento della quota del 20% di fonti di energia alternative e rinnovabili rispetto al fabbisogno totale di ciascun paese.
Ma il dispiego di questo accordo europeo “numerico” è solo lo spunto per raccontarvi che mercoledì 9 ho partecipato ad un convegno interessantissimo organizzato dal Energy Efficiency Group (Gruppo per l’Efficienza Energetica) della Scuola di Management del Politecnico di Milano, Non vi tedio con tutti i dettagli che sono moltissimi, ma devo dichiarare che fra i tanti convegni ai quali ho assistito, pochi sono stati così ben organizzati
e con ottimi oratori.
Si è parlato soprattutto di efficienza energetica degli edifici (abitazioni, industrie, ospedali, scuole, alberghi, edifici pubblici, grande distribuzione organizzata, ecc.) che consumano in Italia circa il 36% di tutta l’energia per l’illuminazione, il riscaldamento, il rinfrescamento estivo, il cucinare, l’utilizzo di apparecchiature elettrodomestiche, ecc..
È stato presentato un consistente rapporto sull’efficienza energetica che ha stimato un risparmio di 44 milioni di Tonnellate Equivalenti di Petrolio al 2016 se si mettessero in atto le provvidenze necessarie all’istallazione di tecnologie disponibili; in alternativa il risparmio può essere calcolato in 21,6 miliardi di Watt/ora di energia elettrica. Il risultato è che, se fosse fatta una adeguata legislazione (che non significa solo incentivi monetari) che favorisse queste iniziative, l’Italia potrebbe essere lo stato più virtuoso in Europa per il raggiungimento dell’aumento dell’efficienza energetica del 20% anche prima del 2020. Fra l'altro è  stato detto che nei prossimi 4-5 anni, se si realizzasse questo progetto, si creerebbero 1 milione di nuovi posti di lavoro. 
Oltre ai relatori del’Energy Efficiency Group che hanno illustrato il rapporto, vi è stata una tavola rotonda composta di rappresentanti di varie società che producono e vendono energia elettrica (Enel Green Power, Edison, Sorgenia, ACEA) e imprese che forniscono consulenza e materiali per aumentare l’efficienza energetica dei consumatori (ABB, Siemens, Sinergia Sistemi, YouSave) condotta perfettamente dalla Dr.ssa Laura La Posta del “Sole-24 Ore”. Ha chiuso il convegno (iniziato e concluso nei tempi previsti, cosa rara in Italia) Alberto Grossi, Direttore Consumatori e Qualità del Servizio dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.
Ovviamente le finalità del convegno erano puramente economiche, cioè quelle rappresentate dalle imprese presenti; quindi non si è neppure accennato al fatto che il risparmio energetico di tanti milioni di TEP derivante dal miglioramento dell’efficienza energetica, diminuisce concretamente anche l’emissioni di gas serra e di inquinanti delle centrali elettriche che bruciano, carbone, prodotti petroliferi e gas naturale. In definitiva non è stata preso in considerazione il vantaggio per i cittadini in termini di miglioramento dell’ambiente e della loro salute, cosa che costituisce ulteriore risparmio finanziario.
Per chi fosse particolarmente interessato a sapere di più sul convegno e su tutti gli studi sulle energie rinnovabili dell’Energy & Efficiency Group, consiglio di andare sul sito www.energystrategy.it
 
 
 
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